In spiaggia dovrebbe regnare pace e tolleranza ma

uomofantastik 02/09/2026 21:37 6.929 Visite
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01/01/2000 00:00
arystarko ha scritto:
È necessario che la razionalità ritorni ad essere la guida al comportamento delle persone e non libri scritti migliaia di anni fa come la Bibbia o il Corano. Purtroppo quello che molto spesso viene spacciato per cultura, spesso è frutto di una grande ignoranza!
Non credo che le malefatte degli uomini siano colpa di Bibbia o Corano o di chissà quale altro libro sacro. La colpa è di coloro che interpretano a loro uso e consumo (e tornaconto). E quanto ai burka, chador e altre menate varie, ti dirò di più: il Corano non lo impone e anzi lo consiglia molto meno di quanto appare nella Bibbia. "«L'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo. E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza… » Bibbia NT - Prima lettera ai Corinzi 11, 7 E infatti i più anzianotti come me ricorderanno sicuramente che fino agli anni '60, era impensabile per una donna entrare nelle chiese prive di un velo sul capo. Mentre il Corano recita: "«E di' alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne.» Corano - Sura XXIV, 31 Questo perché, all'epoca, le prostitute mostravano il seno (o comunque un'abbondante scollatura e gioielli ai polsi, capelli e caviglie). Per questo, se (le mogli, madri) fossero uscite con una scollatura avrebbero potuto essere scambiate per meretrici ed essere importunate. Insomma burqua o chador o che altro non è un comandamento del Corano ma puro e semplice maschilismo. Non credo che nessuno, ai giorni nostri, possa scambiare una donna qualsiasi per una prostituta se gira per strada a capo scoperto.
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01/01/2000 00:00
arystarko ha scritto:
siman ha scritto:
Zeno ha scritto:
Volevo spendere due parole riguardo agli ultimi interventi. Soprattutto pensando a quello che dice Fenice sulla scelta e l'orgoglio di alcune donne di seguire quel tipo di costumi (in tutti i sensi se ci mettiamo dentro il burkini). Se una donna non studia, ha un'istruzione scarsissima, non ha accesso alle idee che hanno segnato l'evoluzione del pensiero europeo sulla donna, ma dove sta la libertà di scelta!? Se non riesce a capacitarsi, perchè non ha avuto gli strumenti, che ci può essere un altro stile di vita, come si fa a dire che sceglie!? Detto questo, come tutti vediamo, la situazione di questo scontro di cultura è gravissima. Onestamente in pochi dicono il perché l'occidente (intendendo Europa, Usa e simpatizzanti) ha un atteggiamento nefasto nella questione. Il fatto alla base è la stragrande maggioranza degli occidentali pensa di essere più progrediti, un'idea di progresso oggettivizzata dal fatto che siamo andati sulla luna, dall'aver fatto pc, smartphone etc, dalle operazioni a cuore aperto alle scoperte delle fisica e chimica, dall'aver scritto n-mila leggi sociali ed economihe ...tutto questo va a braccetto con il desiderio di avere sempre di più, impulso feroce del capitalismo e del consumismo che ne segue. E alla fine, una semplice e affidabile economia di guerra; si va in posti dove ci sono buchi di tecnologia (know how per dirla più rotondamente), vuoti di legislatura, di diritti dei lavoratori, di norme che qui limitano l'impresa (sicurezza, fiscali ...), l'appetito sempre in aumento di energia, e si sfruttano territori e popolazioni. Poi qualcuno capisce e si fa girare le scatole e si dice "Come possiamo controbattere a questi!? ...che abbiamo pochi mezzi. Facciamo leva sull'ignoranza, sulla fede in questa religione, sull'instabilità mentale di alcuni". Poi tutto degenera e si fa la guerra ed è meglio perché è come mettere un chilo di lievito, la torta si fa enorme e tutti a prendersi uno spicchio, compresa la nostra piccola e ambigua Italia, che da un mezzo appoggio di qua e un altro di là e si pija gli appaltini con i caldi ringraziamenti di confindustria e il riflesso di assistenzialismo ai disoccupati soprattutto del sud. Non c'è lavoro, fatti militare e vai a difendere la diga di Mosul! ...invece di investire nel territorio. E, spero sia chiaro, non sto dicendo che hanno ragione loro. Qui la ragione si è appisolata ovunque, se mai c'è stata! Però è una chiave di lettura che secondo me è troppo sottovalutata. Ieri l'11 settembre ...e smettiamo di chiamarli "atti terroristici", chiamiamoli "atti di guerra", eseguiti da guerriglieri e non da terroristi. E' il loro modo di fare la guerra, noi coi missili intelligenti, talvolta distratti, loro coi kamikaze. E alla fine tra un morto al mercato di Aleppo e uno sulla promenade di Nizza, non vedo sta gran differenza! Se volessimo esportare il nostro vero progresso, daremmo solo libri e diffonderemo metodi sostenibili per creare cibo sano e cure mediche ... e sarebbe un incontro più lento tra idee di vita tanto differenti. E sullo sfondo di tutto questo, siamo troppi in questo pianeta!
