E sia, andiamo brevemente OT. Scusatemi, sa sentire ancora affermazioni come quella di Alex, mi stimola troppo. Spero che non mi banniate e che non me ne vogliate.
Alcuni dati di fatto:
è universalemtne riconosciuto, e non certo da adesso, ma da sempre, che la Bibbia NON E' un libro religioso. spèrattutto nella parte del Vecchio Testamento, ma è un libro storico, di tradizione orale, tutto da interpretare e ragionare secondo gli usi e costumi e la lingua del tempo e della parte che si sta leggendo. Sappiamo benissmo, che al di la che sia stato un BIG BANG o altro, la storia del mondo è iniziata miliardi di anni fa. LEggiamo la Bibbia e vediamo che è stata fatta in 6 giorni. Allora combattiamo Darwin e la scienza sulla costituzione del mondo? No affatto. Una cosa è la realtà, che comunque non conosciamo nemmeno noi, ragioniamo solo per ipotesi probabile, un'altra è un racconto che si tramandavano i pastori ebraici e che 4/5000 anni fa fu cominciato a essere scritto e riportato. E' innegabile che la Genesi rappresenti idealmente come si sia formato il mondo. Non fu forse prima la terra, la luce, poi gli animali e poi l'uomo? E' forse un problema di fede se ciò è cuccesso in 6 giorni o in miliardi di anni? Direi prorpio di no. Nessuno nella chiesa si sogna di affermare il contrario. Sicuramente a suo tmepo ci sarà stato qualche parroco di campagna, che si vide tremare le basi di ciò che non aveva capito. Cosi come i nosti nonni, all'apparire delle prime auto e treni si sentirono sconvolti nel loro credo, nel loro essere. E allora. Pain piano sono stati accettati e ora tutti andiamo in treno e abbiamo l'auto.Non è fede, non è religone il tempo in cui si è formato il mondo.
Galileo e tantissimi altri grandi della scienza. L'inquisizione. Una cosa è la realtà dei fatti e una cosa la storia vera. E qui lancio un'accusa, che usci una decina d'anni fa nella scuola italiana. I libri di storia delle scuole italiane, dal dopoguerra in poi, furono scritti da due insigni, certi C. e F., notoriamente marxisti puri, di quelli per i quali la religione è l'oppio dei popoli, Che aspettarsi di diverso che approfittare di ogni occasione per parlar male della religione, del papa etc. Solo da 10 anni circa a questa parte, pensiomento dei due, insorgenza di nuovi autori, ha fatto si che molte verità del passato fossero rivoluzionate e ci arrivano come nuove, vedi il racconto di Messori.
Altra cosa. Vero che ci fu l'inquisizione, vero che ci fu l'oscurantismo, vero che in nome della fede furono fatte tante porcherie, certamente più in modo politico corrotto, che non da difensori della fede. Vogliamo vedere tutta la nostra storia e quella degli stati se è un tantino diversa o è tutta una fotocopia. Vogliamo parlare di feudi, di vassalli, di "jus prime nocti", di fascismo, della caccia ai pellerossa, delle "streghe" bruciate da mormoni e cristiani, della caccia ai ceceni, vogliamo parlare dei burka, delle impiccagioni di omosessuali, delle lapidazioni di adultere, dell'infibulazione, di stati teocratici che inneggiano alla guerra santa, delle torri gemelle e cosi via dicendo? Come vedete il mondo è tutto uguale, una ruota che gira e che fa le stesse cose, sempre, solo mascherate da caccia alle streghe fatte in modo diverso. A onore della chiesa, se mi permettete, abbiamo avuto almeno un papa, Giovanni Paolo II, che si è preso la briga, almeno (ripeto), di chiedere scusa a nome dei suoi predecessori che hanno sbagliato, riconoscendo i torti inflitti. non ho mai sentito la stessa cosa da Bush, fa Berlusconi o Prodi, da Komeini ne da nessun altro.
A parte questo, credo che quando si parla di questi argomenti, e qui vengo al sodo, non si può sempre rivangare il passato, soprattutto senza avere le mani pulite per primi. I nostri problemi li stiamo vivendo adesso, con la gente e con le regole o meglio, con le regole immaginate, che abbiamo adesso. il passato non centra nulla. Per cui è suelle ocse di adesso che bisogna confrontarci e discutere.
Poi ultima cosa. A quanto mi risulta, i problemi non ci vengono dalla chiesa, ma da chi ne fa parte, secondo me, in modo indegno, se non altro perchè guarda la pagliuzza nell'occhio degli altri, ma non vede la trave che ha nel suo: il popolo e chi lo comanda. E' il popolo, istigato dai massmedia, che spinge i politici a ignorarci e a darci addosso. Più qualche prete, Si e allora? Le regole che contano son quelle scritte e che formano la tradizione, non le esternazioni paradossali di chi ha paura del treno che sta vedendo per la prima volta