In tutto il catechismo non c'è una sola riga contro il naturismo, semmai contro l'uso improprio del corpo, e qui leggo volentieri, segaioli, maniaci, coloro che riducono dimensioni delle vesti per essere sempre più tendenziosamente nudi (leggi attiranti, esibizionisti), sempre più trasparenti, per attirare meglio sessualemnte le persone. Nel naturismo la nudità non è a fini sessuali, anzi allontana coloro che ne vogliono fare un modo d'essere e di fare. Cioè non si sta nudi per attirare sessualmente, per cui non c'è malizia ne perversione, come nel giardino dell'Eden prima della mela. Bisogna far molta attenzione quando si leggono i reclami vari che siano ben esposti, trattati da gente che se ne intende, che non siano fini e se stessi, che non trattino altre situazioni. Quello che ci frega è che spesso chi ne parla non conosce il naturismo e associa come molti il nudo esclusivamente al sesso, senza fare le giuste distinzioni....d'uso
Nell'altro topic ho letto "Comunque non affronto l'aspetto teologico sul quale non sono assolutamente competente, riporto e valuto solo i fatti, se poi questi contrastino con la teologia mi fa piacere ma ai fini pratici ha, purtroppo, poca rilevanza."
Non è del tutto vero che non ha rilevanza. Forse civilmente, forse con le massa, ma moltissimi naturisti son credenti, e spesso si sentono attaccati e in colpa quando leggono di peccati mortali e altre argomentazioni del genere. Per cui non è un problema da poco, ma è grandissimo per molti.
Personalmente dico loro.
Un peccato per essere mortale deve essere contro i comandamenti. L'unico accennabile può essere il 9) non desiderare la donna d'altri (genericamente inteso). I/le compagne altrui si possono desiderare sia vestiti che nudi, e non credo che il naturista VERO si interessi di desiderare. Perlomeno non è questo lo spirito, se poi uno desidera, lo fa a prescindere dall'essere nudo.
Inoltre raccomando loro un esame di coscienza serio del tipo: stando nudo vado contro me, contro Dio o contro il prossimo? In che modo?
Io mi son risposto da tempo. Non faccio nulla di male, sto come Dio mi ha fatto, nudo. I vestiti son stati dapprima inventati per il freddo, poi son stati sempre più usati per apparire, per adescare. Per cui son più maiale quando mi metto la maglietta firmata, i jeans strafighi, etc etc, che non quando sto nudo, che faccio quasi pena, col mio bel panzerotto. E i miei pensieri, son forse malevoli? No di sicuro. Un bel corpo vestito mi attizza, un corpo anche bello ma nudo, con i suoi bei difetti, sessualmente parlando, mi fa venir voglia di essere casto e puro. Da naturista non guardo un bel nulla, guardo solo l'intelligenza di chi mi sta di fronte, bello o brutto, non fa nessuna differenza. Se lo guardo sessualmente, sai i difetti che trovo... depilazione, panzerotti, cellulite, manicotti, c... bassi e sfatti, muscolatura andata, e cosi via dicendo.
Poi trovo qualche vecchio prete o vescovo che mi inventa la messa di riparazione per il nudismo a Dante, che ha suscitato tanto scalpore. Non so se nelle intenzioni di chi l'ha pensata c'era compreso tutto il nudo in generale, ma per me è stata e sarà sempre una riparazione per il male che circonda il nostro mondo, e mi riferisco a coloro che usano il nudo per sesso. Per questo non mi sono scandalizzato affatto ne sentito offeso. Io non sto facendo nulla di male, non esibisco, non sessualizzo, non cerco di attirare, sto solo senza un pezzetto di stoffa attraente e firmata, ripeto, come Dio mi ha fatto, e per questo mi sento più che a posto.