Inizio dal fondo: Si siamo troppi e, a parte la Cina, nessuno sta facendo nulla (che io sappia) per aiutare/consigliare a far diminuire i figli di ogni coppia in modo da rendere più facile nutrire e accudire la progenie. In luoghi dove scarseggiano le fonti alimentari e mediche, partorire un quinto o sesto figlio significa mettere a repentaglio la sua salute e quella di tutta la già numerosa famiglia. Concordo che non c'è alcuna differenza del luogo in cui uno muore ucciso e di chi uccide. Un morto è tragicamente tale in qualunque regione mondiale si trovi. Verissimo: l'ignoranza è il mezzo di cui si servono molti "potenti" per indirizzare le masse. Io credo infatti che molte popolazioni ancora troppo radicate in credi religiosi, passando il tempo e prossime generazioni, attraverso l'istruzione aumenteranno il singolo potere di ragionamento (gran cosa l'illuminismo), e potranno ragionare, soppesare e decidere secondo le proprie soggettività e non ubbidendo ciecamente a dogmi. Per dirla tutta, sono certo che tra cinquant'anni lo chador sarà indossato da pochissime se non dimenticato del tutto. P.S. Beh.....eventuali dettami di qualche stilista famoso femminile escluso, ovviamente. [:D]
Penso anch'io che sul lungo periodo prevalga la razionalità. Tuttavia mi preoccupa il regresso di molti paesi. Il più clamoroso di tutti quello della Turchia, che fino a pochi anni era un simbolo della laicità, e adesso sta facendo passi da gigante, ma all'indietro!
Infatti ...."pare"...che Erdogan stia cercando (o forse c'è già riuscito) di attuare l'introduzione di un regime presidenzialista, mirato ad abolire l'attuale sistema parlamentare. Cosa c'è di meglio che un...."volere divino"...alle sue mire? E siccome la religione mussulmana attualmente viene interpretata con un accanimento sui comportamenti morali/asessuali...questi passi indietro sono conseguenziali.
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01/01/2000 00:00
Condivisibili i pensieri di Trekking e Aristarko che con la scusa di leggere e interpretare a proprio uso e consumo le Sacre Scritture (di qualunque credo religioso) si abbia, come si suol dire, portato acqua al proprio mulino. Quel che più o meno accomuna tutti noi, è la certezza dello sfruttamento di interpretazioni del Corano che (è mia opinione) non c'entrino un fico secco con ciò che intendeva insegnare e divulgare Maometto e la medesima cosa, è stato fatto anche dalla chiesa cattolica per consolidare o estendere il proprio potere. Ricordiamoci che quando l'Europa era dominata dai barbari e fino alla nascita del rinascimento, i paesi mussulmani erano molto più avanti in cultura, conoscenze, pensiero e modernità. L'algebra, la trigonometria e la chimica, il funzionamento della vista, le moderne tecniche per le cartine geografiche e l'astrolabio sono nati nei paesi di fede mussulmana. In più, il loro Leonardo da Vinci, Ibn Firnas, pare sia riuscito a stare qualche minuto per aria con la sua macchina volante, prima di atterrare....poco dolcemente. Anche nella medicina erano molto avanti e infatti è notissima la figura di Avicenna autore del "Canone di medicina" che venne usato nelle università europee fino al 1500. In più l'intuizione di incidere i bubboni della peste nera per fermare (come in effetti è successo) l'infezione e l'intera epidemia, pare sia stata suggerita da un medico arabo. Anche nell'astronomia era molto avanti rispetto all'Europa del tempo ferma e incatenata alla visione biblica della terra al centro di tutto. Qualche studioso è convinto che questo arretramento culturale dei paesi arabi sia successivo alla caduta dell'impero arabo post perdita della Spagna ad iniziare dal 1200 ca. Il conseguente inizio di minor ricchezza delle popolazioni arabe in genere, costrinse i califfi a spingere i vari imam ad una interpretazione del Corano molto diverso in modo da sottomettere, attraverso la religione, i sudditi evitando sommosse. Perciò e da credente (a modo mio), sono certo che le religioni siano state usate da alcuni potenti per ottenere ubbidienza, fedeltà e....impedire il proliferarsi di pensieri moderni fino, appunto e per quanto riguarda l'Europa, all'illuminismo.
