Uscita la proposta di legge in veneto

a_fenice 17/10/2013 19:59 13.365 Visite
Avatar
76forever
Utente
Messaggi: 69723
09/02/2014 01:43
a_fenice ha scritto:
LA seconda versione uscita era diventata molto più libera e meno di nicchia, rimanevano un paio di punti tipo i "servizi/cessi" della legge romagnola, speriamo che prima di approvarla, in qualche modo, siano riusciti a rivederla. A prescindere è un successo. I nostri complimenti ad ANAA per aver raggiunto il risultato. Auguriamoci che non lo sia "per pochi", ma "per tutti". Però, leggendo i vari notiziari usciti, ce n'è uno che come al solito........ ma i giornalisti qualche volta si informano? http://www.bibione.info/2013/10/approvata-legge-naturismo-nudismo-veneto/ Il veneto non è la prima regione, ma la terza. Vabbè, non è un problema. Comunque non possiamo parlare solo con la proposta. Alcune parti di essa potrebbero essere state cambiate anche in sede di votazione. Aspettiamo l'uscita del testo integrale, e sapremo cosa ci potremo aspettare. Notizia: già i giornalisti ci stanno chiamando per sapere noi che faremo. Noi? Nulla.... Saranno le varie associazioni, i vari referenti veneti, a muoversi e a chiedere, sempre che siano spariti i vincoli restrittivi di gestione e controllo che ancora rimanevano anche nella seconda proposta.
Quali sono le altre due regioni, oltre al Veneto? P.S.: io vorrei procurarmi qualche bel libro sulla storia del naturismo (quali sono state le strutture e le località più popolari nelle varie epoche della nostra storia ecc.) in Italia, anche dal punto di vista normativo. Quali testi mi consigliate?
Avatar
Utente
Messaggi: 2555
09/02/2014 02:10
Emilia Romagna e Abruzzo
Avatar
Utente
Messaggi: 1925
09/02/2014 09:12
76forever ha scritto: Io ho trovato sul web quest'articolo in cui -mi pare di capire- si dice che il naturismo si potrà praticare sulla Spiaggia del Mort (che è quella su cui già era avvenuta la "sperimentazione" di tre anni fa, o sbaglio?) ma non su altre spiagge. A proposito, chi non utilizza un mezzo privato come può raggiungere questa Spiaggia del Mort?
1) Non fidarti mai degli articoli che trovi in rete, spesso sono scritti da incompetenti e se proprio vuoi fare riferimento a quelli cerca se non altro delle conferme. 2) Al Mort si sta nudi da sempre, ma pur sempre senza una regola ufficiale e si continuerà a farlo in questo modo, dato che a quanto pare la nuova legge non autorizzerà la nudità nelle spiagge libere, a meno che queste non vengano recitante, controllate ecc. Ma per avere conferma di questo aspettiamo che esca il testo ufficiale della legge. 3) Penso che in estate ci siano mezzi pubblici che arrivano ad Eraclea Mare, per questo prova a dare un' occhiata ai siti dei trasporti pubblici locali (mi pare che l' azienda locale sia la ATVO).
