Onda Pride 2019: 1 - 30 giugno 2019

a_fenice 01/06/2019 22:20 5.993 Visite
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01/06/2019 22:20
Nel leggere queste cose resto sempre stupito del fatto che c'è gente che, avendo il cervello semivuoto, vada a guardare nei letti e pantaloni altrui. Che questo guardoneggiare la sessualità altrui abbia sopratutto origini religiose ormai è scontato d'altra parte alcune religioni rendendo "peccato" la sessualità hanno reso peccatori tutti anche i più innocenti esseri umani e per caricare ancora di più hanno aggiunto che anche il solo pensiero del sesso è peccato. In questo modo tutti devono fare penitenze per espiare questo "gravissimo" peccato e soprattutto depositare l'obolo per la questua che, oltre all'esercizio di potere sulla mente dei fedeli, è il secondo principale fine dei vari preti per poter vivere senza problemi e spesso nella ricchezza.
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01/06/2019 22:20
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Ci siamo. Da oggi fino al 30 giugno in moltissime città del mondo intero viene celebrato il Gay Pride, creando cosi l'Onda Pride mondiale. Non dovunque è possibile, molti saranno i morti a causa di contrasti con fedi arcaiche e impossibile, nonchè con ideologie omofobe. Cosa centra questo evento con i nudisti? Moltissimo!!! Innanzi tutto i gay sono una "minoranza" come i nudisti, e come loro lotta ovunque per vedere riconosciuto il semplice diritto di "esistere" e poter vivere la propria vita senza che chi la pensa in modo diverso faccia di tutto, fino ad uccidere, ancora, nel 2019, perchè.... già perchè, una domanda che ogni umano di intelligenza media si fa ogni giorno. Poi perchè negli ultimi anni i gay han saputo dimostrare che dividersi tra mille fazioni non serve, anzi disperde le forze e non fa capire "all'altra parte" quali sono le reali richieste ed esigenze di libertà richiesta, che son del tutto rispettose delle libertà altrui. L'elenco potrebbe essere lungo, ma abbreviamo, tanto chi usa l'intelletto saprà trovare assonanze e unità di percorsi, chi odia loro odia noi, e anche qui, ahimè, la storia è identica. Ma un particolare, ultimo nella descrizione ma non certo meno importante, è che il sito sta procedendo da anni nella strada del rispetto integrale di ogni identità, purchè questa non invada le altrui libertà, combatte forme di razzismo cosi come di omofobia, e ormai da tre anni è sceso in campo dicendolo a chiare lettere e avendo creato una sua bandiera/logo che dice chiaro come la pensiamo. Basterebbe questo per procedere, ma ci sentiamo in dovere di chiarire ancora una volta cosa è un Pride, come è nato, cosa rappresenta, perchè viene celebrato, per renderne edotti chi, etero, gay, bisex, trans o altro si faccia le giuste domande su questo evento. La nascita: Stonewall New York 1969: la storia racconta le oppressioni che politica e polizia faceva al mondo gay, che viveva semisommerso per non finire malmenato o peggio in galera. Il 27/6/69 ci fu un'irruzione notturna nel gay bar "Stonewall Inn"
Stonewall Inn, oggi
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Quella notte ci fu una donna, trans, Sylvia Rivera, che era stanca di subire le continue repressioni. Quella notte gettò una bottiglia contro un poliziotto. Esistono diverse versioni sul perchè quella retata fosse particolare, ma il succo è che per la prima volta qualcuno osò ribellarsi. Da li segui un tafferuglio, botte da orbi come si direbbe oggi, da ambo le parti, cosa che attirò attenzione, arrivo di altri poliziotti, ma anche arrivo di altri frequentatori di bar vicini simili, che in tre giorni portò (dice la cronaca) ad almeno un migliaio di manifestanti contro questa forme di regime oppressivo. La data del 28 Giugno è stata poi fissata come ricordo di quella rivolta, ricordando a tutti che "chi si fa pecora, il lupo se lo magna". Per chi volesse approfondire https://it.wikipedia.org/wiki/Moti_di_Stonewall Gay Pride Da Wikipedia: L'espressione inglese gay pride (letteralmente: orgoglio gay) richiama in italiano due concetti distinti: quello di fierezza gay e quello di pride parade (parata dell'orgoglio), la marcia dell'orgoglio gay che mantiene in vita la memoria dei moti di Stonewall