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01/01/2000 00:00
Anton2016b ha scritto:
..mah...mi sembrano quelle scelte con un fondo non ben chiaro...poco tempo fa un parlamentare italiano diceva...non proibiamo nel nostro paese le "cose" agli islamici perché questo atteggiamento potrebbe essere motivo di attentati...io in tutto questo interpreto debolezza e non voglia di difendere il proprio paese ma assecondare una situazione che non si è capaci a gestire..immagino che i vertici francesi avranno usato lo stesso ragionamento...ripeto non oso pensare tra 20 anni quale sarà la situazione...
E come vuoi che sarà tra 20 anni con tutta la gente "perbenista" che fa un casino così sui social network solo se si "osa" dir qualcosa a chi si comporta da schiava invece che da essere libero? Tra vent'anni tutte le donne non potranno più uscire a capo scoperto.
trekking ha scritto:
La questione burkini mi ha poco appassionato, mentre trovo ben più importante la limitazione di tante libertà che credevamo fossero definitivamente acquisite e che davamo per scontate: libertà di movimento (vedi stragi e conseguenti restrizioni negli aeroporti, accoltellamenti in treno, bombe nei metro), libertà di pranzare o cenare in un ristorante, ad assistere a manifestazioni, ad ascoltare musica e ballare in locali chiusi. In Francia, ad esempio, innumerevoli manifestazioni quest'estate sono state annullate e in tante altre sono state state adottate stringenti misure di sicurezza. La pace e la democrazia in Europa hanno avuto un costo altissimo, pagato con immani tragedie e milioni di morti e fa molto male vedere che oggi c'è gente che di queste libertà (che ribadisco nessuno ci ha regalato) approfitta per massacrarci e farci vivere in un clima di terrore.
[:257][:257][:257][:257] Come sopra: cosa vuoi che siano queste piccole libertà negate di fronte al sopruso del divieto al burkini?
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01/01/2000 00:00
maro58 ha scritto:
Buon senso. Prova ad andare in un paese islamico e chiedere di comportarti come ti comporti a casa tua: risposta no perchè da loro, per credo o usi e consuetudini locali è cosi, devi adeguarti al loro modo di vivere. Concordo pienamente, è buon senso. Un islamico da noi chiede di aver rispetto del loro credo e della loro visione della vita, è buon senso ? Giuro dopo essere stato da loro ed aver visto il loro modo di interpretare le norme del vivere civile... inizio ad avere grossi dubbi ! Se una donna italiana va in pakistan si mette in bikini finisce in galera subito e, prima o poi, verrà rilasciata. A me che una donna mussulmana vada in una spiaggia italiana in burka, in bikini o in costume intero non me ne frega niente purchè a casa loro una donna italiana abbia le stessa possibilità. Così non è, quindi mi adeguo. Usi e consuetudini locali. Non sarà molto democratico ma a casa mia.... comando io !!!
Tu sai quanto io sia contrario a questo andazzo tutto italiano che bisogna accogliere tutti diarie, vitto e alloggio, wifi e che altro ancora gratuiti (per loro ma non per noi contribuenti). E che i politici non mi vengano a rompere parlando di qualunquismo o razzismo...."mafia capitale" ha ben messo in luce cosa si mangiano nascosti dietro la loro bontà d'animo. Detto questo, c'è un aspetto che non hai considerato: nella nostra costituzione c'è la libertà di culto; in altri paesi no. Perciò, in Italia, ognuno può seguire i dettami della propria religione e se questa prevede che le donne stiano a capo e gola coperta e che debbano sempre vestire in lungo, possono farlo senza che nessuno possa obiettare. Se decidi di recarti in uno stato che non ha libertà di culto o costumi estremamente rigidi è giusto, in quanto ospite, che ti adegui. Certo che, personalmente, quando sento il beduino di turno che si lamenta dei crocifissi nelle aule e adisce a vie legale per eliminarlo perché contrario alla sua religione, mi incazzo. Non perché sono un cristiano ma perché lo trovo una mancanza di rispetto verso il paese che ti ospita. Insomma io sono per un: fai come vuoi ma non provare (neppure lontanamente) a cercare di farmi fare quel che vuoi tu.
