Onda Pride 2019: 1 - 30 giugno 2019

a_fenice 02/09/2026 21:37 5.829 Visite
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto:
Forse vado controcorrente. Secondo me i gay non dovrebbero esistere. Come non esiste un'etichetta per chi ama chi è biondo o chi magro o chi è grasso, perchè etichettare chi ama una persona dello stesso sesso? Già il fatto d'identificarlo lo emargina in una minoranza. Faccio un esempio, forse un po'stupido. Mettiamo che sono etero ma a me piacciano le donne calve. Non è una mia fissa, sono nato così. Forse i capelli, forse non so, ma non riesco a frequentare una donna che non si calva. Scopro che ci sono altre persone con questo tipo gusti, ci chiamano (invento) calvari. Mio figlio torna da scuola piangendo perchè dicono che è figlio di un calvario, non ci invitano mai alle cene o alle feste perchè fa strano vedere un uomo con una donna calva, la gente pensa che sia una forma di depravazione, il parroco grida allo scandalo. Invece non esiste questa cosa. Se a me piacessero solo le donne calve sarebbe una cosa solo mia, nessuno ci farebbe caso più di tanto. Allora perchè dovrebbe esserlo se m piacesse un uomo? Perchè dovrei dire in giro "io sono gay"? Perchè si legge continuamente, riferendosi a personaggi famosi. "finalmente tizio ha fatto outing". Non so, io sono contrario a queste manifestazioni. Preferirei vedere una festa generica sul'amore, senza etichette.
discorso validissimo e grandissimo. Con altri termini era sostenuto anche dal popolo nero quando era costretto a violenza e sopraffazioni da parte del popolo bianco, e manifestava sotto la guida di Mandela, Malcom X e tanti altri. Anche loro avrebbero detto: ma perché devi dire che io sono umano al pari tuo? Le etichette: se usate come forma di categoria son quanto di più odioso possa esistere, ma se servono per definire un qualcosa… purtroppo servono, a volte. Dire son nudista serve per dire che sto meglio senza mutande, al contrario di un tessile che preferisce averle. Ciò ovviamente non deve essere una differenza tra i due, ma solo una specifica per e quando serve. Un panettiere non è un ciabattino e neanche un medico, e in fondo sono etichette anche queste. Identificano il mestiere, non che uno sia migliore di un altro Però serve anche a te perché se devi comprare il pane non vai dal ciabattino, socosi come se devi accomodare un osso rotto non vai dal panettiere. Ma correttamente le etichette qui devono finire nel loro significato fine a se stesso.
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I problemi che intasano il mondo sono quasi infiniti, non credo che uno sia più meritevole di altri, e forse dovremmo darci tutti da fare perché ogni aspetto sia guardato, studiato, tutelato, aiutato. Ma non credo nemmeno che facendo le “guerre tra poveri” si ottenga nulla. Non è dicendo che questo sia più importante di altri si ottenga giustizia, libertà, parità, rispetto. Però è altrettanto vero che in questo topic ho affrontato uno di questi molti aspetti, che non casualmente ha molte assonanze con noi nei confronti della società, e mi aspetterei di sentire semmai pareri in merito. Ovvio che nulla toglie si possano affrontare anche altre problematiche, in separati topic, sia perché hanno problematiche diverse quindi sviluppi di discorso diversi, , sia perché si rischia, miscelandoli, si cada nell’odioso confronto su temi che non possono essere confrontati. ******* Dici che non t’interessa che il nudo etc etc, ma t’interessa che ci sia il diritto di etc etc … come può l’una cosa sussistere senza l’altra? Come può essere riconosciuto un diritto se non viene riconosciuta la libertà di essere un componente di quella “minoranza”?
