Articolo de iNudisti ai quotidiani e periodici

Fede 05/08/2012 17:19 10.925 Visite
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08/08/2012 13:43
gomper ha scritto:
Federico ha scritto:
L'essere nudo non da la licenza a nessuno di offendere il senso della riservatezza, il rispetto della comune morale, anche quella Cristiana. Sappiamo bene che ognuno di noi è libero nelle sue scelte sessuali, ma da noi non è assolutamente gradito chi va in cerca situazioni "particolari" al fine di soddisfare le proprie esigenze erotiche. Per noi gli esseri umani nudi o vestiti sono la stessa cosa. Abbiamo trasceso il senso del giudizio nei confronti dell'aspetto fisico e ci limitiamo a vivere la nudità come semplice libertà di essere, di percepire l'aria, il sole, l'acqua.
Scusa se non te la straccio come hai chiesto! [:D][:D] E' che la sostanza a mio avviso va molto bene, e non pare neanche ripetitiva (peccato commesso anche da giornalisti di mestiere): c'è quello che ci vuole. A mio avviso c'è solo da limare un po' di forma. Poco, comunque. A parte gli errori di distrazione come "da" da accentare come terza persona di "dare" (ma non avermene, non te lo sto dicendo per esibizionismo; quegli errori si fanno anche con tre lauree![:)]) e non "maiuscolizzare" dove grammatica non richiede (basta "cristiana", non "Cristiana"), quell'"al fine di soddisfare le proprie esigenze erotiche" non è neanche indispensabie: il messaggio sulle "situazioni particolari" resta bell'e che chiaro anche senza. Quanto alla faccenda del "Vedo non vedo" contrapposto al nudo totale, di cui al punto E delle riflessioni successive di A_Fenice, ho scovato un vecchio articolo che parla proprio di questo. Appena posso ne apro un topic, perché potrebbe da spunto ad altre riflessioni per il testo.
Ti ringrazio Gomper, ho tante cose da imparare! Se vuoi puoi ricopiare la bozza e modificarla come desideri e poi la posti qui sotto. Vorrei che anche gli altri potessero esprimersi allo stesso modo. Confesso che il mio italiano non è proprio perfetto. Ho fatto studi tecnici e in italiano mi rimandavano sempre a settembre!
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08/08/2012 16:08
Bozza Scriviamo a nome del più grande sito di nudismo e naturismo in Italia. Ora, per capire meglio il discorso che segue, è opportuno dare delle definizioni che non siano troppo scontate su che cosa si intende per naturismo e per nudismo. Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente » (Definizione dell'International Naturist Federation, presentata al 14º Congresso Naturista Mondiale (1974)) Il nudismo è la semplice pratica della nudità, individuale o sociale, che si svolge nei diversi contesti ambientali. Attualmente ci sono circa 34.000 iscritti nel nostro sito, 5000 iscritti nel forum e nella chat e i nudisti che praticano in maniera continuativa si stimano in circa 2.000.000, mentre recenti statistiche affermano che l'80% della popolazione afferma di non essere affatto turbata dalla pratica del nudismo. Avrete capito che ciò che ci accomuna è il desiderio di stare nudi, da soli o in compagnia, in coppia come da single, in famiglia e con figli a seguito, in casa come all'aperto, al mare, in montagna, in relax o nelle diverse attività sportive che molti di noi compiono in nudità. Si tratta quindi di vivere normalmente, come quando si è vestiti, facendo cose normalissime e non contrarie al comune senso morale. Se prendiamo in considerazione la legislazione nei paesi dell'unione Europea, possiamo osservare come in Spagna vi siano almeno 200 spiagge dedicate al nudismo, mentre tutte le altre sono cosiddette "clothing optional", cioè dove è possibile scegliere di tenere il costume oppure di stare nudi. Altresì sia in Spagna che in Germania ci sono dei luoghi, in particolare giardini pubblici, all'interno delle città dove è possibile