Ho letto con attenzione il trattato. C'è molto su cui riflettere, e alcune cose su cui disquisire, altre anche da contestare un po, una che mi ha fatto sussultare.
Di certo vedo miscelati più aspetti del nudismo, e non tutti da riflettere proprio alla luce di un credo religioso. Comunque.
Premessa: il nudo, come tabù, è ormai e da molto se non da sempre, inserito nella cultura di quasi tutti i popoli civilizzati (nel senso escludiamo le ormai scomparse tribù amazzoniche, anche se, anche li....).
Il nudo, è da sempre associato nella mentalità umana a due aspetti fondamentali: sesso e pudore (o vergogna di se stessi).
Questi aspetti sono stati nel tempo associati anche a regole religiose, scritte e non scritte, come norma di moralità e di integrità, onde cercare di reprimere e placare gli stimoli umani.
Molti popoli, pur non andando in giro tranquillamente nudi, hanno però con il nudo in genere un rapporto molto più aperto e sereno, soprattutto in certi ambiti (famiglia, sport....).
Il movimento nudista, il nudismo, è portato avanti da persone che hanno saputo scoprire un aspetto diverso e più umanizzante dell'essere nudo: poter vivere assieme, senza interferenze umane come sesso, ricchezza, identità di genere, razza etc, spogliandosi dei propri limiti mentali, ghettizzanti, e tramite esso avvicinarsi, socializzare, e cercare conoscenze ed amicizie al di la delle etichette, degli status, di tutti gli orpelli di classe umani.
Parimenti, visto che questa pratica viene per lo più espletata all'aperto, in aree non proprio urbanizzate, immerse nella natura, il nudista ha imparato ad apprezzare la sua umanità in rapporto al mondo che lo circonda, trasformandolo spesso, a diversi livelli, amico della natura e del vivere naturale.
L'insieme di questi, chiamiamoli sentimenti, idee, fa si che il nudista, pur non esclusivamente lui in quanto tale, sia più "umano", più rispettoso, meno approfittatore, più onesto. Ma non è ne un'esclusiva ne una regola. Diciamo che c'è il potenziale per diventarlo.
Rapporto con la religione.
Inutile nascondersi, ma nemmeno demonizziamo. Le religioni in genere tendono a tenere unita la famiglia, a far si che i cosiddetti bassi istinti, siano tenuti a freno, e per questo mettono in campo divieti, norme, spauracchi, inferni etc.
Sarebbe bellissimo che il rispetto del coniuge, o di una vita morigerata, fosse dato da una convinzione, e non da spauracchi sanzionatori vari.
Il problema per un critiano in particolare, dato l'argomento del topic, non dovrebbe essere tanto la ricerca del versetto che giustifichi il nudo, ma il senso di pulizia che si può avere anche da nudi, che fa si che non sia un passaggio obbligatorio per contravvenire alle regole.
Coloro che si mettono vicendevolmente le corna pur non essendo nudisti, non sono più santi ne meno indenni.
E chi sta nudo, non offre il suo corpo per tentare altri, ne chi lo vede nudo deve sentirsi tentato. Nono e decimo comandamento dovrebbe bastare per accontentarsi del proprio.
Le varie gerarchie religiose, hanno de sempre più o meno combattuto lo status di nudista, in vero han combattuto anche molto di più, cosi come se ne fregano di ben altri aspetti molto più deprimenti e demoralizzanti.
Quando negli anni 60 Paolo VI scrisse (o chi per lui), che temavano questa nuova moda moderna di andare al mare, vedere maschi in cannottiera, e donne con vesti attillate, era un buon segno dello spauracchio della tentazione della carne nuda.
Ma quando ad una ragazza del sud, fino a non molti anni fa, veniva dato della buona donna, solo perchè aveva un buco nelle calze, nere, non si era molto lontani.
Come hai evidenziato anche te, basta poi andare in altre religioni, e vedere come il semplice farsi le sopracciglie in una donna la faceva, anzi la fa, macchiare del titolo di donnaccia.
Ad oggi per fortuna solo qualche rinco.... predica con invettive dall'altare, invece di preoccuparsi di come usa le sue terga, ma purtroppo son questi che fanno notizia, e non le altre migliaia che stanno invece più tranquilli o hanno una mentalità più moderna e al passo coi tempi.
