Legge naturismo Lombardia

Nudomark 02/09/2026 21:37 10.567 Visite
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01/01/2000 00:00
L'emendamento (nr. 68) in sede di discussione verrà ritirato dal proponente Tizzoni, Eccolo: Immagine utente ma verrà riproposto dall'Assessore Parolini come subemendamento nr. 1, che leggerà in aula: «Riconosce il turismo naturista, nel rispetto delle persone, della natura e dell’ambiente circostante, purché praticato in aree, spazi e infrastrutture, appositamente destinati, delimitati e segnalati con appositi cartelli e con altri efficaci mezzi di segnalazione.» La votazione sull'emendamento Parolini avrà il seguente risultato: Votanti 66 Favorevoli 63 Astenuti 3 Il Consiglio approva. Votazione sull'intero articolo 2 (Finalità) Votanti 65 Favorevoli 58 Astenuti 7 Il Consiglio approva. Una battuta del Presidente Cattaneo: «Colleghi, questa legge ha 87 articoli! Quindi, sono le 18: Se vogliamo completare entro l’ora di chiusura, credo che ci voglia un clima… che non si faccia troppo influenzare dal naturismo, ecco, diciamo così. eh.»
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01/01/2000 00:00
Vorrei dire, a_fenice, che non c'è niente da mediare. Mi piace la varietà, che ci siano posizini diverse, che esista il "turismo naturista" e che ci siano i nudisti, che ci siano delle strutture in cui stare nudi e che si possa continuare a fare dell'escursionismo nudista in montagna o andare sul Trebbia. Ognuno come preferisce. Che non mi piace è che una parte si senta così rappresentativa di tutti che possa dettar legge e imporre il suo punto di vista. L'approvazione di questa legge regionale ha aiutato a capire la sostanziale differenza (ora sancita da un testo legislativo ed entrata nel lessico) fra nudismo e "turismo naturista". All'inizio della nostra discussione, frastornati dagli hurrà, si pensava a un generale "sdoganamento". Stando un po' più attenti, si è visto che una parte (i "turisti naturisti") tiravano l'acqua al loro mulino e quasi pretendevano di rappresentare anche i nudisti. A chi piacciono i centri cintati ci vadano pure: il "turismo" è solo una parte di quel che si sta muovento in campo FKK. Riprendo volentieri questa sigla perché mi dà l'ide di una "cultura" della liberazione del corpo. Le siepi non sono altro che una forma estesa di foglia di fico, nascondono un gruppo, invece che un singolo, tutto qua. Per non parlare di quel che il secondo emendamento (non accolto) non tanto velamente accennava, e cioè la "protezione" da garantire a "terzi non naturisti rispetto alla visibilità dall'esterno dei luoghi di pratica naturista". Se la visione del nudo è dannosa, lo è anche all'interno di una siepe, anche dal medico... Mi sa tanto che ci si nasconda dietro il potere impersonale della legge per legittimare il proprio punto di vista, sfruttandola come supporto al di sopra delle parti per l'imperio della propria ideologia. Così com'è stata approvata, questa legge non mi tocca. Non poteva cambiare l'art. del codice penale perché non ne aveva né il merito, né il potere, né la delega. Lascia libero chiunque di preferire le strutture o il "free range", secondo che piace.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto: Secondo me, chi vuole promulgare certe leggi, lo fa per aumentare i consumi commerciali da una parte e il relativo gettito fiscale dall'altra.
Grazie per il suggerimento: ora comincio a capire perché il nudismo era così diffuso nei paesi dell Est! Non erano capitalistici! E di far grana non glien'importava nulla. Qui da noi invece siamo tutti lanciati (politici in testa), sparati come folli a chi più guadagna, non importa dei cadavari che ci lasciamo sulla strada. E così anche noi, nel nostro piccolo, ci facciamo la guerra per due palanche! Che vanno ad altri, ai più furbi.
