Rinrazio Siman che mi ha suggerito come procedere per dare a tutti la possibilità di leggere ciò che ho scritto, non è di facile lettura come per chi ha ricevuto la copia con l'e-mail e mancano le note iniziale dove si vede ( ) spiegavano che erano note e passi della Bibbia e di quale versione. Comunque è tutto qui di seguito:
Prefazione
In questi anni l’integralismo religioso sta mostrando la sua sfaccettatura più terribile con l’I.S.I.S., ma ogni integralismo, non solo quello del mondo Mussulmano, a causa di un’estrema rigidità di pensiero, ha lati oscuri che provocano soprattutto danni all’umanità. Il naturismo è una pratica che lo sguardo miope e malizioso di una nutrita schiera di cristiani bolla come peccaminosa, ma è realmente così? Sono cattolico professante, diplomato in cultura teologica, e naturista convinto, non mi sono mai sentito nel peccato a vivere nella natura, insieme ad altre creature umane, la mia nudità. Vorrei trasmettere questa stessa leggerezza e serenità nel vivere il naturismo a tutti i fedeli che, disorientati, dal bigottismo di molti, non ne hanno il coraggio e desidererei far capire a chi, nel profondo del suo cuore, desidera praticarlo, che il naturismo è bello, è sano, è pulito.
Nudità è naturale
( ) Genesi 2, 25 “Adamo e sua moglie erano tutt’e due ignudi, ma non avevano vergogna, in grazia della loro santità originale.”
( ) Perché in terra Dio fece tutto bello, buono e innocente, come il Paradiso, di cui il mondo e l’uomo erano un riflesso. L’uomo e la donna fino a che conoscevano e vedevano le cose e se stessi con la mente e gli occhi immacolati di Dio, non sentivano vergogna della loro nudità materiale, come non l’ebbe il Signore nel crearli così. La vergogna spuntò invece appena Eva e Adamo conobbero e videro se stessi con la malizia e con gli occhi della concupiscenza, la quale è il riflesso della maliziosità che si annida nel demonio.
Genesi 3, 7 (dopo che Adamo ed Eva ebbero mangiato il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male) “ Si aprirono allora gli occhi di tutt’e due e si avvidero che erano nudi; quindi cucite insieme delle foglie di fico, se ne fecero delle cinture.”
L’uomo e la donna erano nudi e ciò non provocava né imbarazzo né vergogna, né tra loro né in presenza di Dio che li aveva creati così. Nel progetto originario di Dio l’uomo è invitato a vivere liberamente in un rapporto di piena fiducia e di figliolanza con Lui, custodendo il mondo e contribuendo al suo miglioramento in quanto, come scrive S. Paolo “(Rm 8, 29) Dio ci ha predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio Suo”. L’uomo è comunque creatura, cosa che non dovrebbe limitare la possibilità di essere in armonia con il mondo, con i suoi simili e con il Padre e la nudità originaria rappresenta proprio il suo essere creatura, oltre a mostrare la tranquillità e la serenità del rapporto uomo donna, la semplicità e totale fiducia reciproca, la trasparenza di comunicazione, per cui non c’è necessità di coprirsi, di mascherarsi. Adamo ed Eva nudi erano deboli, indifesi, ma non avevano bisogno di proteggersi da nulla, Dio aveva donato loro ogni cosa, l’intero Universo, dovevano solo fidarsi del Creatore. Non mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, non era un atto di obbedienza, ma di fiducia in Dio. La fede è proprio questo, fidarsi di Dio cecamente, e Adamo ed Eva, che dal Padre avevano avuto solo benevolenza e doni, non avevano proprio nessuna ragione per non fidarsi. E invece… fu sufficiente la tentazione di un serpente per incrinare quel rapporto idilliaco che si era creato nell’Eden. Dio chiede solo una risposta di fede, ma non la impone, vuole che sia una risposta libera, e all’uomo viene sempre data la possibilità di scegliere. Il male nasce dal cuore dell’uomo, ma anche dall’esterno, come tentazione, e incredibilmente Adamo ed Eva finirono, nel momento della scelta, di dimenticare i doni di Dio e Gli voltarono le spalle rompendo quel rapporto d’amore che lega l’essere umano ai suoi simili, al mondo e al Padre. Con il peccato Adamo ed Eva hanno rifiutato il progetto di Dio, e rotta l’armonia originaria la nudità divenne una condizione negativa, di vergogna e paura di fronte agli altri e a Dio e così diventarono necessarie le foglie di fico, il costume da bagno attuale, il segno che si è persa l’innocenza e che la falsità caratterizza il rapporto con gli altri.
