In spiaggia dovrebbe regnare pace e tolleranza ma

uomofantastik 02/09/2026 21:37 6.926 Visite
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Anton2016b
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01/01/2000 00:00
Io mi preoccuperei più della sicurezza in generale tra aeroporti / stazioni e varie ed eventuali più che di cosa copre il capo di una persona... Se pensano di rendere il paese sicuro vietando questo copri capo tanti auguri...ma secondo mè la strada è ancora lunga. E' anche vero però dall'altra parte il detto..paese che vai usanza che trovi quindi libera scelta se venirci o nò...io credo che dalle loro parti i loro credo e abitudini le facciano valere fermamente quindi...occhio per occhio...dente per dente...io rispetto tè ma tu rispetta mè...altrimenti ognuno a casa propria.
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Anton2016b
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01/01/2000 00:00
... mah vedendo l'ultimo anno in fatto di attentati ...per quanto mi riguarda..parole come perbenismo...buon senso ....disponibilità ...apertura..comprensione..iniziano a "scricchiolare" un po'... A tutti quelli che sventolano sano buon senso e cuore aperto se avessero perso un loro caro in seguito ad un attentato la penserebbero sempre uguale?....con rispetto ma è facile parlare sulla pelle altrui... ritorno a dire di un erba non facciamone un fascio...ma coprirmi completamente gli occhi con la "salsiccia" non mi và...
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01/01/2000 00:00
Con vecchi valori non volevo datarli, ma fare riferimento a quali. Vedi, ho postato questa riflessione, per far notare gli eccessi al contrario. Bene che si discuta sui burka, sull'infibulazione, sul fatto che in certe culture le donne sono sottomesse, vendute etc etc Ma poi, quando si arriva a vietare i Burkini in spiaggia, riflettiamoci un attimo. Sono obbligate o è una scelta? Se sono obbligate troveranno il sostegno di una cultura europea (si fa per dire, perché di menefreghismo ne vedo a josa, salvo quando facciamo i portabandiera delle libertà sui massimi sistemi), ma se è una loro scelta? Perché "dovrebbero essere obbligate a toglierselo"? Dare la libertà non sempre corrisponde ad obbligarla. Parafrasando, sarebbe come vietare l'uso del velo alle suore quando escono dal convento… e non siamo molto lontani come forma di abbigliamento. Vogliamo parlarne? Diverso è se vengono nei nostri luoghi e vogliono imporre i loro standard. Li ovvio che nessuno ci sta. Se noi rispettiamo la loro cultura nei loro paesi, altrimenti non ci andiamo, parimenti loro rispettino i nostri a casa nostra, altrimenti che emigrino da altre parti a loro più consone. Più di un terzo della terra è musulmano, non sono obbligati a venire qua.
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01/01/2000 00:00
Al sole!!!
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01/01/2000 00:00
La persecuzione da parte dei Romani non avvenne tanto per motivi religiosi, ma iniziò piuttosto quando si comprese che i Cristiani rappresentavano una minaccia per i valori della società del tempo e quindi anche per la sopravvivenza dell'impero. Non per motivi religiosi ma a causa della religione che predicavano. Era il comunismo di 2000 anni fa. Tutti uguali. E se siamo uguali addio ai patrizi, ai nobili, all'imperatore. E sigh, addio alle concubine, ai festini etc etc Rinunciare a Messalina, ai baccanali, ai lupanari? Ma siamo matti, meglio darli in pasto ai leoni [:(] Impensabile accettassero questa visione della vita.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Sodoma Sbagliato!! Questa è una delle false interpretazioni date a quell'evento, in cui l'unico peccato contestato era il violare l'ospitalità data da Lot a degli stranieri di passaggio. Per descrivere cosa volevano fare gli abitanti di Sodoma agli stranieri (abusare) è stato identificato come "fargli il didietro" come atto di offesa e condanna. Nella Bibbia lo stesso verbo (yâdha) è usato un migliaio di volte per indicare "conoscere". Volevano conoscere gli stranieri. Non necessariamente in forma amichevole. Conoscere nella Bibbia, cioè secondo l'antico uso ebraico del termine, significa "possedere". Possedere non significa "usare sessualmente l'ano", ma avere conoscenza, proprieta, confidenza etc con il soggetto in questione. Anche con Mose viene sottolineato che non "conosce" Dio, con Adamo ed Eva si la la dell'albero della "conoscenza". L'uomo non possiede il mondo, la vita, ma la usa. La deviazione in "omosessuale" è puramente gratuita grazie solo a delle traduzioni ad hoc. Gli abitanti di Sodoma volevano abusare degli ospiti di Lot. Non significa che volevano sottoporli all'atto sessuale, ma che volevano menarli. O come succede negli stadi di oggi:" scendi che ti faccio il cxxx", non significa che vuole effettivamente trombarselo, ma è solo un modo di dire per dire: scendi che ti meno come un somaro.
