Uscita la proposta di legge in veneto

a_fenice 17/10/2013 19:59 13.370 Visite
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15/02/2014 16:09
questa è già norma, approvata più o meno da un mese.
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maro58
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15/02/2014 16:11
No non è più una proposta di legge è il testo della legge regionale approvata in consiglio il 29 gennaio.
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mozartiano
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15/02/2014 21:28
Fede ha scritto:
Il fatto di disciplinare la materia nudismo in aree e in strutture, cambia il fatto che ora fare nudismo sia "fuori legge", oppure tollerato? Nella proposta si parla di sanzioni per i nudisti "fuori sede"? Premetto che le mie domande sono ingenue, ma a me non pare che questa proposta di legge non sia ne una conquista, ne una grave restrizione. Dopo tutto il nudismo è tollerato nei luoghi isolati dove è notoriamente praticato?
Una legge regionale, di per sé, non può vietare il naturismo. Però, se - come fa la legge veneta - dice che intende promuovere il naturismo, ma solo in aree ben definite, delimitate e precisate (con quell'atteggiamento di sospetto che ho già evidenziato) non dà certo un aiuto alla pratica del naturismo al di fuori di tali aree. Beninteso: alla fine a decidere sarà sempre il giudice. E se i giudici continuano sulla buona strada seguita dalle recentissime pronunce dei giudici marchigiani, siciliani e ravennati, sono convinto che per il naturismo ci sia speranza. Resta il fatto che una legge regionale di questo tipo rischia di essere un argomento da utilizzare contro il nudo-naturista beccato al di fuori delle eventuali aree ufficialmente autorizzate e quindi, forse, renderà più incerto l'esito del giudizio. Diverso sarebbe stato se dalla Regione fosse venuto un esplicito apprezzamento per il naturismo. Sarebbe stato un potente argomento da usare per dimostrare che oggi il nudo-naturismo è un fatto ormai accettato, non solo a livello sociale (come hanno giustamente motivato i giudici che ho citato), ma anche a livello di taluni settori della legislazione. Insomma, un chiaro passo verso lo "sdoganamento" del naturismo e la sua libera pratica. Ciò avrebbe comportato come conseguenza che, probabilmente, anche da parte delle forze dell'ordine (vigili, carabinieri, etc.) ci sarebbe stato un diverso atteggiamento nei confronti dei nudo-naturisti, senza dover arrivare alla sentenza di un giudice. Io, con tutta la buona volontà, questo apprezzamento per il naturismo non ce lo trovo nella legge veneta. L'art. 1, che ad una prima lettura può sembrare quello che dà il "via libera", in realtà non dice niente di sostanzioso: non si creda che il richiamo all'art. 117 della Costituzione dia una "copertura costituzionale" al naturismo. Quell'articolo non parla di diritti dei cittadini, ma è semplicemente il fondamento delle competenze della Regione. Dunque si dice semplicemente che la Regione, nell'ambito delle competenze che le sono attribuite dalla Costituzione, promuove le condizioni etc. Il guaio è che tutto quello che segue sta a dimostrare la profonda diffidenza nei confronti del naturismo, che appare come qualcosa da prendere con le pinze, come una cosa che si accetta solo perché forse porterà beneficio all'economia, ma con una serie minuziosa di precisazioni, cautele, limitazioni. Addirittura - e la cosa mi pare proprio grottesca - si prevede il rinvio ad un regolamento di Giunta per la definizione concreta di tutta una serie di elementi. Sembra quasi che non si stia parlando di aree naturali da mettere semplicemente a disposizione di (na)turisti, ma di zone da destinare alla costruzione di centrali nucleari! Gli unici punti a favore del naturismo mi pare di trovarli nella prima parte della relazione introduttiva della legge, che però - non essendo legge essa stessa - ha un valore relativo. Certo, vista la legge, meglio di niente! Potrà essere un ulteriore elemento da invocare per convincere il giudice che il nudo-naturismo è un fatto accettato a livello sociale. Peccato che non si possa dire lo stesso a livello legislativo. Speriamo che, se altre Regioni vorranno legiferare in tema di naturismo, possano raggiungere risultati migliori!
