Il Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia pubblica oggi 2 ottobre la
Legge regionale 1 ottobre 2015 - n. 27
Politiche regionali in materia di turismo e attrattività del territorio lombardo.
http://www.consultazioniburl.servizirl.it/ConsultazioneBurl/
Nulla è stato mutato rispetto alla discussione in Consiglio: il sub-emendamento dell'Assessore compare come lettera aggiuntiva alla fine dell'elenco dell'art. 2 (finalità):
«w) riconosce il turismo naturista, nel rispetto delle persone, della natura e dell’ambiente circostante, purché praticato in aree, spazi e infrastrutture appositamente destinati, delimitati e segnalati con appositi cartelli o con altri efficaci mezzi di segnalazione.»
Così enunciato, il testo manca a mio avviso di coerenza e consequenzialità: nel senso che pur non citandolo si recupera l'articolo 726 c.p. ribadendo il divieto della vista del nudo "in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico", imponendo la segregazione o l'avviso di "pericolosità", tipo: Attenti al cane! Facendo valere per altre vie l'equazione nudità = atti contrari alla pubblica decenza. Come a dire: "nei centri sono concessi gli atti osceni che tanto vi piacciono, perché almeno lì nessuno vi vede!" Alla faccia del "Riconoscimento".
Non so se la formulazione sia più gesuitica o gattopardesca, in ogni caso è italianissima, corrispondente a certo nostro carattere nazionale: pusillanime, furbesco, pecoresco e papalino.
Da Italiani abbiamo certamente altre virtù, ma guai a mostrarle in pubblico, quasi fossero - quelle sì - oscene e ci rovinassero la reputazione!