Avatar
76forever
Utente
Messaggi: 69723
10/02/2014 03:24
Bene, grazie ad entrambi! ;)
Avatar
Utente
Messaggi: 155
14/02/2014 21:25
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO IX LEGISLATURA 187ª Seduta pubblica – Mercoledì 29 gennaio 2014 Deliberazione legislativa n. 7 OGGETTO: PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI BASSI, BOND, BOZZA, POSSAMAI, MAROTTA, PETTENÒ E TONIOLO RELATIVA A “RICONOSCIMENTO E VALORIZZAZIONE DEL TURISMO NATURISTA”. (Progetto di legge n. 351) IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO VISTA la proposta di legge d’iniziativa dei consiglierei Bassi, Bond, Bozza, Possamai, Marotta, Pettenò e Toniolo relativa a “Riconoscimento e valorizzazione del turismo naturista”; UDITA la relazione della Sesta Commissione consiliare, relatore il consigliere Andrea BASSI, nel testo che segue: “Signor Presidente, colleghi consiglieri, il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente (Definizione dell’International Naturist Federation, presentata al 14º Congresso Naturista Mondial, 1974). A livello nazionale ancora manca una specifica normativa mentre, per quanto riguarda le altre regioni, l’Emilia Romagna si è dotata di una legge regionale in tal senso già dal 2006 e, negli ultimi anni, sia in Lazio che in Piemonte, sono stati presentati progetti di legge volti al riconoscimento e alla valorizzazione turistica della pratica naturista. Il naturismo è un movimento che si propone di favorire un contatto diretto e libero dell’uomo con l’ambiente naturale, ad di fuori di ogni convenzione sociale, un movimento che partendo dal rispetto per le persone fa propri i valori di tutela e protezione della natura, degli animali, dell’ambiente più in generale attraverso uno stile di vita che vede la nudità come logica conseguenza di tale approccio culturale. Si tratta di una pratica antica, largamente diffusa in Europa dove il numero di naturisti è in continua, costante ascesa e si attesta oggi, secondo i dati della Fenait (Federazione naturista italiana), sui 20 milioni circa di persone. Negli ultimi 30 anni il naturismo si è diffuso anche in Italia dove sono presenti numerose associazioni che reclamano spazi adeguati per una pratica considerata come una vera e propria filosofia di vita. Nel Veneto esiste l’Associazione Naturista ANAA-SFKK VENETO che, nel giugno 2011, ha ottenuto dal comune di Jesolo l’utilizzo di una parte della spiaggia del Mort (morfologicamente in territorio di Eraclea, ma amministrativamente in comune di Jesolo), varando così ufficialmente la prima spiaggia naturista nel Veneto. Questa associazione fa ora presente che sono numerose le richieste di spazi e strutture ricettive provenienti da associazioni naturiste e agenzie turistiche di tutto il mondo (fra le prime: Russia, Usa, Canada, Olanda, Spagna, Francia, Germania e Austria) e chiede alla Regione di riconoscere e regolamentare lo svolgimento di tale pratica, promuovendo al contempo una nuova forma di turismo. Da un punto di vista economico, infatti, il turismo naturista è una voce importante. Il suo fatturato in Europa è stimato in circa 700 milioni di euro con circa 600 strutture. Il Ministero per il turismo francese ha un distaccamento che si occupa di promuovere e coadiuvare lo sviluppo del Turismo Naturista in Francia, turismo che vanta un’offerta molto ricca; in tal modo la Francia si posiziona come la prima destinazione al mondo per il naturismo, registrando ogni anno oltre 5 milioni di pernottamenti, l’impiego di 3.000 persone e generando oltre 250 milioni di euro di fatturato. La Croazia ha molti villaggi turistici naturisti, alcuni fra i più belli d’Europa e oltre 100 spiagge che contribuiscono sensibilmente alla bilancia del turismo croato. In tutti i paesi nordici, Svezia, Germania, Olanda, Benelux, Danimarca, la pratica naturista è riconosciuta e la relativa quota di turismo è significativa. In Spagna, la nazione che più di recente si è aperta al naturismo, oltre a villaggi turistici e campeggi naturisti, esistono alcuni villaggi rurali che sono interi borghi ristrutturati appositamente per il turismo naturista. Il presente progetto di legge è, pertanto, finalizzato a riconoscere e valorizzare turisticamente la pratica del naturismo anche in Veneto. A