Legge naturismo Lombardia

Nudomark 02/09/2026 21:37 10.563 Visite
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Miki1110
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01/01/2000 00:00
Ritorno con piacere alla discussione, molto ben avviata ed interessante ... Per alcune precisazioni: 1. Quando ho inserito il testo della regione Veneto ero ben consapevole che quella era una legge ad hoc sul naturismo mentre le norme in discussione si riferiscono ad una legge (al momento era una proposta) sul turismo nella quale si tenta in parte di “riconoscere e regolamentare” il naturismo (speravo fosse palese) 2. La cosa che volevo far notare è che gli emendamenti lombardi prendevano pari pari alcune commi di articoli contenuti nella legge veneta 3. E quindi non capivo dove risiedeva l’opera di mediazione e consulenza dell’associazione naturista (ma sarà un mio limite) 4. Comunque non ci vedo nulla di male che le associazioni naturiste vengano coinvolte o si propongano (hanno degli interessi che legittimamente tentano di perseguire) 5. È anche lecito che altri non condividano contenuti e linea di azione 6. Ribadisco che l’attuale attivismo della politica nasce da una semplice interesse economico (si è presa consapevolezza che non possiamo lasciare ai nostri vicini le quote del turismo naturista). Sull’efficacia dei provvedimenti vedremo … 7. Ritengo infine che tutta questa luce sul mondo nudista/naturista non sia negativa o peggiorativa rispetto allo stato attuale delle cose
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Miki1110
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01/01/2000 00:00
Al link indicato da Nudivago si trova il testo dell’emendamento che “copia” quanto previsto ad esempio nella legge regionale veneta … per i pigri ... Art. 1 Finalità 1. La Regione del Veneto, nell'ambito delle proprie competenze, ai sensi dell'articolo 117, quarto comma della Costituzione, promuove le condizioni necessarie a garantire la possibilità di praticare il turismo naturista, nel rispetto delle persone, della natura e dell'ambiente circostante. Art. 2 Delimitazione e segnalazione delle aree destinate al turismo naturista 1. Il turismo naturista è consentito liberamente, purché in aree, spazi e infrastrutture, appositamente destinati, delimitati e segnalati. 2. Tutte le aree pubbliche o private destinate al turismo naturista, al fine di evitare ogni promiscuità di spazi con chi non lo pratica, devono essere riconoscibili all'esterno e adeguatamente segnalate con appositi cartelli o con altri efficaci mezzi di segnalazione. 3. Nel caso in cui l'area dedicata al turismo naturista non sia situata in luoghi idoneamente appartati o non disponga di una naturale barriera visiva, deve essere collocata un'ulteriore segnalazione e delimitazione che ne attesti la presenza, a idonea distanza e comunque a non meno di 50 metri dall'inizio della stessa. Art. 3 Aree pubbliche destinate al turismo naturista 1. I comuni e gli altri enti pubblici locali secondo e nei limiti delle rispettive competenze, possono destinare spiagge marine, lacustri o fluviali, boschi, parchi ed altri ambienti naturali di proprietà demaniale o di enti pubblici locali, alla pratica del turismo naturista. 2. I comuni contermini individuano le aree per la pratica del turismo naturista possibilmente in aree tra loro confinanti. 3. La gestione di aree pubbliche destinate al turismo naturista può essere concessa a privati, ad associazioni o ad organizzazioni che ne garantiscano il buon funzionamento e la corretta fruizione, in conformità alla vigente normativa in materia di concessioni. Art. 4 Aree private destinate al turismo naturista 1. Per l'esercizio del turismo naturista in aree private quali campeggi, alberghi, piscine, o altro, si osservano le disposizioni della presente legge e quelle in materia urbanistica e di turismo. Art. 5 Controlli sulle aree destinate al turismo naturista 1. I comuni e gli altri enti pubblici secondo le rispettive competenze, esercitano l'attività di controllo sul buon funzionamento e corretta fruizione delle aree destinate al turismo naturista. Art. 6 Sanzioni 1. Il comune applica la sanzione amministrativa da euro 500,00 ad euro 2.000,00 a carico del gestore dell'area destinata al turismo naturista ed ordina la sospensione dell'attività nell'area sanzionata per un periodo da dieci a novanta giorni qualora l'area risulti priva di uno o più dei requisiti definiti dal provvedimento di Giunta regionale di cui all'articolo 7. 