stare in completa e rilassata nudità. Nel nostro forum abbiamo parlato spesso delle possibilità che il nostro paese potrebbe offrire a tutti quei turisti che amano contemporaneamente il nudismo e i nostri paesaggi. Vista infatti la grave carenza di spiagge autorizzate, molti nudisti evitano di venire nel nostro paese per le vacanze balneari, dirottando le loro preferenze in quei paesi come la Francia, la Spagna, la Croazia o la Grecia, dove il nudismo non solo è tollerato ma è regolamentato per legge. Abbiamo pensato che in questi tempi di grave crisi economica, anche molti nudisti italiani che scelgono di spendere i propri soldi per una vacanza, optano per questi paesi, e se consideriamo che si possono arrivare a spendere fino a 1000 eruo a persona per ogni settimana nei resort o nei villaggi attrezzati, la fuga di capitali che ne deriva è ingente. Quindi per noi nudisti, avere una legge che garantisce la pratica del nudismo, è un vero e proprio dovere di civiltà da parte delle istituzioni italiane, da un lato perché tutti i cittadini possano scegliere nei modi e nei luoghi stabiliti, dove potersi togliere il costume, senza cadere nelle solite e infelici cronache di bagnanti denunciati per tintarella integrale, mentre dall'altro un paese che fa questo passo vedrebbe arrivare orde di vacanzieri dal centro e dal nord europa, che potrebbero finalmente prendere il sole come lo si fa in tutti i paesi più civilizzati del vecchio continente. Noi utenti del sito e del forum iNudisti siamo delle persone normali che non confondono il nudo con il sesso. Questo infatti, è uno dei preconcetti che emergono normalmente quando si parla di nudismo. Noi siamo ASSOLUTAMENTE contrari alle forme di esibizionismo, scambismo, manifestazioni palesi e non, di atteggiamenti sessuali in pubblico. L'essere nudo non dà la licenza a nessuno di offendere il senso della riservatezza, il rispetto della comune morale, anche quella cristiana. Sappiamo bene che ognuno di noi è libero nelle sue scelte sessuali, ma da noi non è assolutamente gradito chi va in cerca situazioni "particolari". Questa equivocità è, a nostro avviso, dannosa sia per noi che vogliamo vivere al nudità in modo spensierato e rilassato, sia per i cosiddetti "tessili" che hanno, giustamente, il diritto di non vedere nudi indesiderati. Molti utenti del sito sostengono che certi tipi di abbigliamento e, di conseguenza anche certi tipi di costume, siano in maggioranza sessualmente espliciti rispetto al corpo semplicemente nudo. In particolare i modelli femminili degli ultimi anni, che oltre al top-less, vedono sempre meno stoffa nella parte anteriore e posteriore del corpo, fino ad arrivare a ridicoli triangolini e scomodissimi fili da qualcuno ribattezzati come "interdentali". Per molti nudisti questa situazione di "ti vedo e non ti vedo", è considerata più abigua e provocatoria della nudità stessa. I nostri detrattori ci accusano spesso di istigare alla sessualità, ma noi controbattiamo che non è il corpo nudo che reca in se la morbosità sessuale, ma è il pregiudizio di chi osserva. Questo è verosimile e ne abbiamo la conferma quando osserviamo che il mondo della comunicazione associa all'erotismo minigonne, reggicalze, camicette sbottonate ecc. Per noi nudo-naturisti gli esseri umani nudi o vestiti sono la stessa cosa. Abbiamo trasceso il senso del giudizio nei confronti dell'aspetto fisico e ci limitiamo a vivere la nudità come semplice libertà di essere, di percepire l'aria, il sole, l'acqua. E' una libertà che noi vorremmo non ci venisse negata. In fase di elaborazione... Siamo persone con un fisico normale. Non abbiamo nulla da esporre al ribrezzo o al giovamento degli occhi altrui. Il pregiudizio risiede sempre negli occhi di chi osserva e non di chi viene osservato (Questa forse la ometto!). Aggiungete, stravolgete, criticate... ma partecipate!