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01/01/2000 00:00
Sull'ultimo Bollettino Ufficiale della Regione Lomardia del 29, p. 6 settembre è stato pubblicato come Decreto del Consiglio Regionale un ordine del giorno concernente "le aree idonee alla pratica del turismo naturista". http://www.consultazioniburl.servizirl.it/ConsultazioneBurl/ Ecco il testo: D.c.r. 16 settembre 2015 - n. X/826 Ordine del giorno concernente le aree idonee alla pratica del turismo naturista Presidenza del Presidente Cattaneo IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA Visto l’Ordine del giorno n.25673 presentato in data 15 settembre 2015, collegato al progetto di legge n.236 «Politiche regionali in materia di turismo e attrattività del territorio lombardo»; a norma dell’art.85 del Regolamento generale, con votazione nominale, che dà il seguente risultato: Consiglieri presenti n. 67 Consiglieri votanti n. 48 Non partecipano alla votazione n. 19 Voti favorevoli n. 40 Voti contrari n. 0 Astenuti n. 8 DELIBERA di approvare l’ordine del giorno n.25673 concernente le aree idonee alla pratica del turismo naturista, nel testo che così recita: “Il Consiglio regionale della Lombardia premesso che - l’Italia risulta essere l’unica nazione in Europa a non avere una legge sul riconoscimento della pratica del naturismo; - il naturismo propone un ritorno a stili di vita in armonia con la natura, con lo scopo di favorire il rispetto proprio, degli altri e dell’ambiente; - il naturismo si propone il miglioramento della salute psico¬fisica e sociale attraverso l’utilizzo di alimenti, medicine na¬turali e la pratica di attività fisica; considerato che - le organizzazioni naturistiche, rappresentate in Europa da circa 20 milioni di cittadini, chiedono da anni di poter ve¬der realizzate o gestire strutture per tali stili di vita secondo norme precise; - alcune Regioni italiane hanno già una normativa in mate¬ria di riconoscimento e valorizzazione del turismo naturista; invita la Giunta regionale - a predisporre indirizzi, strumenti e criteri utili a localizzare le aree naturiste nel rispetto e a tutela del paesaggio e di ter¬zi non naturisti; - a dare comunicazione a comuni, province e alla Città metropolitana di Milano delle norme che regolano la pos¬sibilità di destinare aree idonee alla pratica del turismo naturista.”. Il presidente: Raffaele Cattaneo I consiglieri segretari: Maria Daniela Maroni - Eugenio Casalino Il segretario dell’assemblea consiliare: Mario Quaglini
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01/01/2000 00:00
Per non lasciare nulla nel vago delle possibili interpretazioni, trascrivo dal Regolemanto interno del Consiglio Regionale [della Lombardia] (Regolamento Interno 9 giugno 2009 , n. VIII/840, art. 85 modificato dalla legge regionale 21 ottobre 2014, nr. 494, art. 29) la definizione di "Ordine del giorno": «Ciascun consigliere può presentare, come primo firmatario, fino a cinque ordini del giorno sui contenuti di un progetto di legge, recanti impegni rivolti alla Giunta regionale, nell'ambito delle sue competenze, ad assumere determinate iniziative in relazione a specifiche disposizioni del progetto di legge, entro le ore dodici e trenta del giorno non festivo precedente quello dell'inizio della seduta nella quale il progetto viene discusso. Nel corso della discussione generale possono ancora essere presentati ordini del giorno da parte dei presidenti dei gruppi consiliari in numero massimo di tre per ciascun gruppo.'» L'"ordine del giorno" è una attività di indirizzo ( http://www.consiglio.regione.lombardia.it/AttivitaConsiliari/LavoriAssemblea/attivita_indirizzo): «L’attività di indirizzo consiste nell’approvazione, da parte del Consiglio regionale, di atti con i quali esprime il proprio orientamento su questioni specifiche o di interesse generale. Gli atti di indirizzo sono: - ordini del giorno (art. 85 Reg. generale del Consiglio), proposti da uno o più consiglieri prima o durante la seduta e riferiti espressamente ad un provvedimento in discussione; - mozioni (art. 122 Reg. generale), documenti motivati proposti da uno o più consiglieri; - risoluzioni (art. 38, comma 2, Reg. generale), proposte da una commissione consiliare.» I parallelismi con gli emendamenti ritirati sono evidenti. Pare di capire che con questo ordine del giorno si sia voluto demandare a un provvedimento legislativo organico la normazione specifica, facendone esplicito invito alla Giunta, dando comunque le imbeccate giuste, cioè le condizioni perché la maggioranza del Consiglio le possa approvare come legge sul turismo naturista, ancorando comunque a un precedente legislativo (la nuova legge approvata, di prossima pubblicazione) l'ndirizzo di massima.
