Legge naturismo Lombardia

Nudomark 02/09/2026 21:37 10.566 Visite
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01/01/2000 00:00
Fa piacere vedere che le mie elucubrazioni non erano poi così randage e pellegrine, quando dicevo che il discrimine, il denominatore comune era il vil dinero. Allora azzardo anche un altro pensamiento che accontenta anche i nudisti duri e puri italiani: che in un attimo, con una leggina, potremmo estendere la fruibilità nudista del nostro territorio, richiamando con questo quintalate di turisti, nostrali e stranieri, se dessimo per fruibile ai nudisti il notro territorio "demaniale" (per definirlo alla grossa, più o meno il limite dei 300 metri dai centri abitati imposto ai cacciatori). Penso questo perché se è sufficiente il potere discrezionale di un sindaco per sospendere l'applicabilità di un articolo del codice penale (!!! stiamo dicendo che un sindaco può garantire che i nudisti non faranno sconcezze!), la difficoltà da superare non deve essere molta. Rimane da dire che invece di andare in Austria per la Newt o nella Svizzera Sassone (ex DDR), io, nudo-turista italiano, col treno al seguito di famiglia od amici posso andare dovunque voglio, qui in Italia, prendo per alloggio una pensione, faccio la spesa al negozietto in piazza e il mattino dopo m'inerpico per greppi e sentieri. E i soldi, se proprio volete vederla da questo punto di vista, rimangono qui in Italia. Come ho fatto al Sangro, come s'è fatto a Marina di Camerota. Penso male?
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01/01/2000 00:00
Nudomark ha scritto: FALSO, RIPETO FALSO. Non accetto queste assurdità. Chiedo quindi dopo questa affermazione che mi venga detto chi era presente in regione ai colloqui con gli esponenti politici, fatemi i nomi dei boss...e già che ci siamo ditemi quali sono state le richieste fatte dall'associazione visto che sapete tutto. Fornitemi il testo presentato.
1) Non lo so chi era presente, anzi non sapevo nemmeno che A.N.ITA fosse stata interpellata – ma me l’ha detto lei nel primo post: «A.N.ITA. ha collaborato con i consiglieri e i rispettivi Gruppi Consigliari nella stesura della bozza del testo che è molto semplice». In un secondo post ha aggiunto: «Il testo della proposta di legge poi convertito in emendamento è stato scritto da A.N.ITA.in accordo con i presentatori, tanto che la presentazione della legge alla Regione è stato scritto da un nostro consigliere». Quanto ai “boss” non me li sono inventati io, lei me lo fa pensare: «i moderatori di questo forum a cui sono stati chiesti pareri come a molti altri soggetti interessati». È vero che non ero “a conoscenza delle cose”. È verissimo che “non so tutto”: ma lei per primo mi porta a pensare che ci sia dell’altro, anzi, *teme* che si sappia dell’altro. Ho fatto solo un po’ di critica testuale delle sue parole. Noi iscritti non avevamo il diritto di sapere, anche solo a grandi linee, che l’A.N.ITA era stata consultata per questa legge? Potevamo avere qualche idee anche noi. Invece ne siamo venuti a conoscenza solo nell’imminenza dell’approvazione. So solo – dalle Sue parole – che il «testo consegnato è brevissimo proprio per non creare equivoci o problemi». Penso dunque che si tratti dei tre emendamenti. 2) Non ho ben capito che cosa sia «FALSO, RIPETO FALSO»: a) non è falso che l’A.N.ITA sia stata interpellata, più qualcun altro, b) non è falso che gli emendamenti, frutto le lavoro coi consiglieri proponenti, riguardino solo il “turismo naturista”. Il nudismo libero non ha bisogno di «infrastrutture, appositamente destinati, delimitati e segnalati con appositi cartelli e con altri efficaci mezzi di segnalazione» come recita l’emendamento. Il pericolo è che legiferando sul “turismo naturista” con questi limiti e accomunandolo al nudismo libero non siano più possibili quelle passeggiate in montagna e «i molti eventi che Emanuele organizza e con lui molti altri». Il nudismo non è solo turismo. 3) Non ho capito perché sia un’ “assurdità” trarre queste deduzioni. 4) Mi dà dell’illuso. Ok. A mia volta penso sia da illusi che «solo facendo un passo alla volta si può grazie alla conoscenza della nostra filosofia di vita, permettere agli altri di capire e finalmente accettare il fatto che il naturismo è nostro diritto» perché il mondo tessile, fuori dalle siepi, non verrà mai a conoscere la nostra “filosofia di vita”; o solo con difficoltà, o solo perché ci viene a cercare. Temo che “accontentandoci” stiamo solo dando ragione a chi ci vuole chiudere nei ghetti. 5) Che cosa devo capire dalle sue mezze parole (come queste: «Le istituzioni (tra l'altro di una parte politica inaspettata) sono interessate e dialogano»)? Che cosa devo dedurre dalla risposta a Miki 1110 (pomeriggio del 16) quando dichiara che «il testo… non è ancora stato pubblicato». Sul sito della regione si poteva leggere il testo approntato per l’aula e gli emendamenti. I tre emendamenti dei consiglieri Tizzoni e Pedrazzini sono stati presentati solo il 14, ma prontamente pubblicati sul sito. E in aula non si sarebbe discusso di un altro testo, né di emendamenti non presentati nelle modalità regolamentari. IL testo che vedremo pubblicato sul Bollettino ufficiale, non sarà diverso da quello disponibile prima della discussione. E poiché i tre emendamenti sono stati ritirati (stracciando la consulenza con A.N.ITA e altri) non li vedremo, se non il primo, fatto proprio e addomesticato dall’Assessore. Dico addomesticato perché col semplice cambio di qualche parola la Regione si disimpegna dal fare qualcosa e in più mette le mani avanti a delineare un profilo di condizioni per l’accettabilità del “turismo naturista”: il consigliere Tizzoni voleva aggiungere una lettera alle finalità dell’art. 2: «promuovere le condizioni necessarie a garantire la possibilità di praticare il turismo naturista», la modifica dell’assessore recita: «Riconosce il turismo naturista». E che vuol dire “riconoscere”? Questa sì mi pare aria fritta. Perché in apertura di tread ci linka un articolo di stampa, sapendo che « Le parole estrapolate dal giornalista nulla hanno a che vedere con quelli che sono stati i colloqui con i Consiglieri regionali e i loro gruppi» Una piccola domanda finale: Perché mi parla al plurale? Non è mica un complotto... non sono il portavoce di nessuno.