del 1969. Attualmente si preferisce spesso usare solamente l'appellativo pride, che comprende tutte le realtà arcobaleno. Fanno parte del pride anche le coppie bisessuali e trans. *** L'"orgoglio" si basa su tre assunti: che le persone dovrebbero essere fiere di ciò che sono, che la diversità sessuale è un dono e non una vergogna, che l'orientamento sessuale e l'identità di genere sono innati o comunque non possono essere alterati intenzionalmente. In Italia il primo pride risale al 1972, a Sanremo. Il primo pride nazionale si svolse invece nel 1994, tra gli organizzatori Imma Battaglia e Vladimir Luxuria. Dal 94 al 99 il Pride vide alterne vicende, confusione e lotte intestine tra diverse associazioni omosessuali, tanto che molti eventi (ancora celebrati in una o due città solamente) videro partecipazioni scarse, disorganizzate, senza il vero spirito del pride a guidarle. Nel 95, Franco Grillini, lanciò l'idea di una pride a Roma, per il 2000, in occasione del Giubileo (NDR: vorremmo ricordare che nonostante le molte dicerie e accuse, il Cristo non ha mai proferito parola nello specifico contro la sessualità delle persone, ma sono gli ambienti gerarchici, e ancor più i bigotti o falso tali [vedi Salvini, Adinolfi, Fontana, Meloni e altri simili) che si appellano al Levitico 20-22, e inneggiano molte forme dirette o indirette di proclami contro il mondo LGBT, o se al massimo riconoscono a parole di lasciare la libertà di unirsi, contestualmente mettono in atto tutto ciò che è possibile per contrastare e denigrare il fenomeno. Ricordo inoltre che moltissimi del popolo LGBT sono credenti, in Cristo, non nella gerarchia omofoba, tanto che all'estero ci sono moltissime chiese e comunità protestanti vicine)
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La vicenda assunse aspetti scabrosi, Arcigay che entrò in lotta col Circolo Mario Mieli, e altri circoli tra di loro. La solita storia di voti votanti e riconoscimenti dei numeri di soci (più o meno come la nostra "vecchia" Fenait). A pochi mesi dall'evento si cominciarono a ritirare i vari gruppi e associazioni, tanto che tutto puntava al fallimento. Ma evidentemente il Padreterno ci mise lo zampino, e stuzzicò le gerarchie ecclesiastiche a protestare contro la paventato Pride di Roma. Tanto fu che TUTTI, ma proprio TUTTI, senza tanti orpelli organizzativi, senza tante menate, dissero ANDIAMO. Il primo WORD PRIDE di ROMA del 2000 raccolse dai 500.000 al milione di partecipanti. Da allora ogni anno è stato un crescendo. La voglia di manifestare, far riconoscere i propri diritti, far riconoscere la LIBERTA' DI ESISTERE E DI VIVERE, è cresciuta nella coscienza di molti, tanto che ormai i Pride sono sempre più numerosi in molte città italiane. Da notare che dal 2014 si è scelto di non scegliere più una sede Pride Nazionale, ma ogni Pride di per se è manifestazione nazionale. Tanto che viene coniato appunto ONDA PRIDE, per non fare distinguo di sedi ma non solo, nemmeno di "categoria". Infatti negli ultimi anni, forse esagerando, forse correttamente, altre realtà sono state aggiunte al vecchio LGBT, comprendendo ogni categoria diversa dall'eterosessuale, ma esistente e ugualmente osteggiata in tutto, coniando acronimi tipo LGBTQ, LGBTI, LGBTQI. Ma questi acronimi ad oggi vengono per lo più usati per occasioni particolari, e tutti riconoscono l'universalità di LGBT a prescindere, che comprende ugualmente tutti. Per approfondire: https://it.wikipedia.org/wiki/Gay_pride Le Istituzioni? Paese che vai istituzione che trovi. Nei paesi islamici ancora esiste la pena di morte, in alcuni ultraortodossi c'è la chiusura più totale, da noi... molti predicano uguaglianza e mancanza di diversità, ma siamo ancora lontani mille miglia (matrimonio, adozione, antiomofobia, per non parlare di Family Day, carte identità modificate, feriti e uccisi, e sucidi giovanili, lo scandalo più assoluto). Poi esistono realtà che quando le vedi ti sembra di essere andato in un altro mondo, un qualcosa di alieno e impossibile. Vi allego qualche foto scattata a Brighton
