Uscita la proposta di legge in veneto

a_fenice 17/10/2013 19:59 13.361 Visite
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17/10/2013 19:59
Messaggio di a_fenice Speriamo non sia troppo limitante, alcune parole mettono in agitazione, ma a prescindere se passa sarà un riconoscimento non da poco...finalmente le cose cominciano a decollare.
...quoto...[:(]
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17/10/2013 19:59
http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=80&p=84&c=5&e=88&t=0&idNotizia=24873 questo il comunicato stampa....tutti alla caccia della proposta..... Speriamo non sia troppo limitante, alcune parole mettono in agitazione, ma a prescindere se passa sarà un riconoscimento non da poco...finalmente le cose cominciano a decollare. I primi ringraziamenti ad ANAA che si è sbattuta moltissimo per il progetto Spero solo che nell'articolo letto ci siano molte esagerazioni, altrimenti ci sarà poco da gioire
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17/10/2013 20:17
Questa frase, "i comuni possono destinare al naturismo, spiagge, boschi, parchi ed altri ambienti naturali di proprietà demaniale o di enti pubblici." lascia un po di amaro in bocca, sembra ci sia sempre qualcuno che è subito pronto a mettere le mani sugli affari....che almeno tutelino il naturismo...
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17/10/2013 20:26
"La gestione di tali aree potrà essere concessa a privati, ad associazioni o ad organizzazioni riconosciute che ne garantiscano il buon funzionamento e la fruizione." Io mi preoccuperei anche di questa frase. In quale modo i privati e le associazioni (che sono pure sempre private) gestiranno queste aree? Queste aree rimarranno ad accesso libero o doverranno a pagamento, ma soprattutto se venisse fatta una selezione all'ingresso (cosa al quanto difficile da realizzare) in quale modo verrebbe fatta?
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17/10/2013 20:31
Forse ho copiato il passo sbagliato,ma quello che volevo esprimere è proprio quanto detto da te Asterix [:D]
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17/10/2013 23:15
non è la sola frase che mette agitazione: “tutte le aree, pubbliche o private destinate al naturismo dovranno essere opportunamente delimitate per evitare ogni promiscuità di spazi con chi non condivide tale pratica” Delimitate come? Un cartello o ombreggianti, o barriere architettoniche, alias muri tipo ghetto? “i comuni possono destinare” possono, non devono e … in Abruzzo c’è il devono e dopo un mese ancora non si è mosso nessuno, se ci metti il possono ,,si muoverà qualcuno? "purché in aree appositamente destinate e accessibili soltanto a coloro che condividono tale pratica” ancora... accessebili soltanto...in che modo riconosciuti? basterà il pisello nudo, o ci vorrà tessera come ai campeggi? "La gestione di tali aree potrà essere concessa a privati, ad associazioni o ad organizzazioni riconosciute che ne garantiscano il buon funzionamento e la fruizione." Significa? Che se un imprenditore, un'associazione, ne chiede la gestione si apre, altrimenti niente luogo nudista? Un imprenditore prende se ha struttura, o stazione balneare (lettini ombrelloni etc). Non credo investa, se ci sarà da investire, in una riserva naturale, dove non trae guadagno se non da? Bar? Toilette? Ingresso? Domandone... Associazione. Un'associazione potrebbe prendere un luogo, ma non potrà essere presente nemmeno h12/7, ma al massimo h8/2, cioè we. Sempre che abbiano volontari, perchè se ci vogliono stipendiati.... E gli altri giorni? Uno che fa uno stagionale del genere, non si accontenta di 500 €/mese, ma anche fosse...con i contributi...minimo due persone...aprile/settembre ....aiutooooo Insomma che legge sia, cerchiamo gli scritti, ma queste son le cose poco chiare che mettono ansia. Faccio le corna
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Nudomark
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17/10/2013 23:27
Noi stiamo studiando qualcosa x la Lombardia cercando di fare il meglio. Poi sarà da vedere se si riesce ad arrivare alla Regione...