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01/01/2000 00:00
Vero Fede, peccato che su sfilate che sono lunghe chilometri, in cui c’è di tutto, la stampa non riporta, come nelle mie foto, il sostegno di chiunque, ma riporta solo delle maschere. Perché lo scandalo tira di più. E potresti fare anche una sfilata tutta in giacca e cravatta, e tanto troverebbero qualcosa da ridire e da presentare per parlar male e far credere ciò che vogliono a chi non le conosce. Io che non mi fido di nessuno, ripeto di nessuno, ci son stato. Si, c’è del carnevale, ci sono toraci nudi, ci sono drag queen, non ci sono dildi appesi al collo, ma c’è anche tanta gente che piange, che ride, che si da sostegno a vicenda. Di spogliarelli marginali nessuno se ne occupa. È come il servizio delle iene su Cap di triste memoria: 40.000 turisti presenti, centinaia di esercizi e locali, due spiaggia ben divise, cosa ti vanno a presentare per descrivere cap? L’unico locale che apre in piena notte dove ci sono delle dark. Come se per fare un servizio su grandi città italiane, per rappresentarle vado a riportare cosa succede dentro un privee. E quello dovrebbe diventare esempio portante?
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto:
a_fenice ha scritto:
https://www.gay.it/viaggi/news/spiagge-gay-liguria-emilia-romagna-friuli-lombardia-piemonte-trentino Una interessante per quanto imprecisa mappa sul nudismo gay e gay friendly Piccola curiosità, in una foto ci sono anch’io, una vecchia foto in vero, ormai ripubblicata di continuo su varie testate giornalistiche. Giochiamo al totofenice? [:)][:)][:)]
Qualcuno mi spiega cosa sono le spiagge gay? Che differenza c'è con quelle etero? Da cosa si riconoscono? Sarò stupido, ma io non riesco a riconoscere un gay da un etero a meno che non faccia effusioni particolari. O sbaglio?
ricollegato alle risposte di cui sopra. In un mondo che dovrebbe essere normale una spiaggia vale l’altra, e dovrebbe distinguersi solo che so, una e sabbiosa l’altra di sassi, una ampia l’altra corta. Ma siccome al mondo ci son anche quelli per cui, chi è diverso da loro e da bistrattare, bastonare, isolare, etc, di conseguenza nascono e si evidenziano pure i luoghi dove uno può stare tranquillo e dove no. Parafrasando, sarebbe bello che ogni spiaggia sia clothing opzional, al esempio, ma siccome non è così, allora c’è la spiaggia nudista e quella tessile.
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01/01/2000 00:00
Non è solo religioso il problema, basta vedere regimi totalitari dove la religione non è ammessa. Purtroppo il farsi i xxxxi altrui, senza condannare se stessi, e da sempre la norma. Pochi i popoli che ne hanno invece fatto un modus vivendi, un valore, vedi Atene, vedi etruschi, vedi popoli come i pellerossa o quelli delle amazzoni. Il problema effettivo che riguarda il mondo di Abramo, indi ebrei, cattolici e Islam, è il maledetto libro del levitico, che viene preso solo nelle parti che interessano, e ogni religione monoteista ha fatto suoi alcuni pezzi. Posso capire che i primi esordi cristiani, che si trovarono a scontarsi col lascivo popolo romano, si sia dato delle regole più rigide necessarie per gli albori (forse), ma ciò a cui non arrivo è il perseguire della persecuzione, e ancor più di quella ad hoc. Perdoniamo chi tradisce ma condanniamo chi non prolifica. E Papa Francesco sta facendo scalpore e sta creando forti malumori per le sue timide ma fondamentali aperture. Don Gallo, ma non solo, è stato un forte precursore di ciò che le chiese protestanti, non tutte, stanno ormai sostenendo da tempo. Non è molto che anche i rigori mormoni hanno applaudito in un consesso pubblico un loro ragazzo gay. Ma se capisco in genere male la gerarchia, perché segue regole arcaiche ed è lenta a cambiare, non capirò mai coloro che mi fanno i beghini e i perbenisti, quando, se andiamo a scrutare nei loro armadi, troviamo cadaveri a mazzi. Quanto ne son stato trovati a letto con l’escort maschile o femminile di turno, quante corna vengono appioppate ogni giorno, quanta gente di malaffare in tema sessuale troviamo tra i detrattori del mondo LGBT. Eppure, ricordo come ieri i pluridivorziati che presidevano un partito cattolico e sfilavano coi Family Day. Non da molto ho letto del trombatore di minorenni che nel suo club non accetterà non solo gay, ma anche chi porta anche semplicemente un tatuaggio. Ma la “paura” più antica del mondo è sempre quella verso il nudo e il “diverso”. (Non diverso in quanto gay, ma diverso dal modo di pensare e gestire la propria vita dei contestatori). La paura del nudo è, lo sappiamo, molto di comodo. Non ho mai sentito i nostri