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08/08/2012 17:33
Parere personale: Non mi piace la prima parte, quella cioà che parla di "praticare il naturismo", che ne riporta la definizione ufficiale e che sottolinea la "pratica della nudità in comune". Letta da un "tessile", suona come una setta che debba praticare una certa cosa (nel nostro caso la nudità in comune) e già questo rischia di risultare anormale. Io, i miei famigliari ed i miei amici siamo semplicemente degli amanti del mare, del sole, dell'aria aperta, della natura e della libertà. Il fatto di dover godere di tali bellezze con l'imposizione di un paio di mutande sintetiche ci è incomprensibile. Ma non abbiamo assolutamente bisogno di "praticare", e tanto meno "in comune". Con gli altri ci stiamo per il piacere della compagnia, non per definizione. Ho fatto un po' l'avvocato del diavolo, ma son convinto che sia da evitare il più possibile d'apparire come adepti ad una pratica strana (ed inconcepibile per la maggioranza delle persone). Molto più facile capire il piacere di prendere il sole senza costume per il piacere di farlo e non perchè stabilito da qualcuno in un congresso del 1974. Ma forse è solo una MIA sensazione
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08/08/2012 18:28
Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente » (Definizione dell'International Naturist Federation, presentata al 14º Congresso Naturista Mondiale (1974)) Il nudismo è la semplice pratica della nudità, individuale o sociale, che si svolge nei diversi contesti ambientali.************* I nudisti sono persone che amano stare semplicemente nude, liberi da vestiti vari, in molti contesti comuni: vacanze, in casa, al lavoro etc., ognuno secondo scelte e peculiarità particolari. Non si pongono falsi moralismi vedendo o stando nudi, perchè non legano le varie morbosità moderne (leggi porno e sesso), alla condizione di essere nudi. Per loro, persone vestite o nude hanno la stessa dignità e regole morali. Il vero nudista, pur non essendo asessuato, non segue, anzi contesta l'associazione nudo=sesso, relegando il medesimo a contesti casalinghi o ben definiti. I naturisti sono una branca del nudismo, che persegue e associa valori sociali nobili (tutela ambientale, vegetarianesimo, ecologia, non fumo, tutela della natura e dell'essere umano in genere) allo stare nudi. Il loro motto sostanzialmente dice: Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente » (Definizione dell'International Naturist Federation, presentata al 14º Congresso Naturista Mondiale (1974)) Pertanto un naturista è anche nudista, il nudista non è necessariamente naturista, anche se ha molti dei stessi valori perseguiti dal naturista.
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08/08/2012 19:14
Federico ha scritto:
Ti ringrazio Gomper, ho tante cose da imparare! Se vuoi puoi ricopiare la bozza e modificarla come desideri e poi la posti qui sotto. Vorrei che anche gli altri potessero esprimersi allo stesso modo. Confesso che il mio italiano non è proprio perfetto. Ho fatto studi tecnici e in italiano mi rimandavano sempre a settembre!
Tranquillo, anch'io una volta venni rimandato in italiano [:)]. Ma questa non è certo una gara: è un banco in cui ognuno mette qualcosa per costruire. Ho visto che ne hai fatto una seconda versione arricchita, come pure che A_Fenice ha fornito nuovi elementi. Comunque ti dò la mia bozza fatta prima, riveduta dalla tua precedente, con varie aggiunte anche nella sostanza. Poi vedi (anzi, vediamo) se si può amalgamare ogni cosa senza farci un pot-pourri [;)]. Bozza Scriviamo a nome de iNudisti, il più grande sito di naturismo e nudismo in Italia. Attualmente vi sono circa 34.000 iscritti, 5000 frequentano il forum interno e un numero altrettanto alto la chat. I nudisti e naturisti che praticano in maniera continuativa si stimano in circa 2.000.000 di persone, e recenti statistiche affermano che l'80% della popolazione italiana ritiene di non essere affatto “turbata” da questa pratica. Ciò che ci accomuna è il mero desiderio di star nudi: da soli come in compagnia, in casa come all'aperto, nel moto come nel relax dove la nudità è indubbiamente considerata benefica per la salute fisica e per quella psicologica. Si tratta quindi di vivere in maniera normale, privi di vestiario ma senza per questo commettere