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Gay Pride = Carnevalata oscena Non può mancare chi si sente offeso dai costumi e dall'allegria che caratterizza un Pride, ogni Pride. Molti sono coloro che dicono: ma perchè non andate ben vestiti, in giacca e cravatta, in modi dignitosi e senza culi di fuori. Domanda: questi signori, dall'opinione rispettabilissima, conoscono il Pride, le sue origini, i suoi significati, che aumentano paese per paese dove viene svolto? Vi regalo un articolo in merito, da chi sa scrivere meglio di me: https://www.gaypost.it/pride-carnevale-omofobia-interiorizzata Di Dario Accolla Inserito il 9 aprile 2016 In Rainbow Eppure l’omofobia interiorizzata ve l’avevamo già spiegata: perché di questo si tratta, se pensi che il pride sia un orrido carnevale. Giusto per toglierci il sassolino dalla scarpa e chiamare le cose con il loro nome. Sì, perché abbiamo pubblicato pochi giorni fa la vignetta di Walter Gropius sulla solita tiritera moralistica riguardo le marce dell’orgoglio – con la sequela di “no al circo”, “non si manifesta col culo in bella mostra”, ecc – e, puntuale come un “blocca profilo” sul Twitter di Gasparri, sui social arrivano le reprimende dei soliti gay perbenisti. No, ragazzi. Non ci siamo. E vi spiego perché. Se non ci fossero state le “carnevalate”, come le chiamate voi – o il circo, se preferite – oggi non potreste esibire, fieri e orgogliosi, bicipiti e pettorali sui social network, mezzi nudi a gennaio magari. Gli stessi dai quali proferite le vostre verità contro chi, in piazza, ci scende per quello che è: con i lustrini, con la sesta di reggiseno (e in borsa i preservativi per taglie forti), con la foglia di fico sul pacco o completamente ricoperto d’argento. Perché a un certo punto della storia, chi da sempre è stato messo ai margini per ciò che era si è detto: “fanculo, io esisto per ciò che sono”. Si chiama autodeterminazione. A Stonewall, da cui tutto è cominciato, si prendevano a manganellate quelle trans che avevano addosso più di tre capi femminili. Fino a quando una di loro – Sylvia Rivera, santa subito e per sempre, aggiungo io – si è scocciata di essere trattata da scarto dalla norma e, di conseguenza, da rifiuto umano. Un sottoposto che parla, ricordiamolo, non è più tale. E il linguaggio non è soltanto atto verbale. Le immagini parlano, urlano. Il nostro corpo anche. Per cui, ribadiamolo, se oggi potete dire che vi piace il pacco del tipo comodamente seduto di fronte a voi in metro, magari fotografandolo pure e dandogli gloria eterna pubblicandone l’immagine su Facebook – ah, a proposito: sarebbe reato – è grazie a chi, anni addietro, ha fatto “circo”. Ciò non significa, ovviamente, dover riprodurre o essere acriticamente d’accordo con un certo tipo di manifestazione del sé. Perché poi entrano in gioco altri fattori, quali l’opportunità del gesto, il cattivo gusto, il successo comunicativo e mille altre varianti. Ma una cosa dovrebbe essere chiara: il rispetto per l’altro/a. E quando giudicate per l’eccesso di “colore” chi manifesta ai pride, attaccate il diritto di quell’individuo di esistere per ciò che è. E il pride è il momento dell’anno in cui ognuno è come è. Stonewall ci dovrebbe aver insegnato questo. E non, invece, che esistono gay di serie A e gay di serie B. Qualcuno dirà: gli etero non capirebbero, non ha senso scandalizzarli. Ebbene, mi pare che in millenni di storia dell’umanità la maggioranza eterosessuale è sempre stata scandalizzata e non mi pare che nella Londra medievale o nella Firenze del Rinascimento si andasse in giro coi carri a far baldoria, capeggiati da orde di Vladimir Luxuria ante litteram. Le cose, a ben vedere, sono cambiate quando l’amore che non osava dire il suo nome lo ha detto a chiare lettere e, soprattutto, lo ha manifestato. Anche con l’eccesso. Non è compiacendo chi vi vede come un errore che guadagnate il diritto alla dignità. Men che mai facendo gli stessi discorsi. Se avete visto film come Milk o Pride avete già capito di cosa sto parlando. Altri sostengono: non è così che si ottengono diritti. E per costoro, anzi, l’esibizionismo ritarderebbe la strada del raggiungimento degli stessi. Basta vedere, a tal punto, i pride di Madrid, Parigi, New York ed altre capitali dell’occidente per capire che non è affatto così: roba che i nostri, in confronti, sono rendez vous per educande cattoliche. Oltre al fatto che, voi che peccate di hybris, avventurandovi in tali