2. Il comune ordina la immediata cessazione dell'attività dell'area destinata al turismo naturista nei seguenti casi: a) mancato pagamento della sanzione pecuniaria di cui al comma 1, nel termine di sessanta giorni; b) mancato adeguamento dell'area ai requisiti di cui al comma 1 nel termine stabilito dal comune; c) gestione dell'area svolta nel periodo di sospensione di cui al comma 1. Art. 7 Criteri per il rilascio delle concessioni e per l'individuazione delle aree destinate al turismo naturista 1. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, individua: a) i criteri per il rilascio delle concessioni, in conformità alla disciplina delle concessioni demaniali, prevedendo in particolare che le aree destinate al turismo naturista: 1) siano localizzate in modo da non causare, di norma, interruzioni alla continuità delle aree fruibili dal turismo non naturista, qualora, per la conformazione naturale dei luoghi, non siano separate e appartate rispetto a quelle del turismo non naturista; 2) abbiano accesso alla risorsa naturale marina, lacustre o fluviale, di interesse turistico; 3) siano concesse con preferenza, a parità di condizioni, alle associazioni o organizzazioni affiliate ad una delle federazioni o confederazioni naturiste nazionali o internazionali; b) i criteri urbanistici per la destinazione, estensione, delimitazione, segnalazione e localizzazione delle aree naturiste anche nel rispetto dell'interesse alla tutela del paesaggio, e in particolare le caratteristiche tecniche delle recinzioni di tali aree in modo da garantire i terzi non naturisti rispetto alla visibilità dall'esterno dei luoghi di pratica naturista. Io non ci vedo nulla di male in tutte queste iniziative, l’unica osservazione che mi sento di fare è che l’attuale attivismo della politica nasce in primo luogo dalla consapevolezza che naturismo fa rima con affari e in gran parte dell’Europa sono da decenni che lo hanno compreso. Le leggi poi possono essere scritte bene o male, l’importante è capire come vengono calate nella realtà. Non ci resta che attendere ed essere fiduciosi …
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
Credo che per commentare dovreste essere a conoscenza delle cose. Il testo della proposta di legge poi convertito in emendamento è stato scritto da A.N.ITA.in accordo con i presentatori, tanto che la presentazione della legge alla Regione è stato scritto da un nostro consigliere. Le parole estrapolate dal giornalista nulla hanno a che vedere con quelli che sono stati i colloqui con i Consiglieri regionali e i loro gruppi, persone che ben conoscono il naturismo. Nessuno ne nei testi ne nelle parole ha mai pensato a ghetti per naturisti e ben lo sanno i moderatori di questo forum a cui sono stati chiesti pareri come a molti altri soggetti interessati. Il testo che avevamo consegnato è brevissimo proprio per non creare equivoci o problemi come è stato in Emilia e in Veneto e ora sta accadendo in Piemonte. Ovviamente non possiamo essere certi che venga in sede di dibattito confermato al 100% ma siamo fiduciosi perché i promotori raccolgono consensi anche nelle opposizioni. DOVE STA SCRITTO CHE PROTEGGEREBBE SOLO GLI ASSOCIATI??? E' una deduzione assurda visto che si prevedono luoghi pubblici. Sapete, o dovreste sapere che per ottenere la possibilità di naturismo ovunque, non solo nelle spiagge segnalate con cartelli va modificato l'articolo 726 c.p. e che tale modifica è possibile solo a livello nazionale tanto che la legge che prevede proprio questo, proposta dall'on. Lacquaniti giace da tempo in Parlamento. E' questa legge che prevedendo tale eliminazione per i naturisti, delegando poi alle regioni le modalità di attuazione consentirebbe anche le passeggate in montagna senza alcun problema. peraltro nulla lo vieta anche ora se fatto con criterio, lo dimostrano i molti eventi che Emanuele organizza e con lui molti altri. Chiudo facendo una considerazione, se esistono aperture verso il naturismo vanno