tal fine si prevede: - il riconoscimento da parte della Regione delle finalità turistico-ricreative del naturismo (articolo 1); - che il naturismo sia consentito liberamente purché in aree appositamente destinate e accessibili soltanto a coloro che condividono tale pratica (articolo 2); - tutte le aree, pubbliche o private destinate al naturismo dovranno essere opportunamente delimitate al fine di evitare ogni promiscuità di spazi con chi non condivide tale pratica e, per lo stesso motivo, dovranno essere riconoscibili dall’esterno e adeguatamente segnalate (articolo 2); - i comuni possono destinare al naturismo, spiagge, boschi, parchi ed altri ambienti naturali di proprietà demaniale o di enti pubblici. La gestione di tali aree potrà essere concessa a privati, ad associazioni o ad organizzazioni riconosciute che ne garantiscano il buon funzionamento e la fruizione (articolo 3). La Sesta Commissione Consiliare, nella seduta del 17 ottobre 2013, acquisito il parere favorevole della Prima Commissione in data 15 ottobre 2013, ha licenziato, a maggioranza, con modifiche, l’unito testo del progetto di legge, che ora viene rimesso all’esame per l’approvazione dell’Aula. Nel dettaglio, in sede di discussione, si è provveduto: - a precisare che la gestione delle aree pubbliche destinate al turismo naturista può essere concesso a privati, ad associazioni o ad organizzazioni che ne garantiscano il buon funzionamento e la corretta fruizione purché ciò avvenga in conformità alla vigente normativa in materia di concessioni - articolo 3 comma 3; - ad introdurre la disciplina dei controlli ponendo in capo ai comuni e agli altri enti pubblici, secondo le rispettive competenze, l’esercizio dell’attività di controllo sul buon funzionamento e sulla corretta fruizione delle aree destinate al turismo naturista - articolo 5; - a prevedere la disciplina delle sanzioni - articolo 6; - a demandare alla Giunta regionale la definizione, entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge regionale, di criteri per il rilascio delle concessioni ed anche per l’individuazione delle aree destinate al turismo naturista. Hanno votato a favore per il Gruppo consiliare Liga Veneta-Lega Nord-Padania i Consiglieri Cenci con delega del Consigliere Possamai e Toscani, per il Gruppo consiliare Popolo della Libertà il Consigliere Tesserin; si sono astenuti per il Gruppo consiliare Futuro Popolare il Consigliere Franchetto, per il Gruppo consiliare Partito Democratico Veneto i Consiglieri Berlato Sella, Fasoli e Marchese, per il Gruppo consiliare Federazione della Sinistra Veneta-PRC Sinistra europea il Consigliere Pettenò e per il Gruppo consiliare Popolo della Libertà il Consigliere Laroni.”; UDITA la relazione di minoranza della Sesta Commissione consiliare, relatore il consigliere Giampietro MARCHESE, nel testo che segue: “Signor Presidente, colleghi consiglieri, non ho molto da aggiungere, se non che con questo provvedimento noi completiamo l’ultimo pezzo di nicchia, se così vogliamo definirlo, di un’offerta turistica che nel nostro territorio mancava come regolamentazione e che ormai, da più anni, le associazioni, che afferiscono al naturalismo, ai naturisti stanno chiedendo. Per cui io credo che il provvedimento debba essere licenziato. L’emendamento, che ho presentato, tenta di stringere anche i tempi con i quali la Giunta debba emanare il regolamento perché i Comuni possano definitivamente dare le autorizzazioni, visto che ormai le aree sono nei fatti già individuate, non è che ci siano grandi necessità. Per cui queste sono le ragioni che ci dicono anche di approvare rapidamente questo progetto di legge.”; ESAMINA e VOTA, articolo per articolo, compreso il relativo emendamento, la proposta di legge composta di n. 7 articoli; PRESO ATTO che la votazione dei singoli articoli ha dato il seguente risultato: Art. 1 Assegnati n. 60 Presenti-votanti n. 47 Voti favorevoli n. 41 Voti contrari n. 2 Astenuti n. 4 Art. 2 Assegnati n. 60 Presenti-votanti n. 45 Voti favorevoli n. 39 Voti contrari n. 2 Astenuti n. 4 Art. 3 Assegnati n. 60 Presenti-votanti n. 47 Voti favorevoli n. 40 Voti contrari n. 2 Astenuti n. 5 Art. 4 e 5 Assegnati n. 60 Presenti-votanti n. 48 Voti favorevoli n. 40 Voti contrari n. 3 Astenuti n. 5 Art. 6 Assegnati n. 60 Presenti-votanti n. 47 Voti favorevoli n. 40 Voti contrari n. 2 Astenuti n. 5 Art. 7 Assegnati n. 60 Presenti-votanti n. 49 Voti favorevoli n. 43 Voti contrari n. 2 Astenuti n. 4 IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA quindi la legge nel suo complesso nel testo che segue: RICONOSCIMENTO E VALORIZZAZIONE DEL TURISMO NATURISTA Art. 1 - Finalità. 