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imperatore ha scritto:
Io (Gio) non mi sentirei a mio agio. Conoscendomi abbastanza bene e conoscendo la mia sensibilità che a volte raggiunge apici incontrollabili e bla bla bla, non godrei dell'esperienza ma comincerei ad incupirmi nel pensare alle innumerevoli difficoltà che i non vedenti affrontano nella vita. Già mi capita di tanto in tanto di riflettere sulle difficoltà umane e di quanto sia fortunato in determinati contesti quindi non è una presa di posizione negativa alla discussione, ci mancherebbe. Per cui, il divertimento o la goliardia della cena nuda non fa per me.
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A me piacerebbe presentarla come ua situazione divertente.
Capire i problemi degli altri non significa dover sentire le emozioni degli altri, che, fra l'altro, non è detto che sentano ciò che sentiamo noi.
Lo scopo della cena è misurarsi in una situazione nuova e improbabile, per vedere come ce la caviamo.
Secondo me la sensibilità per lhandicap nasce con presupposti diversi.
Ad esempio, nessuno chiede ad un vedente di provare le emozioni di un non vedente, perchè ognuno ha una sua emozionalità, piuttosto si chiede di scendere all'altezza del limite dell'handicap per capire le esigenze dell'altro.
Perdonami se specifico questo, non voglio fare il maestrino!-)