cari detrattori lamentarsi delle donne nude in televisione, per strada, ovunque. La paura del diverso la vediamo ogni giorno. Cominciando dalla paura del “nero”, per passare a quella verso i ROM, ad arrivare a quella verso i gay. Maschi ovviamente. Vedere due maschi tenersi per mano, scambiarsi gesti di affetto o forse un bacio? Roba da linciaggio se va bene, di disprezzo anche da parte di altrettanti, che pur essendo anche bsx, quindi facendo “quelle cose”, eppure non sopportano di vedere due ragazzi scambiarsi un bacio. Ma tutto cambia se a farsi effusioni son due donne. Guardare due donne che lesbicano tra loro sono il primo sogno erotico di ogni etero esistente. Ma il mondo gay è come il mondo nudista anche in questo: dicevo il peggior nemico del nudista sono i nudisti stessi. Per i gay è identico. I perbenisti e i detrattori sono anche tra le proprie fila, e non si rendono conto di quanto male facciamo alla causa comune. Quando i primi a parlar male della propria “specie” (consentitemi il termine), sono quelli della stessa “specie”, quando riusciremo mai a far capire al mondo che una cosa è giudicare chi appartiene a quel mondo, e un’altra cosa e chi di quel mondo si comporta male? Una battaglia fraticida pazzesca.
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01/01/2000 00:00
Provo a dire l’ultima perché sembra che non se ne esce. Marco, guarda caso, ha entrambi i problemi. Anzi tre. Vorrebbe vivere la sua vita come gli pare meglio, ma è osteggiato da coloro per cui contento solo gli etero e tutto il resto è uno schifo. È disoccupato e rientra in quell’eta per cui, anche se hai lauree ed esperienze da vendere, non ti calcola più nessuno. È nudista, e se vuol vivere in pace questa cosa, deve emigrare all’estero, soldi e tempo permettendo. Non credo che per lui ci sia un tema più importante dell’altro. Appartiene fondamentalmente a ben tre “minoranze”. Da una parte te quagliozzi hai ragione, il mondo dovrebbe essere così SANO che ognuno si determina come vivere, ma così non è. E in qualche modo i desideri e problemi ti fanno rientrare in una categoria. Guarda caso anche essere “disoccupati” ne costituisce una. È più importante l’uno o l’altro? O son tutti importanti, per cui meritano (lo avevo già detto nella prima risposta) attenzione particolare e saparata, ogni problema la sua discussione? E chi ha uno, due, tre o più di questi problemi, dato lo stato dei fatti, cioè che manca la libertà di essere ciò che vuoi, come te giustamente desideri e anche noi, gli interessa più che stiamo zitti, o che qualcuno organizzi in modo da farsi sentire dagli altri? Che sia un Pride Che sia un raduno nudista Che sia uno sciopero pro disoccupati?
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01/01/2000 00:00
Quindi il ragazzino che si suicida perché la famiglia non lo accetterebbe mai, e così i suoi amici e compagni, è un “diritto alla vita” raggiunto? Quelli che non possono andare in giro tenendosi per mano come fanno gli etero sono un diritto raggiunto? Quelli che non possono lasciare le decisioni importanti ai propri compagni “perché non sono della famiglia”, sono diritti raggiunti? Per assioma scendere in piazza durante uno sciopero non serve parimenti a nulla. Aver creato la manifestazione ecologica di Greta stesso discorso. Dire ad altri: questi sono i problemi… non serve? L’idiota e il razzista li fermerebbero solo l’applicazione dello stesso regime al contrario: sei un anti umano, giù dalla rupe… ma ancora non lo facciamo ne forse lo faremo mai. Ma la coscienza comune dove la poni? Parlavi dei disoccupati 50enni che nessuno vuole più. Problema risolvibile solo a livello personale o parlandone in modalità megafono (alias manifestazioni, report televisivi e quant’altro), può spingere qualcuno a porsi la domanda se davvero non servono più a nulla? Cerco di fare delle riflessioni, sia chiaro
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01/01/2000 00:00
Non capisco perché su migliaia che sono a manifestare ci si fissa su uno stereotipo che è lì trasformato per giocare, per dire: anche se amassi travestirmi (e lo sta facendo in modo grottesco apposta) tolti i panni son sempre un uomo che di diverso ha solo le sue scelte. Quando le stesse maschere le ritroviamo nelle sfilate di carnevale non ci poniamo alcun problema. È lapalissiano che stanno giocando. E se fossero delle drag, ancor meglio: sarebbe solo un costume da spettacolo. E le migliori drag… sono etero. Se dovessimo giudicare il mondo da certi personaggi, ahimè veri e non mascherati, mi dite a chi ci associamo? Mi domando perché ci dobbiamo fissare sulle mosche senza vedere il vitello intero.
