Tutto il discorso ha una variabilità immensa, e dubito che riusciremo a risolverlo come abbiamo provato ieri sera in privato, o dentro un forum.
Partiamo pure dal fatto che ogni libertà lecita (intendendo per ora lecita solo quella che non viola altri, tipo rubare, ammazzare, menare, stuprare etc) ha diritto di essere espressa liberamente ovunque. Vale per il nudo, per il sesso, e pure per i beghini.
Però esistono dei limiti imposti dal buon senso prima ancora che dalle leggi.
Io posso stare nudo, ma ancora non in giro ovunque, perché c'è ancora a chi da fastidio. E già ho difficoltà anche nei luoghi dove è ammesso.
Io posso far sesso, ma non dappertutto, perché c'è chi non ama vederlo o subirlo. Per questo ci sono dei locali appositi dove posso esercitarlo senza problemi, seppur anche qui con delle regole di buoncostume.
Io posso essere credente e liberamente esprimere le mie convinzioni, ma non posso poi agire per vietare agli altri ciò che il mio credo non ammette (vedi interferenze e commenti e chiamate delle forze dell'ordine verso chi non la pensa come me, fino ad arrivare all'isis che arriva ad ammazzare chi non fa parte della sua fede).
Che voglio dire: senza moralismi del menga, ogni libertà ha i suoi limiti nei confini di libertà altrui.
Nel mondo chi ha una sua libertà che ritiene lecita, agisce e discute per farsi capire e accettare e portarla a livelli culturali per cui diventa alla fine una cosa normale. Qualche esempio minimo: la cultura tedesca arriva a permetterti di stare nudi nei parchi, seppur a zone identificate. Quella spagnola ti ammette il nudo quasi ovunque, città comprese, anche se cerca di limitare le esagerazioni.
In Olanda, paese dove lasciare a tutti la propria libertà è un impegno culturale, puoi arrivare a trombare ovunque o quasi, e nessuno può dirti nulla, però ha dei distinguo, su cui non si scherza. Arriva ad avere vie dedicate a prostituzione, o bar dedicati a fumare cannabis senza tanti problemi. In svizzera già da quarant'anni e rotti sono in libera vendita sigarini conditi con marjuana. Potrei continuare, ma questi bastano. E comunque, queste libertà hanno dei limiti imposti che non si possono superare perché si tiene conto anche degli altri.
Mi raccontava un amico olandese, che nelle piccole spiagge isolate, ad esempio, era chi arrivava prima a dettar "legge": arriva prima il nudista, il tessile o se ne frega e rimane, o non ha diritto a chiamare nessuno per farlo sloggiare. Viceversa se arriva prima il tessile, è il nudista che deve chiedere se può spogliarsi.
Morale: certe forme di libertà vanno aggiunte Pian piano alla cultura generale, affinché non diventino violazioni di altri. Non che non possano essere sollecitate, proclamate, ma si faranno quando saranno diventate, diciamo, lecite o accettate, se non proprio condivise.
Ora aggiungi il fatto che ogni atto sessuale pubblico, in Italia, è vietato legalmente. Possiamo disquisire fino a dove identificare un atto sessuale, se le trombate del GF sono giustificabili, se le battute porno dei Griffin in fascia bambini son lecite, se la mercificazione del corpo femminile in pubblicità è da considerare tale, ma intanto resta il fatto che una pippa, non nascosta, ma palese, sia vietata e perseguita.
Giusto, ingiusto, questo è.
L'articolo. L'articolo è scritto senza conoscere le leggi, tanto che vengono citati reati non previsti. Così come il luogo. Ti assicuro che se uno si mette in pineta a dante, il massimo che può fare è segarsi con le zanzare, non con i nudisti. Per farlo devi essere sulla spiaggia o ai suoi confini, dunque esposto alla vista di tutti. Non solo, viene inoltre in automatico associato al nudismo, quindi il segaiolo c'è perché ci sono nudisti, quindi il segaiolo è un nudista che sta facendo cose in più. Questo il pensiero dei "non addetti". È questo pensiero si debella in ben pochi modi, e se permetti, per ora meglio che soccomba lui, che rompe le @@ alla gente, piuttosto che tutti gli altri per colpa sua. Ne avrà di modi di vedersi dei porno per esercitarsi senza farlo in quelle condizioni.
Poi discutiamo pure su quante e quali liberta perseguire o proclamare, ma intanto: se a me mi multi se sto nudo, se non posso andare nudo in piazza, e non ho nessuna legge specifica contro di me, ma solo un generico "senso comune del pudore", permetti che chi "ha già un divieto di esercitare" con un preciso "atti osceni in luogo pubblico", si conquisti pure i suoi spazi, ma intanto si accolli i suoi divieti e le sue multe. E si eserciti altrove!!!