problemi ad iniziare. Ma si certo, come non averne!!! Seppur avessi praticato per anni da solo nelle spiaggette lungo i fiumi, facendo rarissimi incontri, col terrore di grida allo scandalo, la prima volta che arrivai in una spiaggia nudista fu a Cesano, tanti anni fa. Avevo letto di quella spiaggia, arrivai e trovai pochissima gente, ma quasi tutta nuda. Mi avvicinai e chiesi, da stolto "ma qui si può stare nudi", la ovvia risposta fu, "ma certo, non vedi?". E quella volta, timidamente, fu facile. La volta dopo, a Dante, i terrori più assurdi e fuori luogo. Quali? I classici, la paura del giudizio e delle reazioni. Mamma, staranno tutti a guardare me, mi prenderanno le misure, si metteranno a ridere, magari vedo qualcosa e dovrò nascondermi perchè mi si rizzerà il pisello. Sono arrivato in spiaggia, 10 minuti col costume a guardarmi in giro, poi capii, complice la gran massa di gente, che di me non gliene fregava un bel nulla, che intorno a me, che fosse normalità o meno, gente che aveva da misurarmi non ce n'era molta [:D][:D], per cui via il costume e.....finiti i problemi.
Per le reazioni involontarie c'è voluto un qualche giorno in più. Dopo di allora infatti, grazie a internet, riuscii a scoprire i siti delle associazioni, e leggendo in qua e in la, capii che al corpo bisognava dare l'importanza che aveva in qual luogo: una mano aveva la stessa valenza di un pisello o pisella. Mi ci misi d'impegno e riuscii ad arrivare a capire la differenza, e ad avere di conseguenza le....non reazioni. Capii che riuscivo a distinguere il nudo dal contesto in cui si era: in spiaggia è un corpo, a letto è un altro. Perfetto. La stessa cosa ovviamente per il contrario. Cioè il mio corpo veniva vissuto come una mostra o come un corpo che prende il sole? Anche qui, contemporaneamente, capii che quello non era esibizionismo, li vedevo gli esibizionisti in giro, mentre stavano a pisello dritto a menarsi, le donne a slumar i presenti, ma erano pochi e ben distanti da quello che stavo facendo io. Per cui anche questa fini molto presto, un paio di volte in spiaggia, il tempo di rendermi conto del succedersi degli eventi.
Il passo successivo è stato comunque il desiderio di essere ben messo, di essere a posto, con me stesso e con gli altri. Voglia inconscia di esibizione, di piacere? Insomma pancette, rughe, pelazzi svolazzanti a ciuffi. Guardavo chi era intorno a me. E ovviamente non parlo di anziani o di andicappati, parlo della persona tout court. Vidi e conobbi le prime depilazioni, più o meno integrali, al bagno del campeggio vedevo gente che usava creme, che insomma usava mezzi "estetici e di igiene" diversi dai miei. Mi resi conto che non è vero che "l'omo ha da puzzà", che presentare il corpo malmesso era una mancanza di rispetto verso me stesso e verso gli altri che mi guardavano. Chiaro che se ho la gobba me la tengo, ma se ho le rughe profonde come il gran canyon, su quello posso farci qualcosa, se son grasso posso mettermi a dieta. Perchè dovevo essere più vecchio e più malmesso di quel che ero o avrei potuto essere? Fortunatamente non soffro la fame (sia in senso vero che economico), e mi son dato da fare. Non son diventato Brad Pitt, sempre la mia età ho, e i miei difetti son li ben presenti (echissenefrega) ma chi mi conosceva allora, ora non mi riconosce.
Vanità, esibizione, voglia di apparire? NO. Rifiuto di abbandonarmi, di tralasciarmi, di lasciarmi andare, voglia di non crear ribrezzo, di non allontanare la gente perchè ho particolari curabili, modificabili semplicemente, con poca spesa, con poco impegno, ma che ti fa essere una persona più gradevole alla vista. E in questo vedo rispetto per me stesso, perchè non abbandono il mio corpo all'inesorabile cammino del tempo, e rispetto per gli altri, perchè non li obbligo a veder cose che non hanno motivo di essere..