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01/01/2000 00:00
@ Siman. Il discorso presa di posizione è lungo. Norme son già scritte dagli anni 80, vedi catechismo, dove pur non ammettendo cose tipo matrimoni (ovvio), pur dicendo che essere omosessuali è fondamentalmente un “disordine”, eppure incita alla tolleranza amore e rispetto. Chiaro che non è abbastanza, ma non porta avanti le teorie ammazzasette di molti. Poi ci sono gli interventi oscurantisti di Benedetto sul chi può farsi prete… come se la marea di figli illegittimi di preti siano più giustificabili. Avallare certi standard non può essere fatto tout court, ma deve passare per un percorso di ragionamento. È normale che se fino a ieri dicevano odialo, oggi non riescono e dire amalo. Ma intanto vedo tante aperture, purtroppo lente, troppo pente, e difficilmente avallate dai preti che di giorno condannato e di notte scopano. Come quei politici che vanno ai family day e poi hanno il trans o l’escort con cui sollazzarsi di notte. La cronaca è piena di esempi, non serve ricordarne il nome. Però: (da gay.it) Liguria Pride, Bagnasco annulla le preghiere di riparazione DI ALESSANDRO BOVO / 13 GIUGNO 2019 liguria pride Non ho nulla contro chi prega, basta che lo faccia a casa propria. Scherzando, si potrebbe riassumere così quanto successo a Genova, dove il Cardinal Bagnasco ha vietato le preghiere di riparazione organizzate dal sito Santo Rosario per l’Italia. Questa pagina aveva proposto preghiere e processioni in tutta Italia proprio in occasione delle parate per l’orgoglio LGBT. Ma solo per il Liguria Pride è intervenuto Bagnasco, bloccando tutto. Un intervento a sorpresa. E sicuramente inaspettato. Senza dare troppe spiegazioni, Bagnasco ha semplicemente chiesto ai vari sacerdoti di non organizzare rosari e preghiere, e ha di fatto annullato tutti gli eventi già organizzati. Sul sito sopra citato, sono state infatti eliminate tutte le date e gli orari, così come i punti di ritrovo. Al posto dell’elenco, i gestori del sito hanno scritto: Siamo spiacenti di dover avvisare che la curia arcivescovile di Genova ha chiesto ai sacerdoti responsabili delle chiese sotto indicate di annullare i momenti di preghiera di riparazione pubblici già programmati. Invitiamo pertanto i fedeli interessati alla riparazione di pregare altrove, in comunione spirituale. Gli incontri prevedevano un appuntamento per giovedì 13, uno venerdì 14 e addirittura due per sabato, giorno del Liguria Pride. La svolta di Bagnasco per il Liguria Pride La decisione del cardinale ha lasciato sorpresi tanto i contrari quanto i sostenitori dei pride. In passato, aveva criticato la legge Cirinnà in fase di approvazione perché avrebbe equiparato l’unione civile al matrimonio, con gli stessi diritti e doveri (quasi). In occasione di una conferenza episcopale di maggio 2016, aveva ribadito anche che il ricorso della GPA era il colpo finale, preoccupato per queste “nuove famiglie” composte da due uomini o due donne. Nella stessa conferenza, aveva però affermando anche che la CEI non avrebbe partecipato alla raccolta firme per un referendum abrogativo riguardante appunto le unioni civili (idea proposta proprio in quel periodo). A giustificare tale decisione, tre anni fa, erano state le preoccupazioni raccolte dai sacerdoti, che avevano interpellato i fedeli: Le preoccupazioni che la gente ci segnala sono altri. I veri problemi del Paese: la mancanza di occupazione per i giovani e la perdita del lavoro per gli adulti, l’assenza di una equità fiscale per le famiglie con figli a carico, che causa denatalità. E poi il diffondersi del gioco d’azzardo. Insomma, una buona notizia qualche volta arriva anche dalla Chiesa. X Nudomark. Credo vada diviso ciò che pensa la gente da ciò che fanno le istituzioni. Noi abbiamo uno schifo