Tornando al tema, e tralasciando alcune castronerie per non finire nella solita diatriba senza fine, all'inizio del topic ho letto:
Detto questo, ho la sensazione che ci sia in atto una guerra veramente idiota, credo che in spiaggia ognuno si possa vestire come meglio crede purchè non arrechi danno o disturbo ai presenti, questo sia l'unico vero limite valido.
Che ognuno si possa vestire (o svestire) senza problemi (perfetto), senza che arrechi danno o disturbo (addio, finita la pace)
Il Burkini mi puzza, il seno al vento mi turba, un pisello penzolante mi manda all'inferno.
Ognuno ha i suoi perché sul gradire o meno qualcosa. Che sia tessuto in più o in meno.
Il rispetto reciproco cozza con questa realtà. I musulmani non vogliono nudi, i tessili non vogliono Burkini ne nudisti, i nudisti non vogliono tessili o burkini. Come fare a far convivere le diverse realtà?
La prima cosa dovrebbe essere il rispetto di massima. Non vado a spogliarmi in un paese musulmano, e non solo perché mi metterebbero al muro.
E loro non possono chiedere di comandare ovunque.
La seconda è che la tolleranza deve essere imprescindibilmente reciproca.
Chiudere gli occhi, cambiare posto, oppure avere come vicini chi è diverso da noi, ma nessuno rompe le @@ all'altro.
Cosa difficilissima, perché nel mezzo la sola presenza dell'altro mette ansia, crea motivo di divisione e i tolleranza.
Non è passato molto tempo da quando qualcuno scriveva che non sopporta costumi nelle spiagge nudiste.
Il popolo più "libero" di tutti è intollerante né più né meno degli altri, se ci pensate bene.
Spiagge separate?
Tolleranza reciproca?
Alla faccia degli antichi testi, per me manca nel mondo proprio l'11 comandamento. Se fosse stato diffuso con più solerzia, certi problemi non esisterebbero.