In spiaggia dovrebbe regnare pace e tolleranza ma

uomofantastik 02/09/2026 21:37 6.934 Visite
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01/01/2000 00:00
maro58 ha scritto:
Buon senso. Prova ad andare in un paese islamico e chiedere di comportarti come ti comporti a casa tua: risposta no perchè da loro, per credo o usi e consuetudini locali è cosi, devi adeguarti al loro modo di vivere. Concordo pienamente, è buon senso. Un islamico da noi chiede di aver rispetto del loro credo e della loro visione della vita, è buon senso ? Giuro dopo essere stato da loro ed aver visto il loro modo di interpretare le norme del vivere civile... inizio ad avere grossi dubbi ! Se una donna italiana va in pakistan si mette in bikini finisce in galera subito e, prima o poi, verrà rilasciata. A me che una donna mussulmana vada in una spiaggia italiana in burka, in bikini o in costume intero non me ne frega niente purchè a casa loro una donna italiana abbia le stessa possibilità. Così non è, quindi mi adeguo. Usi e consuetudini locali. Non sarà molto democratico ma a casa mia.... comando io !!!
Tu sai quanto io sia contrario a questo andazzo tutto italiano che bisogna accogliere tutti diarie, vitto e alloggio, wifi e che altro ancora gratuiti (per loro ma non per noi contribuenti). E che i politici non mi vengano a rompere parlando di qualunquismo o razzismo...."mafia capitale" ha ben messo in luce cosa si mangiano nascosti dietro la loro bontà d'animo. Detto questo, c'è un aspetto che non hai considerato: nella nostra costituzione c'è la libertà di culto; in altri paesi no. Perciò, in Italia, ognuno può seguire i dettami della propria religione e se questa prevede che le donne stiano a capo e gola coperta e che debbano sempre vestire in lungo, possono farlo senza che nessuno possa obiettare. Se decidi di recarti in uno stato che non ha libertà di culto o costumi estremamente rigidi è giusto, in quanto ospite, che ti adegui. Certo che, personalmente, quando sento il beduino di turno che si lamenta dei crocifissi nelle aule e adisce a vie legale per eliminarlo perché contrario alla sua religione, mi incazzo. Non perché sono un cristiano ma perché lo trovo una mancanza di rispetto verso il paese che ti ospita. Insomma io sono per un: fai come vuoi ma non provare (neppure lontanamente) a cercare di farmi fare quel che vuoi tu.
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01/01/2000 00:00
uomofantastik ha scritto:
Ciao Siman, io parlavo di convincerli e non di obbligarli. Per il resto sono d'accordo con te, contente loro... Articolo interessante che ho trovato adesso in rete: http://www.lettera43.it/cultura/burkini-un-caso-tra-liberta-di-scelta-e-pragmatismo_43675257292.htm Buona serata.
Avevo capito che vorresti convincere e non certo obbligare. Ma se non si riesce a convincere gli italiani che vivono nel ventesimo secolo, come puoi lontanamente immaginare di poter convincere popolazioni che sono culturalmente regredite al medioevo (e vi son rimaste) poco dopo la perdita dei territori europei, iniziata dopo la sconfitta di Poitier nel 732(!!!)? P.S. ai moderatori: Non si potrebbero ridurre alcune fotografie postate? Non ho voglia di comprarmi un monitor da 72 pollici. Grazie. [;)]
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01/01/2000 00:00
uomofantastik ha scritto:
La situazione è complessa... Lo scontro attualmente in atto è causato dalla richiesta dei bagnanti italiani di non consentire alle donne musulmane di presentarsi sulla spiaggia italiana in burkini e mi pare una vera assurdità e ho l'impressione che gli italiani stiano diventando sempre meno tolleranti. Il divieto imposto dalla Francia di indossare il burkini è rididcolo.
Giusto, ma... Azzardo un'ipotesi (non una scusante e tanto meno una verità): e se questa "assurdità" fosse solamente la conseguenza del realistico timore che, data la crescita incontrollabile delle immigrazioni e la contemporanea alta "prolificazione" di chi già risiede in Italia, un bel giorno ci si trovi a dover "democraticamente" seguire i dettami della "nuova" maggioranza? Immagine utente
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01/01/2000 00:00
uomofantastik ha scritto:
Secondo me se viene proibito il burkini allora dovremmo vietare anche la muta da sub: ognuno vada in spiaggia come meglio crede senza violare la legge e infatti il burkini non viola la legge esattamente coma non la viola la muta da sub e una donna ha il diritto di fare il bagno con una muta da sub, non è vietato. Le musulmane, grazie al burkini, possono fare il bagno mentre prima, non potendosi svestire dei propri vestiti, spesso se ne stavano sedute sulla spiaggia a vedere marito e figli a fare il bagno mentre nei paesi fondamentalisti come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Kuwait le donne fanno il bagno vestite. Forse potrà apparire strano, ma fprse il burkini è il primo segno tangibile della donna musulmana che desidera in qualche modo alleggerirsi quando è in spiaggia e, secondo me, è un buon segno.
