Legge naturismo Lombardia

Nudomark 02/09/2026 21:37 10.564 Visite
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Miki1110
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01/01/2000 00:00
Ritorno con piacere alla discussione, molto ben avviata ed interessante ... Per alcune precisazioni: 1. Quando ho inserito il testo della regione Veneto ero ben consapevole che quella era una legge ad hoc sul naturismo mentre le norme in discussione si riferiscono ad una legge (al momento era una proposta) sul turismo nella quale si tenta in parte di “riconoscere e regolamentare” il naturismo (speravo fosse palese) 2. La cosa che volevo far notare è che gli emendamenti lombardi prendevano pari pari alcune commi di articoli contenuti nella legge veneta 3. E quindi non capivo dove risiedeva l’opera di mediazione e consulenza dell’associazione naturista (ma sarà un mio limite) 4. Comunque non ci vedo nulla di male che le associazioni naturiste vengano coinvolte o si propongano (hanno degli interessi che legittimamente tentano di perseguire) 5. È anche lecito che altri non condividano contenuti e linea di azione 6. Ribadisco che l’attuale attivismo della politica nasce da una semplice interesse economico (si è presa consapevolezza che non possiamo lasciare ai nostri vicini le quote del turismo naturista). Sull’efficacia dei provvedimenti vedremo … 7. Ritengo infine che tutta questa luce sul mondo nudista/naturista non sia negativa o peggiorativa rispetto allo stato attuale delle cose
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01/01/2000 00:00
Bella notizia speriamo in bene e un grazie a tutte quelle persone che si battono con le istituzioni perchè la nostra passione possa trovare altri spazi ufficiali.
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01/01/2000 00:00
sono d'accordo! non creiamo ulteriori "riserve"
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01/01/2000 00:00
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01/01/2000 00:00
Vorrei dire, a_fenice, che non c'è niente da mediare. Mi piace la varietà, che ci siano posizini diverse, che esista il "turismo naturista" e che ci siano i nudisti, che ci siano delle strutture in cui stare nudi e che si possa continuare a fare dell'escursionismo nudista in montagna o andare sul Trebbia. Ognuno come preferisce. Che non mi piace è che una parte si senta così rappresentativa di tutti che possa dettar legge e imporre il suo punto di vista. L'approvazione di questa legge regionale ha aiutato a capire la sostanziale differenza (ora sancita da un testo legislativo ed entrata nel lessico) fra nudismo e "turismo naturista". All'inizio della nostra discussione, frastornati dagli hurrà, si pensava a un generale "sdoganamento". Stando un po' più attenti, si è visto che una parte (i "turisti naturisti") tiravano l'acqua al loro mulino e quasi pretendevano di rappresentare anche i nudisti. A chi piacciono i centri cintati ci vadano pure: il "turismo" è solo una parte di quel che si sta muovento in campo FKK. Riprendo volentieri questa sigla perché mi dà l'ide di una "cultura" della liberazione del corpo. Le siepi non sono altro che una forma estesa di foglia di fico, nascondono un gruppo, invece che un singolo, tutto qua. Per non parlare di quel che il secondo emendamento (non accolto) non tanto velamente accennava, e cioè la "protezione" da garantire a "terzi non naturisti rispetto alla visibilità dall'esterno dei luoghi di pratica naturista". Se la visione del nudo è dannosa, lo è anche all'interno di una siepe, anche dal medico... Mi sa tanto che ci si nasconda dietro il potere impersonale della legge per legittimare il proprio punto di vista, sfruttandola come supporto al di sopra delle parti per l'imperio della propria ideologia. Così com'è stata approvata, questa legge non mi tocca. Non poteva cambiare l'art. del codice penale perché non ne aveva né il merito, né il potere, né la delega. Lascia libero chiunque di preferire le strutture o il "free range", secondo che piace.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto: Secondo me, chi vuole promulgare certe leggi, lo fa per aumentare i consumi commerciali da una parte e il relativo gettito fiscale dall'altra.
Grazie per il suggerimento: ora comincio a capire perché il nudismo era così diffuso nei paesi dell Est! Non erano capitalistici! E di far grana non glien'importava nulla. Qui da noi invece siamo tutti lanciati (politici in testa), sparati come folli a chi più guadagna, non importa dei cadavari che ci lasciamo sulla strada. E così anche noi, nel nostro piccolo, ci facciamo la guerra per due palanche! Che vanno ad altri, ai più furbi.