colte, sperare che dall'oggi al domani si arrivi al livello della Germania dopo essere stati osteggiati in ogni modo si è solo degli illusi. Solo facendo un passo alla volta si può grazie alla conoscenza della nostra filosofia di vita, permettere agli altri di capire e finalmente accettare il fatto che il naturismo è nostro diritto. Mi piacerebbe anche capire perché nessuno ha detto nulla di quanto fatto in Abruzzo o Emilia o Veneto o Piemonte e si attacchi proprio quello che si sta facendo qui che è un testo assolutamente libero da problematiche di qualsiasi tipo. Aggiungo che anche la Spagna purtroppo in materia di naturismo sta facendo passi indietro, vietando il naturismo in luoghi dove fino a poco tempo fa era consentito, evidentemente le difficoltà esistono anche altrove, risolverle con il buon senso mi sembra il minimo sindacale che si richiede a chi vive con entusiasmo il nostro mondo. Ho poi personalmente incontrato diversi operatori turistici e sindaci della mia zona che si sono detti interessati, qualora la legge venga approvata, ad individuare luoghi interessanti e a collaborare con loro per lo sviluppo del turismo naturista. Credo sinceramente che sia una cosa positiva. E l'interessamento maggiore viene proprio dalle zone con minore sviluppo turistico del Lago di Como come alcune valli ora poco conosciute. Questo per me è un punto di partenza non indifferente. Le istituzioni (tra l'altro di una parte politica inaspettata) sono interessate e dialogano.
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Marcolino
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01/01/2000 00:00
Mi pare assurdo che si discuta e si "critichi", almeno per il momento, sull'aria fritta. Finche' non sara' pubblicato il testo completo dell'emendamento approvato in Regione Lombardia e' inutile ed off topic secondo me commentare in merito alla Lombardia sulla base di leggi di altre regioni. Come ha ben detto Nudomark, qualora fosse pubblicato esattamente il testo che ANITA aveva presentato, non dovremmo far altro che gioire tutti di questa conquista, in quanto quel testo fu il frutto della collaborazione di tante realta', fra cui in modo particolare quella di questo forum da cui ANITA ha recepito molti suggerimenti. Aggiungo che addirittura ANITA, se non ricordo male, a suo tempo presento' e modifico' strada facendo il testo proprio in questo forum dando prova di grande trasparenza, non solo verso i propri soci (che sarebbe dovuto) ma verso tutti i naturisti (quante associazioni lo fanno???). Salutoni, Marcolino
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
Non interverrò più sull'argomento non perché non abbia da controbattere parola per parola ai commenti di Nudivago ma perché la discussione non porta a nulla visto che ormai è diventata un dialogo a due. Tutto quello che fa l'associazione è pubblicato sul forum di A.n.ita. a cui tutti i soci (e non) possono iscriversi e leggere ogni documento e attività perché pubblichiamo tutto. Compreso il testo studiato in oggetto di cui si può trovare tutto quanto fatto e le modalità nel forum nella sezione soci. Tutte le interpretazioni delle parole, delle frasi le lascio a chi ha la possibilità e il tempo per studiare la migliore risposta secondo quanto desidera far intendere. Io non capisco perché si debba parlare per deduzioni. Sarebbe bastato letta la notizia chiedere, anche per mail o sul forum spiegazioni di cosa era stato fatto e come si era arrivati alla cosa. Ripeto sul forum si trovava tutto ma era forse troppo semplice. Per quanto riguarda essere il portavoce di qualcuno non lo penso affatto.
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
E' certo che è stato approvato ma il testo definitivo deve essere ancora pubblicato dalla regione. Se fosse quello da noi suggerito sarebbe il più avanzato e più libero in assoluto, ispirato dal consulto di più esperti provenienti non solo dall'associazionismo ma anche da questo sito e a lungo studiato. Naturalmente le regioni non possono legiferare sull'abolizione del 726 per il naturismo che è prerogativa solo del Parlamento.
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
Il testo non ha nulla a che vedere con quello veneto. Non è ancora stato pubblicato.
