In due giorni che non mi connetto è successo di tutto e di più. Comunque ora volevo rispondere ai post di Venus e Marcopolo del 10-08 (saranno un po’ anacronistici, ma ormai li ho scritti e ve li tenete così: le risposte sono sempre valide)
-VENUS- “dovrei oscurare il parabrezza” Come faccio? Non coi giornali: devo guidare, e poi susciterebbe curiosità; coi vetri fumè? mi ostacolerebbe la guida notturna.
- Provare piacere nel rischiare di esser visti nudi: questo è un partito preso. Ho già spiegato che per me la nudità è un piacere in se stessa e cerco di viverla in tutte le situazioni che posso. L’ipotesi di essere visti è un lato negativo della cosa, da controbilanciare al piacere.
- Mi auto-convinco che non succeda: è un discorso un po’ azigogolato, l’ho letto più volte ma non l’ho capito. Mi riservo di risponderti in seguito
-“sarebbe come nella cabina della barca…”: no, nella cabina della barca (se, come hai detto, è chiusa senza possibilità di uscire) patirei di claustrofobia, mentre se potessi stare in barca nudo all’aperto, vedendo che nessuno mi vede, quello sì è un piacere.
-“una donna passeggera…”: l’ho detto che per una donna il discorso è diverso: il seno si mette in bella mostra, mentre il petto di un uomo non attrae l’attenzione di nessuno. Quanto allo scendere per fare benzina… non puoi dire che sia paragonabile al caso.
-“copulare in piazza”: è completamente fuori argomento: io proverei vergogna anche per la sola erezione, figurati atti osceni in luogo pubblico. Il copulare, anche se lecito, come fra moglie e marito, devono restare nella sfera privata dell’intimità, e questo non per questioni di moda o di mentalità soggetta ai cambiamenti dei tempi, ma per la natura stessa dell’atto. -“accetti anche di esser giudicato "amorale"…”, sì, lo accetto, ma da chi? Dai naturisti? Accetto di essere vittima di quello che ritenevo fuoco amico? Sono abituato all’idea di essere giudicato amorale dai tessili (per quello che vado molto attento a dire in giro che sono naturista), ma dai naturisti stessi non me lo sarei mai aspettato.
-“in primis dal rispetto per gli altri”. Sono pienamente d’accordo. Ma una volta prese le dovute precauzioni, capita il malaugurato caso che mi vedano su una spiaggia isolata, piuttosto che in un sentiero appartato, al volante, o in casa se si muovono le tende, o altre situazioni, in cui cerco di non essere visto… il rispetto l’ho avuto. Ora tocca un po’ agli altri a rispettare anche me, no?
-MARCOPOLO- “In certi casi queste differenze sono valore”: non direi sempre. Vediamo che chi è più evoluto di noi (es. Europa settentrionale), è anche meno inibita di noi. E se qualcuno si muove in avanti, magari andando in controcorrente, e magari rischiando di suo (in caso mi avessero “beccato”, non avrei certo chiesto a nessuno che mi pagasse l’oblazione), non credevo che fosse così da biasimare. Se nessuno fa il primo passo resteremo sempre indietro. Se è un fatto di mentalità e di abitudini, l’uso, col tempo cambia anche le abitudini (il tutto purtroppo a spese dei pionieri del cambiamento). Se vogliamo e se ci crediamo, anche questa potrebbe essere la nostra sfida, forse più rischiosa, più dispendiosa, più coraggiosa che quella che intendi tu. E chissà se la data in cui “sia adeguato entrare in Autogrill nudi a bere un caffè” si avvicini più rapidamente che aspettando che siano sempre gli altri a cambiare mentalità e abitudini