Onda Pride 2019: 1 - 30 giugno 2019

a_fenice 02/09/2026 21:37 5.832 Visite
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01/01/2000 00:00
C’entra che dovrebbero essere viste con lo stesso spirito. Sono caricature. Nel carnevale ridicolizzano qualche personaggio famoso, nel Pride dicono: anche se sono così stupida, accettami con allegria e non puntare il dito” Cioè, non tutta la sfilata è fatta di persone camuffate, ma si notano solo quelle. E si notano tutti nel senso di notare, vedere. Non sto accusando nessuno. In fondo sono i più appariscenti. Pochi notano ad esempio le chiese che sfilano assieme, o le forze armate, o i bobby’’s Vanno messe foto apposta per farli risaltare. Un po’ come le sfilate dei sindacati a Roma. Chi si infischia di migliaia di persone che sfilassero in giacca e cravatta? Se non ci metti bandiere e fischietti, sarebbe solo una massa di persone a rompere i cocomeri per strada. Ci metti le bandiere attirano, fanno porre domande. La drag del Pride fa porre domande. Perché si nota? Perché c’è? Rappresenta i gay o vuol dire qualcosa? Da non gay voi notate che non rappresenta i gay, significa che un risultato è già raggiunto: fa riflettere e fa prendere consapevolezza che il gay è tutt’altro. Il passo successivo… cosa rappresenta allora? È davvero se pur sembra fuori posto, serve anche quella presenza?
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01/01/2000 00:00
X Siman e Conte. Sono d’accordo sulla parte eccessi. Così come il guardone e il segaiolo nuoce al nudista, così chi dileggia le altrui religioni, o eccede nel travestimento fino alla pornografia, non è nel novero di quanto andiamo discutendo. O se vi riferite solo a questi inopportuni, andrebbe specificato meglio, perché negli interventi precedenti non l’ho colto. L’inopportuno, il cretino, 10/20/100 su 30-50-200.000 è un cretino, non è il Pride. Così come il segaiolo è uno, 10, non tutta la comunità nudista. Ma appunto perché estranei alla cosa, non dovrebbero nemmeno essere citati o portati ad esempio complessivo. O citati al pari del guardone. Purtroppo esistono ed esisteranno sempre. Ai Pride, nelle spiagge nudiste, in piazza, al supermercato. Diverso invece è se ogni drag o costume viene ritenuto contrario alla manifestazione. Se non vi dispiace io vorrei parlare della realtà, non degli eccessi fuori regole.
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01/01/2000 00:00
Anche io da piccolo ho avuto i ladri in casa, e cerco di vivere in sicurezza, non per questo guardo chiunque si avvicina come fosse un ladro. Purtroppo l’incontro col deficente esiste sempre, però poi, appunto, capisci che quella categoria di disadattati, esiste ed è presente sotto ogni forma e sessualità. E non è la norma per nessuno, per fortuna. Se nella vita dovessi giudicare un partito, un pubblico ufficiale, un cameriere, un qualunque cosa in base ad esperienze passate…nemmeno abitare in un eremo basterebbe. Cmq ci siamo capiti, ho prolungato solo per gli altri che leggono
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01/01/2000 00:00