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16/02/2014 07:11
Ti ringrazio Naturbz. Alla fine dei conti tutti si chiedono se è meglio questa normativa oppure la situazione antecedente.
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sixthelement
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16/02/2014 18:44
C'è sempre il rischio della ghettizzazione: "ok, fatelo ma ben nascosti" (come se già adesso non bisognasse stare troppo attenti a chi si incontra). Però può anche essere una testa di ponte perché la gente, pian piano, vedendo aree definite e segnalate, ci faccia il callo e si abitui a considerare il naturismo qualcosa di normale (se non proprio a condividerla personalmente). E su questa base, grazie alle diverse iniziative regionali più o meno coerenti o ottimali che si stanno prendendo, col tempo potrà svanire in tutta la società gran parte della diffidenza e del bisogno di mettere tutti questi paletti, per paura di non si sa cosa. Oggi mi sento ottimista[8)]
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16/02/2014 18:50
sixthelement ha scritto:
C'è sempre il rischio della ghettizzazione: "ok, fatelo ma ben nascosti" (come se già adesso non bisognasse stare troppo attenti a chi si incontra). Però può anche essere una testa di ponte perché la gente, pian piano, vedendo aree definite e segnalate, ci faccia il callo e si abitui a considerare il naturismo qualcosa di normale (se non proprio a condividerla personalmente). E su questa base, grazie alle diverse iniziative regionali più o meno coerenti o ottimali che si stanno prendendo, col tempo potrà svanire in tutta la società gran parte della diffidenza e del bisogno di mettere tutti questi paletti, per paura di non si sa cosa. Oggi mi sento ottimista[8)]
Un po' come dire che siccome ci sono i club privè con il giardio esterno ben protetto da sguardi, dove oltre che star nudi si può anche trombare, la gente col tempo ci farà il callo e fra un po' di anni nessuno farà caso se la gente tromba per strada?
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16/02/2014 22:39
Naturbz, non sono un legale, l'ho sempre detto, ma ci vivo dentro un mondo di regole, da quelle scritte a quelle non scritte. E mi domando: la regione non può vietare, lo può solo il sindaco per motivi solo a lui deputati, tipo ordine pubblico et simili. Questo è vero. Ma se una legge stabilisce che (esempio) per aprire un negozio devi avere la licenza, puoi lo stesso aprirne uno? Se no, significa che quando stabilisci come si fa una cosa, espliciti che in altri modi non la puoi fare, altrimenti si vanifica la regola. Qui non si stabilisce che si fanno zone protette e basta, tipo riserva di animali, dove vengono protetti, ma altrove possono continuare a vivere. Qui si dice che lo si fa scegliendo e autorizzando la pratica nella zona x. Al di fuori puoi farlo lo stesso? Si, come fa il ladro che si arricchisce senza lavorare, ma se ti beccano… o no?
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16/02/2014 22:44
E intendiamoci, personalmente penso questo di ogni legge in materia. Alla fine la miglior regola rimane la non regola, la miglior autorizzazione rimane la non autorizzata, o meglio, la non contemplata. Ciò che non è previsto, non normato, vero che è una cosa a rischio, una probabile rottura di @@, ma intanto puoi farla.