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01/01/2000 00:00
Per non lasciare nulla nel vago delle possibili interpretazioni, trascrivo dal Regolemanto interno del Consiglio Regionale [della Lombardia] (Regolamento Interno 9 giugno 2009 , n. VIII/840, art. 85 modificato dalla legge regionale 21 ottobre 2014, nr. 494, art. 29) la definizione di "Ordine del giorno": «Ciascun consigliere può presentare, come primo firmatario, fino a cinque ordini del giorno sui contenuti di un progetto di legge, recanti impegni rivolti alla Giunta regionale, nell'ambito delle sue competenze, ad assumere determinate iniziative in relazione a specifiche disposizioni del progetto di legge, entro le ore dodici e trenta del giorno non festivo precedente quello dell'inizio della seduta nella quale il progetto viene discusso. Nel corso della discussione generale possono ancora essere presentati ordini del giorno da parte dei presidenti dei gruppi consiliari in numero massimo di tre per ciascun gruppo.'» L'"ordine del giorno" è una attività di indirizzo ( http://www.consiglio.regione.lombardia.it/AttivitaConsiliari/LavoriAssemblea/attivita_indirizzo): «L’attività di indirizzo consiste nell’approvazione, da parte del Consiglio regionale, di atti con i quali esprime il proprio orientamento su questioni specifiche o di interesse generale. Gli atti di indirizzo sono: - ordini del giorno (art. 85 Reg. generale del Consiglio), proposti da uno o più consiglieri prima o durante la seduta e riferiti espressamente ad un provvedimento in discussione; - mozioni (art. 122 Reg. generale), documenti motivati proposti da uno o più consiglieri; - risoluzioni (art. 38, comma 2, Reg. generale), proposte da una commissione consiliare.» I parallelismi con gli emendamenti ritirati sono evidenti. Pare di capire che con questo ordine del giorno si sia voluto demandare a un provvedimento legislativo organico la normazione specifica, facendone esplicito invito alla Giunta, dando comunque le imbeccate giuste, cioè le condizioni perché la maggioranza del Consiglio le possa approvare come legge sul turismo naturista, ancorando comunque a un precedente legislativo (la nuova legge approvata, di prossima pubblicazione) l'ndirizzo di massima.
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01/01/2000 00:00
L'ho detto sin dall'inizio che non sono contrario alla creazione di "centri naturisti", che chi vuole può passare la propria vacanza nei "centri naturisti", ciascuno è libero, no? Ma poi è facile generalizzare e confondere naturismo con nudismo, e che la legge sia fatta per tutti (come leggo dai titoli dei giornali). Per cui chiunque vedendo una comitiva di nudisti sulle Alpi o in brughiera può dire come Circe "Va' coi porci!" che avete i vostri centri per le vostre cosacce. Se esce una legge che regolamenta il "turismo naturista" e viene spacciata per legge sul nudismo in generale c'è un'invasione di campo, io mi sento minacciato e mi difendo. Perché ho una mia idea di che cosa sia il nudismo, che non è quello dei centri: liberi tutti di entrare nei centri, libero anch'io di non andarci. E per piacere in "luoghi e spiagge lacustri e fluviali nonché di boschi e luoghi montani e parchi anche in area metropolitana" davvero non c'è bisogno di cartelli "attenti al lupo". Questo non vuol dire "lavorare contro il naturismo", semmai è un atto di difesa o di "think different" rispetto a chi non vuole vedere i nudisti liberamente a spasso: temibili! scandalosi, indecenti, librichi, sovvertitori. Quanto alle interpretazioni anch'io ne ho colta una un tantino esagerata, ed è la Sua, sig. Presidente, quando dice che "qualcuno dice che avremmo chiesto una legge ad hoc per i tesserati!! Infatti sui fiumi chiederanno la tessera...ma per favore. Incredibile." So che ce l'ha con me per aver scritto: «E perché protegge solo nudisti associati e non anche i singoli?» Intedevo riuniti in un centro, che si sono ritrovati nel tal campeggio" in contrapposizione a "singoli". Però già che ci penso può essere anche vera la Sua interpretazione: perché come consulenti per la legge hanno chiamato l'associazione e qualche boss, qualcuno che già si sapeva favorevole al "turismo naturista" escludendo tutte le fome di attività nudista che non portano soldi. Per cui mi pare che sia la Sua interpretazione ad essere tirata per i capelli... ma ciascuno ragiona secondo quel che più gli preme. Non credo che sarà questa legge a far crescere come funghi centri per naturisti un po' dovunque e se anche fosse non ci andrò perché dopo essermi spogliato dei vestiti non vorrei vestirmi di una siepe, o coprirmi le vergogne con un cartello segnaletico "Attenzione, nudisti", per di più pagando. Il mondo è bello perché è vario, perché è complesso, e vivaddio, perché ciascuno abbiamo pensieri diversi, diverse opinioni e comportamenti. Ma non lo vedo strano.
