In spiaggia dovrebbe regnare pace e tolleranza ma

uomofantastik 02/09/2026 21:37 6.935 Visite
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01/01/2000 00:00
Il fondamentalismo islamico, come tutti noi constatiamo giorno per giorno, è uno dei più grandi mali del nostro tempo. Esso è del tutto paragonabile al nazifascismo che imperversava in Europa nel secolo scorso. Così come i nazifascisti perseguitavano gli ebrei, fino ad arrivare al loro sterminio, così i fondamentalisti islamici stanno perseguitando le donne, umiliando il loro corpo a tal punto da costringerle, in certi luoghi, a girare in burqa (basti pensare alle città dell'Afghanistan, dove girano dei veri e propri fantasmi), impedendo loro di studiare e di realizzarsi (pensiamo all'Arabia Saudita), uccidendole in maniera selvaggia con la lapidazione se accusate di adulterio (come in Iran ed in molti altri paesi), sgozzandole se frequentano un uomo non gradito alla famiglia. Pensate che con quasi tutti questi paesi il mondo occidentale intrattiene regolari relazioni commerciali! (Fatto davvero inaccettabile!) Spesso si parla di "scontro tra culture", ma questa non è cultura, è barbarie! Credo, inoltre, che non sia una bella immagine vedere in una spiaggia europea una coppia formata da un uomo che indossa un bel costume da bagno alla moda, godersi la brezza marina, accompagnato da una donna che indossa quell'orrendo "capo d'abbigliamento" chiamato burkini. Siamo sicuri che queste donne siano così felici di indossarlo? Oppure sono vittime di violenza fisica o psicologica? Ricordiamoci, tra l'altro, che in Europa legiferiamo da tempo per le pari opportunità, arrivando addirittura in Italia ad introdurre le "quote rosa".
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01/01/2000 00:00
Addirittura in Germania ancora si discute se vietare il burqa o meno e finora è stato vietato solo parzialmente. Sia il burqa che il niqab sono inaccettabili per il mondo occidentale e devono essere proibiti ovunque, perché umiliano gravemente la donna, anche se ci vengono a raccontare che essi rappresentano una libera scelta. Ci si batte da decenni per le pari opportunità tra uomo e donna e si accetta una simile vergogna?
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Appena detto sopra. Un cristiano nel tipo di vita romani era un terrorista, un destabilizzatore. Vogliamo vedere anche più lontano nel tempo?
Esattamente, quindi la loro persecuzione non ha motivazione religiosa, ma politica. Inoltre ridurre la cultura romana solo a baccanali e orgie mi sembra quantomeno riduttivo ... La questione, in realtà, era molto più profonda.
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01/01/2000 00:00
trekking ha scritto:
arystarko ha scritto:
Non tutte le religione sono così violente. Per esempio il Buddhismo mi sembra una religione più pacifica rispetto a Cristianesimo o Islam. Anche il Paganesimo degli antichi Greci e Romani era molto più tollerante. Per esempio i Romani consentivano ai popoli sottomessi di continuare a praticare tranquillamente la loro religione. Furono prima i Cristiani e poi gli Islamici a perseguitare in modo feroce e disumano i "non credenti".
mah! i romani, nei primi tre secoli, perseguitarono ferocemente i cristiani.. il cristianesimo non è stato solo crociate, santa inquisizione o potere temporale papale ed avrei difficoltà ad immaginare il nostro paese senza le grandi basiliche, cattedrali, monumenti, statue, dipinti e letteratura legati al Cristianesimo e questo indipendente dal fatto di essere credenti o meno. Lo stesso discorso vale ovviamente anche per altri credo religiosi in altre parti del mondo-
La persecuzione da parte dei Romani non avvenne tanto per motivi religiosi, ma iniziò piuttosto quando si comprese che i Cristiani rappresentavano una minaccia per i valori della società del tempo e quindi anche per la sopravvivenza dell'impero. Certamente il Cristianesimo ha avuto, in certe fasi, una influenza molto positiva sull'arte, basti pensare al Rinascimento italiano, ma non sullo sviluppo del pensiero scientifico, basti pensare al trattamento che fu "riservato" a Galileo Galilei, che fu il padre della fisica moderna.