Quando si dice: civiltà diverse. Dublino Generazioni LGBT a confronto: giovani irlandesi portano gli anziani al Dublin Pride – VIDEO DI ALESSANDRO BOVO / 6 LUGLIO 2019 Come sarebbe accompagnare una persona anziana della comunità LGBT+ a un pride oggi? E’ quello che hanno sperimentato alcuni giovani, in collaborazione con Dublin Bus, una compagnia di trasporto pubblico urbano della capitale della Repubblica d’Irlanda. Il 29 giugno infatti si è svolto il Dublin Pride, e la compagnia di trasporto ha voluto omaggiare anche gli anziani che nel corso della loro vita hanno combattuto per ottenere pari diritti. Molti di loro non sono mai andati a una parata, non hanno mai vissuto la loro omosessualità liberamente. Alcuni anziani spiegano che da giovani pensavano di essere sbagliati, di avere qualche malattia per provare attrazione per una persona dello stesso sesso. Altri raccontano episodi di discriminazione. E ancora oggi, non se la sentono di andare a un pride. Ma se sono dei ragazzi e ragazze ad accompagnarli, allora cambia tutto! Se Maometto non va alla montagna, è la montagna che va da Maometto. Si dice così, no? E’ più o meno quello che ha fatto Dublin Bus, allestendo un bus appositamente per la parata e che è andato a prendere gli anziani LGBT direttamente a casa. I ragazzi li hanno convinti a salire sull’autobus, dopo averli truccati con i gadget tradizionali di ogni pride. Un tempo era impensabile andare al Dublin Pride per loro. Quest’anno, invece, ci sono andati e hanno potuto sfilare orgogliosi di quello che sono, senza paure. Un ricordo che conserveranno per tutta la loro vita, un ricordo felice. Di questa storia c’è anche un video. E’ in inglese, ma anche solo le immagini sono abbastanza tenere da farvi commuovere! https://youtu.be/eF49Lci7irM Londra Ieri è stata la volta di Londra. Uno dei momenti più emozionanti: la parata delle forze armate della regina. https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2585111428208439&id=130170780369195 Da noi ci sono forze politiche e bigotti che vietano, ci sono quelli che fanno preghiere di riparazione, altri che contestano, anche dello stesso genere, qui sostengono senza se e senza ma. A Monza una suora ha cacciato dei fascisti e dei “cattolici” che pregavano per il Pride. Che Dio cominci a illuminare le menti? Quanto materiale per riflettere
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01/01/2000 00:00
https://www.gay.it/viaggi/news/spiagge-gay-liguria-emilia-romagna-friuli-lombardia-piemonte-trentino Una interessante per quanto imprecisa mappa sul nudismo gay e gay friendly Piccola curiosità, in una foto ci sono anch’io, una vecchia foto in vero, ormai ripubblicata di continuo su varie testate giornalistiche. Giochiamo al totofenice? [:)][:)][:)]
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
a_fenice ha scritto:
https://www.gay.it/viaggi/news/spiagge-gay-liguria-emilia-romagna-friuli-lombardia-piemonte-trentino Una interessante per quanto imprecisa mappa sul nudismo gay e gay friendly Piccola curiosità, in una foto ci sono anch’io, una vecchia foto in vero, ormai ripubblicata di continuo su varie testate giornalistiche. Giochiamo al totofenice? [:)][:)][:)]
Concordo su tutto ciò che hai scritto sul tread meno che su questo. Che azz c'entra il nudismo gay? Si è nudisti oppure non nudisti, che io sappia. Tutta questa pappardella per affermare (giustamente!!!!) che essere etero, gay, bisex è ininfluente e poi te ne esci con differenziazioni sessiste sulle spiagge? Per quanto riguarda poi la Liguria, praticamente tutte le spiagge (ritenute ma non, purtroppo, riconosciute) nudiste sono/sarebbero spiagge gay. A questo punto ho fatto un doppio salto: da minoranza nudista son passato a minoranza etero nudista all'interno della minoranza nudista (dato il tema del mio intervento, mi risparmio la battuta: "Che culo che ho!" [:245][:245][:245]).