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01/01/2000 00:00
Fa piacere vedere che le mie elucubrazioni non erano poi così randage e pellegrine, quando dicevo che il discrimine, il denominatore comune era il vil dinero. Allora azzardo anche un altro pensamiento che accontenta anche i nudisti duri e puri italiani: che in un attimo, con una leggina, potremmo estendere la fruibilità nudista del nostro territorio, richiamando con questo quintalate di turisti, nostrali e stranieri, se dessimo per fruibile ai nudisti il notro territorio "demaniale" (per definirlo alla grossa, più o meno il limite dei 300 metri dai centri abitati imposto ai cacciatori). Penso questo perché se è sufficiente il potere discrezionale di un sindaco per sospendere l'applicabilità di un articolo del codice penale (!!! stiamo dicendo che un sindaco può garantire che i nudisti non faranno sconcezze!), la difficoltà da superare non deve essere molta. Rimane da dire che invece di andare in Austria per la Newt o nella Svizzera Sassone (ex DDR), io, nudo-turista italiano, col treno al seguito di famiglia od amici posso andare dovunque voglio, qui in Italia, prendo per alloggio una pensione, faccio la spesa al negozietto in piazza e il mattino dopo m'inerpico per greppi e sentieri. E i soldi, se proprio volete vederla da questo punto di vista, rimangono qui in Italia. Come ho fatto al Sangro, come s'è fatto a Marina di Camerota. Penso male?
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01/01/2000 00:00
L'emendamento (nr. 68) in sede di discussione verrà ritirato dal proponente Tizzoni, Eccolo: Immagine utente ma verrà riproposto dall'Assessore Parolini come subemendamento nr. 1, che leggerà in aula: «Riconosce il turismo naturista, nel rispetto delle persone, della natura e dell’ambiente circostante, purché praticato in aree, spazi e infrastrutture, appositamente destinati, delimitati e segnalati con appositi cartelli e con altri efficaci mezzi di segnalazione.» La votazione sull'emendamento Parolini avrà il seguente risultato: Votanti 66 Favorevoli 63 Astenuti 3 Il Consiglio approva. Votazione sull'intero articolo 2 (Finalità) Votanti 65 Favorevoli 58 Astenuti 7 Il Consiglio approva. Una battuta del Presidente Cattaneo: «Colleghi, questa legge ha 87 articoli! Quindi, sono le 18: Se vogliamo completare entro l’ora di chiusura, credo che ci voglia un clima… che non si faccia troppo influenzare dal naturismo, ecco, diciamo così. eh.»