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01/01/2000 00:00
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01/01/2000 00:00
nel medio evo gli arabi erano molto avanti all'Europa soprattutto riguardo alle conoscenze scientifiche,credo proprio che il sorpasso sia dovuto all'illuminismo e alla rivoluzione francese
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01/01/2000 00:00
Ringraziando il cielo ho trovato argomenti infinitamente più piacevoli da approfondire (per me) rispetto all'islam, ho da lavorare e poco tempo sia per dedicarmi ad essi sia per stare con le chiappe al sole come piace a me [:D]. Perché dovrei mettermi lì ad analizzare una faccenda così poco interessante ? In fondo non si sta mica parlando di rinchiuderli in un campo di lavori forzati !
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01/01/2000 00:00
AleLid ha scritto:
Per quanto contrario al burkini (come già detto), tutti gli appelli alle tradizioni locali, identità culturali, "da noi si fa così" ecc. mi fanno vomitare in genere ...... Il progresso sta nel cambiamento, non nel fossilizzarsi nel "si è sempre fatto così"
Ma tu sei il dio della globalizzazione. Grande ! E dì un po' ti batti anche per la diffusione del McDonald's al posto delle vecchie e vetuste trattorie di paese ? Però che figata un mondo senza tradizioni locali, pensa un po' dovunque vai trovi sempre tutto.... UGUALE !! :-((
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01/01/2000 00:00
arystarko ha scritto:
Più che altro cercherei di fare una campagna culturale nella quale si spieghi che è una cosa molto stupida fare il bagno a mare completamente vestiti.
Ah ah ah ah ah ah Ma secondo te un popolo che punisce con la morte le donne che osano obiettare sulla loro condizione di schiavitù e umiliazione..... che cosa se ne fa della nostra "campagna culturale" ?
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01/01/2000 00:00
uomofantastik ha scritto:
Una donna italiana, per motivi suoi personali (per es: non vuole abbronzarsi) potrebbe indossare sulla spaiggia questi indumenti - pantalone lungo eventualmente di cotone leggero - una maglietta leggera a maniche lunghe - un foulard o una bandana sulla testa e tutti insieme questi indimenti equivalgono esattamente al burkini delle islamiche. Vietare e multare, nel caso del burkini, è una idiozia. Non si tratta di adeguarsi alle regole del paese ospitane ma mai è accaduto che ci fossero dei divieti sul tipo di vestiario che una persona vuole indossare in spiaggia!
Infatti se per ora nessuno ha deciso di vietare pantaloni magliette e bandane in spiaggia é proprio perché ad oggi non esiste un'associazione tra quel tipo di vestiario e il terrorismo. Si tratta "esattamente" di adeguarsi alle regole del paese ospitante: visti gli ultimi eventi ci sono nuove regole su quelle spiagge francesi, e chi le frequenta deve rispettarle. Mi sembra banale.
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01/01/2000 00:00
Sono sincero, io mi sono rotto del buonismo della gente. Il problema é che nessuno di noi, nessuno di quelli che si ergono a difesa delle varie culture diversa dalla nostra, ha la più pallida idea di cosa stia parlando. Crediamo di conoscere e non conosciamo un bel niente, perché non siamo nati e cresciuti in quegli ambienti. La "diversità" fa parte della natura, e quando è vera diversità quasi sempre significa "incompatibilità". Non c'è compatibilità tra la nostra cultura e quella cultura, e non ci sarà mai, punto ! Non c'é nemmeno bisogno di disquisire su quale sia la meglio, io ci tengo a salvaguardare il modo di vivere e i valori che mi son stati trasmessi e che mi appartengono, e non provo interesse a metterli in gioco in nome di questa moda della tolleranza a tutti i costi. Per me é venuta l'ora di parlare chiaro. E a quel paese il politically correct.
