Vorrei fare una considerazione, dopo tutti questi interventi. Ed è questa.
Siamo proprio sicuri che il merito di queste cose sia da attribuire alle associazioni, uno o l'altra che sia ?
Perchè ritengo sia un punto interessante da stabilire. Veniamo ad alcune considerazioni.
L'associazione, qualunque, non è certo un supporto "politico", nessuna associazione naturista in Italia può vantare un numero consistente di associati, neppure mettendole tutte insieme. Senza considerare che anche qualora tali associazioni fossero consistenti, non è detto che siano indirizzabili verso una linea politica e per questo avere un particolare peso socioculturale.
Un'altra considerazione è che le cosidette autorizzazioni sono tutte con caratteristiche similari e cioe, strettamente lccali, non solo perchè la controparte è locale (il comune), ma perchè sono proprio coloro che vivono localmente maggiormente interessati ad ottenere queste autorizzazioni, di cui ovviamente tutti possono poi usufruire.
Terza ed ultima considerazione. Le ultime autorizzazioni al nudismo, come anche quelle pochissime precedenti (ma non mi sembra ve ne siano molte) derivano da una sostanziale condizione di fatto. Gli arenili in questione erano frequentati da anni da nudisti/naturisti. Ciò , a mio avviso è fattore determinante, non tanto per un ipotetico diritto acquisito che nella fattispecie non è applicabile, ma quanto alla sostanziale accettazione o, perlomeno , tolleranza delle popolazioni circostanti. Vorrei vedere se una richiesta in tal senso potrebbe essere fatta in una località, se pur isolata, e poco frequentata da chiunque, ma che non ha mai registrato la presenza di nudisti/naturisti.
In sintesi penso che più che le associazioni, siano le persone, alcune persone, che ritemgono od hanno ritenuto di impegnarsi affinchè si potesse stare nudi in un determinato luogo senza incorrere in problemi normativi. Lo ha ben detto a_fenice, nel suo intervento: Parlare a sfinimento con le istituzioni locali. Ha detto proprio parlare. Il che significa che qualcuno si è preso la briga di rompere fino a quando non è riuscito ad ottenere. Magari altri lo hanno fatto senza successo. L'associazione può essere una sorta di "garanzia" in quanto la sua esistenza e visibilità (cioè non segreta) induce, giustamente, gli interlocutori a pensare che vi siano presupposti seri dietro le istanze che vengono presenate.
Purtroppo, trattandosi di autorizzazioni comunali, e se non erro annuali, basta che cambi la giunta o che vi sia qualche recriminazione o reclamo, che le cose decadono, vanificnado l'impegno di coloro che si sono sbattuti per ottenerla.
Se quella dell'autorizzazione al nudismo in alcune zone è comunque una conquista e coloro che l'hanno resa possibile sono meritevoli, penso che non dobbiamo dimenticare che quella da vincere è la guerra. Eliminare il reato. Dopo molte spiagge si "autoautorizzeranno" sempre con i limiti del buon senso e della creanza, ma nella certezza che mettersi nudi almeno a prendere il sole e fare il bagno non sia un crimine, ottenendo di colpo un numero di nudisti e nudiste che non pensavamo proprio esistessero in Italia [:)] Ed anche coloro che non voranno fare nudismo non si accorgeranno che di fianco a loro sotto l'ombrellone sull'arenile, c'è un signore e una signora completamenti nudi intenti a leggere lei Orgoglio e Pregiudizio e lui (sigh) la Gazzetta dello Sport[:D]