Quando nudi ci si relaziona con naturisti autentici, non si pensa neanche un istante alla propria nudità, si è innocentemente nudi anche nelle parole, diventa impossibile mentire, si è spontanei e franchi. La relazione umana assume quell’armonia originaria che era nell’Eden, è una relazione vera. Con le creature, animali e vegetali, e con tutto l’Universo, il rapporto di un naturista è ugualmente armonico, lui non sfrutta le risorse più del necessario, e aspira a custodire il Creato senza alterarlo. Armonico è, infine, il rapporto del naturista con Dio, anche se non tutti hanno la fede, che del resto è un dono “(Gv 20,29) Gesù disse a Tommaso: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno” che non è detto venga elargito a tutti negli stessi tempi. Ogni battezzato torna ad essere puro come era Adamo nudo nell’Eden, in quanto con il Battesimo “(San Gregorio Nazianzeno, Oratio 40) il peccato viene seppellito nell'acqua.” Un naturista non ostacola la propria aspirazione a seguire Cristo e ad abbandonarsi alla volontà del Padre stando nudo, anzi è questa sua nudità che, facendogli ricordare come era l’uomo della creazione, può rafforzare il suo rapporto d’amore con Dio. Ci si sente Adamo ed Eva e ricordando il loro peccato, si è stimolati a non ripeterlo, così ci si affida al Padre totalmente, si ha fiducia in Lui, si ha fede, una fede rafforzata dalla nudità.
I membri, anche consacrati, della Chiesa sono, comunque nel proprio cuore, ben consapevoli che la nudità è naturale e non peccato. I missionari dopo essere stati , al seguito dei conquistadores, i primi artefici della vestizione dei popoli da convertire, oggi, sempre più frequentemente, dove operano in Africa e Sud America, con naturalezza non provano vergogna nel mostrarsi nudi pubblicamente ad esempio mentre si lavano. Nelle nostre città, durante la Santa Messa, è diventato abituale vedere giovani mamme che allattano al seno i loro piccoli con l’apprezzamento dei Celebranti.
Dalle Sacre Scritture abbiamo spunti interessanti : l’evangelista Marco è stato individuato dagli studiosi della Bibbia nel ragazzo che…. “ (Mc 14, 51 - 52) Lo (a Gesù) seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. Ma egli lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo.”
Giovanni Battista benché descritto come vestito di pelo di cammello, con una cintura di cuoio intorno ai fianchi, in dipinti famosi, che non scandalizzavano la Chiesa, veniva rappresentato nudo: bellissimo è il quadro del Caravaggio (1602) custodito nei Musei Capitolini di Roma in cui il Santo è un giovane con un montone. Ugualmente nudi sono rappresentati personaggi dell’Antico Testamento uno dei miei preferiti è la “Betsabea con la lettera di David”di Rembrandt (1654) che si trova al Louvre. Perciò senza malizia anche persone Sante sono stare mostrate nude nell’arte, e oggi, che non abbiamo solo la pittura e la scultura, si continua su questa strada: Jean-Luc Godard, un maestro del cinema, non ha esitato a mostrarci una Vergine Maria contemporanea, ripetutamente castamente nuda in “Je vous salue Marie” (1985).
