Per una volta sono in disaccordo.
Vero che siamo in un momento che c’è ne per tutti, ma non tutti hanno.
Non dimentichiamoci di chi non può, di chi non ha, di chi deve raccogliere i suoi cibi o le sue finanze dalle discariche, peggio dei ratti.
Il cibo c’è, forse, ma mal distribuito, e dove c’è non viene condiviso.
Una storia in merito la può raccontare qualcuno che lavora coi banchi alimentari, ad esempio, ne abbiamo uno qua ma che avrà fatto due interventi in forum in ormai 14 anni.
Chiaro è che portare dove non c’è non può essere realizzato dai singoli, ma di sicuro se si potesse iniziare ad evitare non dico gli abusi, ma almeno gli sprechi.
Un esempio. Quante volte avanza del cibo dalla tavola? Perché non gestirlo meglio? Ma soprattutto perché non si mangiano più gli avanzi del giorno prima e finisce tutto in pattumiera?
A me a volte avanza del pane, il resto no. Quando è ormai “immangiabile” da quanto è secco, lo finisco di seccare per bene e poi lo gratto e lo uso nelle ricette con pangrattato, anzi a volte faccio proprio piatti del genere pur di usarlo.
Se le pattumiere potessero parlare…
Quanta frutta viene lasciata nei campi per mantenere il prezzo alto o perché pagata malissimo, tanto da non essere conveniente raccoglierla?
Se si potesse organizzare un recupero tempestivo e portarla a chi non potrebbe comunque acquistarla, sarebbe così cosa sconveniente?
Io ho qualche pianta di frutta. Mangio, ne do ai miei, la trasformo in marmellata, ma degli anni per iper produzione ne ho davvero troppa: riempio sacchetti e la porto a tutto il vicinato.
Ecco, penso che si potrebbe bilanciare il giusto reddito del faticoso lavoro e nel contempo aiutare coloro che non hanno o non possono, organizzando cooperative volontarie di raccolta e distribuzione. O cose simili