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01/01/2000 00:00
... e come sarebbe bello se... [/quote] Tutte le volte che siamo passati dal condizionale all'indicativo è stato bello; tutte le volte che abbiamo concretizzato questo sogno è diventato realtà, e nessuno la può negare né cancellare. Non ci vuole coraggio per realizzare i nostri sogni, sono delle indicazioni incosce di quel che è meglio per noi. Il coraggio, la determinazione, la forza vengono da soli: fatto il primo passo, il resto viene da sé, senza fatica, senza desiderio di dimostrare alcunché, senza scopi se non quello di far del bene a noi stessi, in pace col resto del mondo. Nessuno verrà ad invitarci e se lo facesse mi metterei in sospetto. Azioni pure, precise e perfette che se le abbiamo decise in testa vanno a posto da sole.
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01/01/2000 00:00
fatemi capire.....(perchè oltre che pigro sono anche "tardo") in questo emendamento che è stato approvato ieri cosa c'è scritto?? http://www.bergamosera.com/cms/2015/09/16/lombardia-via-libera-al-nudismo-200mila-praticanti/ leggendo questo articolo sembra che la regione lombardia si impegna a trovare spazi per il nudismo, inviduando aree e modalità, ma al momento non esiste niente di certo.
Nudomark ha scritto: Credo che per commentare dovreste essere a conoscenza delle cose.
Parlare delle cose di cui si ha una conoscenza superficiale o nulla è lo sport preferito degli italiani [:D] [:D] [:D]
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01/01/2000 00:00
Leggo qualche commento un pò utopistico secondo me, giustissimo e condivisibile al 100%, ma, per far fiorire i centri naturisti, nudisti (chiamateli come vi pare) serve: 1) che il proprietario della struttura pensa che ci possa essere un vantaggio reale in termini economici (purtroppo di soli valori ancora non si mangia) se capisce questo cercherà di risolvere tutti i problemi per mettere "a norma" la struttura. 2) che lo stato intuisca di poter avere maggiori entrate fiscali (IVA in primis), solo in quel momento si adoperà per una legge che porti nudisti,anche stranieri in Italia.
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01/01/2000 00:00
Se le strutture ricettive obbligano l'iscrizione ad una associazione potrebbe essere giusto dal punto di vista della cautela, nel senso che se io son disposto a sborsare altri quattrini, oltre a quelli del soggiorno, in teoria, sono una persona seria e contribuisco in questo modo alle finanze associative. [/quote] Spero di aver frainteso il tuo post perchè per me TESSERA = PERSONA SERIA = BANALE Quali sono i controlli per dare la tessera?? occorre il certificato del casellario giudiziale per averla?? Va bene anche l'iscrizione alla Croce Rossa, Scout, Rotary, Lions o anche la Tessera del Tifoso per essere ritenuti persone serie????
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01/01/2000 00:00
Nudìvago ha scritto: Non ho bisogno di una legge che mi imponga come devo sentirmi con me stesso, che mi imponga l'atteggiamento di una maggioranza, o la legge del più forte: non è democratico.
Concordo, però c'è bisogno di una legge che autorizzi degli spazi, non credo che sia possibile passare dal "vietato in tutti luoghi" ad "autorizzato in tutti luoghi" con una legge. Come dice il "buon Siman" cerchiamo di vedere il bicchiere il mezzo pieno, al momento è stato fatto un piccolo passo, che di sicuro non accontenta tutti, ma è un inizio, un buon inizio secondo me.
