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a_fenice ha scritto:
Ehm, in verità quelli che fanno i tonti e non avvisano della loro rinuncia son sempre diversi, in ogni occasione. Come staff stavamo pensando che, al prossimo raduno a numero chiuso per problemi di spazio, avremmo fatto pagare ingresso od iscrizione, restituibile solo in caso di rinuncia scritta e in tempo utile, tipo come fanno gli alberghi, così forse prenderebbero meno alla leggera la cosa e non ci sarebbe gente che rimane a piedi. Forse bisognerà pensarci ad attuare una cosa simile.
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Quello di chiedere interamente una quota d'iscrizione o una caparra può essere una parte della soluzione anche se non risolverebbe del tutto il problema.
C'è nel nostro mondo, intendo quello del naturismo, ma non solo, una certa strana abitudine e cioè di tendere a partecipare solo quando si è certi che saranno in molti a partecipare; quando si lancia un evento, un raduno o un'iniziativa tutti vogliono sapere prima quante persone vi parteciperanno e più si vede che i partecipanti saranno tanti più si vuole essere presenti.
Questo è capitato tutte le volte che si è reso pubblico il numero dei partecipanti (raduno a Zello, raduni al Gardacqua, piscina open day di Milano il 6 ottobre,Prani di Natale, ecc.) mentre quando le adesioni non sono pubbliche per cui non è evidente che vi saranno molte persone le persone sono restie a partecipare temendo di trovarsi in pochi (è successo per alcuni raduni come quello organizzato da Cordom quest'estate al Mort, per il soggiorno appena terminato al Promenade e sta succedendo per il Capodanno naturista sempre al Promenade).
Sembra che un evento, un incontro, un raduno sia interessante non in sè ma in funzione di quante persone aderiscono (tra l'altro per Capodanno so già per certo che ci saranno almeno una decina di persone ma continuo a ricevere telefonate che mi chiedono quanta gente ci sarà e che subordinano la loro partecipazione non tanto a problemi economici ma a quanti saranno i partecipanti).
Per quanto riguarda poi il problema di far pagare la quota o la caparra (nel caso di un pranzo, di un soggiorno, di un ingresso a pagamento, ecc.)la cosa può essere interessante anche se a volte di difficile gestione; chi incassa la quota? L'organizzatore (in questo caso il sito, l'Associazione, il singolo) o direttamente la struttura? Nel primo acso oltre ad essere un lavoro non indifferente si rischia di diventare un'agenzia di viaggi o simile è non è certo questo lo spirito di che organizza queste cose (le agenzie hanno poi una loro provvigione).
Ricordo che quando oltre dieci anni fà come A.N.ITA. (esattamente nel dicembre 2001) organizzammo il primo raduno invernale di naturisti ad Andalo a cui parteciparomo oltre 40 persone (allora non esistevano ne i forum ne AcquaIn) nonostante fosse prevista una caparra alla prenotazione, alcuni prenotarono, non inviarono la caparra adducendo scuse varie e alla fine non vennero impedendo così ad altri di partecipare.
La primavera successiva quando abbiamo organizzato la gita di primavera all'Ile du Levant, sempre con una quarantina di partecipanti, le strutture ricettive (gli alberghi e i residence) chiesero all'A.N.ITA. di raccogliere le caparre e le quote proponendoci per questo una provvigione; naturalmente rifiutammo ma anche in questo caso vi furono delle persone che pur avendo prenotato non inviarono la caparra e non vennero.
Ritengo cmq che una volta finito il raduno si possa fare un bilancio dello stesso e magari aprire una discussione specifica su questo argomento.
Francesco Ballardini
P.S. in un post avevo scritto che Marcolino avrebbe dovuto cercare posti più grandi, ma anche questa non è evidentemente una soluzione.