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01/01/2000 00:00
L'Assessore regionale al turismo, Mauoro Parolini, sarà a Iseo lunedì prossimo, 27 ottobre. Partecipa a un convegno organizzato dalla locale Cooptur. Parlerà dell' «Applicazione della nuova legge regionale sul turismo e riflessi sul territorio» L'inizio del Convegno è alle ore 17 presso la Sala Civica del Castello Oldofredi, via Mirolte, Iseo.
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01/01/2000 00:00
... e come sarebbe bello se... [/quote] Tutte le volte che siamo passati dal condizionale all'indicativo è stato bello; tutte le volte che abbiamo concretizzato questo sogno è diventato realtà, e nessuno la può negare né cancellare. Non ci vuole coraggio per realizzare i nostri sogni, sono delle indicazioni incosce di quel che è meglio per noi. Il coraggio, la determinazione, la forza vengono da soli: fatto il primo passo, il resto viene da sé, senza fatica, senza desiderio di dimostrare alcunché, senza scopi se non quello di far del bene a noi stessi, in pace col resto del mondo. Nessuno verrà ad invitarci e se lo facesse mi metterei in sospetto. Azioni pure, precise e perfette che se le abbiamo decise in testa vanno a posto da sole.
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01/01/2000 00:00
Nudomark ha scritto: FALSO, RIPETO FALSO. Non accetto queste assurdità. Chiedo quindi dopo questa affermazione che mi venga detto chi era presente in regione ai colloqui con gli esponenti politici, fatemi i nomi dei boss...e già che ci siamo ditemi quali sono state le richieste fatte dall'associazione visto che sapete tutto. Fornitemi il testo presentato.
1) Non lo so chi era presente, anzi non sapevo nemmeno che A.N.ITA fosse stata interpellata – ma me l’ha detto lei nel primo post: «A.N.ITA. ha collaborato con i consiglieri e i rispettivi Gruppi Consigliari nella stesura della bozza del testo che è molto semplice». In un secondo post ha aggiunto: «Il testo della proposta di legge poi convertito in emendamento è stato scritto da A.N.ITA.in accordo con i presentatori, tanto che la presentazione della legge alla Regione è stato scritto da un nostro consigliere». Quanto ai “boss” non me li sono inventati io, lei me lo fa pensare: «i moderatori di questo forum a cui sono stati chiesti pareri come a molti altri soggetti interessati». È vero che non ero “a conoscenza delle cose”. È verissimo che “non so tutto”: ma lei per primo mi porta a pensare che ci sia dell’altro, anzi, *teme* che si sappia dell’altro. Ho fatto solo un po’ di critica testuale delle sue parole. Noi iscritti non avevamo il diritto di sapere, anche solo a grandi linee, che l’A.N.ITA era stata consultata per questa legge? Potevamo avere qualche idee anche noi. Invece ne siamo venuti a conoscenza solo nell’imminenza dell’approvazione. So solo – dalle Sue parole – che il «testo consegnato è brevissimo proprio per non creare equivoci o problemi». Penso dunque che si tratti dei tre emendamenti. 2) Non ho ben capito che cosa sia «FALSO, RIPETO FALSO»: a) non è falso che l’A.N.ITA sia stata interpellata, più qualcun altro, b) non è falso che gli emendamenti, frutto le lavoro coi consiglieri proponenti, riguardino solo il “turismo naturista”. Il nudismo libero non ha bisogno di «infrastrutture, appositamente destinati, delimitati e segnalati con appositi cartelli e con altri efficaci mezzi di segnalazione» come recita l’emendamento. Il pericolo è che legiferando sul “turismo naturista” con questi limiti e accomunandolo al nudismo libero non siano più possibili quelle passeggiate in montagna e «i molti eventi che Emanuele organizza e con lui molti altri». Il nudismo non è solo turismo. 