deterministiche affermazioni, dovreste dimostrare qual è la relazione per cui se io domani vado in corteo in giacca e cravatta poi Alfano cambia idea e vota sì per il matrimonio. Insomma, ci troviamo di fronte a due modi di pensare. Il primo: esiste una sola “norma” e ciò che non obbedisce ad essa va represso, evitato, possibilmente vietato. E il secondo: esistono tutte le diversità e vanno rispettate, anche se non ci piacciono. Poi ognuno ha la sua identità e bisogna costruire un mondo in cui coabitare in modo pacifico, nel rispetto reciproco. Il pride veicola il secondo messaggio. Il primo è più roba da family day. Chi di voi ha paura della carnevalata o non sopporta il circo, forse dovrebbe interrogarsi su quale manifestazione appoggiare da ora in poi.
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02/06/2019 20:53
Non è solo religioso il problema, basta vedere regimi totalitari dove la religione non è ammessa. Purtroppo il farsi i xxxxi altrui, senza condannare se stessi, e da sempre la norma. Pochi i popoli che ne hanno invece fatto un modus vivendi, un valore, vedi Atene, vedi etruschi, vedi popoli come i pellerossa o quelli delle amazzoni. Il problema effettivo che riguarda il mondo di Abramo, indi ebrei, cattolici e Islam, è il maledetto libro del levitico, che viene preso solo nelle parti che interessano, e ogni religione monoteista ha fatto suoi alcuni pezzi. Posso capire che i primi esordi cristiani, che si trovarono a scontarsi col lascivo popolo romano, si sia dato delle regole più rigide necessarie per gli albori (forse), ma ciò a cui non arrivo è il perseguire della persecuzione, e ancor più di quella ad hoc. Perdoniamo chi tradisce ma condanniamo chi non prolifica. E Papa Francesco sta facendo scalpore e sta creando forti malumori per le sue timide ma fondamentali aperture. Don Gallo, ma non solo, è stato un forte precursore di ciò che le chiese protestanti, non tutte, stanno ormai sostenendo da tempo. Non è molto che anche i rigori mormoni hanno applaudito in un consesso pubblico un loro ragazzo gay. Ma se capisco in genere male la gerarchia, perché segue regole arcaiche ed è lenta a cambiare, non capirò mai coloro che mi fanno i beghini e i perbenisti, quando, se andiamo a scrutare nei loro armadi, troviamo cadaveri a mazzi. Quanto ne son stato trovati a letto con l’escort maschile o femminile di turno, quante corna vengono appioppate ogni giorno, quanta gente di malaffare in tema sessuale troviamo tra i detrattori del mondo LGBT. Eppure, ricordo come ieri i pluridivorziati che presidevano un partito cattolico e sfilavano coi Family Day. Non da molto ho letto del trombatore di minorenni che nel suo club non accetterà non solo gay, ma anche chi porta anche semplicemente un tatuaggio. Ma la “paura” più antica del mondo è sempre quella verso il nudo e il “diverso”. (Non diverso in quanto gay, ma diverso dal modo di pensare e gestire la propria vita dei contestatori). La paura del nudo è, lo sappiamo, molto di comodo. Non ho mai sentito i nostri cari detrattori lamentarsi delle donne nude in televisione, per strada, ovunque. La paura del diverso la vediamo ogni giorno. Cominciando dalla paura del “nero”, per passare a quella verso i ROM, ad arrivare a quella verso i gay. Maschi ovviamente. Vedere due maschi tenersi per mano, scambiarsi gesti di affetto o forse un bacio? Roba da linciaggio se va bene, di disprezzo anche da parte di altrettanti, che pur essendo anche bsx, quindi facendo “quelle cose”, eppure non sopportano di vedere due ragazzi scambiarsi un bacio. Ma tutto cambia se a farsi effusioni son due donne. Guardare due donne che lesbicano tra loro sono il primo sogno erotico di ogni etero esistente. Ma il mondo gay è come il mondo nudista anche in questo: dicevo il peggior nemico del nudista sono i nudisti stessi. Per i gay è identico. I perbenisti e i detrattori sono anche tra le proprie fila, e non si rendono conto di quanto male facciamo alla causa comune. Quando i primi a parlar male della propria “specie” (consentitemi il termine), sono quelli della stessa “specie”, quando riusciremo mai a far capire al mondo che una cosa è giudicare chi appartiene a quel mondo, e un’altra cosa e chi di quel mondo si comporta male? Una battaglia fraticida pazzesca.
