|
creatura ha scritto:
Se fossimo ancora tutti nell'Eden e non ci fosse stato il peccato, Gesù non sarebbe dovuto venire tra noi, da qui l'Exultet "Felice colpa che meritò un così grande Redentore!" e la dottrina di Cristo nnuovo Adamo, ma come Adamo abbiamo: la vicinanza con Dio; dopo il battesimo siamo di nuovo senza peccato; viviamo in un mondo che più lo guardi e più lo trovi bello, un vero Eden. In più di Adamo abbiamo avuto la fortuna di conoscere il Figlio di Dio e di ricevere lo Spirito, questa completezza nella conoscenza di Dio mi fa pensare che ciò che afferma cordom è condivisibile.
Invece non capisco come si faccia a scambiare la fede, la fiducia, incondizionata in Dio come passività. Ricordo che non ho mai detto di stare fermi ad aspettare o di non ivestire i propri talenti, ma è necessario bussare, anche ripetutamente, per trovare la propira strada, perché la vita è un cammino per migliorare noi stessi, non è stare fermi ad aspettare. Importante, per comprendere la volontà di Dio nei nostri confronti, è rendersi conto che nulla accade per caso, se si parte da ciò, si può arrivare a cercare di capire perché è accaduta una certa cosa, e che non essendo casuale, è accaduta per un motivo ben preciso. Quindi ogni evento andrebbe vissuto come messaggio divino, è questa una delle capacità che si devono sviluppare per sapere ascoltare, e se poi uno vuole fare il sordo, e continuare a insitere per la strada che voleva percorrere, è libero di farlo, ma non otterrà mai la propria crescita, quella richiesta dal Padre. Siamo tutti liberi, ma cambiare fa paura, e per questo ci siblocca su posizioni che non portano da nessuna parte. Bussando, percorrere le vie che si aprono e fermarsi di fronte a porte chiuse, non è passività, è essere elastici, e avere il coraggio di cambiare contro la tua volontà in quel momento.
Per quanto riguarda il tema della gnocca, vale la stessa cosa, perché insitere con una ragazza che ti piace tanto, se fosse quella giusta, si aprirebbe il suo cuore e vedrebbe in te la bellezza e allora cicrolerebbe nella coppia l'Amore. Il corteggiamento inistente, fino al cedimento per sfinimento o perché si becca la giornata che si sente sola, non lo ammetto assolutamente, e quindi mettiamo da parte i bei disegni di Paperina sexy.
Per quanto rigurda infine il problema del "male del mondo" ho appena risposto a un e-amail sul tema, vado a fare copia e incolla e lo riporto tra un po' integralmente.
|
ci sono due passaggi che o non ho ben capito, o in cui siamo in contrasto di pensiero.
Riisoliamo subito il discorso gnocca. Non ho detto che devi fare lo stalker, ma nemmeno il passivo: chiedo, guardo, e se non c'è rispondenza mollo. C'è la giusta via di mezzo. Presentarsi, farsi conoscere, provare a vedere se c'è corrispondenza e interesse reciproco, non significa ne assillare, ne pretendere, ma nemmeno "la guardo sorridente, se non cade nelle mie braccia mollo".
Una relazione nasce da un rapporto di gesti e di parole, fino a suscitare l'interesse reciproco, se c'è.
Cioè, facendo i desegnini, se vedo una persona che mi interessa, non la seguirò come un investigatore privato, ma nemmeno spero che cada tra le mie braccia solo con un saluto, o un sorriso. Cercherò di parlarci, di presentarmi, di farmi apprezzare, e nel frattempo cercherò di capire come è fatta, al di la delle curve, cosa pensa, come vive etc etc etc....
Da qui una parte dei miei commenti sul "darsi da fare"!!! Chiuso.
Sul discorso più...religioso.
La mia religione insegna che Dio lasciò libero Adamo e i suoi discendenti (noi) di fare la propria strada. Lasciò, e tornò a darne di nuovi, i suoi insegnamenti, insieme a molte bacchettate su ciò che era idolatria teocratica, regole del menga, e chi più ne ha più ne metta.
Ripeto, facciamo una parentesi chiusa sui miracoli, ma non credo che Dio intervenga nel nostro quotidino, facendoci del bene o del male.