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01/01/2000 00:00
Biottismo a gogò!? Intendi bigottismo? Che vuol dire questo commento? Perché non argomenti? La mia forse è in forma provocatoria ma non mi sembra un'affermazione peregrina. Il nudismo non è accettato da molti perché sono offesi dalla nudità altrui, analogo discorso può essere fatto per il burkini.
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01/01/2000 00:00
[:D] [:)] [:D] [:)] [:D]
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01/01/2000 00:00
E quali sarebbero le religioni funzionali al progresso? Cosa intendi per progresso?
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01/01/2000 00:00
Volevo spendere due parole riguardo agli ultimi interventi. Soprattutto pensando a quello che dice Fenice sulla scelta e l'orgoglio di alcune donne di seguire quel tipo di costumi (in tutti i sensi se ci mettiamo dentro il burkini). Se una donna non studia, ha un'istruzione scarsissima, non ha accesso alle idee che hanno segnato l'evoluzione del pensiero europeo sulla donna, ma dove sta la libertà di scelta!? Se non riesce a capacitarsi, perchè non ha avuto gli strumenti, che ci può essere un altro stile di vita, come si fa a dire che sceglie!? Detto questo, come tutti vediamo, la situazione di questo scontro di cultura è gravissima. Onestamente in pochi dicono il perché l'occidente (intendendo Europa, Usa e simpatizzanti) ha un atteggiamento nefasto nella questione. Il fatto alla base è la stragrande maggioranza degli occidentali pensa di essere più progrediti, un'idea di progresso oggettivizzata dal fatto che siamo andati sulla luna, dall'aver fatto pc, smartphone etc, dalle operazioni a cuore aperto alle scoperte delle fisica e chimica, dall'aver scritto n-mila leggi sociali ed economihe ...tutto questo va a braccetto con il desiderio di avere sempre di più, impulso feroce del capitalismo e del consumismo che ne segue. E alla fine, una semplice e affidabile economia di guerra; si va in posti dove ci sono buchi di tecnologia (know how per dirla più rotondamente), vuoti di legislatura, di diritti dei lavoratori, di norme che qui limitano l'impresa (sicurezza, fiscali ...), l'appetito sempre in aumento di energia, e si sfruttano territori e popolazioni. Poi qualcuno capisce e si fa girare le scatole e si dice "Come possiamo controbattere a questi!? ...che abbiamo pochi mezzi. Facciamo leva sull'ignoranza, sulla fede in questa religione, sull'instabilità mentale di alcuni". Poi tutto degenera e si fa la guerra ed è meglio perché è come mettere un chilo di lievito, la torta si fa enorme e tutti a prendersi uno spicchio, compresa la nostra piccola e ambigua Italia, che da un mezzo appoggio di qua e un altro di là e si pija gli appaltini con i caldi ringraziamenti di confindustria e il riflesso di assistenzialismo ai disoccupati soprattutto del sud. Non c'è lavoro, fatti militare e vai a difendere la diga di Mosul! ...invece di investire nel territorio. E, spero sia chiaro, non sto dicendo che hanno ragione loro. Qui la ragione si è appisolata ovunque, se mai c'è stata! Però è una chiave di lettura che secondo me è troppo sottovalutata. Ieri l'11 settembre ...e smettiamo di chiamarli "atti terroristici", chiamiamoli "atti di guerra", eseguiti da guerriglieri e non da terroristi. E' il loro modo di fare la guerra, noi coi missili intelligenti, talvolta distratti, loro coi kamikaze. E alla fine tra un morto al mercato di Aleppo e uno sulla promenade di Nizza, non vedo sta gran differenza! Se volessimo esportare il nostro vero progresso, daremmo solo libri e diffonderemo metodi sostenibili per creare cibo sano e cure mediche ... e sarebbe un incontro più lento tra idee di vita tanto differenti. E sullo sfondo di tutto questo, siamo troppi in questo pianeta!
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