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02/06/2019 21:36
Come discorso complementare. Nella mia firma ho questa citazione: Ciò che non farei non dovrà mai diventare ciò che non devono fare gli altri. - Ora io sono per modernizzare tante cose, ma so che ogni ammodernamento ha tempi lunghissimi, se non rappresenta una cultura generale. Potrei pure ammettere che c’è chi ama certe cose, certe arcaicità , certi ostracismi, ma … Te ci credi o lo vuoi, fallo, ma perché lo pretendi pure da me? Te ci credi e promulghi le tue verità, sacrosantissimo, hai lo stesso diritto mio come io ho lo stesso diritto tuo, ma perché vuoi che io mi adeguo al tuo e tu non devi adeguarti al mio? Io devo rispettarti (opinabile il concetto di rispetto che viene proclamato) ma te non rispetti me non lasciandomi la mia libertà di fare cose diverse. Anche questa è integrazione, che prima di richiederla verso gli altri (vedi problema immigrazione) dovresti concederla a me.
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02/06/2019 21:46
Secondo me queste manifestazioni servono solo ad accentuare la differenza tra persone con gusti sessuali diversi. Ma non solo parlando di gusti sessuali. Alle ultime elezioni se la prima preferenza era un uomo la seconda doveva essere una donna. In pratica non si potevano votare due PERSONE che si ritenevano valide, bisognava prima guardare a che genere sessuale appartenevano. Questa è la parità di diritti? Personalmente mi concentro su altre discriminazioni, a mio parere altrettanto gravi, ma di cui nessuno parla e per le quali non vengono organizzate manifestazioni. Una su tutte quella degli ultracinquantenni che grazie a questa dissennata classe politica hanno perso il lavoro e vengono sfacciatamente discriminati per la loro età. E negli ultracinquantenni ci sono uomini, donne gay, mancini, juventini, comunisti e simpatizzanti di destra. E anche per quanto riguarda il nudo-naturismo (l'ho già detto varie volte) non m'interessa che venga riconosciuta questa "minoranza", m'interessa che venga riconosciuto quello che dovrebbe essere un diritto universale di ogni individuo, che è quello di decidere autonomamente quali parti del corpo farsi irradiare dai raggi del sole.
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02/06/2019 23:13
I problemi che intasano il mondo sono quasi infiniti, non credo che uno sia più meritevole di altri, e forse dovremmo darci tutti da fare perché ogni aspetto sia guardato, studiato, tutelato, aiutato. Ma non credo nemmeno che facendo le “guerre tra poveri” si ottenga nulla. Non è dicendo che questo sia più importante di altri si ottenga giustizia, libertà, parità, rispetto. Però è altrettanto vero che in questo topic ho affrontato uno di questi molti aspetti, che non casualmente ha molte assonanze con noi nei confronti della società, e mi aspetterei di sentire semmai pareri in merito. Ovvio che nulla toglie si possano affrontare anche altre problematiche, in separati topic, sia perché hanno problematiche diverse quindi sviluppi di discorso diversi, , sia perché si rischia, miscelandoli, si cada nell’odioso confronto su temi che non possono essere confrontati. ******* Dici che non t’interessa che il nudo etc etc, ma t’interessa che ci sia il diritto di etc etc … come può l’una cosa sussistere senza l’altra? Come può essere riconosciuto un diritto se non viene riconosciuta la libertà di essere un componente di quella “minoranza”?