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01/01/2000 00:00
Le parole con cui si conclude l'articolo „anche "al fine di tutelare coloro che non lo praticano"“ portano a pensare che la pratica nudista sia pericolosa per chi non la pratica: 1) qualunque nudista sa che questo non è vero 2) i nudisti vengono criminalizzati in quanto tali, sono i nuovi Indiani nelle riserve, la legge li qualifica di sotto-uomini e essa stessa induce al disprezzo. In realtà rafforza la mentalità corrente e non rispetta chi (per esperienza) la pensa in modo diverso. Non ho bisogno di una legge che mi imponga come devo sentirmi con me stesso, che mi imponga l'atteggiamento di una maggioranza, o la legge del più forte: non è democratico. Può anche andar bene che si regolamenti il "turismo nudista/naturista", fatto salvo che questa NON È l'unica forma possibile di pratica del nudismo/naturismo. Chi vuol fare turismo dietro le siepi, lo faccia. Ma che non ci sia una legge che prescriva che questa sia l'unico modo ed esclusivo di pratica del nudismo, cioè che VIETI di fatto tutte le altre forme. CUI PRODEST? Non certo alla diffusione di un'idea sana e positiva del nudismo. A meno che non si voglia far assumere alla legge il solito atteggiamento mafioso di "protezione" dei nudisti nel ghetto e dei non nudisti di fuori. E perché protegge solo nudisti associati e non anche i singoli? È per sorvegliarci meglio? Per punirci in qualche modo per le idee che abbiamo? Per insegnarci come si deve stare in società? Il punto è partire dal presupposto che la vista del nudo sia in qualche modo pericolosa, crei dei danni. Noi che lo pratichiamo siamo qui a smentirlo. Perché ora ce ne dimentichiamo? Se l'ANITA avalla questo atteggiamento restituisco la tessera perché non mi rappresenta più. E mi farò le vacanze non nei ghetti lombardi, ma sui sentieri austriaci, tedeschi, finlandesi, ungheresi... Non voglio nemmeno un referendum fra gli iscritti. Se una legge si deve approvare, che tenga conto di tutte le forme di nudismo: non a tutti va (e deve essere rispettata questa sua preferenza) di passare il tempo e godere la natura su una spiaggia, ma può preferire una gita in montagna o in campagna, fare del giardinaggio, leggere sul balcone - da gennaio a dicembre, non solo durante le ferie. E la prima cosa da cambiare è che la vista del nudo in pubblico non è di per sé punibile perché non è dannosa ("neminem laeditur"), non offende, non più di rumori molesti, sgarbi fra automobilisti, sputare per terra, scene di violenza. Anzi al contrario, come dimostrano tutti gli incontri con tessili (adulti e bambini - vedi foto - da www.naktiv.net). Nudìvago - Vittorio Immagine utente
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01/01/2000 00:00
Il fatto è che c'è il pericolo di avere una legge che volendo normare un tipo di turismo, legifera sul nudismo in generale - e questo va oltre le sue competenze e attribuzioni. Legiferi, ma lasci intatto quel che finora non è ancora normato nella fattispece: per questo serve una legge nazionale o la definizione chiara dell'articolo 726 c.p. ("atti contrari alla pubblica decenza"). Per quanto riguarda il bicchiere: direi che siamo nati col bicchiere pieno, che poi crescendo ci viene bevuto da altri (cultura dominante, moralismi, credenze, poteri, progetti sociali settari che poi si sono generalizzati - ma se qualcuno si nega per motivi suoi una parte del bicchiere, sono affari suoi e non può pensare di imporre le proprie scelte forte del numero di "likes" che la sua scelta ha ottenuto, questo non nega per nulla il mio diritto a poter usufruire in toto del mio diritto naturale e personale. Data la minoranza che siamo, non vedo il pericolo di sconvolgimenti sociali, rivoluzioni, problemi di ordine pubblico - come non sono accaduti in Spagna. A me che sono vegetariano "provoca un senso di disgusto, disagio, disdegno o disapprovazione" (per citare una sentenza della Corte di Cassazione Cass. Pen., Sez. III, n. 15678/2010) vedere una trota appesa a una lenza o un cervo e il suo piccolo su un pik-up in Val di Genova (domenica scorsa) e non c'è nessuno che mi difende. E io stesso non vado in piazza, non m'indigno (cosa che potrebbe essere la reazione normale all'osceno, come dice Ludwig Marcuse nel suo libro "Obszön. Geschichte einer Entrüstung" del 1962): se pescare o cacciare è un diritto, non può essere cancellato da quel che ne provo io: porto a casa e mosche. E lo stesso valga per chi ci vede nudi lungo i sentieri.
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01/01/2000 00:00
Nudomark ha scritto: FALSO, RIPETO FALSO. Non accetto queste assurdità. Chiedo quindi dopo questa affermazione che mi venga detto chi era presente in regione ai colloqui con gli esponenti politici, fatemi i nomi dei boss...e già che ci siamo ditemi quali sono state le richieste fatte dall'associazione visto che sapete tutto. Fornitemi il testo presentato.