Scusa, ma non ho capito. Per quale motivo furono distrutte quelle due città? Perché non avevano il senso dell'ospitalità? Mi sembra un tantino esagerato ...
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Appena detto sopra. Un cristiano nel tipo di vita romani era un terrorista, un destabilizzatore. Vogliamo vedere anche più lontano nel tempo?
Esattamente, quindi la loro persecuzione non ha motivazione religiosa, ma politica. Inoltre ridurre la cultura romana solo a baccanali e orgie mi sembra quantomeno riduttivo ... La questione, in realtà, era molto più profonda.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
arystarko ha scritto:
a_fenice ha scritto:
Appena detto sopra. Un cristiano nel tipo di vita romani era un terrorista, un destabilizzatore. Vogliamo vedere anche più lontano nel tempo?
Esattamente, quindi la loro persecuzione non ha motivazione religiosa, ma politica. Inoltre ridurre la cultura romana solo a baccanali e orgie mi sembra quantomeno riduttivo ... La questione, in realtà, era molto più profonda.
una religione non ha mai guerreggiato con una religione. Quella è la scusa di facciata. Dietro c'è sempre politica e potere in gioco. In mille forme diverse. Pensando anche ad una delle più moderne, Irlanda… Nigeria … il problema effettivo è definite chi comanderà alla fine, non perché uno ha diversità di credo. Quello sì da credere ai poveri adepti. Isis: se la guerra fosse effettivamente solo religiosa, che ci fanno di già in Europa? Prima conquistassero casa loro no? E invece, guerra a tutti coloro che potrebbero osteggiare: tanto casino tanto onore. Tanto onore tanti seguaci. Di vere guerre solo religiose, per imporre il proprio credo… corse quella che fanno i family day. Anche se non ammazzano nessuno con le loro mani, lo fanno per interposta persona. Cioè, di fatto, salvo memoria non mi inganni, le uniche guerre religiose "vere" sono quelle fatte dai singoli verso altri singoli, ma nelle guerre tal quale, ho sempre letto la "causa religiosa" come motivo di stimolo, ma mai come obiettivo reale. Di fatto dietro c'era sempre una politica, una scelta, un desiderio di conquista, mascherato con gli argomenti a cui il popolo, soprattutto il popolino era più sensibile e assoggettabile.
Che dietro a motivazioni religiose ci siano spesso ragioni politiche è sicuramente vero. Tuttavia, nel corso della storia, ci sono state guerre fatte a nome della religione (per esempio le crociate) ed altre prive di motivazioni religiose (per esempio la I guerra mondiale). A me sembra che per i Talebani o per l'Isis la motivazione religiosa sia prevalente. Se l'Isis avesse una strategia politica razionale, egemonica, perché mai dovrebbe trascinare nel conflitto gli stati europei o gli Stati Uniti, avendo così la certezza matematica della disfatta? I tanti seguaci in Europa sono in realtà pochi folli, spesso psicopatici, emarginati, che hanno trovato nel "martirio" una ragione per la loro esistenza.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
Zeno ha scritto:
Volevo spendere due parole riguardo agli ultimi interventi. Soprattutto pensando a quello che dice Fenice sulla scelta e l'orgoglio di alcune donne di seguire quel tipo di costumi (in tutti i sensi se ci mettiamo dentro il burkini). Se una donna non studia, ha un'istruzione scarsissima, non ha accesso alle idee che hanno segnato l'evoluzione del pensiero europeo sulla donna, ma dove sta la libertà di scelta!? Se non riesce a capacitarsi, perchè non ha avuto gli strumenti, che ci può essere un altro stile di vita, come si fa a dire che sceglie!? Detto questo, come tutti vediamo, la situazione di questo scontro di cultura è gravissima. Onestamente in pochi dicono il perché l'occidente (intendendo Europa, Usa e simpatizzanti) ha un atteggiamento nefasto nella questione. Il fatto alla base è la stragrande maggioranza degli occidentali pensa di essere più progrediti, un'idea di progresso oggettivizzata dal fatto