1. La Regione del Veneto, nell’ambito delle proprie competenze, ai sensi dell’articolo 117, quarto comma della Costituzione, promuove le condizioni necessarie a garantire la possibilità di praticare il turismo naturista, nel rispetto delle persone, della natura e dell’ambiente circostante. Art. 2 - Delimitazione e segnalazione delle aree destinate al turismo naturista. 1. Il turismo naturista è consentito liberamente, purché in aree, spazi e infrastrutture, appositamente destinati, delimitati e segnalati. 2. Tutte le aree pubbliche o private destinate al turismo naturista, al fine di evitare ogni promiscuità di spazi con chi non lo pratica, devono essere riconoscibili all’esterno e adeguatamente segnalate con appositi cartelli o con altri efficaci mezzi di segnalazione. 3. Nel caso in cui l’area dedicata al turismo naturista non sia situata in luoghi idoneamente appartati o non disponga di una naturale barriera visiva, deve essere collocata un’ulteriore segnalazione e delimitazione che ne attesti la presenza, a idonea distanza e comunque a non meno di 50 metri dall’inizio della stessa. Art. 3 - Aree pubbliche destinate al turismo naturista. 1. I comuni e gli altri enti pubblici locali secondo e nei limiti delle rispettive competenze, possono destinare spiagge marine, lacustri o fluviali, boschi, parchi ed altri ambienti naturali di proprietà demaniale o di enti pubblici locali, alla pratica del turismo naturista. 2. I comuni contermini individuano le aree per la pratica del turismo naturista possibilmente in aree tra loro confinanti. 3. La gestione di aree pubbliche destinate al turismo naturista può essere concessa a privati, ad associazioni o ad organizzazioni che ne garantiscano il buon funzionamento e la corretta fruizione, in conformità alla vigente normativa in materia di concessioni. Art. 4 - Aree private destinate al turismo naturista. 1. Per l’esercizio del turismo naturista in aree private quali campeggi, alberghi, piscine, o altro, si osservano le disposizioni della presente legge e quelle in materia urbanistica e di turismo. Art. 5 - Controlli sulle aree destinate al turismo naturista. 1. I comuni e gli altri enti pubblici secondo le rispettive competenze, esercitano l’attività di controllo sul buon funzionamento e corretta fruizione delle aree destinate al turismo naturista. Art. 6 - Sanzioni. 1. Il comune applica la sanzione amministrativa da euro 500,00 ad euro 2.000,00 a carico del gestore dell’area destinata al turismo naturista ed ordina la sospensione dell’attività nell’area sanzionata per un periodo da dieci a novanta giorni qualora l’area risulti priva di uno o più dei requisiti definiti dal provvedimento di Giunta regionale di cui all’articolo 7. 2. Il comune ordina la immediata cessazione dell’attività dell’area destinata al turismo naturista nei seguenti casi: a) mancato pagamento della sanzione pecuniaria di cui al comma 1, nel termine di sessanta giorni; b) mancato adeguamento dell’area ai requisiti di cui al comma 1 nel termine stabilito dal comune; c) gestione dell’area svolta nel periodo di sospensione di cui al comma 1. Art. 7 - Criteri per il rilascio delle concessioni e per l’individuazione delle aree destinate al turismo naturista. 1. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, individua: a) i criteri per il rilascio delle concessioni, in conformità alla disciplina delle concessioni demaniali, prevedendo in particolare che le aree destinate al turismo naturista: 1) siano localizzate in modo da non causare, di norma, interruzioni alla continuità delle aree fruibili dal turismo non naturista, qualora, per la conformazione naturale dei luoghi, non siano separate e appartate rispetto a quelle del turismo non naturista; 2) abbiano accesso alla risorsa naturale marina, lacustre o fluviale, di interesse turistico; 3) siano concesse con preferenza, a parità di condizioni, alle