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
Leggo ovunque interpretazioni del testo (non pubblicato), valutazioni sul nudo-naturismo, deduzioni sull'emendamento alla legge sul turismo che sono fuori da ogni logica e alcune basate su interpretazioni davvero fantasiose; accuse nemmeno velate di lavorare contro il naturismo. (Non qui per fortuna...) Incredibile. Anche perché questa NON è una legge ma un emendamento alla legge sul turismo per favorire la creazione di luoghi e spiagge lacustri e fluviali nonché di boschi e luoghi montani e parchi anche in area metropolitana delimitati solo con cartelli che indicano la zona naturista, questo è stato chiesto non altro. Addirittura qualcuno dice che avremmo chiesto una legge ad hoc per i tesserati!! Infatti sui fiumi chiederanno la tessera...ma per favore. Incredibile. Che mondo strano. Ai sindaci e ai responsabili turistici con cui ho parlato a giugno e che hanno chiesto collaborazione dirò che ci siamo sbagliati... Mi prendo una vacanza, come già annunciato, forse è meglio. P.s se qualcuno è in grado di ottenere di farmi prendere il sole in qualunque posto, di farmi passeggiare, di farmi sdraiare al parco nudo senza leggi o ordinanze che lo consentano e senza essere multato e denunciato ma solo perché è un mio diritto si presenti che gli stringo la mano.
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
"perché come consulenti per la legge hanno chiamato l'associazione e qualche boss, qualcuno che già si sapeva favorevole al "turismo naturista" escludendo tutte le fome di attività nudista che non portano soldi." FALSO, RIPETO FALSO. Non accetto queste assurdità. Chiedo quindi dopo questa affermazione che mi venga detto chi era presente in regione ai colloqui con gli esponenti politici, fatemi i nomi dei boss...e già che ci siamo ditemi quali sono state le richieste fatte dall'associazione visto che sapete tutto. Fornitemi il testo presentato.
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01/01/2000 00:00
Mi sembri una persona capace, "nudivago", e mi spiace ma dai purtroppo l'impressione di voler mistificare. Le due righe dell'emendamento sono abbastanza chiare e rientrano in un pacchetto riguardante il turismo in regione Lombardia. L'ART 726 c.p. esula dalle competenze della legislazione regionale punto. Ora un appunto mio. Io sono del parere che le leggi siano fatte solo ed esclusivamente per limitare o a fini di interessi precisi da parte dei legislatori o di coloro che li tengono a libro paga. Questo molto in sintesi è quanto penso in merito all'argomento (e non voglio trovare o meno consensi su questo), per questo sono convinto che ci voglia dell'altro per potersi conquistare i propri diritti. Allora impegniamoci tutti a fare del nostro, a creare quel tessuto sociale e creare l'immaginario collettivo che sia da humus per quanto stiamo cercando di portare avanti anche da questo forum. Liberiamoci veramente delle nostre vesti mentali e tracciamo un percorso che squarci il falso modo di vedere la nudità che hanno moltissimi degli abitanti di questo nostro paese. Schierarci gli uni contro gli altri, cercare peli nell'uovo, lanciare scomuniche (sto scrivendo in generale), ci indebolisce ci allontana gli uni dagli altri. Tornando all'emendamento in questione. Non mi pare proprio, che questo, cambi in peggio le cose rispetto a come sono attualmente, se vai in giro nudo per i boschi e le montagne, al fiume o al lago, se ne avrai la forza e la volontà lo fai, lo si è fatto fin'ora e lo si continuerà a fare e più lo si farà più si apriranno spazi, ma quelle due righe, scritte dai politici nostrani, le vedo comunque come un riconoscimento che anche dagli scranni regionali lombardi si sono accorti che quei quattro nudonaturisti non sono proprio una cosa così anormale, ed in un'ottica di mercato, con trentasei parole, aprono delle porte che sta a noi saperle sfruttare non per far soldi, ma per iniziare a costruirci degli spazi che siano i più liberi possibile dai quali conquistare altre frontiere nelle quali vivere in nudo/liberta... Per ora in Lombardia vi è veramente poco se volgiamo che quel poco cresca e si affermi cerchiamo ognuno di fare con intelligenza il proprio percorso, se proprio non lo si riesce o vuole condurre assieme.