E non sono al passo coi tempi perchè sono più liberali, ma perchè sanno che il peccato ha tutt'altra forma e origine e percorso, che non di avere un po di pelle nuda in più.
Analisi del trattato.
La prima parte è molto teologica. Alcuni riferimenti io li ho capiti, visto che anch'io ho studiato l'argomento, non so quanto siano comprensibili a tutti. La forma è quella magistrale, ma che è comprensibile più agli addetti ai lavori che non a tutti.
Comunque si, la parte della Genesi ha una doppia valenza, da interpretare per forza.
Dapprima erano nudi, e non c'erano problemi. Poi mangiarono il frutto (divennero senzienti), e la nudità fece provare loro colpe, pudori e passioni. E si coprirono.
Di fatto qui c'è un divieto a stare nudi, inutile negarcelo. Dove è la riconquista nudista? Nel fatto che per il nudista, la nudità non è forzatamente fonte di desiderio e paccato, o perlomeno non di più che a vedere le stesse persone vestite.
Questo è il rinnovamento. Il peccato c'è finchè quello è il pensiero. Se il pensiero cambia, il peccato cessa, o ha altre vie, quindi nulla osta a stare nudi perchè non si peccherebbe ne più ne meno che a stare vestiti.
Nudismo è non violenza.
Vero, ma vale come principio, non come pratica. Vero che un nudista, togliendo in primis le barriere sociali, fa si di avvicinarsi agli altri, piuttosto che combatterli. Ma non è purtroppo la regola. Il litigio è sempre pronto ad ogni angolo, e non ci metterei proprio la mano su cose come il femminicidio. Una testa bacata, una situazione insostenibile, una mente distorta, può avvenire in chiunque. Certo è che se uno vive il nudismo in pieno, può essere avvantaggiato nel capire che se proprio deve, magari divorzia, prima di uccidere.
Ma arrivare a sostenere che i nudisti non uccidono....
Inoltre.
Il nudista di per per sè ha la potenzialità del pacifista, ma anche del coglione e del pusillanime.
Quando leggo di gente che ha preferito andarsene da una spiaggia dove sono arrivati dei sessoliberi ad imperversare, e si sfogano solo nei forum, mi chiedo quanto questo sia pacifismo o non rispetto di se stessi, oltre ad una dimostrazione di essere asociali.
Basta leggere il topic su Torre Guaceto. La costante sono le interferenze di questi personaggi. I nudisti li si conoscono quasi tutti tra loro, ma non riescono a far gruppo, quindi fare fronte comune, unico modo di farsi forza e di reagire a chi usa il nudismo per altri scopi.
Il nudista e cristiano è più non violento? In teoria questo si dovrebbe allo stauts di cristiano, per quanto vedendo come reagiscono alcuni di questi bacchettoni al nudismo, ai gay etc, mi domando cosa farà il Cristo nell'ultimo giorno, quante fruste dovrà consumare contro quelle che non sono altro che manifestazioni di violenza pura. La lapidazione non è prerogativa dei soli musulmani. E non si fa solo con le pietre. Le parole offendono e feriscono mille volte più di una pietra.
Nudità è bellezza.
La bellezza è un canone estetico in cui è bello solo ciò che è perfetto. Il nudista in genere ama ciò che lo circonda, dalla spiaggia non rastrellata, alla cicciona cellulitica al ciccione panzone. Anche se ha gli occhi per vedere le differenze, con questo non ne fa barriera e disgusto. E questo vale anche per i portatori di handycapp. E' una reazione umana il non soffermarsi sui difetti fisici altrui, il nudista, in quanto è persona che non pone troppe barriere, è favorito nell'apprezzare anche le persone con difetti dell'età o di patologie. Un cristiano dovrebbe esserlo a prescindere dallo status di nudità. Un cristiamo ama il fratello più povero, più disagiato, più emarginato, anche più della massa. (il gregge e l'agnello). Questo dovrebbe essere un motivo in più perchè il principio di fratellanza universale superi ampiamente quello della nudità comune.
Nudità e libertà
Unico principio sociale dovrebbe essere il vecchio: "la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri", ma con l'aggiunta "anche quella degli altri finisce deve inizia la mia".