3) Non ho capito perché sia un’ “assurdità” trarre queste deduzioni. 4) Mi dà dell’illuso. Ok. A mia volta penso sia da illusi che «solo facendo un passo alla volta si può grazie alla conoscenza della nostra filosofia di vita, permettere agli altri di capire e finalmente accettare il fatto che il naturismo è nostro diritto» perché il mondo tessile, fuori dalle siepi, non verrà mai a conoscere la nostra “filosofia di vita”; o solo con difficoltà, o solo perché ci viene a cercare. Temo che “accontentandoci” stiamo solo dando ragione a chi ci vuole chiudere nei ghetti. 5) Che cosa devo capire dalle sue mezze parole (come queste: «Le istituzioni (tra l'altro di una parte politica inaspettata) sono interessate e dialogano»)? Che cosa devo dedurre dalla risposta a Miki 1110 (pomeriggio del 16) quando dichiara che «il testo… non è ancora stato pubblicato». Sul sito della regione si poteva leggere il testo approntato per l’aula e gli emendamenti. I tre emendamenti dei consiglieri Tizzoni e Pedrazzini sono stati presentati solo il 14, ma prontamente pubblicati sul sito. E in aula non si sarebbe discusso di un altro testo, né di emendamenti non presentati nelle modalità regolamentari. IL testo che vedremo pubblicato sul Bollettino ufficiale, non sarà diverso da quello disponibile prima della discussione. E poiché i tre emendamenti sono stati ritirati (stracciando la consulenza con A.N.ITA e altri) non li vedremo, se non il primo, fatto proprio e addomesticato dall’Assessore. Dico addomesticato perché col semplice cambio di qualche parola la Regione si disimpegna dal fare qualcosa e in più mette le mani avanti a delineare un profilo di condizioni per l’accettabilità del “turismo naturista”: il consigliere Tizzoni voleva aggiungere una lettera alle finalità dell’art. 2: «promuovere le condizioni necessarie a garantire la possibilità di praticare il turismo naturista», la modifica dell’assessore recita: «Riconosce il turismo naturista». E che vuol dire “riconoscere”? Questa sì mi pare aria fritta. Perché in apertura di tread ci linka un articolo di stampa, sapendo che « Le parole estrapolate dal giornalista nulla hanno a che vedere con quelli che sono stati i colloqui con i Consiglieri regionali e i loro gruppi» Una piccola domanda finale: Perché mi parla al plurale? Non è mica un complotto... non sono il portavoce di nessuno.
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01/01/2000 00:00
ulisse62 ha scritto:
Quindi le escursioni naturiste sarrebbero vietate? (A meno che il comune di competenza non avvisi della presenza di naturisti)
Bisognerà vedere come viene interpretato il punto w) dell'art. 2: se ammette come sola forma di pratica nudista il "turismo naturista", cioè solo quello che si espleta nelle strutture ricettive e alle condizioni lì indicate (cartelli di "attenzione, zona riservata all pratica del naturismo"). Già l'"ordine del giorno" approvato contestualmente all'approvazione della legge mette le mani avanti in tal senso. Non credo che i politici siano disposti a gicarsi il 98% del loro elettorato (calcolando che i nudisti sono ottimisticamente il 2%). A meno che non vedano nel nudismo "libero & misto" un'"attratività" turistica che non avevano considerato e che "porta soldi" in ogni caso (persone che si spostano, comprano cibarie, si fermano al bar ad escursione terminata, pernottano nei rifugi, hanno un punto base in un campeggio ecc.) Certo è che se abiamo paura a farci vedere non ci "vedranno" mai e mai penseranno a noi, cellule impazzite, estremiste alla Steve Gough.
