Anche per me, Fede. Ho provato a rendere più scorrevole anche questa nonché ricorretto la mia versione. Vi ho anche aggiunto, come penultimo paragrafo, quello proposto da ConteMax; anch'esso reso più scorrevole. Naturalmente, dite se va bene: non credo di aver modificato la sostanza: sia quella morbida e soave [:)] del paragrafo tuo, che quella diretta e franca del paragrafo di ConteMax. Ah, della tua seconda versione prima che io mandassi la prima correzione, ho inserito la citazione dell'I.N.F. Se ritieni ci fosse anche altro da inserire dillo; o fallo direttamente tu.
Scriviamo a nome de iNudisti, il più grande sito di naturismo e nudismo in Italia.
Attualmente vi sono circa 34.000 iscritti, 5000 frequentano il forum interno e un numero altrettanto alto la chat. I nudisti e naturisti che praticano in maniera continuativa si stimano in circa 2.000.000 di persone, e recenti statistiche affermano che l'80% della popolazione italiana ritiene di non essere affatto “turbata” da questa pratica.
Ciò che ci accomuna è il mero desiderio di star nudi: da soli come in compagnia, in casa come all'aperto, nel moto come nel relax dove la nudità è indubbiamente considerata benefica per la salute sia fisica che psicologica. Si tratta quindi di vivere in maniera normale, privi di vestiario ma senza per questo commettere azioni contrarie al comune senso morale.
Le notizie giornalistiche, riferite ai nudisti e ai naturisti, sono spesso associate a depravazione, deviazioni sessuali ed esibizionismo... Noi ne prendiamo ogni distanza: detti comportamenti non sono contemplati dal nostro stile di vita, o almeno da quello di coloro i quali siano da noi considerati pienamente in linea con la nostra filosofia; chi ne prende le distanze col comportamento – apertamente o anche solo a seguito di una segnalazione – viene automaticamente redarguito e in casi gravi anche cacciato.
Quanto spesso viene scritto sul mondo nudo-naturista è per noi fonte di stupore, dispiacere e talvolta sdegno. Ma non per questo noi rifiutiamo il dialogo civile e la necessità di un confronto ai fini della comprensione e del buon senso.
Se consideriamo la legislazione nei Paesi dell'Unione Europea, sono osservabili dei dati che inducono alla riflessione: in Spagna, ad esempio, vi sono oltre duecento spiagge “nudiste” e in più le altre vengono definite “clothing optional”, dove è del tutto indifferente portare o meno il costume da bagno. Inoltre, anche in altri Paesi fra cui specialmente la Germania, non mancano luoghi pubblici, addirittura urbani (come alcune zone dei parchi cittadini), dove è possibile stazionare tranquillamente in completa nudità.
Nel nostro forum abbiamo spesso discusso delle innumerevoli opportunità che il nostro Paese potrebbe offrire ai turisti amanti del nudismo. Al momento, vista la grave carenza di spiagge autorizzate o semplicemente “tollerate”, molti nudisti stranieri evitano a priori l’Italia, dirottando così le loro preferenze in Paesi come Francia, Spagna, Croazia e Grecia dove il nudismo è perfino regolamentato per legge. Registriamo che in tempo di grave crisi economica, anche molti nudisti italiani che investono per una vacanza, optano per i suddetti Paesi quando non ancora più lontano; e se consideriamo che è possibile spendere fino a 1000 euro a persona per ogni settimana nelle strutture attrezzate, la fuga di capitali che ne deriva non è affatto indifferente.
Per noi nudisti, contare su una legge che garantisca la pratica del nudismo è un dovere di civiltà da parte delle istituzioni pubbliche. Da un lato per l’esigenza di essere tutelati (diritto di poter scegliere nei modi e nei luoghi stabiliti senza cadere nelle solite e infelici cronache di bagnanti denunciati per tintarella integrale con presunto “atto contrario alla pubblica decenza”). Dall'altro per il ritorno economico conseguente a un incremento cospicuo del turismo in Italia: orde di vacanzieri d’Europa (e non solo) avrebbero un motivo in più per scegliere il Bel Paese una volta che si fosse allineato in tal senso con le nazioni mediterranee da noi elencate.