Certo che si. Ma vedi: la muta da sub è una cosa che si indossa in ben determinate circostanze... ...il burkini è una cosa che viene obbligata ad indossare. Con tutte le battaglie per la parità dei sessi e il giusto riconoscimento dei diritti e libertà alle donne, se permetti, la "questio" è quanto mai diversa. Secondo te, per esempio, aver obbligato le atlete di beach volley di nazioni mussulmane a giocare con 40° all'ombra tutte bardate, è una cosa umana oppure abominevole?
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Appunto. Ognuno d ve poterci andare come crede Col Burkini Col bikini Con l'uccello al vento
...e se c'è bonaccia? [:137]
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01/01/2000 00:00
arystarko ha scritto:
siman ha scritto: Non credo che le malefatte degli uomini siano colpa di Bibbia o Corano o di chissà quale altro libro sacro. La colpa è di coloro che interpretano a loro uso e consumo (e tornaconto).
Ovvio che la colpa è di chi li interpreta! Non è certo dei libri in se stessi. Però è anche vero che un libro scritto migliaia di anni fa non può contenere la verità assoluta....
Questo è sicuro e penso che qualunque credente "moderno" attinga dai Testi Sacri di ogni religione, insegnamenti morali più che di fisica o di medicina preventiva o di abbigliamento vario. Dal Corano, Bibbia, Vangelo o che altro, bisogna aver la capacità di attingere ciò che ci pare profondo, ineccepibile o giusto (ognuno secondo la propria soggettività e pensiero), piuttosto che leggerli come se si trattasse di Cappuccetto Rosso. [:)]
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01/01/2000 00:00
maro58 ha scritto:
Prendo atto che a ferragosto anche i Gran Sommi bazzicavano nel forum, ma allora perchè almeno per le feste comandate non impedite a siman di sparare caz.... pardon.... [:D] sciocchezzuole [:D] ?
A parte un giorno si e l'altro anche, mi dici quando sparo caz.... pardon.... [:D] sciocchezzuole [:D] ? [:D][:D][:D][:D]
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01/01/2000 00:00
uomofantastik ha scritto:
L'intolleranza nei confronti del burkini è esattamente la stessa intolleranza nei confronti dei nudisti, esattamente la medesima ma ribaltata, una in nome della libertà della donna e l'altra in nome della pubblica decenza.
Con tutto il rispetto "in nome della libertà della donna" tutto può essere, tutto può dirsi tranne che intolleranza.
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01/01/2000 00:00
Zeno ha scritto:
Volevo spendere due parole riguardo agli ultimi interventi. Soprattutto pensando a quello che dice Fenice sulla scelta e l'orgoglio di alcune donne di seguire quel tipo di costumi (in tutti i sensi se ci mettiamo dentro il burkini). Se una donna non studia, ha un'istruzione scarsissima, non ha accesso alle idee che hanno segnato l'evoluzione del pensiero europeo sulla donna, ma dove sta la libertà di scelta!? Se non riesce a capacitarsi, perchè non ha avuto gli strumenti, che ci può essere un altro stile di vita, come si fa a dire che sceglie!? Detto questo, come tutti vediamo, la situazione di questo scontro di cultura è gravissima. Onestamente in pochi dicono il perché l'occidente (intendendo Europa, Usa e simpatizzanti) ha un atteggiamento nefasto nella questione. Il fatto alla base è la stragrande maggioranza degli occidentali pensa di essere più progrediti, un'idea di progresso oggettivizzata dal fatto che siamo andati sulla luna, dall'aver fatto pc, smartphone etc, dalle operazioni a cuore aperto alle scoperte delle fisica e chimica, dall'aver scritto n-mila leggi sociali ed economihe ...tutto questo va a braccetto con il desiderio di avere sempre di più, impulso feroce del capitalismo e del consumismo che ne segue. E alla fine, una semplice e affidabile economia di guerra; si va in posti dove ci sono buchi di tecnologia (know how per dirla più rotondamente), vuoti di legislatura, di diritti dei lavoratori, di norme che qui limitano l'impresa (sicurezza, fiscali ...), l'appetito sempre in aumento di energia, e si sfruttano territori e popolazioni. Poi qualcuno capisce e si fa girare le scatole e si dice "Come possiamo controbattere a questi!? ...che abbiamo pochi mezzi. Facciamo leva sull'ignoranza, sulla fede in questa religione, sull'instabilità mentale di alcuni". Poi tutto degenera e si fa la guerra ed è meglio perché è come mettere un chilo di lievito, la torta si fa enorme e tutti a prendersi uno spicchio, compresa la nostra piccola e ambigua Italia, che da un mezzo appoggio di qua e un altro di là e si pija gli appaltini con i caldi ringraziamenti di confindustria e il riflesso di assistenzialismo ai disoccupati soprattutto del sud. Non c'è lavoro, fatti militare e vai a difendere la diga di Mosul! ...invece di investire nel territorio. E, spero sia chiaro, non sto dicendo che hanno ragione loro. Qui la ragione si è appisolata ovunque, se mai c'è stata! Però è una chiave di lettura che secondo me è troppo sottovalutata. Ieri l'11 settembre ...e smettiamo di chiamarli "atti terroristici", chiamiamoli "atti di guerra", eseguiti da guerriglieri e non da terroristi. E' il loro modo di fare la guerra, noi coi missili intelligenti, talvolta distratti, loro coi kamikaze. E alla fine tra un morto al mercato di Aleppo e uno sulla promenade di Nizza, non vedo sta gran differenza! Se volessimo esportare il nostro vero progresso, daremmo solo libri e diffonderemo metodi sostenibili per creare cibo sano e cure mediche ... e sarebbe un incontro più lento tra idee di vita tanto differenti. E sullo sfondo di tutto questo, siamo troppi in questo pianeta!