associazioni o organizzazioni affiliate ad una delle federazioni o confederazioni naturiste nazionali o internazionali; b) i criteri urbanistici per la destinazione, estensione, delimitazione, segnalazione e localizzazione delle aree naturiste anche nel rispetto dell’interesse alla tutela del paesaggio, e in particolare le caratteristiche tecniche delle recinzioni di tali aree in modo da garantire i terzi non naturisti rispetto alla visibilità dall’esterno dei luoghi di pratica naturista. Assegnati n. 60 Presenti-votanti n. 48 Voti favorevoli n. 43 Voti contrari n. 2 Astenuti n. 3 IL CONSIGLIERE-SEGRETARIO f.to Raffaele Grazia IL PRESIDENTE f.to Matteo Toscani INDICE Art. 1 - Finalità. 5 Art. 2 - Delimitazione e segnalazione delle aree destinate al turismo naturista. 5 Art. 3 - Aree pubbliche destinate al turismo naturista. 5 Art. 4 - Aree private destinate al turismo naturista. 5 Art. 5 - Controlli sulle aree destinate al turismo naturista. 5 Art. 6 - Sanzioni. 5 Art. 7 - Criteri per il rilascio delle concessioni e per l’individuazione delle aree destinate al turismo naturista. 6
Avatar
Amministratore
Messaggi: 7475
14/02/2014 22:24
Auguri [;)]
Avatar
Utente
Messaggi: 2408
14/02/2014 22:32
ad occhio parrebbe incostituzionale,non possono cambiare il cp e dire che è permesso solo nelle aree delimitate,comunque non sarò io a scoprirlo
Avatar
Amministratore
Messaggi: 23750
14/02/2014 23:30
Art. 3 - Aree pubbliche destinate al turismo naturista. 1. I comuni e gli altri enti pubblici locali secondo e nei limiti delle rispettive competenze, possono destinare spiagge marine, lacustri o fluviali, boschi, parchi ed altri ambienti naturali di proprietà demaniale o di enti pubblici locali, alla pratica del turismo naturista. "possono", non "devono"..... appare molto castrante. Si individua un bel posto, storico o meno che sia, lo si chiede, e "possono" dire si o no. E se è no, visto che con una legge "altrove" è vietato, visto che si può "solo" negli spazi autorizzati........ Art. 2 - Delimitazione e segnalazione delle aree destinate al turismo naturista. ************ 3. Nel caso in cui l’area dedicata al turismo naturista non sia situata in luoghi idoneamente appartati o non disponga di una naturale barriera visiva, deve essere collocata un’ulteriore segnalazione e delimitazione che ne attesti la presenza, a idonea distanza e comunque a non meno di 50 metri dall’inizio della stessa. Art. 7 - Criteri per il rilascio delle concessioni e per l’individuazione delle aree destinate al turismo naturista. 1. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, individua: *********** b) i criteri urbanistici per la destinazione, estensione, delimitazione, segnalazione e localizzazione delle aree naturiste anche nel rispetto dell’interesse alla tutela del paesaggio, e in particolare le caratteristiche tecniche delle recinzioni di tali aree in modo da garantire i terzi non naturisti rispetto alla visibilità dall’esterno dei luoghi di pratica naturista. Mi sembrano due articoli contrastanti. Il 3 dice che basta, in caso di visibilità, un doppio cartello/avviso. Il naturale a inizio luogo, l'altro almeno 50 metri prima. Non male, ma.... poi c'è il 7, che se traduco bene, dice "se però la zona è in vista, bisogna mettere una barriera alla visibilità. Ombreggiante? Cumulo di rocce? palizzata? Si ok, mettiamo una barriera per non sconvolgere i tessili, speriamo non gli venga in mente di fare un corral, o un muro di Berlino!!!!! Di sicuro la volontà politica in merito la fa da padrone. Se il sindaco, il gestore della riserva e quant'altro non hanno idee naturiste, si può chiedere, ma nulla può essere preteso o nascere. Insomma più o meno come adesso (Esempio: anaa che chiede permesso al comune di Jesolo e viene concesso), con la pregiudiziale che se prima andavi in Brussa e ti mettevi nudo.... ora non puoi più farlo. Smentitemi, ma mi sembra una legge che dice: si, ammettiamo il turismo e la pratica naturista, ma solo se sei autorizzato. Diversamente non puoi più metterti nudo da nessuna parte. E l'ente non può essere obbligato. Quindi, divieto totale, e possibilità di esercizio se e solo se all'ente gli vien chiesto, e se questi aderiscono, altrimenti.... tutti in Croazia. Smentitemi vi prego!!!!!