Noi utenti del sito e del forum iNudisti ci reputiamo persone del tutto normali. Teniamo a non confondere il semplice nudo, condizione comune alla nascita, con tutto ciò che si leghi alle pratiche sessuali o, peggio, alla pornografia. Si tratta infatti del più elementare dei preconcetti che emergono normalmente in una conversazione sul nudismo. Noi siamo assolutamente contrari a ogni forma di esibizionismo, sia individuale che di gruppo, e prendiamo le distanze da ogni sorta di manifestazione che, palesemente o nascostamente, significhi “proposta” a carattere sessuale e in aggiunta irrisione delle più elementari norme di convivenza ed educazione.
L'essere nudo non dà la licenza di offendere il senso della riservatezza, il rispetto della morale comune e del credo religioso o laico di taluno. Sappiamo che tutti sono liberi delle proprie scelte, ma non è ammissibile chi va cercando situazioni “particolari” al fine di soddisfare un tornaconto che non incontra i nostri comuni interessi.
Noi non facciamo distinzione: l’essere umano – uomo, donna e bambino – ha pari dignità quale che sia la sua scelta di vestirsi o meno. Da nudi educhiamo noi stessi, e talvolta i nostri figli, a comportarsi, conversare, scherzare e discutere con la stessa naturalezza che si assumerebbe da “costumati”. Ma senza perdere di vista quanto di buono si sia potuto apprendere al di fuori del semplice istinto: nudismo, naturismo e “stato naturale” non significano spogliarsi del proprio bagaglio educativo per regredire a uno stato selvaggio o “animalesco”.
Noi rispettiamo ogni diversità, abbiamo trasceso il senso del giudizio nei confronti dell'aspetto fisico, dell’età, delle condizioni personali, sociali e culturali. Anche spiritualmente non indossiamo né imponiamo ad altri la “maglia” di un colore piuttosto che di un altro.
Ci limitiamo alla nudità collettiva come semplice libertà di essere, e come elemento essenziale di un modo di vivere in armonia con la terra, l'aria, il sole e l'acqua. Questo è ciò che propugna il movimento naturista allo scopo anche di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente (si veda anche la definizione dell'International Naturist Federation, presentata al 14º Congresso Naturista Mondiale del 1974).
Noi del sito abbiamo pensato di esporre il nostro punto di vista, anche in merito agli ultimi fatti che sono stati riportati sulla stampa circa alcune denunce. Detti fatti ci hanno indotto a voler fare dei distinguo e a evidenziare il nostro punto di vista comune. Vorremmo sensibilizzare l'opinione pubblica che, molto spesso, conosce troppo superficialmente la nostra filosofia di vita. Saremmo ben lieti di trovare uno o più referenti istituzionali che si assumessero l'onere di regolamentare la pratica del nudismo e tutto ciò che essa comporta a ogni livello. Ciò agevolerebbe chi come noi ritiene di esercitarla correttamente e al contempo chi, talvolta per disinformazione, continua ad esserne ostile. Come già evidenziato, adduciamo quale esempio la normativa della Spagna che, a nostro parere, è una delle più progredite in materia.
Una regolamentazione del nudismo scinderebbe nettamente il nudista dal trasgressivo che si nasconde meschinamente sotto la confusione che a tutt'oggi lo protegge, contribuendo non poco a debellare quella piaga costituita da malcostume, promiscuità e malfrequentazione della quasi totalità delle nostre spiagge. Spiagge incontaminate perché isolate (quindi patrimonio di tutti!) e infrequentabili dalla gente non per paura di trovare qualche persona pacificamente senza costume ma individui abietti con gravi depravazioni; persone, queste, contro cui noi lottiamo quotidianamente. È inspiegabile, tuttavia, che ciò avvenga senza l'aiuto delle istituzioni.
Confidiamo in un risultato positivo ovvero in un esempio ragguardevole di evoluzione civile, democratica e, oseremmo dire, anche culturale.
(Firma collettiva o firme individuali a seconda di quello che si decide)