Ragazzi, ci sono servizi e servizi, non generalizziamo come la legge naturista romagnola, che ha creato danni infiniti con la sua interpretazione, giusta o sbagliata che sia.
Se parliamo di servizi igienici ovvio e normale che più son diffusi meglio è, per la praticità, per le donne, per i maschietti, per i bimbi, per la pulizia in genere.
Così come è altrettanto ovvio che ci sono luoghi dove è impossibile istallarli, e la questione non è nudista o tessile, ma solo praticabile o meno. E non mi dite che se andate in luoghi non forniti di tali servizi diventi un problema da discuterne per giorni. Chi ha mai fatto passeggiate sui sentieri di montagna, dove lo baita più vicina è magari a sei ore di cammino? E li non esiste il problema? Si rimedia, possibilmente in modo civile, e nessuno ne rimarrà deturpato od offeso o leso. E non è che le passeggiate sono disertate dalle donne per questo.
Poi si, che se c’è possibilita e frequentazione ci possano essere, normale e civile vengano installati, fondi permettendo. Ma tra spendere per un cesso è un posto di lavoro mancato…
Poi ci sono gli altri servizi, ombrelloni, lettini, bar. Chi li ama, chi li odia. Per questo ci sono spiagge attrezzate e spiagge libere. E per tutti, nudisti e tessili.
Potremmo dire che se i tessili non hanno problemi a scegliere, ai nudisti mancano spiagge attrezzate, per far contenta la relativa branca. Ma se ci riflettiamo, ai nudisti mancano sia spiagge libere sia attrezzate. Forse il problema è a monte, molto più grosso di un ombrellone in più o in meno