Ma in vero, nessun motivo particolare. Per caso ho trovato questo articolo sulle spiagge friendly, un bell’elenco di Alcune conosciute e altre meno, dove c’è un certo tipo di “tolleranza”. Poi ci ho visto una mia vecchia foto, e volevo solo diffonderlo. Dove lo metto? Mah, c’è un topic più o meno in tema, in fondo siamo su un sito nudista, e ho abbinato le due cose, senza altri pensieri ed elucubrazioni Chiedo scusa se ho sbagliato
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01/01/2000 00:00
Forse siamo scesi in forme lessicali e mentali esagerate (volutamente o meno). Ok "spiaggia gay" è riduttivo e genera confusione nei non gay. Il suo significato ovviamente non è tipo "sala da ballo" che significa che ci balli e non ci fai della cucina, ma semplicemente che quella spiaggia è tra le preferite da gay perchè le persone che la frequentano non hanno ostracismi mentali medievali. Se vedono due ragazzi tenesi per mano o farsi delle moine, o peggio vederne semplicemente la presenza, non suscita reazioni di ribrezzo o altro. Sempre parafrasando è come dire un "locale giovane" o "giovanile" significa che è referito dai giovani e puoi trovarci molti giovani, non che sia interdetto ai matusa o che succeda chissà cosa. Nessuno qui ammette che in certi posti ci sia del libertinaggio di qualunque specie; per quello ci sono posti dedicati (e non in Italia). Credo sia assodato che ormai il lessico comune su ogni cosa sia minimizzato ai punti salienti, dato che lo svisceramento e il significato sia ormai già noto alla maggioranza. Non è pensabile che su ogni cosa che si descriva venga propotto un tomo apposito come titolo del discutere. Quanto al "guarda chi sono io, quanto son bello quanto son figo", non mi pare sia nulla di diverso dalla donzella che non solo nelle spiagge, ma anche in città, cosi come il palestrato, si atteggi e usi vestiario e atteggiamenti appositi per prevalere, farsi apprezzare, e dire "guarda che figa, quarda che figo". L'imbecillotto/a modaiolo, para modello/a, io me la tiro, esiste in ogni dove, non penso che non sappiamo giudicare la singola persona senza ampliare ad ogni tipologia umana (o ad una sola in particolare)
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01/01/2000 00:00
finalmente si torna al tema. Speriamo che le "elucubrazioni diverse", colpa anche mia forse, siano ormai a termine. E ahi di nuovo messo il dito sulla piaga. Se da una parte il mondo si sta aprendoalla realtà della vita, e trova sempre più sostenitori, soprattutto fra i giovani, parallelamente i genericamente definibili omofobi, diventano sempre più "cattivi". Le azione violente,espresse sotto mille forme diverse, sono sempre più numerose. Ma se da umano non concepisco, non accetto, non ammetto, tutte le opposizioni politiche, scolastiche, di lavoro, ma posso capire la limitazione mentale che si portano dietro, e che necessita di un lungo lavoro di ragionamento, non tollero proprio l'atteggiamento dei "colleghi cosiddetti cattolici" che dimostrano ogni giorno di più, in alcune fazioni, degli atteggiamenti che col cristianesimo non hanno nulla a che fare. La storia insegna che molti degli atteggiamenti moderni derivano da secoli di istruzione malata sull'argomento, ma quando leggi cosa dicono e fanno dei personaggi famosi, senza nominarli che mi si brucia il pc, rimango allibito e interdetto. La cultura che vanno diffondendo non è una cultura di amore, ma di odio, continuo e costante. Paradossalmente quello che mi fa uscire pazzo più di ogni altra cosa, son le cosiddette preghiere di riparazione. Queste hanno un significato ben preciso nella cultura cattolica, e dovrebbero essere applicate per discutere assieme di cose sbagliate morlamente e religiosamente, e per chiedere scusa per interposta persona e per richiedere aiuto a far capire gli errori. Ma l'essere omosessuale non è un errore, è solo una realtà, ne più bella ne più brutta di tante altre cose. Non ho visto preghiere per i migranti affogati, e prima ancora costretti a lasciare i loro paesi. Non ho visto preghiere per gli evasori. Non ho visto preghiere per le sopraffazioni continue della società Non ho visto preghiere per le bustarelle che fanno crollare ponti e uccidono persone Non ho visto preghiere per alluvionati e terremotati che sono anni e anni che aspettano di riavere casa e lavoro Non ho visto preghiere per i disoccupati Non ho visto preghiere per i bimbi mai nati e potrei continuare per ore Per cosa si preoccupano di pregare? Per uno si porta a letto e ama uno del suo stesso sesso. Ignorando l'unico comandamento, il nuovo comandamento, che non impone regole e cavilli, ma dice solo "ama il prossimo tuo come te stesso", dato non da una tradizione di regole trasmesse tra i fuochi di pastori, ma da Dio stesso. Ignorando, perchè non fa comodo, quel che spesso ripete anche Papa Francesco "chi son io per giudicare?" E la cosa mi fa uscire pazzo perchè in un mese di TG nessuno ha parlato di un solo Pride, ma tutti hanno parlato delle preghiere di riparazione, facendo credere alle menti semplici che sta arrivando la nuova apocalisse. Facendo credere che ciò che la natura crea sia sbagiato, al pari di un tumore. Facendo credere che tutto ciò vada combattuto anche facendo violenza, menando, facendo bullismo, prendendo a botte la gente per strada, istigandoli a farla finita suicidandosi. Questo non è cristianesimo, questo non è essere cattolici, questo è solo essere portatori insani d'odio e violenza, di razzismo, xenofobia, omofobia, e sotto chi ne ha di pù. E questi sani portatori di una croce che non rispettano, portano a peccare anche me, perchè mi suscitano, verso di loro, lo stesso odio che vogliono inculcare agli altri. E non riesco a perdonarli.