Inizio dal fondo: Si siamo troppi e, a parte la Cina, nessuno sta facendo nulla (che io sappia) per aiutare/consigliare a far diminuire i figli di ogni coppia in modo da rendere più facile nutrire e accudire la progenie. In luoghi dove scarseggiano le fonti alimentari e mediche, partorire un quinto o sesto figlio significa mettere a repentaglio la sua salute e quella di tutta la già numerosa famiglia. Concordo che non c'è alcuna differenza del luogo in cui uno muore ucciso e di chi uccide. Un morto è tragicamente tale in qualunque regione mondiale si trovi. Verissimo: l'ignoranza è il mezzo di cui si servono molti "potenti" per indirizzare le masse. Io credo infatti che molte popolazioni ancora troppo radicate in credi religiosi, passando il tempo e prossime generazioni, attraverso l'istruzione aumenteranno il singolo potere di ragionamento (gran cosa l'illuminismo), e potranno ragionare, soppesare e decidere secondo le proprie soggettività e non ubbidendo ciecamente a dogmi. Per dirla tutta, sono certo che tra cinquant'anni lo chador sarà indossato da pochissime se non dimenticato del tutto. P.S. Beh.....eventuali dettami di qualche stilista famoso femminile escluso, ovviamente. [:D]
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uomofantastik ha scritto:
Nel loro paese loro giocano vestite così, se imponi un abbigliamento diverso, quelle donne non possono giocare e se ne stanno a casa.
Sicuramente è come dici tu. Personalmente trovo di un'idiozia disgustosa e crudele, far patire il caldo ad un organismo sotto sforzo per un'interpretazione (aleatoria) del Corano. Negli anni sessanta le atlete mussulmane partecipavano senza burkini e addirittura come divisa ufficiale avevano la gonna....adesso che siamo nel secondo millennio, sembrano tutte mummie. Se "vedono" peccaminosità nello sport mi chiedo: che cacchio partecipano a fare? Trovo questi comportamenti uno sputo in faccia all'emancipazione femminile mondiale. Se fossi un componente del CIO mi batterei affinché le atlete gareggino senza alcun dovere/etichetta religiosa o di costume nazionale. Chi vuole si adegua e chi non vuole...non partecipa.
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01/01/2000 00:00
AleLid ha scritto:
Per quanto contrario al burkini (come già detto), tutti gli appelli alle tradizioni locali, identità culturali, "da noi si fa così" ecc. mi fanno vomitare in genere. Il progresso sta nel cambiamento, non nel fossilizzarsi nel "si è sempre fatto così"
E allora parliamone di queste TRADIZIONI LOCALI, IDENTITÀ CULTURALI... e già che ci siamo, vediamo dove sta questo PROGRESSO NEL CAMBIAMENTO. Immagine utente
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01/01/2000 00:00
Zeno ha scritto:
Biottismo a gogò!? Intendi bigottismo? Che vuol dire questo commento? Perché non argomenti? La mia forse è in forma provocatoria ma non mi sembra un'affermazione peregrina. Il nudismo non è accettato da molti perché sono offesi dalla nudità altrui, analogo discorso può essere fatto per il burkini.
Marino (maro58) è meneghino e in milanese nudo si dice biot e conseguentemente nudismo diventa biottismo. Ha quotato le tue parole concordando e non criticando. [;)]
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01/01/2000 00:00
Lo dice anche un vecchio adagio: "Paese che vai, usanze che trovi" Secondo me, tra le righe, lo stesso adagio recita: "Se non ti van bene quelle usanze...che cacchio ci vai a fare? E se proprio ci vuoi andare: ADEGUATI!" [8D]
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01/01/2000 00:00
Andrea vi ha scritto:
nel medio evo gli arabi erano molto avanti all'Europa soprattutto riguardo alle conoscenze scientifiche,credo proprio che il sorpasso sia dovuto all'illuminismo e alla rivoluzione francese
Certo che si. Sorpasso e accelerazione da una parte e frenata assoluta dall'altra. [;)]
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01/01/2000 00:00
In ogni caso (ragionando da nudista), strapparsi i capelli indignati perché si vuol limitare le spiagge in estate a ciò per cui sono deputate ovvero: PRENDERE IL SOLE, e poi lamentarsi che sono tutti "bigotti" che non aprono al nudismo... ...mi pare una cazzata pazzesca. Ma sicuramente sbaglio io: appena burkini, chador e burka saranno liberi e/o obbligatori in ogni spiaggia, SICURAMENTE si potrà anche stare nudi. Allah Akbar! [:D]
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