1) Non lo so chi era presente, anzi non sapevo nemmeno che A.N.ITA fosse stata interpellata – ma me l’ha detto lei nel primo post: «A.N.ITA. ha collaborato con i consiglieri e i rispettivi Gruppi Consigliari nella stesura della bozza del testo che è molto semplice». In un secondo post ha aggiunto: «Il testo della proposta di legge poi convertito in emendamento è stato scritto da A.N.ITA.in accordo con i presentatori, tanto che la presentazione della legge alla Regione è stato scritto da un nostro consigliere». Quanto ai “boss” non me li sono inventati io, lei me lo fa pensare: «i moderatori di questo forum a cui sono stati chiesti pareri come a molti altri soggetti interessati». È vero che non ero “a conoscenza delle cose”. È verissimo che “non so tutto”: ma lei per primo mi porta a pensare che ci sia dell’altro, anzi, *teme* che si sappia dell’altro. Ho fatto solo un po’ di critica testuale delle sue parole. Noi iscritti non avevamo il diritto di sapere, anche solo a grandi linee, che l’A.N.ITA era stata consultata per questa legge? Potevamo avere qualche idee anche noi. Invece ne siamo venuti a conoscenza solo nell’imminenza dell’approvazione. So solo – dalle Sue parole – che il «testo consegnato è brevissimo proprio per non creare equivoci o problemi». Penso dunque che si tratti dei tre emendamenti. 2) Non ho ben capito che cosa sia «FALSO, RIPETO FALSO»: a) non è falso che l’A.N.ITA sia stata interpellata, più qualcun altro, b) non è falso che gli emendamenti, frutto le lavoro coi consiglieri proponenti, riguardino solo il “turismo naturista”. Il nudismo libero non ha bisogno di «infrastrutture, appositamente destinati, delimitati e segnalati con appositi cartelli e con altri efficaci mezzi di segnalazione» come recita l’emendamento. Il pericolo è che legiferando sul “turismo naturista” con questi limiti e accomunandolo al nudismo libero non siano più possibili quelle passeggiate in montagna e «i molti eventi che Emanuele organizza e con lui molti altri». Il nudismo non è solo turismo. 3) Non ho capito perché sia un’ “assurdità” trarre queste deduzioni. 4) Mi dà dell’illuso. Ok. A mia volta penso sia da illusi che «solo facendo un passo alla volta si può grazie alla conoscenza della nostra filosofia di vita, permettere agli altri di capire e finalmente accettare il fatto che il naturismo è nostro diritto» perché il mondo tessile, fuori dalle siepi, non verrà mai a conoscere la nostra “filosofia di vita”; o solo con difficoltà, o solo perché ci viene a cercare. Temo che “accontentandoci” stiamo solo dando ragione a chi ci vuole chiudere nei ghetti. 5) Che cosa devo capire dalle sue mezze parole (come queste: «Le istituzioni (tra l'altro di una parte politica inaspettata) sono interessate e dialogano»)? Che cosa devo dedurre dalla risposta a Miki 1110 (pomeriggio del 16) quando dichiara che «il testo… non è ancora stato pubblicato». Sul sito della regione si poteva leggere il testo approntato per l’aula e gli emendamenti. I tre emendamenti dei consiglieri Tizzoni e Pedrazzini sono stati presentati solo il 14, ma prontamente pubblicati sul sito. E in aula non si sarebbe discusso di un altro testo, né di emendamenti non presentati nelle modalità regolamentari. IL testo che vedremo pubblicato sul Bollettino ufficiale, non sarà diverso da quello disponibile prima della discussione. E poiché i tre emendamenti sono stati ritirati (stracciando la consulenza con A.N.ITA e altri) non li vedremo, se non il primo, fatto proprio e addomesticato dall’Assessore. Dico addomesticato perché col semplice cambio di qualche parola la Regione si disimpegna dal fare qualcosa e in più mette le mani avanti a delineare un profilo di condizioni per l’accettabilità del “turismo naturista”: il consigliere Tizzoni voleva aggiungere una lettera alle finalità dell’art. 2: «promuovere le condizioni necessarie a garantire la possibilità di praticare il turismo naturista», la modifica dell’assessore recita: «Riconosce il turismo naturista». E che vuol dire “riconoscere”? Questa sì mi pare aria fritta. Perché in apertura di tread ci linka un articolo di stampa, sapendo che « Le parole estrapolate dal giornalista nulla hanno a che vedere con quelli che sono stati i colloqui con i Consiglieri regionali e i loro gruppi» Una piccola domanda finale: Perché mi parla al plurale? Non è mica un complotto... non sono il portavoce di nessuno.
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01/01/2000 00:00
I consigliere Tizzoni e Pedrazzini avevano presentato altri due emendamenti: Immagine utente Immagine utente che sono poi stati ritirati. I tre emendamenti sono stati accolti dal consigliere Buffagni (Movim. 5 stelle) ma bocciati nelle votazioni.
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