Lo scandalo. Lo scandalo di Matteo va letto nell'intero capitolo, non nel solo versetto. I piccoli a cui fa riferimento siamo tutti noi, è il popolo di coloro che non hanno voce in capitolo, che sono sopraffatti da tutti. Quando dice: se non diventerete come bambini, non entrerete ...." è un passaggio chiaro che non intende che bisogna tornare "ignoranti" come fanciulli, ma semplici e senza malizia come loro. E senza malizia, nella nostra analisi, significa che vedere un corpo nudo non deve suscitare emozioni sessuali, se il contesto non è quello del "letto", ma si deve vedere un nudo per quello che è: nudo. E basta! Lo scandalo, per un cristiano, non è stare nudo di fronte ad un bambino, ma stare nudo di fronte a chiunque, inneggiando a cose ben esulanti dal semplice stare nudo.
Per questo non sono daccordo quando dici che accetti il nudo ammesso solo in recinti appositi. E' l'antitesi del cristianesimo.
Se il nudo non è malvagità, perchè deve essere circoscritto.
Semmai il suo uso sessuale, che non voglio negare a nessuno, a me in primis, può portare scandalo, e questo potrebbe e dovrebbe essere circoscritto, dando libertà a chi vuole di praticarlo (libertà, vale per tutti), ma non essere di scandalo (cioè imposto a chi non vuole). Emettere un trattato in cui dici quanto è bello, quando è sano, quanto a non violento, quanto è bello, quanto è libero, quanto è "cristiano" il nudismo, e poi dire che va relegato in ambiti circoscritti, è antitetico rispetto a tutte le affermazioni che hai scritto finora.
O è vero che non ha nulla di male, tranne le sue deviazioni, che non riguardano l'essenza stessa del nudismo, quindi può, potrebbe essere praticato ovunque, o è male, quindi pure occasione di scandalo, quindi anticristiano, quindi pure antiumano, quindi da permettere in quanto libertà, ma si, appunto in dei ghetti appositi, tipo club privee del sesso.
Tollerato, autorizzato, non va bene a prescindere. Semmai condiviso, o territorio suddiviso, tra tessili, nudisti, e sessoliberi (come scriverò avanti), giusto per lasciare spazio a tutti senza troppe commistioni, ma anche qui ci sarebbe da discutere.
Perchè invece non facciamo le spiagge autorizzate per i tessili? (provocatoria)
Nudismo e mascalzoni.
Non più tardi di due giorni fa ho litigato con un amico, che volendo rafforzare un topic, aveva aggiunto "no voyeur e scambisti".
Non c'è nulla di più sbagliato in ogni senso. Sia cristiano che umano.
Dici che il guardone non fa del male. Non è male sentirsi violati nella propria intimità, essendo sottoposti a sguardi libidinosi? Penso alle donne, e agli uomini etero (da parte di un gay, tanto per fare un po di par condicio). E sempre se il guardone si limita a guardare, e non anche a sollazzarsi. Non so misurare la pesantezza di tali attenzioni, quando non sei li per esibirti.
Già esibirsi. Hai scritto due "categorie": guardoni e scambisti. Quindi gli exibit non appartengono al gruppo dei mascalzoni, quandi si salvano? Non voglio mettere il lungo elenco delle possibilità di sesso pubblico, fatto, imposto, subito, espletato, ma ogni volta che si categorizza, si etichetta,si fanno danni. Sempre stare sulle generali. Parliano di nudisti e basta, e di "sessoliberi praticanti in pubblico".
E si, perchè esistono anche i sessoliberi, magari proprio gli scambisti, tanto per non cercare tanto, che se da soli o nei luoghi appositi fanno i cavoli loro, in ambito pubblico sono le persone più degne e irreprensibili che si possa pensare. E si offendono giustamente a sentirsi inseriti in una categoria che invece "pratica" in ambito pubblico", innescando ben altri aspetti.
Fare questi elenchi e commenti a seguito, sembra di sentire i sermoni di Torquemada.
I cristiani devono pensare a emanare norme e suggerimenti di vita per i propri adepti, e farli conoscere agli altri come norme di vita civile, rispettosa delle libertà altrui, etc etc, ma "conoscere", non "imporre".
Altrimenti mi spieghi qual'è la differenza del cristiano da quelli dell'ISIS? Torniamo all'inquisizione e al mettere al rogo chiunque non la pensa come noi?
