Ciao a tutt*,
è un po' che non intervengo sul forum (anche se ogni tanto leggo) sia per mancanza di tempo sia perché non avendo più nessun incarico sia in A.N.ITA. che in FENAIT lascio con piacere che siano altri ad intervenire nel forum.
Premetto che a differenza di molti di coloro che hanno scritto prima di me non sono contento che l'UNI sia uscita da FENAIT (l'UNI non sono solo Gianfranco Ribolzi o Luisa Mussa e il loro ristretto gruppo di "amici); non a caso la decisione di uscire da FENAIT e "aderire" alla federazione del Lichestein è stata presa da un'assemblea di 24 persone (su circa 2.000 soci dichiarati) e con il voto favorevole di soli 18 (alla faccia della democrazia e della partecipazione).
Anche quando l'ANER, alcuni anni fa, decise di uscire dalla FENAIT mi dispiacque; io credo nel naturismo organizzato e nella necessità di associarsi e lavorare insieme, associati e no, per lo sviluppo e la crescita del naturismo.
Intervengo in questa discussione non tanto per dire quello che penso di questa nuova situazione (esprimerò cmq il mio pensiero) ma perché avendo ricoperto per anni ruoli dirigenti in A.N.ITA. (Vice Presidente e Presidente) e in FENAIT (consigliere) ho letto alcune inesattezze e alcune imprecisioni, inoltre conosco fatti che possono dare alcune risposte alle domande che qualcuno ha fatto.
Prima risposta a coloro che si chiedono come mai si arrivi solo ora (in realtà è oramai da un anno) a uscire dalla "dittatura" del "conducator" (a me non piacciono nessuna delle due parole).
Non ci si è arrivati prima perché non c'era unità delle varie Associazioni, perché uno statuto vecchio dava maggioranze "bulgare" ad una sola associazione (e associazioni amiche); già in un'assemblea FENAIT svoltasi a Torino, molti anni fa, si cercò di ribaltare la presidenza (su proposta di A.N.ITA. e ANER) ma poi fu offerta la Vice Presidenza a Jean Pascal Marcacci e non se ne fece nulla.
Personalmente ritenevo che per cambiare la dirigenza bisognava andare per gradi ma in particolare cambiare come prima cosa il peso dei voti di ciascuna associazione. Scartata la proposta dell'ANER (proposta che pose come condizione per rimanere in FENAIT e che non essendo stata accettata porto questa associazione ad uscire dalla FENAIT) che prevedeva un voto per ogni associazione (proposta che ritenevo e ritengo antidemocratica in quanto un'associazione di 50 soci valeva come una di 300, 700 o 1500 e che avrebbe portato alla moltiplicazione delle Associazioni "amiche" per avere più voti in assemblea) si è cominciato a lavorare ad una proposta di rappresentanza simile a quella vigente in INF.
Con grande impegno Andrea Mirabilio dell'ANAB ha lavorato a questa soluzione e si è giunti così ad avere un sistema di votazione sicuramente rappresentativo ma più democratico dove nessuna associazione ha una maggioranza ne relativa ne assoluta per poter "comandare" la Federazione.
Grazie a questo nuovo metodo di votazione, fortemente voluto da ANAB, A.N.ITA. 3Venat, ASSNAIT e ANAA, e "subito" dalle altre associazioni è stato possibile eleggere un nuovo C.D. e di conseguenza una nuova Presidenza (che qualcuno, anche tra di voi, credeva essere una pedina di Ribolzi) che sta facendo un ottimo lavoro di rinnovamento fortemente sostenuta da Andrea Mirabilio e da altri del nuovo C.D..
A quel punto Ribolzi poteva ritirarsi in santa pace ritagliandosi un ruolo da "grande vecchio" del naturismo italiano; purtroppo ha scelto la strada più brutta e cioè quella di cercare di mettere in difficoltà il naturismo organizzato in Italia; purtroppo il naturismo italiano è pieno di persone che si credono i depositari del verbo e che non vogliono lasciare "cariche" che ricoprono oramai da anni.
Seconda risposta a chi chiede come è possibile per l'UNI aderire ad una Federazione di un altro paese diverso da quello in cui l'associazione ha la sua sede legale ed opera.
A questo proposito rendo nota una cosa che fino ad ora era nota a pochi (ma sicuramente a coloro che facevano parte del C.D. A.N.ITA. nel lontano 2012).
Nel 2012 (se ricordo bene ma dovrei verificarlo) si tenne a Bolzano una riunione tra le associazioni ANAA, A.N.ITA. ANER e la sezione Veneto dell'ANAA, presenti il sottoscritto per l'A.N.ITA. Giuseppe Ermini per l'ANAA, Jean Pascal Marcacci per l'ANER e Daniele Bertapelle per la sezione Veneto dell'ANAA, oltre ad altri numerosi soci dell'ANAA, a cui partecipò Ivo Seglinde in qualità di Presidente INF.