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Marcolino
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01/01/2000 00:00
Grazie Max...
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01/01/2000 00:00
Ho evitato di intervenire da subito su questo argomento inquanto gli interventi di "Nudivago" nascondevano un astio, affermazioni fasulle ed inventate e traevano delle conclusioni che nulla hanno a che vedere con la realtà, ne di ANITA, ne nello specifico dell'argomento di cui teoricamente si trattava qui. Ora sono qui ad esprimere un mio disagio, ma l'astio nascosto (neanche troppo) dietro alle parole su espresse, mi inibisce nel riuscire ad esprimermi con la lucidità necessaria, semplicemente perchè tra le associazioni, ANITA è quella che non solo riporta in calce nello statuto che il naturismo si debba e si possa vivere al difuiroi delle strutture commerciali organizzate, e difende il diritto di tutti di poter vivere ed entrare nelle strutture, ma è stata l'associazione che dalla nascita del movimento naturista organizzato in Italia ha posto questi paletti per contraddistringuersi e per affermare il diritto di non essere rinchiusi all'interno di riserve e ghetti. Ora ognuno può affermare quello che vuole, ma cercare di far passare la propria visione distorta della realtà con affermazioni che posseggono il "verbo" unico ed insidacabile, non mi va proprio bene. Poi che si passi quasi agli insulti, apparentemente senza farne, ma dandone ad intendere, questo lo ritengo ancora più grave.... Comunque per tornare in argomento, il "signor presidente" ha avuto l'accortezza di ribadire che il PDL in questione non è una legge sul naturismo, ma un emendamento (di cui non si conosce ancora il testo uscito) di una legge sul turismo, che ha l'accortezza di disquisire nel merito delle pratiche che ad alcuni di noi stanno a cuore. Quindi mettiamoci il cuore in pace, gran parte di questa discussione si basa non su un qualcoas di tangibile e pertinente, ma su aria fritta, non nel senso che si siano scritte cazzate, ma cose non riguardanti la questione in essere. Quando si aprirà un topic teorico in merito all'opportunità ed alla necessità o meno di una legge sul "suolo patrio", inteverrò dicendo la mia, e vi garantisco che pure senza offendere potrei sostere parte del costrutto accennato dall'individuo di cui sopra. Mi spiace veramente vedere come un modo di vivere, invece che unire metta a nudo, non il proprio corpo, ma l'incapacità relazionale e comunicativa ed inibisca il realizzarsi di un modello di immaginario collettivo che possa far crescere, conoscere ed affermare un pricipiaio di libertà individuale e sociale. la maggior parte degli interventi li ritengo interessanti ed intelligenti, mi spiace solo che non si sia posto un freno a certi modi, definiamoli scorretti.
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01/01/2000 00:00
Nudomark ha scritto: E l'interessamento maggiore viene proprio dalle zone con minore sviluppo turistico del Lago di Como come alcune valli ora poco conosciute. Questo per me è un punto di partenza non indifferente. Le istituzioni (tra l'altro di una parte politica inaspettata) sono interessate e dialogano.
Scusa Marco,visto che io e te siamo proprio della zona mi potresti dire a quali zone alludevi nel tuo intervento precedente?
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01/01/2000 00:00
Sperem!!!