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03/06/2019 08:00
a_fenice ha scritto:
Ma non credo nemmeno che facendo le “guerre tra poveri” si ottenga nulla.
Per quanto mi riguarda non si tratta di guerra tra poveri. La comunità gay ha già ottenuto molti risultati. In alcuni casi anche troppi visto che le aziende che devono licenziare evitano di farlo con i gay perché sono quelli che vincerebbero facilmente l'impugnazione del licenziamento. E non è certo con una manifestazione del genere che si eviterà che qualche idiota prenda a botte chi ha gusti diversi dai suoi. Il problema sarà superato quando l'omosessualità verrà considerata una cosa normale, ma non diventerà mai normale accentuandone la diversità. Uguale per il naturismo.
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03/06/2019 11:59
Quindi il ragazzino che si suicida perché la famiglia non lo accetterebbe mai, e così i suoi amici e compagni, è un “diritto alla vita” raggiunto? Quelli che non possono andare in giro tenendosi per mano come fanno gli etero sono un diritto raggiunto? Quelli che non possono lasciare le decisioni importanti ai propri compagni “perché non sono della famiglia”, sono diritti raggiunti? Per assioma scendere in piazza durante uno sciopero non serve parimenti a nulla. Aver creato la manifestazione ecologica di Greta stesso discorso. Dire ad altri: questi sono i problemi… non serve? L’idiota e il razzista li fermerebbero solo l’applicazione dello stesso regime al contrario: sei un anti umano, giù dalla rupe… ma ancora non lo facciamo ne forse lo faremo mai. Ma la coscienza comune dove la poni? Parlavi dei disoccupati 50enni che nessuno vuole più. Problema risolvibile solo a livello personale o parlandone in modalità megafono (alias manifestazioni, report televisivi e quant’altro), può spingere qualcuno a porsi la domanda se davvero non servono più a nulla? Cerco di fare delle riflessioni, sia chiaro
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Nudomark
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03/06/2019 13:29
Max sono d'accordo con te in ogni parola! Purtroppo ci son persone che NON VOGLIONO capire. Gli italiani di serie B sono loro...quello che spiace è che siano anche naturisti.
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03/06/2019 13:58
a_fenice ha scritto:
Come discorso complementare. Nella mia firma ho questa citazione: Ciò che non farei non dovrà mai diventare ciò che non devono fare gli altri. - Ora io sono per modernizzare tante cose, ma so che ogni ammodernamento ha tempi lunghissimi, se non rappresenta una cultura generale. Potrei pure ammettere che c’è chi ama certe cose, certe arcaicità , certi ostracismi, ma … Te ci credi o lo vuoi, fallo, ma perché lo pretendi pure da me? Te ci credi e promulghi le tue verità, sacrosantissimo, hai lo stesso diritto mio come io ho lo stesso diritto tuo, ma perché vuoi che io mi adeguo al tuo e tu non devi adeguarti al mio? Io devo rispettarti (opinabile il concetto di rispetto che viene proclamato) ma te non rispetti me non lasciandomi la mia libertà di fare cose diverse. Anche questa è integrazione, che prima di richiederla verso gli altri (vedi problema immigrazione) dovresti concederla a me.
Molto bello e condivido in pieno
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03/06/2019 14:17
a_fenice ha scritto:
Quindi il ragazzino che si suicida perché la famiglia non lo accetterebbe mai, e così i suoi amici e compagni, è un “diritto alla vita” raggiunto?
Alla famiglia del ragazzino, del gay pride arriva la foto del tipo col corpo ricoperto di falli di gomma. Pensi davvero che manifestazioni di questo tipo possano giovargli? @nudomark: stiamo discutendo su quale sia il modo migliore per rendere "normale" quello che dovrebbe esserlo ma che ancora non lo è. Dispiace che tu non l'abbia capito. Prova a metterci un po' più di impegno prima di manipolare la tastiera del PC.[:D]
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03/06/2019 14:26
Dici che non t’interessa che il nudo etc etc, ma t’interessa che ci sia il diritto di etc etc … come può l’una cosa sussistere senza l’altra? Come può essere riconosciuto un diritto se non viene riconosciuta la libertà di essere un componente di quella “minoranza”?