E si, perchè dire il male è buono, non è sempre facile da spiegare e soprattutto capire. Quando vedi bambini oncologici, che ancora non si sono affacciati alla vita, non puoi dire "è il progetto di Dio". Che Dio è colui che premtterebbe questi orrori, se non per il solo rispetto di dare la libertà di essere. Su questa cosa fondano il loto ateismo moltissimi. Tutto è piano di Dio, ma non nel senso che traccia un perscorso per ognuno di noi, e siamo salvi solo se lo rispettiamo in toto. Il piano di Dio è la vita stessa, con i suoi prò e i suoi contro. A noi sta vivere nell'amore per gli altri, fecendo leva sui suoi ingegnamenti.
Altrimenti ci sarebbe da incazzarsi di brutto, da redersi inutili, visto che ben pochi hanno soldi per vivere bene, amici e famiglia unita, salute etc etc.
Solo a vedere le guerre, le disonestà, le sopraffazioni, le malattie, viene solo da chiederesi: ma chi è il più inetto? Dio che mi abbandona a queste cose, o io che mi merito l'inferno già su questa terra?
Io non vivo, ora, come se ogni cosa che mi arriva sia un messaggio divino per dirmi chissà cosa, ma lo vivo come la vita in cui Dio mi ha messo, e con cui devo confrontarmi mediando tra sentimenti umani (miei) e dettami d'amore (suoi).
Il suo messaggio, costante, ma non perchè me lo dice in ogni occasione, ma solo perchè lo tengo vivo nel mio cuore, è: ama il prossimo tuo come te stesso!
Punto.
Lui mi sta parlando, ma attraverso la sua vita e insegnamenti.
Come ciò che ti hanno insegnato tuo padre e tua madre. Non con tutto quello che ci hanno dato si concorda, ma siamo cresciuti con delle basi, e quelle servono da confronto e da messaggio su come agire su ogni cosa della vita. E le basi ti insegrerano a vivere secondo certe regole, anche se fai cose totalmente in disaccordo con ciò in cui loro credono.
Hai scritto: Per questo evviva i mali del mondo, come li vede a_fenice, io li chiamo le necessare prove della vita. Da un Padre buono, per diventare una persona migliore, accetto non solo gli schiaffoni, ma anche le cinghiate con la fibbia, l'importante è che inducano il cambiamento necessario al mio cuore.
No mi dispiace, non le reputo prove necessarie, ne schiaffoni ne cinghiate, se proprio non le ho cercate. So da sempre che si pigliano più mosche con un cucchiaio di miele che con un barile d'aceto.
Se Dio è l'esempio, se la vita di Gesù è un modello, non ho visto tirare ceffoni e calci a chi non seguiva le regole. Non ho visto lapidazioni, ma salvataggi dagli stessi, dicendo "chi è senza peccato scagli la prima pierta"
Non dico che sono perennemente sereno, non dico che non ho mai tirato fuori la cinghia, l'avevo addirittura appesa al chiodo del calendario in cucina per i miei figli, ma i risultati e il rispetto l'ho ottenuto ora che uso ragionamenti e parole d'amore.
Non posso vedere il male come una prova di Dio a cui sottopormi con serenità, ma come una casualità della vita a cui, tramite la serenità datami da Dio posso sopravvivere, e da quì riuscire a vincerla, o se anche non riuscissi, come ad una serena fine del mio percorso terreno.
Ma un Dio che ha promesso di non interferire, non ti aiuta nel senso fisico e umano, ma ancor meno ti manda il male come prova (impensabile un Dio che invia il male). Semmai il suo aiuto è nell'avere fiducia in Lui, nel suo insegnarci come superare le prove, ma che non sono prove, ma casualità della vita. La forza che ci da è ciò che ci aiuta, non lui direttamente.
Anche perchè vien da chiedersi: A) perchè mi mandi il male B) perchè non me lo togli prima che mi faccia male C) non chiedi sacrifici umani, non chiedi morti, ma chiedi dolore? D) se ti servo per dimostrare che esisti, allora sotto coi miracoli E) se ti serve per farmi credere in te, c'è tanta roba molto più semplice che puoi fare senza diffondere malattia e morte.
Questo non è fatalismo, è applicazione della sua promessa ad Adamo.