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01/01/2000 00:00
proviamo a mediare tra le diverse tesi con degli spunti di riflessione. L'unica vera legge utile sarebbe una che sganci il nudismo dal 726 cp. L'unica vera limitazione ammissibile sarebbe un elenco di luoghi inidonei Le azioni contro decenza, pudore e libertà di tutti sarebbero comunque perseguite dal 527 cp In mancanza di questa unica e utile legge, molti si stanno muovendo per avere una legge propria che permetta di stare nudi. Adesso i posti dove poter stare nudi sono già molti, anche se una gran parti rubati e sotto rischio denuncia, evitabile se fosse messo in atto il punto 1 Tramite le leggi regionali vengono poste molte libertà (soggette alla volontà di amministratori e di imprenditori), e molti vincoli (le amministrazioni non vogliono nudi, e gli imprenditori non potendo avere a disposizione bei spazi, ma solo risicaglie nascoste in meandri inaccessibile, non avrebbero clienti, qundi non investono nel nudismo) Una sola messa in pratica è scaturita da una legge regionale: la spiaggia di Torino di Sangro. Nella altre regioni le leggi di liberalizzazione nudonaturista ha di fatto vietato il nudismo ovunque, ne vi sono inizative o permessi in vista. Le uniche spiagge autorizzate in Italia, son tutte frutto di delibere comunali (capocotta, nido del'aquila, il troncone, fiumicino), e anche le Morge, seppur derivate dalla legge regionale, è sorta quasi per sola volontà comunale, ben spinta da ANAB. Tutte le leggi regionali finora firmate, hanno posto con poche parole, dei vincoli imprescindibili, a cui si appellano i comuni per non autorizzare le spiagge. In Emilia Romagna ha di fatto chiuso ogni possibilità di autorizzazione, se il comune non è interessato. In veneto la proposta era altamente castrante, è stata riaperta e rivalutata dal proponente, ma la finale è stata la chiusura totale, salvo grossi investimenti che a nessuno interessano In Abruzzo la legge è sufficentemente aperta, ma manca la volontà di applicarla, e di fatto chiude le possibilità. In piemonte spero non veda mai la luce: va a finire che fan chiudere anche i due campeggi che ci sono. (e starebbe bene a tutti e due i proprietari, che han voluto una legge campeggiocentrica) In toscana la stanno studiando, spero che leggano questi commenti che escono di continuo sulle varie leggi, per non commettere errori, dato che già proporre una legge, è un errore in partenza. In sicilia era partita pessima, poi è stata riscritta, e sinceramente non ho più seguito o non ricordo di averlo fatto, che fine ha fatto. In Lombardia la proposta, tranne due o tre cavolate, era più che buona, ma la vista di quei emendamenti fa pensare che alla fine la stravolgeranno: auguriamoci solo che non succeda. Alla proposta Lombarda abbiamo dato una mano anche noi del sito, affinchè dicesse e particolareggiasse il meno possibile, affinchè non diventasse castrante come le altre: non vuoi riconoscere il nudo ovunque, fallo in spazi autorizzati, ma che almeno non chiuda ogni tipo di attività diversa. Litigare sugli emendamenti di una discussione in corso sembra azzardato, e quel che mette realmente paura è un'altra cosa: Invece di votare i sei sette articoli della legge, dare due norme applicative, la discussione e il numero degli emendamenti fa solo pensare a cosa ne tireranno fuori, in negativo, i consigli e giunte regionali interessate. Quando una cosa si approva in proposta o quasi, rimane il primo spirito dello scrivente. Quando inizia il taglia e cuci, il terrore assale. mi auguro solo che il risultato del minestrone finale non sia una cosa immangiabile, e non il piatto non perfetto, ma perfettibile che era stato proposto all'inizio. ---- A chi dice "ma almeno c'è una legge che riconosce il nudismo, poi verranno i cambi".***** 1) in Emila Romagna poche sempli parola "dovranno esserci dei servizi" stà vietando di autorizare le spiagge, e la stessa ex consigliera proponente ha dato una versione castrante. Nessuno, ormai dal 2006, intende rimetterci le mani, sia per problemi più urgenti in corso, sia perchè cosi vogliono i comuni, che non son costretti a cedere alle richieste di nuovi spazi, e hanno una facilitazione immensa per dire di no. 2) Costituzione Italiana è in vigore dal 1947.... gli ultimissimi articoli si chiamano "DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI".... sono in vigore immutate da 68 anni. 3) La maggior parte delle leggi riguardanti, ad esempio, le costruzioni (edilizia), risalgono ai Regi Decreti del 1938, in pratica ad un altro stato. (77 anni). Non c'è nulla di più definitivo, in Itala, di una norma transitoria, fatta "pur di avere qualcosa poi vediamo". Il poi non esiste, e se mai avverrà, chissà quando avverrà. Una legge economica, fatta per le lobby, cambia ad ogni governo; delle leggi per queste cose, una volta che sono vincolanti, nessuno ci rimetterà mai mano. Ripeto, spero solo che la proposta iniziale non subisca danni irreparabili.
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