Al contrario della domenica scorsa, quando fummo perseguitati da un meteo fantozziano, oggi abbiamo trovato la giornata ideale per la nostra agognata puntata di trekking naturista. Solito appuntamento: Promiod (AO, Valtournenche) alle 9.30. Poi partenza alla volta dell’anticima del M. Zerbion (2400 m.). Giornata gradevole sotto tutti i punti di vista: temperatura gradevolmente calda, brezza piacevole ma non vento fastidioso, solo un po’ di foschia che impediva la vista di vallate lontane, e qualche nuvola che copriva il M. Rosa, ma il resto tutto perfetto.
Eravamo in 5: Io (stavolta senza moglie), Boy71, RibesNero, 19Alberto60 e consorte.
Abbiamo seguito il percorso suggerito da Alberto, esperto della zona, che ci ha indicato sentieri poco noti, non marcati sulle cartine, così abbiamo potuto percorrerli in libertà senza troppi rischi. A parte l’attraversamento di un alpeggio, in cui però non abbiamo visto nessuno, abbiamo potuto restare nudi fino in cima. Abbiamo fatto la prima pausa pranzo a quota 2000. Dall’anticima un magnifico panorama a 360°: il gran Paradiso, il M. Bianco, Le Grandes Jorasses, il Grand Combin, il Dent d'Hérens, la vetta del Cervino, il M. Rosa, il M. Zerbion (2720 m.), più tutte le creste e le valli della Val d’Aosta… veramente magnifico! Io avrei desiderato arrivare fino in cima al M. Zerbion, ma un po’ la stanchezza di alcuni, un po’ il desiderio di non far tardi di altri, un po’ Alberto che mi diceva di una certa pericolosità di rocce sdrucciolevoli verso la cima, ho desistito.
All'arrivo all’anticima, abbiamo visto un gruppetto di 3 persone, che però stando a distanza non ci pareva che la nostra nudità desse fastidio. Dopo la doverosa sosta e la seconda pausa pranzo, circa un’oretta, riprendiamo la via del ritorno. Anche quei tre hanno cominciato la discesa, e ci seguivano a distanza. La cosa né dava fastidio a noi, né ci sembrava che desse fastidio a loro, fino a che, ci siamo sentiti gridare da lontano frasi del genere: “Che vi vestite! Se volete fare i radicali, andate a Torino!” e altre frasi che per la distanza non ho capito. Quindi ci siamo vestiti, e abbiamo ripreso il passo, rallentando, pensando che loro ci superassero, dando loro il modo di spiegare i motivi del loro atteggiamento, ma anche loro si sono fermati, mantenendo la distanza. Decidiamo allora di proseguire, uscendo dal sentiero, e tagliando per i gineprai, abbiamo aspettato che essi sparissero lungo il sentiero. Visto che erano spariti dalla vista, ci siamo rimessi in libertà, ma dopo qualche centinaio di metri, abbiamo constatato che ce li avevamo ancora dietro: la nostra presenza dava loro fastidio, ma ci hanno seguito anche fuori dal sentiero. A questo punto ci siamo rivestiti e fermati: aspettavamo che passassero, per vedere quali motivazioni esponessero a motivo del loro atteggiamento. Dopo un po’ che eravamo fermi noi e fermi loro, finalmente si muovono, si avvicinano, e il più anziano di loro dice agli altri: “Passi lunghi e ben distesi”… e come frecce ci sono passati oltre di corsa, manco fossimo radioattivi!
Da tutto questo ho capito una cosa: chi è contrario alla nostra attività non ha il coraggio di affrontare un dialogo e di esporre le loro motivazioni. Infatti io, nelle numerose volte che ho fatto trekking naturista, ho fatto circa una decina di incontri, e con qualcuno di loro ho anche avuto tempo e modo di parlare, di chiedere se la cosa desse loro fastidio, e non ho mai avuto parole di disapprovazione. Questa è stata la prima, e purtroppo non credo che possa fare testo: senza uno straccio di motivazione, con riferimenti che non capivamo (perché radicali? Perché a Torino?… Boh?).
Comunque, a parte questo episodio, direi che la giornata è andata alla grande, grazie all’ottima organizzazione by Alberto e Signora.