In una società ideale non dovrebbe esistere la necessità di tesserarsi presso un'associazione per stare nudi all'aria aperta. Per esempio, non mi risulta che esista un'associazione di donne che amano indossare il bikini, in quanto ogni donna, in Italia, se vuole, può prendere il sole in bikini in ogni spiaggia o parco senza essere infastidita da alcuno.
A meno che lo stare nudi non rappresenti un qualcosa di più che prendere la tintarella integrale, come per esempio lo stare insieme perché si condividono una serie di valori, quali ad esempio il rispetto per gli altri, per l'ambiente, l'accettazione del corpo umano etc.
Poi ovviamente in Italia c'è l'aspetto legale, dovuto al fatto che fare il bagno nudi può ancora, come ben sappiamo, essere sanzionato pesantemente, perché la legislazione non ha ancora chiarito che lo stare nudi, in mezzo alla natura, senza provocazione sessuale, non può essere considerato atto contrario contrario alla pubblica decenza, nonostante ci siano state alcune sentenze della Corte di Cassazione. Quindi associarsi può essere importante per lottare per la conquista di un diritto negato.
C'è anche da dire che l'Italia è senza dubbio il paese più arretrato nell'UE riguardo all'affermazione dei diritti dei nudisti, anche se poi, nei fatti, il nudismo si pratica in tantissimi posti, autorizzati o no, senza che in realtà vi sia una effettiva persecuzione (più o meno si registra non più di una sanzione significativa all'anno) e questo anche perché i costumi si evolvono, e la percentuale di persone infastidite dal nudo è sempre più bassa. Però, questo fatto, è l'evidenza che la FENAIT ha fallito la sua missione primaria, quella di diffondere i valori del naturismo e farli accettare, anche legalmente.