Caro Siman, il nodo che non torna è nell’ultima frase. L’ho già scritto più volte sopra, ma si vede che l’italiano che uso è scorretto.
Il termine spiaggia gay è sbagliato di fondo. Semplicemente perché significa soltanto dove si trova una alta affluenza di simili e dove le persone presenti non si incazzano o scappano o gridano al lupo al lupo se ci sono dei gay.
Nessuno ha detto o scritto che in una spiaggia gay si trombi o sia lecito farlo.
Così come, se dico che a dante o a cap sono anche spiagge scambiste, deve significare solo che c’è una forte presenza della categoria, non che sia lecito fare altro.
Ora, il lessico comune non specifica “spiaggia ad altra frequentazione gay”, ma solo spiaggia gay: è solo un’abbreviazione.
Potrebbe essere la stessa cosa di dire spiaggia nudista per giovani o simile. Non è un’esclusiva, non si autorizza nulla, c’è solo più presenza.
Il mio ragionamento verteva e verte tutt'ora, solo su
"O possono fare il ...azzo che vogliono tutti o non lo può fare nessuno".
Perciò ben venga, per quel che mi riguarda, chi chiede informazioni (e chi le fornisce, ovviamente) su spiagge frequentate più o meno esclusivamente da gay ma, allo stesso modo, non capisco perché qualcun altro non possa chiedere (per esempio) informazioni su spiagge con coppie che si attardano in spiaggia anche dopo che è calato il sole.
Almeno il -processo e/o assoluzione alle intenzioni-, vogliamo renderlo democratico?
Puoi chiedere dove vi è più alta affluenza di coppie, siamo alla stessa notifica di frequentazione, non dove si tromba di più, proprio per quanto spiegato sopra. Non si tromba nelle spiagge gay, non si tromba in quelle di coppie. Quanto "all'attardasi"... dimmi dove esiste una spiaggia, nudista o tessile, in cui tardi tardi non succedano cose.....
Quagliozzi. Ognuno nella vita deve poter fare le sue scelte. Così come è comprensibile che una donna difficilmente accetta di andare a dante perché sommersa di segaioli guardoni etc, così è comprensibile chi evita spiagge ad altra frequenza gay perché teme di essere assalito.
Ma se è comprensibile è altrettanto poco spiegabile. Una donna, soprattutto se sola, si difende male. Un uomo sa ben mandare a quel paese l’inopportuno di turno.
Però concordo che scansa oggi scansa domani, alla fine uno scelga situazioni in cui corre rischio zero. Non è omofobia, anzi, tale situazione non dovrebbe proprio esistere. E quindi uno alla fine si difende come può.
Il buffo, l’ho scritto tante volte, è che questa “costrizione” nasce proprio dall’omofobia, non tua, ma della società.
Chi rompe le palle in spiaggia è al 99% un tizio che, subendo l’omofobia sociale, non ha avuto il coraggio di seguire la sua strada, ma si è nascosto dietro un matrimonio etero, che di norma sta ormai morendo. Riprendono le voglie, alcuni aspetti libertini e libertari purtroppo han preso troppo piede, e questi morti di fame non trovano di meglio che venir a rompere. Alias se il mondo fosse da sempre non omofobo, ognuno farebbe la sua vita, questi (tranne la classica legge di Melfi ), non esisterebbero, e te non avresti avuto problemi ne ne avresti a miscelarti col resto dell’umanità.
Che almeno questo ci insegni quali conseguenze nascono dall’intolleranza.
Nudomark. Sai cosa mi meraviglia più di tutto su questo argomento? Che in un sito, dove ha detta di molti, il popolo gay è predominante, da amministratore e da coscente delle problematiche del mondo, porto dei temi su cui molti avrebbero da dire la loro, e invece da un mese quasi si discute solo del termine “spiaggia gay”. Allucinante. Mi chiedo dove sono questi fantomatici gay, o appartengono tutti alla categoria dei sposati per forza, o son tutti menefreghisti, o non e poi vero di questa predominanza?
Io quasi quasi torno a pelo e mutande.
Quanto al fare a botte: Gandhi insegna. Violenza chiama violenza, ma rispondere con violenza serve a poco, solo a rendere un po’ di giustizia (che non guasterebbe, ma sarebbe solo la legge del taglione)
Io credo molto di più nella forza della goccia d’acqua, ci vuol più tempo, ma il risultato è duraturo. Ci vorrebbe solo che le gocce d’acqua fossero tante, e non solo di pochi s. Giovanni Battista, l’uomo che gridava nel deserto.
Di sicuro nessuno ci tappa la bocca, soprattutto qui, e quando si vedono cose ingiuste, nulla vieta di farsi sentire.
Io sto cominciando anche in giro per il mondo, otterrò poco, ma intanto semino