generalizzato, ma anche qualche piccolo traguardo raggiunto (vedi unioni civili, mal fatte ma intanto è un passo). Articolo proprio di oggi sulla Polonia (da gay.it) Polonia sempre più omofoba: vietato il riconoscimento dei figli delle coppie gay DI ALESSANDRO BOVO / 9 LUGLIO 2019 polonia La Polonia non è un paese per omosessuali. E’ un dato di fatto, già da troppi anni, ormai. Nonostante non sia prevista la pena di morte o una pena detentiva come in altri Stati, la vita della comunità LGBT in Polonia non è certo facile. E come sempre, la politica vuole contribuire a non permettere che anche un solo diritto venga concesso. Dal 1997, il matrimonio è previsto solo tra uomo e donna, secondo l’articolo 18 della Costituzione. Non sono previste unioni civili, coppie di fatto o altre forme di unione. E adesso, il ministro della Giustizia ha una nuova idea: vietare categoricamente le adozioni per le famiglie gay. Nel dettaglio, vuole impedire la trascrizione degli atti di status civile all’anagrafe. Ma solo per le coppie gay che abbiano avuto un figlio all’estero. Si tratta della trascrizione che in Italia si segnala sempre più spesso, e che talvolta deve essere ordinata da un giudice, quando il sindaco del Comune nega questa possibilità. Non essendoci in Polonia dei diritti LGBT, la situazione è più complicata. Ma anche in Polonia i giudici avevano ordinato la trascrizione Il ministero della Giustizia ha deciso di imboccare questa strada dopo che alcuni giudici aveva iniziato a ordinare la trascrizione degli atti all’Ufficio Anagrafe dei Comuni, proprio come avvenuto in Italia. Un atto però che andrebbe contro la legge polacca, ma non c’è una norma che lo vieta espressamente. Questo è un duro attacco della politica alla comunità LGBT, come conferma il vice ministro della Giustizia, Marcin Romanwski, al quotidiano Nasz Dziennik: La legge sui documenti relativi allo stato civile dovrebbe essere modificata in modo da escludere esplicitamente la possibilità di iscrizione di adozioni da parte di coppie omosessuali, vale a dire la trascrizione di atti di status civile stranieri contrari ai principi fondamentali dell’ordinamento giuridico polacco. Non molto tempo fa, lo stesso premier aveva dimostrato tutta l’omofobia che invade la Polonia fomentando l’odio e parlando di un attacco alla famiglia, ai bambini e alla loro sessualità da parte della comunità LGBT, la quale avrebbe importato dall’estero nuovi valori con il solo intento di distruggere quelli tradizionali polacchi.
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01/01/2000 00:00
consideriamo pure il fatto che migliaia di persone che sfilano vestite normalmente vengono ignorate mentre quelle c travestite esageratamente hanno decine di fotografi e cameramen che gli corrono dietro per cui l'immagine mediatica del pride è quella di un carnevale osceno
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01/01/2000 00:00
Andrea vi ha scritto:
consideriamo pure il fatto che migliaia di persone che sfilano vestite normalmente vengono ignorate mentre quelle c travestite esageratamente hanno decine di fotografi e cameramen che gli corrono dietro per cui l'immagine mediatica del pride è quella di un carnevale osceno
Infatti. Scrissi qualche tempo fa che frequentai per un po' il circuito Drag Queen facendo anche parte della giuria alle regionali. Maschere, caricature, travestimenti forti, ma mai volgari!! E' un piccolo bruco a rovinare tutta la mela. Ho visto più d'una sfilata Pride e quelli che si notano sono gli eccessi, purtroppo. E l'idea che arriva all'uomo comune è quella sbagliata. Anche per noi. Chi va in una spiaggia e trova molte persone nude serenamente al sole o in acqua, e poi guardando sulle dune o dietro ai cespugli scorge falegnami, ammucchiate, esibizionismi....come capirà il naturismo?