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mozartiano
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17/02/2014 09:59
Bisogna avere chiaro in quali ambiti può esprimersi la legge regionale e in quali no. L'art. 117 della Costituzione, che viene richiamato dall'art. 1 della stessa legge regionale di cui parliamo, riserva tutta una serie di materie alla competenza statale, lasciando poi alle Regioni "ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato". Per quel che ci interessa, "ordine pubblico" e "ordinamento civile e penale" sono materie espressamente riservate allo Stato. La Regione non può fare leggi che entrino in queste materie. Se lo fa, la legge regionale è incostituzionale. Dal punto di vista del nudo-naturismo, dunque, la legge regionale può - di fatto - intervenire sotto il profilo della promozione del turismo, ma non può dire che stare nudi in luogo pubblico è vietato, così come non potrà mai dire espressamente che farlo non costituisce illecito penale. Tenuto presente questo, la legge veneta appare criticabile anche sotto l'aspetto puramente tecnico-lessicale. Infatti, posto che l'art. 1, correttamente, stabilisce che la Regione intende muoversi nell'ambito delle sue competenze, la formulazione dell'art. 2 appare particolarmente infelice, perché non doveva dire "il turismo naturista è consentito liberamente, purché in aree, etc.", ma piuttosto "il turismo naturista viene promosso dalla Regione esclusivamente in aree etc.". Ed è in quest'ultimo senso che l'interprete (e quindi anche il giudice) deve intendere la legge, altrimenti essa sarebbe incostituzionale. Come ho già detto, se una legge regionale non può autorizzare o vietare la pratica del naturismo, essa è però un forte elemento per orientare l'interpretazione circa i confini della "pubblica decenza", che - come ben sappiamo - è il parametro contenuto nel codice penale sul quale si misura la liceità dello stare nudi in luogo pubblico. Una legge regionale che promuova il naturismo, senza porre tante precisazioni e cautele, sarebbe ottima proprio sotto questo profilo. Se invece promuove ma prevede al contempo lacci e lacciuoli, la sua forza a sostegno del nudo-naturismo (ammesso che ne voglia avere...) ne risulta molto ridimensionata. P.S.: Ero "naturbz", ora sono "mozartiano" [:)]
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17/02/2014 11:30
ok, mi scuso se ho offeso qualcuno con "il criticare ciecamente" che ho scritto. ripeto per chi non avesse letto i miei post iniziali ancora sul progetto di legge io non ho mai detto che la proposta veneta fosse perfetta e non l'ho mai difesa a spada tratta, ma quello che dico è, visto che ora c'è, il cercare di sfruttarla a massimo vantaggio dei nudo-naturisti (perchè ripeto io credo che mai in italia arriveremo a tollerare di fatto il naturismo libero ovunque anche se può essere auspicabile) e quindi se qualcuno vuole fare un campeggio ben venga, così come se qualcuno o qualche associazione gradisce il mort o altre zone veda di richiedere le dovute autorizzazioni e magari fornendo anche quei servizi che al mort sarebbero necessari per farla diventare davvero fruibile al meglio e magari anche facendo quattro soldini. tutto qua. non è possibile... me ne dispiaccio quanto voi. ps per quanto riguarda contatti vari purtroppo, pur essendo iscritto e cercando di dare una mano a livello di comunicatività mediatica alla associazione, il tempo a disposizione è veramente poco quindi non ho seguito ne sviluppi legge ne altro (da qui la mia frase non ho fatto molto per il naturismo se non cercando di dare un piccolo apporto ecomonico e di disponibilità). saluti a tutti
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17/02/2014 11:42
Tranquillo amici, basta capirsi. No, la legge non è perfetta, ma peggio la ritengo pericolosa. L'ormai mozartiano vede problemi anche diversi. Di fatto cosa succederà ce lo dirà il tempo. Io ho paura che ci si sia castrati da soli. Da fastidio, da dispiacere, più che altro, che qualcuno, pensando di essere onnisciente, abbia tenuto tutto ben nascosto senza voler ascoltare, perlomeno, i consigli di nessuno. Tutto giocato dentro casa, come detta la più bella tradizione del castello feudale. E dire che sarebbe bastato dirlo per tempo, ascoltare i consigli, farli valutare da chi ci capisce davvero, non certo da noi, ma neanche da lui/loro, e forse si sarebbero evitati errori che sanno tanto di fotocopia dei cessi emiliani: ciò che diceva favorire, di fatto ha chiuso. Cmq a questo punto incrocio le dita, faccio gli auguri ai veneti, e il tempo ci dirà come fa a finire questa storia. Emilia Romagna, legge del 2006, siamo nel 2014, nuove spiagge=o Vecchie spiagge=-1
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17/02/2014 12:04
a_fenice ha scritto:
Tranquillo amici, basta capirsi. No, la legge non è perfetta, ma peggio la ritengo pericolosa. L'ormai mozartiano vede problemi anche diversi. Di fatto cosa succederà ce lo dirà il tempo. Io ho paura che ci si sia castrati da soli.