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01/01/2000 00:00
Fa piacere vedere che le mie elucubrazioni non erano poi così randage e pellegrine, quando dicevo che il discrimine, il denominatore comune era il vil dinero. Allora azzardo anche un altro pensamiento che accontenta anche i nudisti duri e puri italiani: che in un attimo, con una leggina, potremmo estendere la fruibilità nudista del nostro territorio, richiamando con questo quintalate di turisti, nostrali e stranieri, se dessimo per fruibile ai nudisti il notro territorio "demaniale" (per definirlo alla grossa, più o meno il limite dei 300 metri dai centri abitati imposto ai cacciatori). Penso questo perché se è sufficiente il potere discrezionale di un sindaco per sospendere l'applicabilità di un articolo del codice penale (!!! stiamo dicendo che un sindaco può garantire che i nudisti non faranno sconcezze!), la difficoltà da superare non deve essere molta. Rimane da dire che invece di andare in Austria per la Newt o nella Svizzera Sassone (ex DDR), io, nudo-turista italiano, col treno al seguito di famiglia od amici posso andare dovunque voglio, qui in Italia, prendo per alloggio una pensione, faccio la spesa al negozietto in piazza e il mattino dopo m'inerpico per greppi e sentieri. E i soldi, se proprio volete vederla da questo punto di vista, rimangono qui in Italia. Come ho fatto al Sangro, come s'è fatto a Marina di Camerota. Penso male?
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01/01/2000 00:00
Nudìvago ha scritto: Non ho bisogno di una legge che mi imponga come devo sentirmi con me stesso, che mi imponga l'atteggiamento di una maggioranza, o la legge del più forte: non è democratico.
Concordo, però c'è bisogno di una legge che autorizzi degli spazi, non credo che sia possibile passare dal "vietato in tutti luoghi" ad "autorizzato in tutti luoghi" con una legge. Come dice il "buon Siman" cerchiamo di vedere il bicchiere il mezzo pieno, al momento è stato fatto un piccolo passo, che di sicuro non accontenta tutti, ma è un inizio, un buon inizio secondo me.
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01/01/2000 00:00
Nudìvago ha scritto:
se pescare o cacciare è un diritto, non può essere cancellato da quel che ne provo io
Premesso che non sono vegetariano, non vado a caccia o pesca, il diritto di cacciare e pescare è "Normato", ci sono zone autorizzate per tali attività ed è anche limitato nei modi e tempi, per praticarlo ci vuole il porto d'armi o la licenza di pesca e se sgarri ci sono multe salate. Come a te da fastidio il loro modo di vivere a loro potrebbe dar fastidio il tuo. e se facessimo tutti un passo indietro per cercare di vivere in armonia??
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01/01/2000 00:00
Si potrebbe leggere questo emendamento.... se qualcuno lo postasse almeno si potrebbero fare delle critiche o apprezzamenti su qualcosa di concreto. Ho seguito il link, ma non ho voglia di leggermi tutta la legge regionale e 100 emendamenti. Grazie e scusate la mia pigrizia [:D]
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01/01/2000 00:00
Leggo qualche commento un pò utopistico secondo me, giustissimo e condivisibile al 100%, ma, per far fiorire i centri naturisti, nudisti (chiamateli come vi pare) serve: 1) che il proprietario della struttura pensa che ci possa essere un vantaggio reale in termini economici (purtroppo di soli valori ancora non si mangia) se capisce questo cercherà di risolvere tutti i problemi per mettere "a norma" la struttura. 2) che lo stato intuisca di poter avere maggiori entrate fiscali (IVA in primis), solo in quel momento si adoperà per una legge che porti nudisti,anche stranieri in Italia.
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01/01/2000 00:00
fatemi capire.....(perchè oltre che pigro sono anche "tardo") in questo emendamento che è stato approvato ieri cosa c'è scritto?? http://www.bergamosera.com/cms/2015/09/16/lombardia-via-libera-al-nudismo-200mila-praticanti/ leggendo questo articolo sembra che la regione lombardia si impegna a trovare spazi per il nudismo, inviduando aree e modalità, ma al momento non esiste niente di certo.
Nudomark ha scritto: Credo che per commentare dovreste essere a conoscenza delle cose.
Parlare delle cose di cui si ha una conoscenza superficiale o nulla è lo sport preferito degli italiani [:D] [:D] [:D]
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