Verginità e nudità due condizioni ben distinte che possono sussistere benissimo in una stessa persona: i naturisti non sono degli esibizionisti malati di sesso, vivere con naturalezza la propria nudità non significa usare il corpo come strumento di peccato eludendo i Santi Consigli di S. Paolo “(1Cor 6, 4,13) il corpo poi non è per l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo.” Il sesso è ben distinto dalla nudità, posso garantire che vi sono naturisti, anche di oltre cinquant’anni, totalmente vergini. La pratica del sesso dipende dal significato che vi si attribuisce: sia tra i naturisti che tra il resto della popolazione c’è chi ritiene il sesso una funzione fisiologica, un modo per relazionarsi, che si può vivere con estrema leggerezza. Chi pensa ciò, cede ai propri istinti ogni volta che ne ha voglia. Viceversa, vi è chi, e tra questi anche naturisti, ritiene la sessualità, sì una relazione naturale tra persone, ma ammissibile solo tra individui che si “Amano” e che caricano quegli atti corporei di affettività, emozionalità, sacralità “(Genesi 2, 24) Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.” I naturisti che hanno quest’etica sessuale, pur vedendo abitualmente la nudità altrui, se non hanno la fortuna di trovare l’Amore reciproco, possono benissimo restare vergini, come, al contrario, individui che in pubblico non mostrerebbero mai completamente la loro pelle possono essere libertini e dediti all’accoppiamento compulsivo.
Pubblicamente in piazza Santa Maria Maggiore davanti al palazzo del vescovo Guido, all'età di 24 anni un giorno di gennaio (o febbraio) dell'anno 1206 il giovane Giovanni Fracesco Bernardone dopo essersi spogliato degli abiti, rappresentando simbolicamente il rifiuto di ciò che è materiale per abbracciare la povertà e dedicarsi agli ultimi, restò nudo. Certo la nudità di S. Francesco aveva ben più alto significato rispetto a quella dei naturisti, ma in comune con loro il Santo aveva lo stesso amore per Dio e per tutto il creato che è bello e buono. Lessi al liceo a voce alta in classe il Cantico delle Creature e mi è rimasto ancora nel cuore:
Altissimo, onnipotente, buon Signore
tue sono le lodi, la gloria e l'onore
ed ogni benedizione.
A te solo, Altissimo, si confanno,
e nessun uomo è degno di te.
Laudato sii, o mio Signore,
per tutte le creature,
specialmente per messer Frate Sole,
il quale porta il giorno che ci illumina
ed esso è bello e raggiante con grande splendore:
di te, Altissimo, porta significazione.
Laudato sii, o mio Signore,
per sora Luna e le Stelle:
in cielo le hai formate
limpide, belle e preziose.
Laudato sii, o mio Signore, per frate Vento e
per l'Aria, le Nuvole, il Cielo sereno ed ogni tempo
per il quale alle tue creature dai sostentamento.
Laudato sii, o mio Signore, per sora Acqua,
la quale è molto utile, umile, preziosa e casta.
Laudato sii, o mio Signore, per frate Fuoco,
con il quale ci illumini la notte:
ed esso è robusto, bello, forte e giocondo.
Laudato sii, o mio Signore, per nostra Madre Terra,
la quale ci sostenta e governa e
produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba.
Laudato sii, o mio Signore,
per quelli che perdonano per amor tuo
e sopportano malattia e sofferenza.
Beati quelli che le sopporteranno in pace
perchè da te saranno incoronati.
Laudato sii, o mio Signore,
per nostra sora Morte corporale,
dalla quale nessun uomo vivente può scampare.
Guai a quelli che morranno nel peccato mortale.
Beati quelli che si troveranno nella tua volontà
poichè loro la morte non farà alcun male. Laudate e benedite il Signore e ringraziatelo e servitelo con grande umiltate.
S. Francesco non avrebbe mai condannato la nudità che è naturale, il corpo è una delle tante meraviglie create da Dio, e chi diffama e colpevolizza i naturisti dovrebbe ricordare queste parole del Vangelo: (Lu 6,37) Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato.
Nudità è non violenza
Il mondo naturista, visto con diffidenza, anche ripugnanza, da molti che non lo conoscono, è ricco di brave persone, ma c’è una cosa che accomuna tutti i naturisti anche quelli che non cercano la Santità e vivono in modo dissoluto: lo spirito di non violenza.
Da sempre se si vuole umiliare un uomo lo si spoglia. Tutti serbiamo il ricordo delle immagini proveniente dal campo di prigionia statunitense di massima sicurezza della base navale di Guantánamo, sull'isola di Cuba, dove i prigionieri venivano prima di tutto denudati per poi infliggergli torture fisiche e psicologiche. Un essere umano nudo è inerme, indifeso, chiunque può facilmente approfittarsi di lui, e i mascalzoni di cui scriverò in un capitolo dedicato, sfruttano proprio questa debolezza intrinseca alla nudità per mettere in atto senza timore le loro pratiche scorrette. Anche i tanti che criticano i naturisti lo fanno sapendo che tanto “quelli non reagiscono, non si ribellano; subiscono e tacciono.” Ed è proprio così; il naturista detesta ogni forma di violenza, è una persona mite che nella nudità rende manifesta la propria debolezza.