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01/01/2000 00:00
uomofantastik ha scritto:
... un bel giorno ci si trovi a dover "democraticamente" seguire i dettami della "nuova" maggioranza?
Non credo proprio, questa è la teoria dell'invasione e della soggezione, credo sia un timore che svanirà nel tempo, spesso molte ragazze islamiche si adeguano ai nostri costumi anche se evitano bikini troppo minimali: il corpo è un potente mezzo di seduzione e di richiamo sessuale e nessuna ragazza adolescente che vive in Italia vorrebbe rinunciare a tale mezzo, islamiche incluse, che non perdono occasione per mostrare un pò di pelle, soprattutto quando sono lontane dagli sguardi dei propri genitori, il desiderio di trasgredire ce l'hanno anche loro. Riporto due nuovi articoli molto interessanti sul tema: http://www.fulvioscaglione.com/2016/08/18/burkini-ipocriti-e-babbei-voila/ http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/19/burkini-cara-zanardo-il-tuo-femminismo-e-autoritario/2981912/
Può essere (e personalmente mi auguro) che questa "castrazione" della donna mussulmana vada a scomparire con le nuove generazioni. Ma le tue (e mie) sono supposizioni pari pari alle supposizioni di coloro che temono un ribaltamento delle masse (da culturar liberisti/femministi/modernisti come adesso, a cultural/religiosi/maomettani). Nessuno può sinceramente sapere cosa accadrà da qui a cinquanta anni (forse anche meno). Ed io, lo ammetto, son per "prevenire è meglio che curare". Ho letto i blog che hai proposto. Belli, ineccepibili ma pur sempre dettati da certezze politiche o antipolitiche....(il che, è uguale). Non amo i politici ma ho la presunzione che non dicano mai il 100% di verità come, allo stesso modo, il 100% di sciocchezze. Perciò, sia che parli uno di estrema destra, come uno di estrema sinistra, prendo atto con cautela come, anche, prendo atto senza esaltarmi. Per finire, se proprio proprio dovessi schierarmi con una idea o l'altra, senza ombra di dubbio sceglierei: "Se stai in Italia (o Francia, o Spagna, o Germania o che altro), fai quello che diciamo noi sennò...la frontiera in uscita è aperta e nessuno ti impedirà di andare altrove". P.S. L'unica cosa negativa, ovviamente per me, è che la nostra classe politica attualmente dirigente (non parlo di alcun partito in particolare) sia troppo permissiva, troppo accogliente....troppo....sbracata. In poche parole: mi sento italiano e per questo in minoranza riguardo i miei diritti (mai visto le graduatorie per le case popolari? O le pensioni di anzianità "RE GA LA TE" ai genitori degli immigrati se si stabiliscono in Italia secondo la legge delle riunioni familiari? E i nati in Italia che non hanno abbastanza contributi con, magari genitori che hanno combattuto (e sono morti) nelle due guerre mondiali, perché non possono avere denaro dallo Stato?
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01/01/2000 00:00
uomofantastik ha scritto:
Nel loro paese loro giocano vestite così, se imponi un abbigliamento diverso, quelle donne non possono giocare e se ne stanno a casa.
Sicuramente è come dici tu. Personalmente trovo di un'idiozia disgustosa e crudele, far patire il caldo ad un organismo sotto sforzo per un'interpretazione (aleatoria) del Corano. Negli anni sessanta le atlete mussulmane partecipavano senza burkini e addirittura come divisa ufficiale avevano la gonna....adesso che siamo nel secondo millennio, sembrano tutte mummie. Se "vedono" peccaminosità nello sport mi chiedo: che cacchio partecipano a fare? Trovo questi comportamenti uno sputo in faccia all'emancipazione femminile mondiale. Se fossi un componente del CIO mi batterei affinché le atlete gareggino senza alcun dovere/etichetta religiosa o di costume nazionale. Chi vuole si adegua e chi non vuole...non partecipa.