che siamo andati sulla luna, dall'aver fatto pc, smartphone etc, dalle operazioni a cuore aperto alle scoperte delle fisica e chimica, dall'aver scritto n-mila leggi sociali ed economihe ...tutto questo va a braccetto con il desiderio di avere sempre di più, impulso feroce del capitalismo e del consumismo che ne segue. E alla fine, una semplice e affidabile economia di guerra; si va in posti dove ci sono buchi di tecnologia (know how per dirla più rotondamente), vuoti di legislatura, di diritti dei lavoratori, di norme che qui limitano l'impresa (sicurezza, fiscali ...), l'appetito sempre in aumento di energia, e si sfruttano territori e popolazioni. Poi qualcuno capisce e si fa girare le scatole e si dice "Come possiamo controbattere a questi!? ...che abbiamo pochi mezzi. Facciamo leva sull'ignoranza, sulla fede in questa religione, sull'instabilità mentale di alcuni". Poi tutto degenera e si fa la guerra ed è meglio perché è come mettere un chilo di lievito, la torta si fa enorme e tutti a prendersi uno spicchio, compresa la nostra piccola e ambigua Italia, che da un mezzo appoggio di qua e un altro di là e si pija gli appaltini con i caldi ringraziamenti di confindustria e il riflesso di assistenzialismo ai disoccupati soprattutto del sud. Non c'è lavoro, fatti militare e vai a difendere la diga di Mosul! ...invece di investire nel territorio. E, spero sia chiaro, non sto dicendo che hanno ragione loro. Qui la ragione si è appisolata ovunque, se mai c'è stata! Però è una chiave di lettura che secondo me è troppo sottovalutata. Ieri l'11 settembre ...e smettiamo di chiamarli "atti terroristici", chiamiamoli "atti di guerra", eseguiti da guerriglieri e non da terroristi. E' il loro modo di fare la guerra, noi coi missili intelligenti, talvolta distratti, loro coi kamikaze. E alla fine tra un morto al mercato di Aleppo e uno sulla promenade di Nizza, non vedo sta gran differenza! Se volessimo esportare il nostro vero progresso, daremmo solo libri e diffonderemo metodi sostenibili per creare cibo sano e cure mediche ... e sarebbe un incontro più lento tra idee di vita tanto differenti. E sullo sfondo di tutto questo, siamo troppi in questo pianeta!
Inizio dal fondo: Si siamo troppi e, a parte la Cina, nessuno sta facendo nulla (che io sappia) per aiutare/consigliare a far diminuire i figli di ogni coppia in modo da rendere più facile nutrire e accudire la progenie. In luoghi dove scarseggiano le fonti alimentari e mediche, partorire un quinto o sesto figlio significa mettere a repentaglio la sua salute e quella di tutta la già numerosa famiglia. Concordo che non c'è alcuna differenza del luogo in cui uno muore ucciso e di chi uccide. Un morto è tragicamente tale in qualunque regione mondiale si trovi. Verissimo: l'ignoranza è il mezzo di cui si servono molti "potenti" per indirizzare le masse. Io credo infatti che molte popolazioni ancora troppo radicate in credi religiosi, passando il tempo e prossime generazioni, attraverso l'istruzione aumenteranno il singolo potere di ragionamento (gran cosa l'illuminismo), e potranno ragionare, soppesare e decidere secondo le proprie soggettività e non ubbidendo ciecamente a dogmi. Per dirla tutta, sono certo che tra cinquant'anni lo chador sarà indossato da pochissime se non dimenticato del tutto. P.S. Beh.....eventuali dettami di qualche stilista famoso femminile escluso, ovviamente. [:D]
Penso anch'io che sul lungo periodo prevalga la razionalità. Tuttavia mi preoccupa il regresso di molti paesi. Il più clamoroso di tutti quello della Turchia, che fino a pochi anni era un simbolo della laicità, e adesso sta facendo passi da gigante, ma all'indietro!
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01/01/2000 00:00
trekking ha scritto:
arystarko ha scritto:
Zeno ha scritto:
Infatti concordo in pieno con le tue considerazioni, è che avrei cambiato il "certe" che indica alcune e dunque fa una cernita, con il "le" che le comprende tutte!