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17/10/2013 23:50
Nudomark ha scritto:
Noi stiamo studiando qualcosa x la Lombardia cercando di fare il meglio. Poi sarà da vedere se si riesce ad arrivare alla Regione...
a noi del sito piace molto la proposta già fatta a suo tempo per uns, forse utopistica, ma copiare quella abruzzese, già vincolerebbe i comuni a darsi da fare, cosi come le associazioni a chiedere per ottenere. Già scritta, senza inventarsi altro ne faticare..... a volte fare i copioni si fatica di meno
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Nudomark
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17/10/2013 23:56
a_fenice ha scritto:
Nudomark ha scritto:
Noi stiamo studiando qualcosa x la Lombardia cercando di fare il meglio. Poi sarà da vedere se si riesce ad arrivare alla Regione...
a noi del sito piace molto la proposta già fatta a suo tempo per uns, forse utopistica, ma copiare quella abruzzese, già vincolerebbe i comuni a darsi da fare, cosi come le associazioni a chiedere per ottenere. Già scritta, senza inventarsi altro ne faticare..... a volte fare i copioni si fatica di meno
Max forse mi è sfuggita, mea culpa[:I] me la segnali che prendo nota!!
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18/10/2013 00:18
eppure ci avevi pure scritto...grrr, mi diventi vecchio [:D][:D][:D] ops, anziano [;)][;)] http://ezine.inudisti.it/articolo.aspx?IDezine=119 questa sarebbe l'eccelso, stai nudo dove non è vietato..... cmq non è affatto male neanche quella abruzzese, purtroppo siamo in Italia
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18/10/2013 08:31
a_fenice ha scritto: Insomma che legge sia, cerchiamo gli scritti, ma queste son le cose poco chiare che mettono ansia. Faccio le corna
In questo periodo in cui Stato, Regioni e Comuni cercano di raggranellare soldi ovunque, mi pare abbastanza improbabile che possano concedere aree demaniali ai "privati" a titolo gratuito. Ma poi perchè ancora prima di individuare le aree, senza fretta, visto che i comuni "potranno" e non "devono" già si definisce che dovranno essere gestite e controllate dalle associazioni, in Veneto, il Mort a parte una piccola parentesi è sempre stato libero ad accesso pubblico e non ci sono mai stati problemi. Questa frase sembra dettata da chi ha richiesto questo regolamento. Poi un riferimento alla riga in cui si dice che le aree "dovranno essere adeguatamente segnalate, recintate, in modo da evitare la promiscuità", praticamente diventerebbero tutti campeggi privati e mi sorge sempre la solita domanda: "Se il naturismo è così remonerativo come tutti dicono, perchè nessun proprietario di campeggio tessile lo ha mai convertito al naturismo?" un esempio valido ne è il Camping Classe del Dante, che con la spiaggia nudista ridotta ai minimi termini ha eliminato la zona FKK del campeggio.
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18/10/2013 09:44
Io so una cosa: i giornalisti spesso, anzi sempre, mettono del loro negli articoli. Non è facile leggere un articolo che non riporti cose non scritte o non dette. Scrivono le cose che fan più odiens. Questa è la mia speranza, che quelle frasi che mettono così ansia siano poi dettate da ciò che si legge in giro di solito. Prima di condannare cerchiamo i testi veri e a prescindere conterà la legge finale. Mi auguro solo che i tanti paletti letti non ci siano, sarebbe il secondo autogoal dopo l'Emilia Romagna: il divieto assoluto al nudismo. Due gli aspetti negativi principali: la sistemazione dell'area e la gestione. Se creano spiaggetta di 200/500 mt, chiuse da recinti/ombreggianti/ barriere e non semplici cartelli, come recuperare gente dalla Croazia o Francia o Spagna, dove vivono il nudismo senza barriere, ma al massimo solo con dei confini? Chi vorrà entrare in una specie di ghetto/ serraglio? Se la storia della gestione diventa vincolante, in aggiunta alla possibilità e non all'obbligo di trovare zone, se non c'è un imprenditore (che deve tirarci fuori i soldi) chi mai potrà chiederla?
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18/10/2013 12:02
Art. 2.4 Se non sei tesserato non entri, questa dovrebbe essere la regola, ma mi aspetto le solite discussioni del tipo "Scusa, ma qua da noi solo coppie". Art. 3.4 I gestori dovranno attrezzare le aree. Con quali soldi? Ma un' altro dubbio mi rimane, quando si dice che le zone dovranno avere una barriera visiva naturale o dovranno essere adeguatamente circoscritte, secondo voi sarà possibile tirar su una siepe di almeno 2,5 metri in spiaggia? Perchè se vogliamo attirare il naturismo estero ci vuole la spiaggia, i naturisti nord-europei di aree e campeggi in mezzo ai boschi ne hanno a bizzeffe, a loro manca la spiaggia e il mare. Rimango dell' idea che questa proposta di legge mi pare scritta su misura sull' associazione che l'ha proposta e che propone una sorta di provatizzazione del naturismo, invece che renderlo libero e fruibile a tutti, gratuito e libero da vincoli associativi.
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