Ho scritto tanto, ma sembra abbia scritto nulla. Al solito.
Vedete, la questione non è nel fatto su quanto spazio si possa star nudi, non è quello il problema.
Il problema è la cultura, antiquata, retrograda, sessista, che identifica il nudo SOLO come perversione.
È in base a questo livello culturale il motivo per cui se ti vedono nudo a prendere il sole, non a menarti il birillo, chiamano i carabinieri.
Per cui non puoi stare nudo in casa tua, per cui emettono leggi che hanno bisogno di metà spazio in articoli che spiegano cosa è nudismo o naturismo.
Per cui la gente non va nelle nostre spiagge e fiumi, ma è praticamente costretta ad andare all'estero per esercitare questa libertà.
È la cultura per cui si sta nudi solo per sesso, null'altro.
Questo è l'errore più grande, la mentalità più abietta.
Conte, non dovrebbe esserci un divieto fisico apposito, se lo stare nudi non fosse visto male.
Siman, non mi arrabbio con chi non ha il balcone o il giardino o casa mia ed è costretto a stare nudi altrove.
Mi arrabbio con chi vuol sempre fare i conti con i contrari.
I contrari vanno ascoltati quando si il viola un diritto, non una fesseria mentale.
Di questo passo, quando obbligheranno a tutti il burka, dovremo solo dire di sì.
Faccio una riflessione su un'aspetto lodevole della legge riportata da Paolo. Unioni civili.
Sappiamo quanto l'Italia sia omofoba, considera buoni i gay solo se presenti nelle barzellette per sbeffeggiarli, o al cinema per dargli sempre l'aria da checca isterica tutti fronzoli e nastrini.
La legge parla di riconoscimento dell'unione tra due persone dello stesso sesso. Senza spiegazioni, senza paletti, senza ricorsi a sotterfugi economici, senza confini.
E al di là dei benpensanti.
Siete gay, avete diritto di unirvi in coppia. Punto e basta.
Non parla dei motivi per cui due gay hanno diritto a vivere, a manifestarsi.
Non parla di ghetti dove possono stare
Non parla di quelli che rompono i marroni nelle spiagge o altrove
Non parla di pedofili (che non c'entrano un piffero coi gay) né di pederastri.
Parlano solo di persone che hanno una sessualità diversa dal consueto, e che hanno gli stessi diritti degli altri, e a chi non piace … s'attacca. Punto
Perche col nudismo devo spiegare perché mi piace stare nudo, quando l'anomalia è vestirsi.
Perché devo spiegare che è solo per i sani, quando l'anomalia è usare il nudo per sesso
Perché devo confinarli dentro un recinto, e solo se tesserati, e solo se in coppia, perché diversamente non è possibile, son solo single infoiati e stare nudi fuori è solo da exibit.
Cazzarola, ogni volta che devo spiegare la differenza, che devo autorecintarmi, ammetto di fatto che siamo tutti pervertiti, quindi per non correre rischi chiedo una casa chiusa, un recinto, un casino tesserato, un bordello.
Beh io ai bordelli ho rinunciato da ben sei anni, per questo vado a Zello, dove l'ingresso è per i nudisti, sic et simpliciter.
E per i bordelli veri vado nei privee, nelle saune e quant'altro.
Per questo, tranne per un giorno per incontrare degli amici, son sei anni che non vedo più il mare. Dove ho fatto le uniche vacanze? A Cap, dove sesso e nudismo hanno confini precisi, e a parte il cibo son stato da dio. Ho avuto quello che cercavo ben diviso in appositi spazi, senza confini, senza menate, senza false ipocrisie.
Quel modello mi sta bene, non il nostro, dove se falcio il giardino sotto 40*, devo star attento a quanto mi calano i calzoni o se sto senza maglia, perché la vicina beghina potrebbe avere un coccolone. Ma son cazzi suoi se gli fa male vedere un vecchio nudo. Che avesse trombato quando era ora, invece di farsi venire oggi le paranoie. Non sono miei problemi, sono tutti suoi. Se non è in pace con la sua coscienza, se un pezzo di ciccia gli porta turbamento, è lei che deve andare a farsi correggere il cervello. Non io che falcio il prato con pochi o senza vestiti.
Quello di cui stiamo discutendo, non è la visione dei tessili, non il loro rispetto, ma quanto essi sono così malati di sesso da vederlo in ogni pezzetto di ciccia nuda che vedono. E non vogliamo farlo star male. Ma stiamo scherzando?
È questa cosa non la rispetterò mai.
Non discutiamo di spazi, non di leggi, non di divieti o di multe, discutiamo della cultura del nudo, del sesso, della perversione. Forse, dico forse, alla fine parleremmo la stessa lingua.