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01/01/2000 00:00
Come discorso complementare. Nella mia firma ho questa citazione: Ciò che non farei non dovrà mai diventare ciò che non devono fare gli altri. - Ora io sono per modernizzare tante cose, ma so che ogni ammodernamento ha tempi lunghissimi, se non rappresenta una cultura generale. Potrei pure ammettere che c’è chi ama certe cose, certe arcaicità , certi ostracismi, ma … Te ci credi o lo vuoi, fallo, ma perché lo pretendi pure da me? Te ci credi e promulghi le tue verità, sacrosantissimo, hai lo stesso diritto mio come io ho lo stesso diritto tuo, ma perché vuoi che io mi adeguo al tuo e tu non devi adeguarti al mio? Io devo rispettarti (opinabile il concetto di rispetto che viene proclamato) ma te non rispetti me non lasciandomi la mia libertà di fare cose diverse. Anche questa è integrazione, che prima di richiederla verso gli altri (vedi problema immigrazione) dovresti concederla a me.
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01/01/2000 00:00
Provo a dire l’ultima perché sembra che non se ne esce. Marco, guarda caso, ha entrambi i problemi. Anzi tre. Vorrebbe vivere la sua vita come gli pare meglio, ma è osteggiato da coloro per cui contento solo gli etero e tutto il resto è uno schifo. È disoccupato e rientra in quell’eta per cui, anche se hai lauree ed esperienze da vendere, non ti calcola più nessuno. È nudista, e se vuol vivere in pace questa cosa, deve emigrare all’estero, soldi e tempo permettendo. Non credo che per lui ci sia un tema più importante dell’altro. Appartiene fondamentalmente a ben tre “minoranze”. Da una parte te quagliozzi hai ragione, il mondo dovrebbe essere così SANO che ognuno si determina come vivere, ma così non è. E in qualche modo i desideri e problemi ti fanno rientrare in una categoria. Guarda caso anche essere “disoccupati” ne costituisce una. È più importante l’uno o l’altro? O son tutti importanti, per cui meritano (lo avevo già detto nella prima risposta) attenzione particolare e saparata, ogni problema la sua discussione? E chi ha uno, due, tre o più di questi problemi, dato lo stato dei fatti, cioè che manca la libertà di essere ciò che vuoi, come te giustamente desideri e anche noi, gli interessa più che stiamo zitti, o che qualcuno organizzi in modo da farsi sentire dagli altri? Che sia un Pride Che sia un raduno nudista Che sia uno sciopero pro disoccupati?
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01/01/2000 00:00
Non capisco perché su migliaia che sono a manifestare ci si fissa su uno stereotipo che è lì trasformato per giocare, per dire: anche se amassi travestirmi (e lo sta facendo in modo grottesco apposta) tolti i panni son sempre un uomo che di diverso ha solo le sue scelte. Quando le stesse maschere le ritroviamo nelle sfilate di carnevale non ci poniamo alcun problema. È lapalissiano che stanno giocando. E se fossero delle drag, ancor meglio: sarebbe solo un costume da spettacolo. E le migliori drag… sono etero. Se dovessimo giudicare il mondo da certi personaggi, ahimè veri e non mascherati, mi dite a chi ci associamo? Mi domando perché ci dobbiamo fissare sulle mosche senza vedere il vitello intero.