Una cosa è certa, mai nel mondo naturista verrà perpetrato un femminicidio. Le coppie naturiste si amano, e spesso molto più di chi naturista non è, di un amore libero, rispettoso dell’altro, senza la possessività e l’egoismo che caratterizza il tipico rapporto che, degenerando, può condurre al femminicidio. L’amato, l’amata sono individui che provano reciprocamente lo stesso splendido sentimento, e ciò a prescindere della scelta libera di mostrarsi nudi ad altri. Tutti possono vedere i loro corpi, ma l’Amore che circola nella coppia è esclusivo. Ci può essere, di rado, gelosia, ma per una parola, un atteggiamento, non per essersi mostrati senza vestiti, un naturista quando è nudo è in una condizione di simbiosi con il creato e neanche si rende conto di essere nudo tra gli altri, è tutto naturale.
Nel mondo Islamico si tende a nascondere tutto ciò che si ha di bello, “per non suscitare invidia”, affermano i mussulmani, e così come esternamente le loro abitazioni di lusso non sono visibili perché celate da alte mura di cinta anonime e insignificanti esteticamente, allo stesso modo nascondono le loro donne allo sguardo degli altri obbligandole ad indossare abiti che svelano solo lo sguardo e a volte neanche quello. La donna vista come una proprietà, una cosa appartenente al maschio padrone che gelosamente mantiene per sé. La donna non ha possibilità di ribellarsi, deve accettare la propria condizione di oggetto. Con questo schema mentale, che purtroppo esiste anche in numerosi cristiani, è chiaro che il femminicidio diventa una possibilità per rispondere alla fine di un rapporto; “quella donna mi appartiene e non mi può lasciare. Se non posso averla più io, non l’avrà nessun altro.” questi pensieri fluiscono nella mente di quegli orribili assassini. Un naturista che non ha problemi a vedere il suo Amore nudo guardato da altri uomini, non può avere i terribili pensieri di chi commette femminicidio; il naturista rispetta in modo estremo chi ama.
Nudità è bellezza
Da sempre gli artisti hanno raffigurato corpi nudi, per il semplice fatto che la bellezza è nuda. Bello un tramonto, le stelle, il mare, gli animali, bello l’intero creato, ma il corpo umano è il vertice della bellezza. Afrodite per i greci, poi Venere per i romani era la dea della bellezza e sempre è stata dipinta nuda, ricordo quella di Apelle nel 300 a.c. , di Botticelli e Mantegna nel 1400, nel Correggio e Tiziano nel 1500 e di Velazquez nel 1600. Come non pensare alla bellezza dei Bronzi di Riace.
I naturisti non sono modelli e modelle, sono creature umane normalissime e di tutte le età. Vi sono persone decisamente in sovrappeso, altre pelle e ossa, donne con la cellulite e uomini con lo stomaco gonfio, giovani e vecchi, ma tutti, dico tutti belli.
Quando si indossa un vestito o un costume la bellezza viene data anche da questo, generalmente più è costato, più è particolare, più è “firmato” più fa sentire belli e sicuri di sé, ma questo mescolarsi di corpo e tessuto induce lo sguardo a cogliere i difetti e a vedere il brutto. Un corpo nudo, invece è solo bello, sembra incredibile per chi non frequenta i naturisti, ma non ho mai sentito criticare qualcuno per il suo aspetto, e ciò è estremamente significativo del fatto che il naturista percepisca l’essenza della bellezza.
Il corpo è bello, perché nasconderlo? Qualsiasi artista vorrebbe i propri lavori esposti al pubblico, e sarebbe gratificato tantissimo se la gente facesse la fila per ore, pur di vederli, e Dio non è forse il sommo artista che ha creato gli unici capolavori realmente autentici, gli uomini possono farne solo una copia, pur bella, ma una copia. Il capolavoro essere umano è nudo, e se non vi fosse stato il peccato, ancora lo sarebbe, perché si dovrebbe nascondere il corpo umano, una meraviglia del Creatore. Non è esibizionismo è il piacere di concedere a tutti la possibilità di vedere la vera bellezza materiale del creato.