Avatar
Utente
Messaggi: 3128
15/02/2014 07:48
Questa è una disciplina restrittiva?
Avatar
Amministratore
Messaggi: 7475
15/02/2014 08:26
Andrea vi ha scritto:
ad occhio parrebbe incostituzionale,non possono cambiare il cp e dire che è permesso solo nelle aree delimitate,comunque non sarò io a scoprirlo
Errato: un'istituzione locale non può emettere disposizioni che autorizzino qualcosa che la legge nazionale vieta (fatte salve quelle rare situazioni in cui la legge ammette deroghe), ma possono fare il contrario, ovvero limitare l'attuazione di qualcosa che la legge autorizza anche in forma espressa. Nel campo del nudismo, poi, manca la forma espressa dell'autorizzazione nazionale, ma siamo in una situazione di indecisione: la legge non parla nello specifico di nudo e nudismo, per molti anni però i giudici hanno inteso il nudo e il nudismo come atti contrari alla pubblica decenza e così si è instaurata una convenzione sociale alla quale continuano a fare riferimento le forze dell'ordine se attivate da cittadini o da disposizioni comunali; vero che ormai i giudici ordinari hanno cambiato parere, ma purtroppo la Cassazione, anche con un passo indietro nell'ultima sentenza rispetto alle prime due, pone ancora delle limitazioni al nudismo libero (sebbene in parte ignorate dai giudici ordinari: nelle recenti sentenze hanno tutti fatto riferimento alla prima sentenza della Cassazione) e questo lascia aperta l'indecisione giuridica e nell'indecisione le amministrazioni comunali ci possono sguazzare per farci quello che vogliono!
Avatar
Utente
Messaggi: 532
15/02/2014 11:27
io credo da anni che cercare da subito di avere una autorizzazione o meglio un non diniego al naturismo o nudismo libero in italia sia utopia se non per qualche sporadica amministrazione magari lungimirante. la mentalità è troppo indietro per recepire questo (anche la sola liberta' di ciascuno se non nuoce a qualcun'altro di fare quel che vuole è in discussione in italia), perciò ritengo che si debba partire dall'avere riconoscimento con strutture magari delimitate, magari a fruizione limitata (ma controllata e anche qui in italia siamo famosi per gente che ne approffitta delle aree naturiste e nudiste per altri scopi) che però porti: 1) soldi nelle casse dei ns comuni (magari e possibilmente di stranieri così facciamo cassa e gira un po' più di economia tutto è indotto e fa comodo) 2) se ci saranno turisti naturisti stranieri e non la gente del luogo (magari lavoratori delle strutture stesse) inizierà a vedere un po' alla volta che non c'e' niente di strano a stare nudi in spiaggia e magari inizia anche a "convertirsi". ecco forse allora fra 10-20-30 anni si potrà arrivare a tollerare il nudismo libero, coadiuvato magari anche da leggi più aperte e tolleranti. non abbiamo questa pazienza di aspettare... vogliamo tutto subito... credo che il rischio sia solo di una chiusura totale delle istituzioni, e di molte altre realtà vedi ecclesiastiche e turistiche in primis... poi se qualche regione lungimirante approva in anticipo leggi più permissive ben imbeccate da associazioni, meglio anche se poi si dovrà vedere come le stesse leggi vengono applicate in pratiche e in caso di controversia (visto che come dice emanuele cmq a volte trovi giudici che smentiscono quello detto o fatto da altri giudici). penso che in veneto conoscendo la mentalità dei più... (riferito a mie conoscenze personali) fosse il massimo ottenibile per la situazione attuale... saluti
Avatar
Amministratore
Messaggi: 7475
15/02/2014 11:40