Il riconoscimento del diritto che vorrei io è quello di poter decidere autonomamente quali parti del mio corpo esporre al sole, ma che non dev'essere un diritto concesso ad una minoranza, ma di qualsiasi uomo presente sulla terra. Devo per forza inserirmi in una minoranza per far valere questo diritto? Il corpo è mio e voglio gestirmelo io[8D]
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Nudomark
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03/06/2019 14:56
quagliozzi ha scritto:
a_fenice ha scritto:
Quindi il ragazzino che si suicida perché la famiglia non lo accetterebbe mai, e così i suoi amici e compagni, è un “diritto alla vita” raggiunto?
Alla famiglia del ragazzino, del gay pride arriva la foto del tipo col corpo ricoperto di falli di gomma. Pensi davvero che manifestazioni di questo tipo possano giovargli? @nudomark: stiamo discutendo su quale sia il modo migliore per rendere "normale" quello che dovrebbe esserlo ma che ancora non lo è. Dispiace che tu non l'abbia capito. Prova a metterci un po' più di impegno prima di manipolare la tastiera del PC.[:D]
E tu non capisci che sto parlando in generale e non mi stavo riferendo a te, se non lo capisci vuol dire che ti senti tirato in causa. Sinceramente visti i molti commenti in questo forum credo che tu abbia grossi problemi quando si parla di omosessualità e non capisco il motivo. (Spero non si tratti di omofobia, sarebbe cosa che non mi aspettavo da te.) Aggiungo che la tua ultima frase non mi è piaciuta, ti salvi solo per la faccina. Resta però sgradevole.
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03/06/2019 15:12
Nudomark ha scritto: E tu non capisci che sto parlando in generale e non mi stavo riferendo a te, se non lo capisci vuol dire che ti senti tirato in causa. Sinceramente visti i tuoi ripetuti commenti in questo forum credo che tu abbia grossi problemi quando si parla di omosessualità. P.s. Ringrazia Dio di aver messo una faccina a fondo del tuo commento...
Essendo l'unico a non seguire il pensiero comune, sarebbe risultato strano che non mi fossi sentito chiamare in causa [:D]. Purtroppo per te (e meglio per me[:D]) mi rendo conto che oltre all'omosessualità ci sono molti altri problemi altrettanto gravi (anche l'assenza di lavoro genera suicidi). Per cui cerco di mantenermi in equilibrio tra i tentativi di coinvolgimento in alcune (legittime) cause ed altre altrettanto legittime che non godono di adeguato riconoscimento. E la mia vocazione robinhoodiana mi porta a concentrarmi sulle seconde. [:)]
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03/06/2019 21:29
Provo a dire l’ultima perché sembra che non se ne esce. Marco, guarda caso, ha entrambi i problemi. Anzi tre. Vorrebbe vivere la sua vita come gli pare meglio, ma è osteggiato da coloro per cui contento solo gli etero e tutto il resto è uno schifo. È disoccupato e rientra in quell’eta per cui, anche se hai lauree ed esperienze da vendere, non ti calcola più nessuno. È nudista, e se vuol vivere in pace questa cosa, deve emigrare all’estero, soldi e tempo permettendo. Non credo che per lui ci sia un tema più importante dell’altro. Appartiene fondamentalmente a ben tre “minoranze”. Da una parte te quagliozzi hai ragione, il mondo dovrebbe essere così SANO che ognuno si determina come vivere, ma così non è. E in qualche modo i desideri e problemi ti fanno rientrare in una categoria. Guarda caso anche essere “disoccupati” ne costituisce una. È più importante l’uno o l’altro? O son tutti importanti, per cui meritano (lo avevo già detto nella prima risposta) attenzione particolare e saparata, ogni problema la sua discussione? E chi ha uno, due, tre o più di questi problemi, dato lo stato dei fatti, cioè che manca la libertà di essere ciò che vuoi, come te giustamente desideri e anche noi, gli interessa più che stiamo zitti, o che qualcuno organizzi in modo da farsi sentire dagli altri? Che sia un Pride Che sia un raduno nudista Che sia uno sciopero pro disoccupati?
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