Hai parlato di Cap D'Adge. Non so se ci sei stato, io si. Non ci porterei una suora, ma solo perchè non ha avuto nella vita la possibilità di vedere che il mondo è ampio, e le idee anche di più. Ma non ho mai trovato un luogo, una spiaggia, con cosi tanto rispetto per tutti e per le diversità di tutti. Li hai la spiaggia tranquilla e pienamente esente da tutto ciò che sia sesso, e la spiaggia dove il sesso a gogò è praticato SOLO da consenzienti...alias ci devi andare tu, di tua scelta, se vuoi esserci o farlo o vederlo. Altrimenti stai nei primi due chilometri circa, e non hai alcun problema.
Sinceramente questo sarebbe il mio sogno di spiaggia nudista: una per la mia libertà di essere nudo e basta se voglio, una per la mia libertà di essere trasgressivo se voglio.
Io non impongo la mia nudisà a nessuno, ma neanche la mia voglia di stare solo nudo, e non ho i trasgressivi che mi impongono o rovinano le giornate.
Io non impongo la mia trasgressione a nessuno, ma non ho benpensanti nudisti, o bigotti, a rompermi le @@.
La mia libertà finisce dove inizia quella degli altri, ma quella degli altri finisce dove inizia la mia.
La libertà, se si proclama, se si vuole, è forzatamente un'arma a doppio taglio; no ne esiste solo una versione.
Poi c'è questa frase, che sinceramente non mi aspettavo di leggere dopo tanti bei pensieri e propositi:
ovviamente in tal modo i rischi di trasmissione di malattie veneree sono elevati, ma, sinceramente, penso che se le meritino.
No, decisamente questa frase è senza stile, senza comunità, senza preghiera. E' augurare il male, e il male non si augura nemmeno a Satana.
A parte che col mio lavoro vedo ogni giorno ammalarsi persone che hanno il solo torto di avere un coniuge che becca le varie malattie dietro a corna ricevute di cui sono inconsapevoli, e vedo il dramma, sia per la malattia, che per il tradimento subito, ma il male non va mai augurato a nessuno.
"Che nessuno tocchi Caino" non è solo un'associazione moderna contro la pena di morte, ma è pure un pensiero scritto nella Genesi 4,15: Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!».
Un pensiero su cui bisognerebbe riflette mille volte prima di "rivoltarsi" contro chi agisce in modo diverso dal nostro pensiero.
Una cosa è fermare azioni mal fatte, contro l'uomo, al pari dei ladri, degli omicidi, degli evsori, dei disonesti, dei terroristi, degli integralisti, una cosa è agire con gli stessi mezzi per combatterli.
A parte che chi partica sesso libero sa benissimo come difendersi dalle malattie, cose che dovrebbero essere imparate dai vari traditori, non è questo il punto ne l'essenza.
Il punto è che i diversi aspetti della vita tessile/non tessile, devono trovare il modo di convivere, senza che l'uno sovrasti l'altro. E tra i non tessili, anche quelli sessualmente e pubblicamente attivi. In fondo, se hanno i loro posti, e son felici tra loro, a noi che ce ne viene?
L'essenza finale? C'è molto da dire su cristianesimo e nudismo, ma di sicuro un cristiano che si sente nudista, sa che su certi fronti non fa nulla di male, ma che dovrà aprire la sua mente in modo molto più generale e "umano", vivendo la sua realtà come si vive la preghiera: " Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro». Insieme in amore, non in cagnesco, e vedrà che le due cose non contrastano, non sono in antitesi...
Giudizio sul trattato come redattore?
Di teorie o affermazioni ce ne sono molte, alcune esagerate in quanto non di stretta pertinenza del nudista, ne del cristiano, ne del cristiano nudista, per quanto validabili almeno in parte.
Mi sembra più un insieme di ragionamenti in cui cerco una giustificazione per stare nudo, che non un confronto completo con l'ideologia cristiana e dove ho trovato completamente dei perchè di fede che non mi impediscono di stare nudo. Gli aspetti "belli" del nudismo dovrebbero essere confrontati di più alla luce della fede, per far esaltare l'aspetto propositivo e non interferenziale fra credo e nudismo. Quelli esposti, tranne qualche passo e preghiera e lode, sono lo standard nudista medio; credo andrebbe raffrontato di più passo a passo con la dottrina, in modo da far vedere che tra le due cose non c'è antitesi, che non c'è peccato, ma anzi una è l'esaltazione dell'altra, senza contrasti.
La base non è male, ma ci sarebbe da revisionare diverse parti per far comprendere meglio la corrispondenza dei due modus vivendi