azioni contrarie al comune senso morale. Le notizie giornalistiche, riferite ai nudisti e ai naturisti, sono spesso associate a depravazione, deviazioni sessuali ed esibizionismo... Noi ne prendiamo ogni distanza: detti comportamenti non sono contemplati dal nostro stile di vita, o almeno da quello di coloro i quali siano da noi considerati pienamente in linea con la nostra filosofia; chi ne prende le distanze col comportamento – apertamente o anche solo a seguito di una segnalazione – viene automaticamente isolato, ammonito e talvolta cacciato. Quanto spesso viene scritto sul mondo nudo-naturista è per noi fonte di stupore, dispiacere e talvolta sdegno. Ma non per questo rifiutiamo il dialogo civile e la necessità di un confronto ai fini della comprensione e del buon senso. Se consideriamo la legislazione nei Paesi dell'Unione Europea, sono osservabili dei dati che inducono alla riflessione: in Spagna, ad esempio, vi sono oltre duecento spiagge “nudiste” e in più le altre vengono definite “clothing optional”, dove è del tutto indifferente portare o meno il costume da bagno. Inoltre, pure in Germania, non mancano luoghi pubblici, addirittura urbani (come alcune zone dei parchi cittadini), dove è possibile stazionare tranquillamente in completa nudità. Nel nostro forum abbiamo spesso discusso delle innumerevoli opportunità che il nostro Paese potrebbe offrire ai turisti amanti del nudismo. Questi, nel mondo si stimano in circa (mettere numero, nda). Al momento, vista la grave carenza di spiagge autorizzate o semplicemente “tollerate”, molti nudisti stranieri evitano a priori l’Italia, dirottando così le loro preferenze in Paesi come Francia, Spagna, Croazia e Grecia dove il nudismo è perfino regolamentato per legge. Registriamo che in tempo di grave crisi economica, anche molti nudisti italiani che investono per una vacanza, optano per i suddetti Paesi quando non ancora più lontano; e se consideriamo che è possibile spendere fino a 1000 euro a persona per ogni settimana nei resorts o nei villaggi attrezzati, la fuga di capitali che ne deriva è a dir poco ingente. Per noi nudisti, contare su una legge che garantisca la pratica del nudismo è un dovere di civiltà da parte delle istituzioni pubbliche. Da un lato per l’esigenza di essere tutelati (diritto di poter scegliere nei modi e nei luoghi stabiliti senza cadere nelle solite e infelici cronache di bagnanti denunciati per tintarella integrale con presunto “atto contrario alla pubblica decenza”). Dall'altro per il ritorno economico conseguente a un incremento cospicuo del turismo in Italia: orde di vacanzieri d’Europa e non solo avrebbero un motivo in più per scegliere il Bel Paese, che anche per tal ragione si allineerebbe agli Stati più civilizzati di tutto il Vecchio Continente. Noi utenti del sito e del forum iNudisti ci reputiamo persone del tutto normali. Teniamo a non confondere il semplice nudo, condizione del comune stato alla nascita, con tutto ciò che si leghi alle pratiche sessuali o, peggio, alla pornografia. Si tratta infatti del più elementare dei preconcetti che emerge normalmente in una conversazione sul nudismo. Noi siamo assolutamente contrari a ogni forma di esibizionismo, sia individuale che di gruppo, e prendiamo le distanze da ogni sorta di manifestazione che, palesemente o nascostamente, significhi “proposta” a carattere sessuale e in aggiunta irrisione delle più elementari norme di convivenza e educazione. L'essere nudo non dà la licenza di offendere il senso della riservatezza, il rispetto della morale comune e del credo religioso o laico di taluno. Sappiamo che tutti sono liberi delle proprie scelte, ma non è assolutamente gradito/a chi va cercando situazioni “particolari” al fine di soddisfare un tornaconto che non incontra i nostri comuni interessi. Noi non facciamo distinzione: l’essere umano – uomo, donna e bambino – ha pari dignità quale che sia la sua scelta di vestirsi o meno. Da nudi ci educhiamo noi stessi ed educhiamo i nostri figli a comportarsi, conversare, scherzare e discutere con la stessa naturalezza che si assumerebbe da “costumati”. Ma senza perdere di vista quanto di buono si è potuto imparare al di fuori degli istinti. Nudismo, naturismo e “stato naturale” non significano spogliarsi del proprio bagaglio educativo per regredire a uno stato selvaggio o “animalesco”. Noi rispettiamo ogni diversità, abbiamo trasceso il senso del giudizio nei confronti dell'aspetto fisico, dell’età, delle condizioni personali, sociali e culturali. Anche spiritualmente non indossiamo né imponiamo ad altri la “maglia” di un colore piuttosto che di un altro. Ci limitiamo a vivere la nudità come semplice libertà di essere, di percepire la terra, l'aria, il sole, l'acqua. (da continuare verso la chiusa finale) Naturalmente, anche questa non si pretende compiuta, quindi dico anch'io aggiungere, tagliare, riposizionare, infilare ecc ecc. Se nel frattempo non si è resa obsoleta, naturalmente! [:D][:D]