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01/01/2000 00:00
Zeno ha scritto:
Volevo spendere due parole riguardo agli ultimi interventi. Soprattutto pensando a quello che dice Fenice sulla scelta e l'orgoglio di alcune donne di seguire quel tipo di costumi (in tutti i sensi se ci mettiamo dentro il burkini). Se una donna non studia, ha un'istruzione scarsissima, non ha accesso alle idee che hanno segnato l'evoluzione del pensiero europeo sulla donna, ma dove sta la libertà di scelta!? Se non riesce a capacitarsi, perchè non ha avuto gli strumenti, che ci può essere un altro stile di vita, come si fa a dire che sceglie!? Detto questo, come tutti vediamo, la situazione di questo scontro di cultura è gravissima. Onestamente in pochi dicono il perché l'occidente (intendendo Europa, Usa e simpatizzanti) ha un atteggiamento nefasto nella questione. Il fatto alla base è la stragrande maggioranza degli occidentali pensa di essere più progrediti, un'idea di progresso oggettivizzata dal fatto che siamo andati sulla luna, dall'aver fatto pc, smartphone etc, dalle operazioni a cuore aperto alle scoperte delle fisica e chimica, dall'aver scritto n-mila leggi sociali ed economihe ...tutto questo va a braccetto con il desiderio di avere sempre di più, impulso feroce del capitalismo e del consumismo che ne segue. E alla fine, una semplice e affidabile economia di guerra; si va in posti dove ci sono buchi di tecnologia (know how per dirla più rotondamente), vuoti di legislatura, di diritti dei lavoratori, di norme che qui limitano l'impresa (sicurezza, fiscali ...), l'appetito sempre in aumento di energia, e si sfruttano territori e popolazioni. Poi qualcuno capisce e si fa girare le scatole e si dice "Come possiamo controbattere a questi!? ...che abbiamo pochi mezzi. Facciamo leva sull'ignoranza, sulla fede in questa religione, sull'instabilità mentale di alcuni". Poi tutto degenera e si fa la guerra ed è meglio perché è come mettere un chilo di lievito, la torta si fa enorme e tutti a prendersi uno spicchio, compresa la nostra piccola e ambigua Italia, che da un mezzo appoggio di qua e un altro di là e si pija gli appaltini con i caldi ringraziamenti di confindustria e il riflesso di assistenzialismo ai disoccupati soprattutto del sud. Non c'è lavoro, fatti militare e vai a difendere la diga di Mosul! ...invece di investire nel territorio. E, spero sia chiaro, non sto dicendo che hanno ragione loro. Qui la ragione si è appisolata ovunque, se mai c'è stata! Però è una chiave di lettura che secondo me è troppo sottovalutata. Ieri l'11 settembre ...e smettiamo di chiamarli "atti terroristici", chiamiamoli "atti di guerra", eseguiti da guerriglieri e non da terroristi. E' il loro modo di fare la guerra, noi coi missili intelligenti, talvolta distratti, loro coi kamikaze. E alla fine tra un morto al mercato di Aleppo e uno sulla promenade di Nizza, non vedo sta gran differenza! Se volessimo esportare il nostro vero progresso, daremmo solo libri e diffonderemo metodi sostenibili per creare cibo sano e cure mediche ... e sarebbe un incontro più lento tra idee di vita tanto differenti. E sullo sfondo di tutto questo, siamo troppi in questo pianeta!
Inizio dal fondo: Si siamo troppi e, a parte la Cina, nessuno sta facendo nulla (che io sappia) per aiutare/consigliare a far diminuire i figli di ogni coppia in modo da rendere più facile nutrire e accudire la progenie. In luoghi dove scarseggiano le fonti alimentari e mediche, partorire un quinto o sesto figlio significa mettere a repentaglio la sua salute e quella di tutta la già numerosa famiglia. Concordo che non c'è alcuna differenza del luogo in cui uno muore ucciso e di chi uccide. Un morto è tragicamente tale in qualunque regione mondiale si trovi. Verissimo: l'ignoranza è il mezzo di cui si servono molti "potenti" per indirizzare le masse. Io credo infatti che molte popolazioni ancora troppo radicate in credi religiosi, passando il tempo e prossime generazioni, attraverso l'istruzione aumenteranno il singolo potere di ragionamento (gran cosa l'illuminismo), e potranno ragionare, soppesare e decidere secondo le proprie soggettività e non ubbidendo ciecamente a dogmi. Per dirla tutta, sono certo che tra cinquant'anni lo chador sarà indossato da pochissime se non dimenticato del tutto. P.S. Beh.....eventuali dettami di qualche stilista famoso femminile escluso, ovviamente. [:D]
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01/01/2000 00:00
uomofantastik ha scritto:
Ciao Siman, io parlavo di convincerli e non di obbligarli. Per il resto sono d'accordo con te, contente loro... Articolo interessante che ho trovato adesso in rete: http://www.lettera43.it/cultura/burkini-un-caso-tra-liberta-di-scelta-e-pragmatismo_43675257292.htm Buona serata.
