Provo a scrivere due righe anch'io, sperando di essere utile.
A mio avviso è innegabile che siete stati oggetto di una violenza: se il tipo avesse chiesto "mi scusi signorina, le dispiace se le tocco un po' le gambe e magari anche qualcos'altro?", avrebbe ricevuto la risposta che si meritava, e questo probabilmente anche lui lo sa.
Allora che fa (ed in genere che fanno questi rifiuti del genere umano)? Agisce senza avvisare, giocando sull'impreparazione e sull'equivoco, in modo da ridurre al minimo le possibilità di una situazione a lui sfavorevole.
Per questo parlo di violenza, perchè in questo modo credo sia stato violato il vostro diritto principalmente ad un chiaro "no" ad una simile proposta e quindi all'integrità (personale, di coppia e psicologica).
In questi casi la rabbia è per me perfettamente comprensibile e perfino giustificata.
Chiedersi cosa si AVREBBE POTUTO fare, però sempre secondo me, serve solo ad alimentare la suddetta rabbia ed in definitiva a aggiungere uno strascico di malessere ad una situazione sicuramente spiacevole.
la cosa che può essere utile è chiedersi cosa E' ANCORA POSSIBILE FARE, ma questo lo sapete: una semplice segnalazione alla direzione in modo che tengano d'occhio il tipo se e quando si presenta mi pare opportuno e forse anche parzialmente liberatorio.
L'altra cosa che si può, sempre secondo me, fare è un po' di chiarezza, in modo da ridurre un eventuale disagio interiore.
Ho già detto che secondo me si tratta di una vera e propria violenza, certo minima, ma non è che, visto che può capitare di essere rapinati, il semplice furto sia da tollerare.
Nei casi di violenza, spesso la vittima si sente in colpa per non avere reagito o non avere reagito opportunamente.
Io vedo la situazione in questo modo: due persone si recano in un luogo privato, frequentato da gente (mediamente) civile e con l'intento di passare piacevolmente un po' di tempo.
in queste condizioni (assimililabili a quelle di chiunque si ritrovi su una spiaggia naturista con il solo desiderio di prender il sole e magari fare quattro chiacchiere), la capacità di reagire ad un fatto come quello da voi descritto cala notevolmente, perchè psicologicamente ci si predispone al rilassamento ed alla socialità, non alla tensione ed allo scontro.
Visto poi il tipo di approccio di cui siete stati oggetto, è entrato in campo anche l'equivoco: "è lui o non è lui?, l'ha fatto apposta oppure no?", dilatando i tempi di una, già psicologicamente difficile, reazione (anche questo fattore compare nelle spiagge: "ma guarda proprio lì, oppure no? Lo fa apposta o è un caso?).
Quindi non prendetevela troppo se non avete reagito come avreste voluto in un secondo tempo: il vostro comportamento è per me comprensibile e giustificato, non fatevi colpe o complessi immeritati, anche Superman ogni tanto si toglieva la tutina e tornava ad esere Clark Kent.
Anche perchè l'alternativa è quella di scivolare in un atteggiamento che ogni tanto mi pare di trovare nei luoghi naturisti: a causa di cattive esperienze pregresse, le persone si guardano con sospetto e mi pare pure di respirare una certa 'ostilità' di fondo, forse nel timore di incoraggiare con un sorriso eventuali avances.
Avete comunque tutta la mia solidarietà.
Biotto