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08/08/2012 19:33
ottima anche questa.... i nudusti europei? e chi li onta e come? facciamo una stima. Se venivano stimati sui 20.000.000 fino a un 10 20 anni fa, oggi non son meno di 50/100 milioni. Si può sempre mettere un "circa". Mi viene però una riflessione, che non so se sia giusta. O meglio diventa giusta o meno secondo lo scopo di questa missiva/articolo. Mi sovviene una romanzina di emanuele di tempo fa, in cui mi diceva: ma perchè ogni volta che scriviamo di nudismo, bisogna mettere l'accento sulle depravazioni che tangono il mondo nudista? Non si può evitare di associare noi questi fatti al "chi siamo"? E non è affatto sbagliato. Ora, se l'articolo in questione è diretto come risposta ad un quotidiano che ha pubblicato contro di noi, può andare benissimo in una delle due forme scritte. Se invece è diretto ad un giornale che dovrebbe parlare di nudismo, spiegare che c'è gente che se ne approfitta e discostari può essere corretto, ma sarabbe come dire ad un comune "vogliamo il permesso di aprire una banca. Sappiamo che poi verranno i ladri, che poi bisognerà difendere la banca, ma vedi che ci sono i tornaconti..." Se questo articolo è inviato ad un giornale per parlare di nudismo, accennare che non si fa per sesso, ma solo per libertà di essere si, specificare che però ci sono, ci saranno, mi sembra tanto darsi la zappa sui piedi. Scusate se vi ammazzo con queste parole, però credo sia giusto pensarci
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08/08/2012 23:33
a_fenice ha scritto:
ottima anche questa.... i nudusti europei? e chi li onta e come? facciamo una stima. Se venivano stimati sui 20.000.000 fino a un 10 20 anni fa, oggi non son meno di 50/100 milioni. Si può sempre mettere un "circa". Mi viene però una riflessione, che non so se sia giusta. O meglio diventa giusta o meno secondo lo scopo di questa missiva/articolo. Mi sovviene una romanzina di emanuele di tempo fa, in cui mi diceva: ma perchè ogni volta che scriviamo di nudismo, bisogna mettere l'accento sulle depravazioni che tangono il mondo nudista? Non si può evitare di associare noi questi fatti al "chi siamo"? E non è affatto sbagliato. Ora, se l'articolo in questione è diretto come risposta ad un quotidiano che ha pubblicato contro di noi, può andare benissimo in una delle due forme scritte. Se invece è diretto ad un giornale che dovrebbe parlare di nudismo, spiegare che c'è gente che se ne approfitta e discostari può essere corretto, ma sarabbe come dire ad un comune "vogliamo il permesso di aprire una banca. Sappiamo che poi verranno i ladri, che poi bisognerà difendere la banca, ma vedi che ci sono i tornaconti..." Se questo articolo è inviato ad un giornale per parlare di nudismo, accennare che non si fa per sesso, ma solo per libertà di essere si, specificare che però ci sono, ci saranno, mi sembra tanto darsi la zappa sui piedi. Scusate se vi ammazzo con queste parole, però credo sia giusto pensarci
Non preoccuparti, non è una mazzata. [:)] Beh, hai ragione: se dovessimo solo parlare "tranquillamente" di nudismo, insistere con tale "difensiva" risulterebbe quasi un'ossessione. Ma la circostanza pare la prima, con specifico riferimento all'articolo da cui è partita questa stessa discussione (e in aggiunta, anche a quell'altro aggiuntosi, per giunta su nudisti con bambini): quindi a mio avviso le distanze che prendiamo ci stanno tutte. Poi invito anche Federico a dire la sua. P. S. No, Fenix, non solo in Europa. I nudisti IN TUTTO IL MONDO!! [:)] Quando vado nel parco delle Cinque Terre, e vedo tutti quegli americani... E li c'è Guvano, senza che lo sappiano! Se da qualche parte ci fosse una stima quantomeno approssimativa...