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01/01/2000 00:00
Quindi il ragazzino che si suicida perché la famiglia non lo accetterebbe mai, e così i suoi amici e compagni, è un “diritto alla vita” raggiunto? Quelli che non possono andare in giro tenendosi per mano come fanno gli etero sono un diritto raggiunto? Quelli che non possono lasciare le decisioni importanti ai propri compagni “perché non sono della famiglia”, sono diritti raggiunti? Per assioma scendere in piazza durante uno sciopero non serve parimenti a nulla. Aver creato la manifestazione ecologica di Greta stesso discorso. Dire ad altri: questi sono i problemi… non serve? L’idiota e il razzista li fermerebbero solo l’applicazione dello stesso regime al contrario: sei un anti umano, giù dalla rupe… ma ancora non lo facciamo ne forse lo faremo mai. Ma la coscienza comune dove la poni? Parlavi dei disoccupati 50enni che nessuno vuole più. Problema risolvibile solo a livello personale o parlandone in modalità megafono (alias manifestazioni, report televisivi e quant’altro), può spingere qualcuno a porsi la domanda se davvero non servono più a nulla? Cerco di fare delle riflessioni, sia chiaro
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01/01/2000 00:00
quagliozzi ha scritto:
a_fenice ha scritto:
L’inopportuno, il cretino, 10/20/100 su 30-50-200.000 è un cretino, non è il Pride. Così come il segaiolo è uno, 10, non tutta la comunità nudista.
Seguendo questo assunto, anche noi nudisti dovremmo accettare i falegnami, tanto sono 1 su 100. Invece noi nudisti li cacciamo i falegnami perché ci teniamo a non essere confusi con loro. Perché non vogliamo che si faccia di tutta l'erba un fascio. Perché al Pride non fanno altrettanto?
scusatemi se faccio un passo indietro, ma ero incasinato in famiglia. Vorrei riprendere o concludere questo discorso. No quagliozzi, non è questo l'assunto, e non mi sembra di averlo sostenuto. Partiamo dai segaioli & simili. Quante volte in spiaggia ci siamo allontanati e basta da situazioni disdicevoli? Quanta gente ha smesso di frequentare le spiagge italiane perchè il fenomeno è spesso inarrestabile? Vero o falso che se son stati allontanati dei cretini è quando c'era un gruppo consolidato che ha avuto forza e coraggio (si anche quello) di contrastarli? Salvo poi ritrovarsi minimo con le gomme delle auto tagliate? Tornando ai Pride, si, certe cose esulano dal "travestimento" e dal ricordo, e son fatte per i go go boys che devono eccitare il pubblico. Cosa che col Pride non centra nulla. Perchè non vengono allontanati? Forse, e ipotizzo, perchè al pari dei nudisti si preferisce chiudere gli occhi, forse perchè non si ha il coraggio di affrontarli, forse perchè alla fin fine sotto sotto siamo tutte persone tranquille che non si mettono a far casino nemmeno quando hanno ragione da vendere. E ci son quelli che, come racconta Fede, smettono di partecipare perchè questi elementi disturbano (in verità chi si allontana è perchè è distrurbato da tutto, non solo da 4 elementi fuori posto). Ci dovrebbero essere queste esibizioni? Di certo no, non in quel contesto. Altrove, come c'è la spogliarellista che ti fa la lap dence nuda, che ci sia il gogoboys che si scopa il cliente di turno. Ma altrove, nel locale chiuso, dove vanno solo chi piace certe manifestazioni, e buon per loro. Parimenti però ho insistito perchè non volevo far passare un messaggio sbagliato e che non ho mai scritto. Rifiutare certe cose sono al primo posto a sostenerlo, ma perchè mi disturbano in quel contesto, altrove potrei, potrei anche trarne piacere, ma altrove. Da qui a definire, non te , non altri, parlo in generale, il pride una carnevalata porno ce ne passa, e molto. Il Pride è dire al mondo "ci siamo anche noi", in divisa, in ospedale, in ufficio, in catena di montaggio, in famiglia, con doppio petto e con