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01/01/2000 00:00
Nudìvago ha scritto:
se pescare o cacciare è un diritto, non può essere cancellato da quel che ne provo io
Premesso che non sono vegetariano, non vado a caccia o pesca, il diritto di cacciare e pescare è "Normato", ci sono zone autorizzate per tali attività ed è anche limitato nei modi e tempi, per praticarlo ci vuole il porto d'armi o la licenza di pesca e se sgarri ci sono multe salate. Come a te da fastidio il loro modo di vivere a loro potrebbe dar fastidio il tuo. e se facessimo tutti un passo indietro per cercare di vivere in armonia??
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01/01/2000 00:00
Si potrebbe leggere questo emendamento.... se qualcuno lo postasse almeno si potrebbero fare delle critiche o apprezzamenti su qualcosa di concreto. Ho seguito il link, ma non ho voglia di leggermi tutta la legge regionale e 100 emendamenti. Grazie e scusate la mia pigrizia [:D]
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01/01/2000 00:00
Quindi le escursioni naturiste sarrebbero vietate? (A meno che il comune di competenza non avvisi della presenza di naturisti)
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01/01/2000 00:00
Turisticamente in Italia siamo rimasti indietro, ci gongoliamo con le nostre bellezze naturali ed artistiche, ma dal punto di vista ognaizzativo siamo sostanzialmente fermi al periodo di "Sapore di sale", cioè agli anni '60-'70. Oggi un turista non è più disposto a spendere 70€ al giorno per la camera d'albergo, 5€ al giorno per il parcheggio dell'auto, 300€ a settimana per sdraio ed ombrellone più tutto il resto. In sostanza bisogna ripensare tutto il nostro turismo, l'epoca dei bagni privati credo stia volgendo al termine, anche se ogni tanto assistiamo a qualche colpo di coda. Il turismo d'oggi è: 70€ di camera, spiaggia libera, vado dove voglio e come voglio, mi porto dietro il cane la nonna e la mummia, se voglio stare nudo sto nudo, se non mi va ne faccio a meno. Insomma è un turismo più libero, in cui si vuole fare ciò che si vuole. E' questa la grande rivoluzione che non abbiamo ancora capito. In Francia e Spagna (che ci ha bagnato bellamemte il naso) i bagni privati son rari come i cessi pubblici nelle nostre città, quasi tutto il litorale è libero, poi vi sono zone segnalate in cui è possibile portarci il cane oppure particare il nudismo, tutto questo praticamente in centro. Mi è capitato in Spagna, paese cattolico fino al midollo, di vedere spiagge nudiste sotto la chiesa del paese, cosa che da noi non solo è impensabile, è addirittura utopistico. E' a queste realtà che bisogna ispirarsi ANCHE nel regolamentare il nudismo/naturismo. L'indotto ce l'hanno eccome, perchè il chiosco che ti affitta sdraio ed ombrellone c'è sempre, ma non certo ai prezzi italiani, e poi ci sono altre attività commerciali. In sostanza se io spendo 300€ per il bagno privato poi non li spendo per altre cose, se vado al ristorante mi accontento di un'insalatina accompagnata con l'acqua invece del pranzo completo, quel completino carino esposto in vetrina lo lascio lì, delle racchettone da spiaggia ne faccio anche a meno tanto al bagno non ti permettono di giocare e così via. Insomma ci vuole più libertà, non più paletti. In Italia purtroppo non l'abbiamo ancora capito.
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01/01/2000 00:00
La questione tessera a quanto mi pare di aver capito è controversa. Se le strutture ricettive obbligano l'iscrizione ad una associazione potrebbe essere giusto dal punto di vista della cautela, nel senso che se io son disposto a sborsare altri quattrini, oltre a quelli del soggiorno, in teoria, sono una persona seria e contribuisco in questo modo alle finanze associative. Il problema, mi pare di aver capito, non è tanto la tessera, ma la delega. Se io rappresento 100 iscritti perchè ho un campeggio e faccio firmare le deleghe ai miei clienti ho un peso, se sono un singolo ne ho ovviamente un altro. Credo sia questa stortura a dover essere raddrizzata, se io ho una struttura ricettiva mi deve essere impedito di accettare deleghe perchè è ovvio che da solo, o insieme ad altri gestori, tramite le deleghe posso fare il bello e il cattivo tempo. Del resto approvare una mozione simile quando il direttivo è composto quasi esclusivamente da gestori di qualche cosa è un'impresa ardua. Credo che la via da seguire sia la meno democratica, cioè minacciare una fuori uscita di massa se le regole non vengono cambiate, solo così si può fare pressione e, nel caso più estremo, essere disposti a creare una nuova associazione con regole chiare che impediscano scalate da parte di deleghe cumulative, cioè si dovrebbe porre un limite al numero di deleghe che si possono avere.
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Nudomark
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02/09/2026 21:37
http://www.milanotoday.it/cronaca/turismo-naturista-lombardia-nudisti.html Siamo al corrente della cosa in quanto A.N.ITA. ha collaborato con i consiglieri e i rispettivi Gruppi Consigliari nella stesura della bozza del testo che è molto semplice. L'augurio è che possa essere approvato nelle modalità indicate!
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