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09/08/2012 00:26
7.000.000.000 ti piacerebbe nè? Pure a me [:D][:D][:D]
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09/08/2012 00:37
Facciamo 10 miliardi, cifra tonda. Ma il Raduno dove? Unendo tutte le Oasi del Sahara?... [:D][:D][:D]
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09/08/2012 14:04
Carissimi, sono molto felice che riusciamo a dire la nostra in maniera civile e rispettosa! Stiamo facendo un esperimento di democrazia nudista. @Gomper: la bozza che hai fatto mi piace più della mia. Risponde anche alle vedute di ConteMax. Il continuo della lettera riguarda, a mio avviso un'idea sulla legge che noi desideriamo avere. @Fenice: credo che legare l'argomento "perversione" alla nostra lettera è un completamento quasi spontaneo, se consideriamo che il lettore non è un nudista e parte probabilmente con dei preconcetti. Inserendo questi dettagli anticipiamo e rispondiamo a eventuali perplessità legittime di chi non conosce il nostro stile di vita. In definitiva la lettera deve rispondere al maggior numero di domande che un lettore si pone sulla tematica nudista.
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09/08/2012 14:11
Se penso a una legge che tuteli la pratica del nudo-naturismo, la prima cosa che farei sarebbe togliere la nudità tra gli atti contrari alla pubblica decenza. Scusate, non ho un linguaggio da giurista. In secondo luogo chiederei delle aree riconosciute dove praticare esclusivamente il nudismo, almeno 3 per regione. Poi chiederei che nei tratti di spiaggia libera o nei fiumi o nei laghi o nei boschi, ci possa essere l'opzione clothing optional. Lo so, chiedo troppo per la mentalità attuale! Voi cosa proponete?
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09/08/2012 14:56
Per noi nudisti, contare su una legge che garantisca la pratica del nudismo è un dovere di civiltà da parte delle istituzioni pubbliche. Da un lato per l’esigenza di essere tutelati (diritto di poter scegliere nei modi e nei luoghi stabiliti senza cadere nelle solite e infelici cronache di bagnanti denunciati per tintarella integrale con presunto “atto contrario alla pubblica decenza”).
Forse sarebbe utile: "una regolamentazione del nudismo, scinderebbe nettamente il nudista dal trasgressivo che si nasconde meschinamente sotto alla confusione che tutt'oggi lo protegge, contribuendo non poco a debellare quella piaga costituita da malcostume, promisquità e malfrequentazione della quasi totalità delle nostre spiaggie incontaminate perchè isolate e quindi patrimonio di tutti. Spiaggie infrequentabili dalla gente non per paura di trovare qualche persona pacificamente senza costume ma per paura di trovare persone con gravi depravazioni, persone contro cui lottiamo quotidianamente ma inspiegabilmente senza l'aiuto delle istituzioni."
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09/08/2012 15:51
Conte, come formuliamo una richiesta di regolamentazione? In altri termini se dovessi scrivere tu un articolo di legge, cosa scriveresti e quali limiti stabiliresti?
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09/08/2012 16:24
No.....proporre una legge sarebbe supponente ed arrogante. Io scriverei semplicemente che c'è bisogno di una legge per regolamentare un Far West che oggi ci toglie l'accesso sereno alle più belle spiaggie d'Italia (così si tocca il tasto ambiente, tanto sentito ultimamente). Al momento basterebbe ed avanzerebbe togliere il semplice nudismo "passivo" dall'utilizzo dell'art. 726. Basterebbe una circolare del governo....non servirebbe nemmeno una legge.
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09/08/2012 16:35
Una circolare plausibile potrebbe essere: "il consiglio dei ministri ecc...ecc..., considerata l'evoluzione dei costumi e del senso del pudore, considerato l'evolversi del turismo naturista nel resto dell'Europa, non ritiene applicabile al nudismo praticato in luoghi non gestiti da enti e/o privati e quindi appositamente regolamentati, l'art. 726 (atti contrari alla pubblica decenza) e l'art. 527 (atti osceni in luogo pubblico). Fermo restando il resto"
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