Concordo anch'io: storicamente nessuna religione si è dimostrata funzionale al progresso. Basti pensare al regresso avvenuto in Europa dopo l'avvento del Cristianesimo, rispetto al grande sviluppo scientifico e del pensiero che vi era stato nell' Età Classica. In quel caso la religione pagana si dimostrò senza dubbio più funzionale al progresso rispetto a quella Cristiana. Le religioni però che si sono dimostrate, storicamente, più pericolose, violente ed intolleranti sono probabilmente il Cristianesimo e l'Islam. La quantità di uomini e donne uccise, inutilmente, in nome di queste due religioni nel corso della storia è enorme! Vorrei poi notare una contraddizione. I paesi del cosiddetto "mondo occidentale" sono oggetto della migrazione di tantissime persone, molte delle quali di religione musulmana. Da una parte quindi questi apprezzano la nostra società per le condizioni di vita migliore, dall'altra però, spesso, desiderano conservare i loro usi e costumi e si dimostrano molto critici del nostro modo di vivere, per esempio della libertà sessuale di cui godono le donne occidentali. Non si rendono conto che gran parte della loro miseria è causata proprio dalla loro religione e che gran parte del nostro benessere è dovuto al fatto che siamo paesi laici ed alla libertà di cui godiamo, che ci siamo conquistati in secoli di lotte!
Non sono d'accordo su molti punti: due millenni fa il concetto che sta alle base del cristianesimo di uguaglianza delle persone fu assolutamente rivoluzionario e su quello si è poi evoluta la società occidentale che nel corso dei secoli (con un percorso tortuoso) ha preso una direzione ben diversa dai paesi islamici. Se è vero che le religioni sono state causa di molte guerre e tragedie, se diamo un'occhiata allo scorso secolo possiamo vedere come anche l'ateismo di stato sovietico o il nazismo, che nulla avevano da spartire con le religioni, abbiano provocato i peggiori disastri della storia. Non si può comunque dire che paesi o continenti dove è prevalente il cristianesimo come Europa, America e Oceania abbiano avuto la stessa evoluzione di regioni come il Medio-Oriente, penisola arabica e Maghreb.
Giustissimo. Nei primissimi anni il Cristianesimo fu non violento. Ma poi, rapidamente, si macchiò di crimini gravissimi. Basti pensare alla grande matematica pagana Ipazia, che fu trucidada dai cristiani nel 415 (dopo Cristo) ad Alessandria d'Egitto. Ella fu una delle prime martiri della libertà di pensiero. Non ho affermato che SOLO le religioni sono causa di violenza. Ovviamente lo sono spesso anche le ideologie non religiose. Il fatto che l'Europa non abbia avuto la stessa evoluzione dei paesi islamici è dovuto al fatto che nel nostro continente si affermò l'Illuminismo (e quindi il prevalere della razionalità sulle credenze religiose) e la conseguente Rivoluzione Francese e quindi l'affermarsi dell'importantissimo concetto di LAICITA' dello stato. Basti pensare a cosa era lo Stato Pontificio, ancora nel secolo 1800. Esso era lo stato più retrogrado ed oscurantista della penisola italiana.
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01/01/2000 00:00
Nudomark ha scritto:
Ma perché non ci preoccupiamo un po' anche dei ventenni nostrani con bermudoni al polpaccio e mutande in vista in spiaggia? A me questo sembra un vero sintomo di decadimento di intelligenza. [:(]
Sono perfettamente d'accordo. Anche questo è un evidente sintomo di stupidità collettiva! Come possono fare il bagno a mare certi ragazzi con costumi da bagno che arrivano fin sotto le ginocchia?
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01/01/2000 00:00
Zeno ha scritto:
Infatti concordo in pieno con le tue considerazioni, è che avrei cambiato il "certe" che indica alcune e dunque fa una cernita, con il "le" che le comprende tutte!
Concordo anch'io: storicamente nessuna religione si è dimostrata funzionale al progresso. Basti pensare al regresso avvenuto in Europa dopo l'avvento del Cristianesimo, rispetto al grande sviluppo scientifico e del pensiero che vi era stato nell' Età Classica. In quel caso la religione pagana si dimostrò senza dubbio più funzionale al progresso rispetto a quella Cristiana. Le religioni però che si sono dimostrate, storicamente, più pericolose, violente ed intolleranti sono probabilmente il Cristianesimo e l'Islam. La quantità di uomini e donne uccise, inutilmente, in nome di queste due religioni nel corso della storia è enorme! Vorrei poi notare una contraddizione. I paesi del cosiddetto "mondo occidentale" sono oggetto della migrazione di tantissime persone, molte delle quali di religione musulmana. Da una parte quindi questi apprezzano la nostra società per le condizioni di vita migliore, dall'altra però, spesso, desiderano conservare i loro usi e costumi e si dimostrano molto critici del nostro modo di vivere, per esempio della libertà sessuale di cui godono le donne occidentali. Non si rendono conto che gran parte della loro miseria è causata proprio dalla loro religione e che gran parte del nostro benessere è dovuto al fatto che siamo paesi laici ed alla libertà di cui godiamo, che ci siamo conquistati in secoli di lotte!