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01/01/2000 00:00
.....a me forse fa un brutto effetto perchè vissi una pessima esperienza da ragazzo. Le dune del Faro di Bibione erano famose per la frequentazione gay. Ed in questo caso, GAY aveva un significato ben preciso. Un giorno salii su un duna per avere una vista più ampia sulla spiaggia sottostante, dovevo trovarmi con un'amica. Un tizio mi si avvicinò, mi mise una mano sul pacco e tentò di baciarmi. Ci deve ancora essere il post col racconto dell''episodio qui nel forum, un po' di anni fa. Ecco che nel mio subconscio, "spiaggia gay" assume un pessimo significato. Altrimenti è solamente una spiaggia, ci siano o meno persone omosessuali a rilassarsi al sole. Questo mi ha effettivamente un po' deviato nei miei commenti precedenti e me ne scuso.
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01/01/2000 00:00
@eroe @fenice Io intendevo solo che chiamare una "spiaggia gay" già è brutto, perchè non esiste e non può esistere meno che non venga definita in base a particolari gusti sessuali. A quel punto se ci entro, chiunque è autorizzato a pensare che io abbia i medesimi orientamenti. E quel che mi successe è proprio questo. Il paragone coi ladri in casa non ha senso. E' come se tu fossi passato per il parco degli spacciatori ed uno spacciatore ti avesse importunato. Quando sentirai definire un parco "degli spacciatori" tenderai ad evitarlo. Poi ci sono i parchi e basta. Non che non ci siano spacciatori e tossici, ma non sono "specializzati". Non si parla mai di parchi normali, i parchi sono tutti normali se non vengono etichettati. Etichettare una spiaggia mi sembra un "attenti a quella spiaggia" Esistono spiagge, rocciose o sabbiose, con le dune o con il bosco, ma non etero o gay o bianchi o neri. Spiagge nudiste? Ok, se sono chiamate così perchè le persone ci vanno per stare nude, etero o gay. Non è che le persone vadano nelle spiagge gay per fare i gay. Se vanno per far cose....allora sono esattamente come guardoni, scambisti o pervertiti vari delle spiagge etero e come tali da condannare.
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01/01/2000 00:00
Forse si, hai ragione. E' che mi è oramai normale vedere coppie scambiarsi un bacio o tenersi per mano...non consideravo che in effetti in alcuni luoghi sia meno "normale". Spiegato così assume un altro significato. Eviterei comunque l'appellativo "spiiaggia gay" bruttissimo. Proprio in questi giorni in cui il TAR ha stabilito che non si possono vietare le spiagge ai cani. Senza nulla togliere agli amati cani, loro hanno raggiunto un diritto e nudisti e gay no? Azzz......
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01/01/2000 00:00
Forse vado controcorrente. Secondo me i gay non dovrebbero esistere. Come non esiste un'etichetta per chi ama chi è biondo o chi magro o chi è grasso, perchè etichettare chi ama una persona dello stesso sesso? Già il fatto d'identificarlo lo emargina in una minoranza. Faccio un esempio, forse un po'stupido. Mettiamo che sono etero ma a me piacciano le donne calve. Non è una mia fissa, sono nato così. Forse i capelli, forse non so, ma non riesco a frequentare una donna che non si calva. Scopro che ci sono altre persone con questo tipo gusti, ci chiamano (invento) calvari. Mio figlio torna da scuola piangendo perchè dicono che è figlio di un calvario, non ci invitano mai alle cene o alle feste perchè fa strano vedere un uomo con una donna calva, la gente pensa che sia una forma di depravazione, il parroco grida allo scandalo. Invece non esiste questa cosa. Se a me piacessero solo le donne calve sarebbe una cosa solo mia, nessuno ci farebbe caso più di tanto. Allora perchè dovrebbe esserlo se m piacesse un uomo? Perchè dovrei dire in giro "io sono gay"? Perchè si legge continuamente, riferendosi a personaggi famosi. "finalmente tizio ha fatto outing". Non so, io sono contrario a queste manifestazioni. Preferirei vedere una festa generica sul'amore, senza etichette.
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