In quel periodo queste associazioni, molto critiche della direzione imposta da Ribolzi alla FENAIT, vollero mettere a conoscenza la Presidente INF di una situazione oramai insostenibile all'interno della Federazione chiedendo alla Presidenza INF di intervenire per ristabilire criteri di democrazia e convivenza all'interno della FENAIT. In quella stessa riunione l'ANAA, vista la sua vicinanza all'Austria chiedeva anche di potersi federare alla Federazione austriaca.
La risposta della presidente dell'INF fu questa:
1) non poteva intervenire nelle questioni interne alle singole federazioni nazionali.
2) L'ANAA non poteva aderire alla Federazione austriaca perché le associazioni potevano aderire solo alla federazione del paese in cui avevano la sede legale e operavano; al massimo potevano iscriversi ad una federazione estera (o ad un'associazione estera) i singoli soci.
3) Suggeriva alle associazioni presenti di richiedere più bollini dei soci reali in modo da mettere in minoranza l'UNI (questa proposta fu rifiutata da tutti i presenti ritenendola scorretta visto che era una delle cose che si ipotizzasse facesse l'UNI).
4) di cercare di convincere Ribolzi di farsi da parte per il bene del naturismo italiano (sic!) dandogli la carica di Presidente onorario.
Successivamente, mi risulta che anche l'ANER, quando decise di uscire dalla FENAIT, chiese all'INF di poter aderire ad una federazione estera ma gli fu data la stessa risposta data all'ANAA.
A questo punto non capisco come sia possibile ora che l'UNI, come associazione e non come singoli soci, possa aderire ad una Federazione estera e penso che al riguardo la FENAIT debba porre la questione in sede INF (pare sia già stato fatto) e personalmente sono disponibile a testimoniare la cosa in tutte le sedi opportune.
In tutti questi anni in cui ho avuto ruoli dirigenti in A.N.ITA. e in FENAIT ho e abbiamo, come associazioni, fatto sicuramente degli errori ma personalmente avevo sempre come fine quello di salvare la federazione per il bene del naturismo italiano per cui mentre con altri mi sono battuto per cercare di cambiare le cose (e in parte ci siamo riusciti) dall'altra cercavo soluzioni che senza traumi portassero la Federazione ad avere un ruolo importante nello sviluppo del naturismo italiano.
Figuratevi che l'ultima volta che ho votato in un C.D. FENAIT l'elezione di un Presidente pur di non votare Ribolzi e indicare la necessità di un cambiamento votai, assieme al rappresentante dell'ANAA, Rosita Dalsoglio (ben sapendo che questo poteva solo essere l'inizio di un cambiamento perché Ribolzi avrebbe poi fatto "la guerra" alla Rosita così come l'ha fatta e la sta facendo a Lele Fornaca).
Questi sono alcuni fatti del passato con nomi e cognomi dei protagonisti; adesso forse si volta pagina e personalmente do tutto il mio sostegno, come socio A.N.ITA. e di conseguenza della FENAIT, all'attuale Presidente e agli altri rimasti nel C.D. FENAIT Andrea Mirabilio, Francesco Doronzo, Stefano Morra e Polito (considero oramai decaduti per vari motivi Ribolzi, Mussa e Rivolta).
Mi auguro che al più presto si arrivi ad avere un nuovo statuto (a cui stanno già lavorando alcune persone, tra cui il Presidente A.NITA. Tentori coordinati da Andrea Mirabilio) e una nuova assemblea FENAIT che elegga un nuovo C.D. con nuove figure e più rappresentativo delle Associazioni federate.
Personalmente non concordo con quanto espresso da Sergio sulle funzioni che dovrebbe avere la FENAIT; a mio parere la Federazione deve avere un ruolo importante di coordinamento delle Associazioni che rappresentano la Federazione sui territori,deve rapportarsi come unica voce e come interlocutore della politica a livello nazionale (mentre a livello locale , comuni, regioni, enti possono continuare ad esserlo le singole Associazioni), avere una sua indipendenza economica che gli permetta di promuovere eventi nazionali (convegni, raduni, feste, ecc.) e sostenere le vertenze che i singoli o le Associazioni dovessero intraprendere per sostenere la pratica naturista in Italia, mantenere i rapporti con la INF e le altre Federazioni europee, sviluppare iniziative per una efficace comunicazione (ufficio stampa, comunicati stampa, ecc) verso l'esterno per la promozione del naturismo; questo non vuol dire sminuire il ruolo delle singole Associazioni ma rendere le stesse più forti nei territori dove queste agiscono impedendo che qualcuna si senta più "bella" o più "importante" di qualcun'altra rischiando il ripetersi di quanto purtroppo è accaduto per anni come la predominanza di una su tutte le altre.
Chiedo scusa se sono stato lungo e rimango a disposizione (anche privatamente) per ulteriori risposte o chiarimenti.
Francesco Ballardini