il boa di struzzo variopinto, ma comunque siamo (quelli veri, al pari degli etero veri) persone rispettabili e da rispettare. Non perchè un etero è scambista sia meno da rispettare di altri monogami o vergini. (un esempio per tutti) Basta che esplichi la sua attività nei giusti contesti, e diversamente sia una persona a modo. **************proseguo Avete tirato fuori anche altri argomenti, sulla scia delle delusioni di nudomark. (tipo adozioni etc) Credo che, seppur le vediamo come argomenti di pride, ovviamente, per ragionarci abbiamo bisogno di topic a parte. Ma il tutto parte dal principio. Se ancora c'è chi ritiene i gay alla stregua dei pedofili, siamo molto lontani dall'accettare matrimoni, ambiti lavorativi, ancor più adozioni. Al mondo c'è chi ancora diffonde la notizia che l'aids è solo frutto dell'omosessualità, come fare a discutere con questi di adozioni? Per cui primo passo è arrivare a ritenere un omosessuale al pari di un etero, cosi come stiamo arrivando a ritenere una donna al pari di un uomo (e son ormai 50 anni che ci si prova) Secondo passo, se quell'uomo o quella donna è una persona normale, cosa gli impedisce di poter fare altro? Un due tre anni fa asterix pose il topic sull'adozione. A quei tempi mi ero interessato relativamente della cosa, più che altro perchè non mi riguarda direttamente. Mi sono accorto che se volevo far parte di questo mondo, era un argomento che dovevo approfondire. Non ero contrario del tutto, più che mai dubbioso perchè scarsamente informato. Beh in questi anni mi sono informato, ho letto i pro e i contro, ho visto cosa succede in giro, e devo dire che ho assunto la mia posizione in merito. Che voglio dire? Che sulle cose di cui ragioniamo solo di cuore (o di culo), sarebbe opportuno che prima si prenda conoscenza piena dell'argomento, e che ci si faccia una nostra opinione, non veicolata ne da chi la sostiene ne da chi la dileggia. **** Per nudomark Te mi insegni, ne vero significato del termine, che se tieni ad una cosa, non si scappa, non si demorde, e si continua a combattere, ancor più quando gli interlocutori sono disponibili al dialogo e al contronto come in questo forum. Anche se escono a volte idee diverse, mai esce un'offesa, (finalmente), ci si confronta, si prendo solo delle toppate a volte, per un post non ben dettagliato. Per il resto si discute, e al mondo per portare avanti idee bisogna discutere, non erigere muri o roghi da streghe. Per cui dall'alto della tua esperienza su campo (e giuro che Marco ne ha da raccontare da morire) da una mano a tutti, a chi deve uscire dal rogo, e a chi deve aiutare a spengere i roghi
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto:
a_fenice ha scritto:
https://www.gay.it/viaggi/news/spiagge-gay-liguria-emilia-romagna-friuli-lombardia-piemonte-trentino Una interessante per quanto imprecisa mappa sul nudismo gay e gay friendly Piccola curiosità, in una foto ci sono anch’io, una vecchia foto in vero, ormai ripubblicata di continuo su varie testate giornalistiche. Giochiamo al totofenice? [:)][:)][:)]
Qualcuno mi spiega cosa sono le spiagge gay? Che differenza c'è con quelle etero? Da cosa si riconoscono? Sarò stupido, ma io non riesco a riconoscere un gay da un etero a meno che non faccia effusioni particolari. O sbaglio?
ricollegato alle risposte di cui sopra. In un mondo che dovrebbe essere normale una spiaggia vale l’altra, e dovrebbe distinguersi solo che so, una e sabbiosa l’altra di sassi, una ampia l’altra corta. Ma siccome al mondo ci son anche quelli per cui, chi è diverso da loro e da bistrattare, bastonare, isolare, etc, di conseguenza nascono e si evidenziano pure i luoghi dove uno può stare tranquillo e dove no. Parafrasando, sarebbe bello che ogni spiaggia sia clothing opzional, al esempio, ma siccome non è così, allora c’è la spiaggia nudista e quella tessile.