Nudità è libertà
Il naturista è nudo per scelta libera e consapevole, nessuno lo obbliga, anzi la sua è una scelta che induce critiche e biasimo, ma ciò non gli importa, lui sa di non fare male a nessuno, e stando nudo il suo corpo grida la voglia di vivere liberamente la propria natura di creatura , senza essere oppresso dalle mode e dalle consuetudini . E’ bellissimo sentirsi liberi, come Dio ci ha sempre voluto. Ovviamente un naturista non vuole dare scandalo, “(Mt 18, 6-7) Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!” sebbene ritengo siano altri gli atteggiamenti umani scandalosi, dalla corruzione alla sopraffazione, dalla violenza alla volgarità, piuttosto che il mostrarsi nudi, è giusto evitarlo di fronte a persone che si sentirebbero a disagio, per questo è necessario che esistano luoghi ben segnalati approvati con delibere apposite per la pratica del naturismo. Non accetto, invece, la pratica naturista dove “è tollerata”; questa tolleranza sottintende comunque una colpa, che una persona nuda non ha. Vi è la stessa differenza che c’è tra un autodromo, dove le auto sono autorizzate a correre, e una strada dove non vi è mai nessuno che controlla se vengono rispettati i limiti di velocità, lì uno potrebbe anche correre, è tollerato, ma comunque fa una cosa che non si deve fare, e ciò, riportandolo per analogia alla pratica del naturismo è inaccettabile.
Qualsiasi cosa si faccia senza limitare la libertà altrui, senza fare del male, ma con fini innocenti, buoni, non può essere considerata errata. Se una cosa si fa per amore non può essere peccato e ciò lo esprime bene S. Agostino in questa sua poesia “Ama e fa ciò che vuoi”:
Sia che tu taccia,
taci per amore.
Sia che tu parli,
parla per amore.
Sia che tu corregga,
correggi per amore.
Sia che tu perdoni,
perdona per amore.
Sia in te
la radice dell’amore,
poiché da questa radice
non può procedere
se non il bene.
Ama e fa ciò che vuoi.
Anche azioni che agli occhi della gente appaiono sicuramente peccaminose, poi possono non essere tali agli occhi di Dio, che è l’unico che legge nel cuore degli uomini e non si ferma alle apparenze. Ricordo due film che evidenziano questo aspetto fondamentale per comprendere che un naturista, se ha il cuore puro, può essere in Grazia di Dio: “Le onde del destino” di Lars Von Trier , del 1996, in cui la protagonista per amore del marito divenuto infermo, si convince di doversi concedere sessualmente ad altri uomini per farlo guarire e muore stuprata da decine di marinai su una nave dove era salita sapendo che avrebbe dovuto fare sesso con tutti. Alla sua morte il cielo si apre e Dio accoglie in paradiso quella donna che solo Lui sapeva essere Santa. Il film è di una bellezza sconvolgente, tocca il cuore e ogni volta che lo rivedo piango. Meno intenso è “Punto d'impatto (The Ledge)” un film del 2011 di Matthew Chapman, dove il protagonista, pur non volendolo assolutamente, si suicida per salvare la donna che amava. Anche qui l’amore giustifica un gesto che agli occhi umani è peccato.
Sono certo che il Creatore non condanna i naturisti solo per il fatto di esserlo, e scrutando nel mio cuore non mi condannerà per questo piccolo libro che ho scritto. Mi rendo conto che molti leggendolo potranno criticarmi: “Ma chi si crede di essere? E’ blasfemo? Non si vergogna a citare le Sacre Scritture?” Ho avuto mille freni che mi hanno trattenuto a lungo dallo scrivere, ma nella mia libertà, avendo un fine buono, non cattivo, ho deciso di procedere. Ovviamente qualsiasi Sacerdote, se solo avesse potuto cimentarsi in un opera a favore del naturismo, sarebbe stato molto più autorevole di me e avrebbe trattato molto meglio gli argomenti di cui ho scritto, ma nel mio piccolo sono un membro vivo della Chiesa e allora, chiedendo l’aiuto dello Spirito Santo ho messo su carta i miei pensieri. Sono stanco di essere additato come un poco di buono perché mi sento felice quando sono nudo tra gli altri, e conosco tante persone molto migliori di me che hanno lo stesso piacere quando si integrano, nudi, con la natura; perché dovrebbero essere diffamate? Tra i naturisti si trovano i migliori valori: l’onestà, l’amore, il rispetto, il senso di appartenenza al creato, la mitezza. In nome della libertà voglio anche concludere con la preghiera che recito quando sono nudo, e non si offendano i ben pensanti, perché non credo di amare Dio e Cristo meno di un sacerdote o di una suora:
Abbà, Padre
nudo come mi hai creato ti prego,
aiutami a resistere anche alle tentazioni della carne.