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01/01/2000 00:00
Non tutte le religione sono così violente. Per esempio il Buddhismo mi sembra una religione più pacifica rispetto a Cristianesimo o Islam. Anche il Paganesimo degli antichi Greci e Romani era molto più tollerante. Per esempio i Romani consentivano ai popoli sottomessi di continuare a praticare tranquillamente la loro religione. Furono prima i Cristiani e poi gli Islamici a perseguitare in modo feroce e disumano i "non credenti".
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01/01/2000 00:00
trekking ha scritto:
arystarko ha scritto:
Non tutte le religione sono così violente. Per esempio il Buddhismo mi sembra una religione più pacifica rispetto a Cristianesimo o Islam. Anche il Paganesimo degli antichi Greci e Romani era molto più tollerante. Per esempio i Romani consentivano ai popoli sottomessi di continuare a praticare tranquillamente la loro religione. Furono prima i Cristiani e poi gli Islamici a perseguitare in modo feroce e disumano i "non credenti".
mah! i romani, nei primi tre secoli, perseguitarono ferocemente i cristiani.. il cristianesimo non è stato solo crociate, santa inquisizione o potere temporale papale ed avrei difficoltà ad immaginare il nostro paese senza le grandi basiliche, cattedrali, monumenti, statue, dipinti e letteratura legati al Cristianesimo e questo indipendente dal fatto di essere credenti o meno. Lo stesso discorso vale ovviamente anche per altri credo religiosi in altre parti del mondo-
La persecuzione da parte dei Romani non avvenne tanto per motivi religiosi, ma iniziò piuttosto quando si comprese che i Cristiani rappresentavano una minaccia per i valori della società del tempo e quindi anche per la sopravvivenza dell'impero. Certamente il Cristianesimo ha avuto, in certe fasi, una influenza molto positiva sull'arte, basti pensare al Rinascimento italiano, ma non sullo sviluppo del pensiero scientifico, basti pensare al trattamento che fu "riservato" a Galileo Galilei, che fu il padre della fisica moderna.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
arystarko ha scritto:
Non tutte le religione sono così violente. Per esempio il Buddhismo mi sembra una religione più pacifica rispetto a Cristianesimo o Islam. Anche il Paganesimo degli antichi Greci e Romani era molto più tollerante. Per esempio i Romani consentivano ai popoli sottomessi di continuare a praticare tranquillamente la loro religione. Furono prima i Cristiani e poi gli Islamici a perseguitare in modo feroce e disumano i "non credenti".
non mischierei la politica romana per cui lasciare certi ambiti di libertà significava dover investire meno in controlli, con idee di libertà relativa, così come non definirei come non perseguitanti un popolo romano che inventò la croce, il Colosseo, è tutta una serie di azioni di potere più personali che non di massa. A quei tempi la massa rispondeva, ovunque, solo a chi aveva la spada in mano, al di là della divisa indossata. Gli arrivisti e i vogliosi di potere non sono mai mancati, e il sottomettere popoli andava di pari passo con la ricerca dell'evoluzione (arte, cultura, scienza). Basta pensare ad un Alessandro Magno, ad esempio. Nei secoli successivi abbiamo visto culture millenarie (cinesi, egizie, arabe, greche) arenarsi nella povertà e nel ritorno, per alcuni, a ideali religiosi che servivano ad imporre terrore, contro la ricerca di nuove scienze (Europa) seppur soggiogate al vaglio "divino" per la paura di rivoluzionare ciò che non si conosceva o che poteva andare contro a ciò che ancora non si era ben compreso (Galilei per dirne uno). Il vero dramma io sinceramente però lo vedo oggi, non tanto nel passato dove in gioco c'erano troppe cose per dare la colpa a destra o sinistra. Oggi anche i più illetterati hanno comunque una conoscenza minima. Il giro di vite repressivo innescato da molte parti le vedo più come giochi di potere psicologico stile hitler o Stalin, ma su popoli che ormai dovrebbero saper usare il proprio raziocinio. O forse che c'è gente per cui imporre il proprio ego è più importante della vita altrui?
Sono d'accordo. Ma qua si stava parlando di violenza generata da motivazioni religiose. Le innumerevoli guerre intraprese dai Romani non credo avessero motivazioni religiose. Sto cercando di capire quando un essere umano iniziò ad uccidere un altro essere umano, per il solo fatto che quest'ultimo praticasse una religione diversa oppure fosse non credente.
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