Ed ecco il mio piercing di Naturista Impuro [:D]

The Story:
INFERNO GIALLO
Entro nel negozio e la tatuatrice mi accoglie con un sorriso ed un monito: “Il bancomat, è guasto”, “C’ho gli euro”, le dico, “Ok, sdraiati sul lettino, la testa di qua e le gambe di qua”.
Faccio per togliermi le mutande e lei “No, non serve”, e mi spruzza qualcosa sul ventre; le chiedo se mi depilerà, ma anche questo “Non serve”.
Orgogliosa della sua igiene, mi mostra tra le sue mani in puro latice – ancora incartato – l’ago sterilizzato che mi conficcherà nella carne, e qui viene il bello.
Afferra l’ombelico con ‘sta pinza dalle estremità bucate (per farci passare l’ago), alzo il mio capino per vedere, ma mi dice: “Non sentirai niente, però guardare no, è un po’ trash”.
Sento una rapida penetrazione, ma non dolore; meno ancora dell’orecchino alla recchia.
Sempre più orgogliosa, mi fa notare che non è uscito sangue; la pago, e mi invita a tornare tra tre settimane per un controllo.
Tutto il resto è storia nota: saugella ph 3,5, due volte al giorno, pantaloni a vita bassa ma soprattutto niente vacanze ai Caraibi.
Tutto lieto del mio nuovo innesto, entro baldanzoso in un bar a mangiarmi un ovetto Kinder ma mi casca la sorpresina; la raccolgo piegandomi e lì provo il battesimo del dolore.
Ma mi piace; butto di nuovo a terra la sorpresina per soffrire di nuovo e… incredibile… mi piace!
Ho scoperto un lato sconosciuto di me: il masochismo edonista, alias, se bello vuoi apparire, un po’ devi soffrire.
Ora in ogni mio movimento quotidiano devo convivere con il mio innesto; non vedo l’ora che si irriti e che si formino quei begli aloni rosso-trash intorno al metallo estraneo.
Non seguite il mio esempio, non aspettate così tanto tempo, fatelo subito; vedrete il mondo sotto una prospettiva diversa: a soli 35 euro.
Gennaio 2001 (spam mail a tutti i miei amici)