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01/01/2000 00:00
Caro Siman, il nodo che non torna è nell’ultima frase. L’ho già scritto più volte sopra, ma si vede che l’italiano che uso è scorretto. Il termine spiaggia gay è sbagliato di fondo. Semplicemente perché significa soltanto dove si trova una alta affluenza di simili e dove le persone presenti non si incazzano o scappano o gridano al lupo al lupo se ci sono dei gay. Nessuno ha detto o scritto che in una spiaggia gay si trombi o sia lecito farlo. Così come, se dico che a dante o a cap sono anche spiagge scambiste, deve significare solo che c’è una forte presenza della categoria, non che sia lecito fare altro. Ora, il lessico comune non specifica “spiaggia ad altra frequentazione gay”, ma solo spiaggia gay: è solo un’abbreviazione. Potrebbe essere la stessa cosa di dire spiaggia nudista per giovani o simile. Non è un’esclusiva, non si autorizza nulla, c’è solo più presenza. Il mio ragionamento verteva e verte tutt'ora, solo su "O possono fare il ...azzo che vogliono tutti o non lo può fare nessuno". Perciò ben venga, per quel che mi riguarda, chi chiede informazioni (e chi le fornisce, ovviamente) su spiagge frequentate più o meno esclusivamente da gay ma, allo stesso modo, non capisco perché qualcun altro non possa chiedere (per esempio) informazioni su spiagge con coppie che si attardano in spiaggia anche dopo che è calato il sole. Almeno il -processo e/o assoluzione alle intenzioni-, vogliamo renderlo democratico? Puoi chiedere dove vi è più alta affluenza di coppie, siamo alla stessa notifica di frequentazione, non dove si tromba di più, proprio per quanto spiegato sopra. Non si tromba nelle spiagge gay, non si tromba in quelle di coppie. Quanto "all'attardasi"... dimmi dove esiste una spiaggia, nudista o tessile, in cui tardi tardi non succedano cose..... Quagliozzi. Ognuno nella vita deve poter fare le sue scelte. Così come è comprensibile che una donna difficilmente accetta di andare a dante perché sommersa di segaioli guardoni etc, così è comprensibile chi evita spiagge ad altra frequenza gay perché teme di essere assalito. Ma se è comprensibile è altrettanto poco spiegabile. Una donna, soprattutto se sola, si difende male. Un uomo sa ben mandare a quel paese l’inopportuno di turno. Però concordo che scansa oggi scansa domani, alla fine uno scelga situazioni in cui corre rischio zero. Non è omofobia, anzi, tale situazione non dovrebbe proprio esistere. E quindi uno alla fine si difende come può. Il buffo, l’ho scritto tante volte, è che questa “costrizione” nasce proprio dall’omofobia, non tua, ma della società. Chi rompe le palle in spiaggia è al 99% un tizio che, subendo l’omofobia sociale, non ha avuto il coraggio di seguire la sua strada, ma si è nascosto dietro un matrimonio etero, che di norma sta ormai morendo. Riprendono le voglie, alcuni aspetti libertini e libertari purtroppo han preso troppo piede, e questi morti di fame non trovano di meglio che venir a rompere. Alias se il mondo fosse da sempre non omofobo, ognuno farebbe la sua vita, questi (tranne la classica legge di Melfi ), non esisterebbero, e te non avresti avuto problemi ne ne avresti a miscelarti col resto dell’umanità. Che almeno questo ci insegni quali conseguenze nascono dall’intolleranza. Nudomark. Sai cosa mi meraviglia più di tutto su questo argomento? Che in un sito, dove ha detta di molti, il popolo gay è predominante, da amministratore e da coscente delle problematiche del mondo, porto dei temi su cui molti avrebbero da dire la loro, e invece da un mese quasi si discute solo del termine “spiaggia gay”. Allucinante. Mi chiedo dove sono questi fantomatici gay, o appartengono tutti alla categoria dei sposati per forza, o son tutti menefreghisti, o non e poi vero di questa predominanza? Io quasi quasi torno a pelo e mutande. Quanto al fare a botte: Gandhi insegna. Violenza chiama violenza, ma rispondere con violenza serve a poco, solo a rendere un po’ di giustizia (che non guasterebbe, ma sarebbe solo la legge del taglione) Io credo molto di più nella forza della goccia d’acqua, ci vuol più tempo, ma il risultato è duraturo. Ci vorrebbe solo che le gocce d’acqua fossero tante, e non solo di pochi s. Giovanni Battista, l’uomo che gridava nel deserto. Di sicuro nessuno ci tappa la bocca, soprattutto qui, e quando si vedono cose ingiuste, nulla vieta di farsi sentire. Io sto cominciando anche in giro per il mondo, otterrò poco, ma intanto semino
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