Al liceo, ultimo anno, facevamo un corso di teatro che prevedeva poi una performance finale sulla base di un nostro testo. Io facevo la parte di un pubblico ministero e dovevo interpretarla con lo sguardo fiero e sicuro di quello cui non può capitare nulla di male. Ovvio che non ci riuscivo, allora il nostro regista e maestro, (tutt'ora conosciuto e in attività) mi disse: "ascolta mettiti in mezzo al palco e spogliati" Gasp, panico, ho pensato qui si mette male, e chi ce la fa. In platea c'erano gli studenti delle altre classi che aspettavano il loro turno per provare le scene. Poi ad un certo punto mi son detto che non poteva succedermi niente di male, al limite avrebbero riso per la mia goffaggine. La platea mormorava, specie le ragazze, dicendo "Nudo-Nudo" e io ho cominciato a spogliarmi, senza timidezza, nè paura o vergogna (beh, magari sai, sotto i riflettori uno rischia di non fare una gran bella figura....se sei un tantino agitato). Sono stato fermato dal regista al "livello" degli slip (con estrema delusiome delle ragazze della scuola,eheheh) e mi ha detto: "ok, vedi così andava bene, avevi la faccia serena di uno sicuro che sta facendo una cosa che non può arrecargli danni, avevi la faccia della persona sicura". Da quel giorno ho superato anche parte della mia timidezza, perlomeno di allora e questo mi ha portato a non avere poi grossi problemi nello spogliarmi (ad es. in spiaggia o a uscire dal mare senza costume davanti agli amici quando per scherzo mi vevano nascosto lo slip tolto dopo essere entrato in acqua). Penso che passare alla nudità in certi contesti (specie in natura) ti faccia entrare in una forma mentis che ti aiuta per tante cose, ti dà più sicurezza ti insegna ad aprirti maggiormente verso l'esterno e a capire poi tutto sommato che non si è al centro del mondo (dice bene fenice...)
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