Avevo capito che vorresti convincere e non certo obbligare. Ma se non si riesce a convincere gli italiani che vivono nel ventesimo secolo, come puoi lontanamente immaginare di poter convincere popolazioni che sono culturalmente regredite al medioevo (e vi son rimaste) poco dopo la perdita dei territori europei, iniziata dopo la sconfitta di Poitier nel 732(!!!)? P.S. ai moderatori: Non si potrebbero ridurre alcune fotografie postate? Non ho voglia di comprarmi un monitor da 72 pollici. Grazie. [;)]
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01/01/2000 00:00
uomofantastik ha scritto:
La situazione è complessa... Lo scontro attualmente in atto è causato dalla richiesta dei bagnanti italiani di non consentire alle donne musulmane di presentarsi sulla spiaggia italiana in burkini e mi pare una vera assurdità e ho l'impressione che gli italiani stiano diventando sempre meno tolleranti. Il divieto imposto dalla Francia di indossare il burkini è rididcolo.
Giusto, ma... Azzardo un'ipotesi (non una scusante e tanto meno una verità): e se questa "assurdità" fosse solamente la conseguenza del realistico timore che, data la crescita incontrollabile delle immigrazioni e la contemporanea alta "prolificazione" di chi già risiede in Italia, un bel giorno ci si trovi a dover "democraticamente" seguire i dettami della "nuova" maggioranza? Immagine utente
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Appunto. Ognuno d ve poterci andare come crede Col Burkini Col bikini Con l'uccello al vento
...e se c'è bonaccia? [:137]
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01/01/2000 00:00
AleLid ha scritto:
Per quanto contrario al burkini (come già detto), tutti gli appelli alle tradizioni locali, identità culturali, "da noi si fa così" ecc. mi fanno vomitare in genere. Il progresso sta nel cambiamento, non nel fossilizzarsi nel "si è sempre fatto così"
E allora parliamone di queste TRADIZIONI LOCALI, IDENTITÀ CULTURALI... e già che ci siamo, vediamo dove sta questo PROGRESSO NEL CAMBIAMENTO. Immagine utente
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01/01/2000 00:00
Zeno ha scritto:
Biottismo a gogò!? Intendi bigottismo? Che vuol dire questo commento? Perché non argomenti? La mia forse è in forma provocatoria ma non mi sembra un'affermazione peregrina. Il nudismo non è accettato da molti perché sono offesi dalla nudità altrui, analogo discorso può essere fatto per il burkini.
Marino (maro58) è meneghino e in milanese nudo si dice biot e conseguentemente nudismo diventa biottismo. Ha quotato le tue parole concordando e non criticando. [;)]
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01/01/2000 00:00
In ogni caso (ragionando da nudista), strapparsi i capelli indignati perché si vuol limitare le spiagge in estate a ciò per cui sono deputate ovvero: PRENDERE IL SOLE, e poi lamentarsi che sono tutti "bigotti" che non aprono al nudismo... ...mi pare una cazzata pazzesca. Ma sicuramente sbaglio io: appena burkini, chador e burka saranno liberi e/o obbligatori in ogni spiaggia, SICURAMENTE si potrà anche stare nudi. Allah Akbar! [:D]
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01/01/2000 00:00
Ciao Siman, io parlavo di convincerli e non di obbligarli. Per il resto sono d'accordo con te, contente loro... Articolo interessante che ho trovato adesso in rete: http://www.lettera43.it/cultura/burkini-un-caso-tra-liberta-di-scelta-e-pragmatismo_43675257292.htm Buona serata.
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