Grazie per il Creato,
aiutaci a custodirlo con amore.
Grazie per la vita che ci hai donato
che è bellissima.
Nudità e mascalzoni
Il demonio di nasconde ovunque, era nell’Eden ed è tra i naturisti; anche la Chiesa non è esente dalla sua malefica influenza, basti pensare ai numerosi casi di pedofilia che hanno coinvolto insospettabili sacerdoti. Tra i tanti naturisti dal cuore puro si nascondono dei mascalzoni, forse persone malate, di sicuro disoneste e cattive, che approfittano della mitezza delle brave persone che stanno nude, che mai reagiscono con violenza:
- i guardoni sono i meno “pericolosi”; poverini hanno bisogno di guardare i genitali maschili o femminili per soddisfare i propri appetiti. Un naturista generalmente non pensa di essere nudo, ma può capitare che a qualcuno dia fastidio sentirsi gli occhi addosso. Si potrebbe invitarli a smetterla gentilmente o basterebbe un borsone nella direzione del loro sguardo per impedirgli quella visione di cui tanto hanno bisogno. Veramente disdicevoli sono invece coloro che non si limitano a guardare, ma registrano immagini con i loro telefonini, per poi postarle sulla rete. Ciò è veramente da mascalzoni, si dovrebbe vietare negli ambienti naturisti l’uso degli smartphone. Purtroppo la parola divieto non rientra nel vocabolario di un naturista, così non resta che sperare di non diventare un immagine per l’autoerotismo dei “maiali”.
- gli scambisti sono l’altra categoria di mascalzoni che si mescolano ai naturisti, sebbene il fenomeno sia francamente evidente solo a Cap d'Agde, in Francia, si verifica anche da noi. Vi sono gli scambisti veri, che cercano coppie con analoghe perversioni e quelli finti, questi pagano una prostituta che deve recitare la parte della moglie per poi proporre lo scambio a un’altra coppia sicuramente “disturbata”, ovviamente in tal modo i rischi di trasmissione di malattie veneree sono elevati, ma, sinceramente, penso che se le meritino. Per tutelarsi da questi individui è sufficiente un bel “NO!”.
Epilogo
Vorrei concludere questa mia difesa appassionata del mondo naturista esplicitando alcuni miei sogni:
- gli amministratori locali e/o regionali dovrebbero prevedere la creazione di aree autorizzate per naturisti (non aree dove si tollera la loro presenza): sarebbero sufficienti 300 m di spiaggia ogni 100 Km, almeno vi sarebbero dei luoghi dove potere vivere serenamente, con gioia, la propria nudità in armonia con la natura e senza timore di dare scandalo;
- sarebbe bello se, in queste spiagge autorizzate, la domenica venisse un sacerdote a celebrare la Santa Messa e ugualmente stupendo sarebbe se il Santo Padre concedesse, non dico una giornata del Giubileo della Misericordia, ma almeno un’udienza nell'Aula Paolo VI (Sala Nervi) ai naturisti, un tale evento aiuterebbe a smorzare tutte le ingiustificate malignità che i naturisti devono subire, soprattutto in Stati come l’Italia.
Sia lodato Gesù Cristo
Indice
pag. 1 ….…………Prefazione
pag. 3 .……………Nudità è naturale
pag. 18 ……………Nudità è non violenza
pag. 22 ……………Nudità è bellezza
pag. 25 ……………Nudità è libertà
pag. 31 ……………Nudità e mascalzoni
pag. 34 ...…………Epilogo