La castrazione è necessaria dal momento che si deve eliminare la concorrenza del "naturismo libero e gratuito" e della possibilità che qualcuno possa costruire un' area naturista delle vicinanze.
Da fastidio, da dispiacere, più che altro, che qualcuno, pensando di essere onnisciente, abbia tenuto tutto ben nascosto senza voler ascoltare, perlomeno, i consigli di nessuno. Tutto giocato dentro casa, come detta la più bella tradizione del castello feudale. E dire che sarebbe bastato dirlo per tempo, ascoltare i consigli, farli valutare da chi ci capisce davvero, non certo da noi, ma neanche da lui/loro, e forse si sarebbero evitati errori che sanno tanto di fotocopia dei cessi emiliani: ciò che diceva favorire, di fatto ha chiuso.
Il motivo per il quale tutto è stato tenuto all' oscuro è proprio perchè lo scopo della legge è quello di rendere definitivamente illegale il naturismo libero nella speranza di renderlo una cosa puramente commerciale.
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17/02/2014 12:42
Non mi intendo di strategie commerciali o politiche. Certo, una legge che consenta il nudismo solo all'interno di attività ricettive, per chi desidera il nudismo accettato universalmente, ammetto possa suonare come "castrante". Forse sono un ottimista ad oltranza; uno di quelli per cui il bicchiere è sempre mezzo pieno e mai mezzo vuoto...per questo ho una mia piccola opinione: forse, una volta che il nudismo sarà accettato (legalmente/penalmente) come una pratica non lesiva alle altrui libertà e senso del pudore, traboccherà dai "recinti" e finalmente non più sarà visto (come lo è attualmente) alla stregua di un abominio e potrà affermarsi ovunque.
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17/02/2014 12:46
siman ha scritto: forse, una volta che il nudismo sarà accettato (legalmente/penalmente) come una pratica non lesiva alle altrui libertà e senso del pudore, traboccherà dai "recinti" e finalmente non più sarà visto (come lo è attualmente) alla stregua di un abominio e potrà affermarsi ovunque.
Quindi anche tu pensi che un giorno gli atti sessuali, anche di gruppo e promiscui che si praticano nei club privè un giorno potranno uscire dai recinti dei loro giardini e diventare una pratica non lesiva al comune senso del pudore da poter praticare un po' ovunque alla luce del sole?
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17/02/2014 12:54
asterix ha scritto:
siman ha scritto: forse, una volta che il nudismo sarà accettato (legalmente/penalmente) come una pratica non lesiva alle altrui libertà e senso del pudore, traboccherà dai "recinti" e finalmente non più sarà visto (come lo è attualmente) alla stregua di un abominio e potrà affermarsi ovunque.
Quindi anche tu pensi che un giorno gli atti sessuali, anche di gruppo e promiscui che si praticano nei club privè un giorno potranno uscire dai recinti dei loro giardini e diventare una pratica non lesiva al comune senso del pudore da poter praticare un po' ovunque alla luce del sole?
Ti rispondo col cuore in mano: mischiare il nudismo con pratiche libertine (seppur entrambe inserite in un contesto "privato e nascosto"), o meglio, sentire un nudista che accomuna "determinati rischi" tra le due attività, credo sia un eccellente assist a coloro che promuovono (per loro vantaggio) un nudismo occultato, privatizzato e ghettizzato.
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