Mi dispiace crazy ma non funziona così: uno perché l'Italia ha più volte dimostrato di essere pronta ad accettare il nudismo libero (siamo solo noi e pochi altri che non volgiamo farlo), secondo perché i politici giocano sporco "ti abbiamo accontentato, ora stattene zitto e buono", terzo perché è molto difficile cambiare una legge esistente specie quando.. quarto c'è chi, come alcuni sindaci del Garda, ragiona nel "ci sono tante cose più importanti da fare che pensare ai nudisti". La controversia ha valore quando c'è una situazione di incertezza, quando c'è una legge come questa che all'incertezza lascia spazio zero non c'è controversia che tenga: qui il nudismo liberto è morto, anzi direi che è morto il nudismo visto che a parte Jesolo non c'è nessun altro che mostri interesse per aprire zone o autorizzare luoghi, basta leggersi le dichiarazioni dei Sindaci del Garda per capire come andranno le cose. Il problema non è nel non poter ottenere (che non è vero), il problema è che si chiede poco e male, che si agisce in ragione di interessi diversi e non per il bene del movimento nudista, che a qualcuno in alto (e non parlo di tessili) non interessa il nudismo libero e non gioca per quello: si ottiene sempre meno di quello che si chiede e se si chiede poco si ottiene quasi nulla, se poi noi stessi andiamo a chiedere di essere esiliati e recintati, beh allora perché poi lamentarsi? Che bisogno c'era, per chiedere l'autorizzazione all'apertura di aree nudiste, di proporre (perché era già nella bozza di proposta indi non è cosa nata poi) che il nudismo vada praticato solo in aree all'ìuopo preposte e che queste siano recintate e oscurate? Questo uccide il nudismo libero, senza questa postilla il tutto si reggeva in piedi per bene (ed era accettabilissimo anche nel Veneto, regione che conosco abbastanza bene anch'io e, a parte i sindaci e alcuni assessori, è tutt'altro che così bacchettone come si vuol far credere: non per niente il Garda veneto era la zona che dieci anni fa presentava il maggior numero di spiagge nudiste d'Italia), senza però danneggiare il nudismo libero. Quando si gioca con le leggi non ci si possono permettere ne debolezze ne errori, si deve chiedere il massimo e poi si partecipa al gioco! Nella politica non esiste che una legge viene espressa e valutata in toto, ma viene sempre discussa e ridiscussa, poi valutata punto per punto con la possibilità di modificare in itinere ogni più piccolo aspetto.
Avatar
Utente
Messaggi: 1925
15/02/2014 11:41
crazybetty75 ha scritto: perciò ritengo che si debba partire dall'avere riconoscimento con strutture magari delimitate, magari a fruizione limitata (ma controllata e anche qui in italia siamo famosi per gente che ne approffitta delle aree naturiste e nudiste per altri scopi)
E' scontato che il PR dell'asscociazione che ha scritto la legge sia favorevole alla legge stessa.
Avatar
Utente
Messaggi: 532
15/02/2014 11:56
Va beh ho capito... Credo che non ci vedremo più ... Tenetevi le vs idee ed fatevi denunciare dove volete... Saluti
Avatar
mozartiano
Utente
Messaggi: 69723
15/02/2014 11:57
a_fenice ha scritto:
Smentitemi vi prego!!!!!
Purtroppo ho capito anch'io quello che hai capito tu... Il guaio di questa legge è, fra l'altro, l'evidente volontà di disciplinare tutto minuziosamente. Non oso pensare come sarà il regolamento che la Giunta regionale è chiamata ad emanare ai sensi dell'art. 7! E il tutto con un bel "i Comuni possono etc. etc." e quindi possono anche non fare nulla (e già abbiamo letto le intenzioni dei sindaci dei comuni del Garda, per esempio!). E' chiaro che la legge trasuda di sospetto nei confronti del naturismo, come se fosse una brutta bestia da mettere bene in catene... Non c'è certo da festeggiare per leggi come queste... [:(]
Devi effettuare il login per poter rispondere a questa discussione.