Venus: ho trovato solo delle deduzioni generiche in cui le plastiche (fibre sintetiche in genere, quasi tutte, chi più, chi meno) quando si disgregano possono in qualche modo inglobarsi nei pori della pelle e stanno studiando se le varie patologie legate in qualche modo ad esse, siano da attribuire ad una aspirazione delle medesime in fase areosol combinate con altri catalizzatori, o riescono ad essere assorbite tout court con semplice contatto, ma nulla di definitivo sembra stato trovato, per questo non ne ho parlato. In fondo si tratterebbe non di un semplice contatto, ma di contatti ripetuti che alla fine superano i valori soglia tollerabili. Un po come il fumo. Non basta una boccata di fumo passivo, ma anni e anni di fumo continuato perchè si possa sviluppare qualcosa. Il corpo di base ha delle autodifese. Il problema sorge però in particolare per le plastiche, perchè se il fumo (per esempio) viene metabolizzato, espulso con le urine, e il catrame con le ciglia espulsori di bronchi trachea etc, e solo un contatto continuato può dare tumori a polmoni e vescica (si parla di anni di contatti), per le plastiche appunto si parla di concentrazione nei tessuti adiposi (il grasso) profondi (quello che non se ne va con una semplice dieta), per cui la paura che hanno è di una progressiva concentrazione. Se ciò è già dimostrato per quelle che respiriamo (fumi di plastiche, tipo la famosa diossina), non lo è del tutto per quelle a contatto. Di certo c'è qualche consiglio latente di non usare i tessuti alo sfinimento, ma di sostituirli ai primi accenni di degenerazione.
Ma siccome ho detto che non ho trovato nulla di definitivo, a meno che qualcuno non ne trovi, lasciamo la questione tessile del fare la sauna al gestore di turno e ai suoi clienti. Per noi ciò che conta è farla in modo più salutare possibile, e il farla senza plastica lo è sicuramente di più a prescindere.
Per Ottero. Nessun problema per cose tipo UVA/B, non c'entra nulla. Cosi come pelle grassa o secca. Semmai, visto che una buona sauna fa perdere 0.5 0.7 l d'acqua corporea, e soprattutto a livello epidermico, chi ha la pelle secca può sempre mettersi un filo di crema idratante dopo la stessa. Un po come dopo una giornata di sole al mare. Per chi lo volesse sapere preciso che basta usarne pochissima, in quanto lo scopo della crema è tappare i pori della pelle, e al massimo trasmettere sostanze emollienti o oli essenziali, a secondo della composiaione della crema. Il poro tappato non continua a sudare, e l'acqua prodotta viene riassorbita dal derma tipo spugna, rigonfiandosi e tornando morbida ed elastica. Anche se sembra roba da alchimista tale applicazione non è da considerare roba da buttar via o troppo artificiale. Il caso contrario è pelle secca disidratata, allargamento dei pori, assorbimento di polveri e relativi eventuali microrganismi, esfoliazione forzata della stessa senza che sotto ci sia il nuovo strato protettivo pronto ad entrare in azione. Insomma quello che succede dopo una giornata di sole eccessivo senza protezione. La pelle si secca, si falda, viene via a pezzi, e se non c'è sotto la nuova, arrossamento o irritazione più o meno intensa e/o eccessiva e etc etc-.... E' anche vero che la pelle è uno di quei tessuti a ricambio molto rapido, ma comunque troppo lento per fare la sua azione, in questo caso.
per i tempi esistono moltissime versioni in merito, ogni centro ha i suoi consigli, ma di questo faccio parlare chi la fa di continuo e ha più esperienza in merito