Le parole con cui si conclude l'articolo „anche "al fine di tutelare coloro che non lo praticano"“ portano a pensare che la pratica nudista sia pericolosa per chi non la pratica:
1) qualunque nudista sa che questo non è vero
2) i nudisti vengono criminalizzati in quanto tali, sono i nuovi Indiani nelle riserve, la legge li qualifica di sotto-uomini e essa stessa induce al disprezzo. In realtà rafforza la mentalità corrente e non rispetta chi (per esperienza) la pensa in modo diverso. Non ho bisogno di una legge che mi imponga come devo sentirmi con me stesso, che mi imponga l'atteggiamento di una maggioranza, o la legge del più forte: non è democratico.
Può anche andar bene che si regolamenti il "turismo nudista/naturista", fatto salvo che questa NON È l'unica forma possibile di pratica del nudismo/naturismo. Chi vuol fare turismo dietro le siepi, lo faccia. Ma che non ci sia una legge che prescriva che questa sia l'unico modo ed esclusivo di pratica del nudismo, cioè che VIETI di fatto tutte le altre forme. CUI PRODEST? Non certo alla diffusione di un'idea sana e positiva del nudismo.
A meno che non si voglia far assumere alla legge il solito atteggiamento mafioso di "protezione" dei nudisti nel ghetto e dei non nudisti di fuori.
E perché protegge solo nudisti associati e non anche i singoli? È per sorvegliarci meglio? Per punirci in qualche modo per le idee che abbiamo? Per insegnarci come si deve stare in società?
Il punto è partire dal presupposto che la vista del nudo sia in qualche modo pericolosa, crei dei danni. Noi che lo pratichiamo siamo qui a smentirlo. Perché ora ce ne dimentichiamo?
Se l'ANITA avalla questo atteggiamento restituisco la tessera perché non mi rappresenta più. E mi farò le vacanze non nei ghetti lombardi, ma sui sentieri austriaci, tedeschi, finlandesi, ungheresi...
Non voglio nemmeno un referendum fra gli iscritti. Se una legge si deve approvare, che tenga conto di tutte le forme di nudismo: non a tutti va (e deve essere rispettata questa sua preferenza) di passare il tempo e godere la natura su una spiaggia, ma può preferire una gita in montagna o in campagna, fare del giardinaggio, leggere sul balcone - da gennaio a dicembre, non solo durante le ferie. E la prima cosa da cambiare è che la vista del nudo in pubblico non è di per sé punibile perché non è dannosa ("neminem laeditur"), non offende, non più di rumori molesti, sgarbi fra automobilisti, sputare per terra, scene di violenza. Anzi al contrario, come dimostrano tutti gli incontri con tessili (adulti e bambini - vedi foto - da www.naktiv.net).
Nudìvago - Vittorio