Adesso basta scherzare. Sono sempre più sorpreso.
Le discussioni come questa, che appaiono piuttosto bizzare, ricevono molti più commenti di quello che meritano, e scatenano discussioni sul significato profondo di cosa siano il nudismo ed il naturismo, e di come si realizzino secondo procedure più o meno ortodosse o quantomeno degne di considerazione.
A questo punto proviamo a fare un esercizio di logica.
Limitiamoci al nudismo, per il momento, facendo a meno di esprimere preferenze personali, altrimenti salta qualunque oggettività.
Esiste il nudismo come azione (... o meglio condizione!) dell'individuo, singolarmente preso.
Cioè significa lo stare nudi per il piacere di esserlo, oppure per la comodità, oppure perché semplicemento non si percepisce più come "indecente", "inopportuno", "offensivo" lo stare nudi.
A questa condizione: individuale, libera, sovrana, autoreferenziale, non credo che bisogna aggiungere molto! Ognuno si sente libero di essere come crede, e di fare ciò che piace.
Esiste poi il piano sociale/collettivo, che rende significativo l' ......"ismo" del termine nudismo. A questo punto arrivano quasi tutti i problemi.
Uno dei primi è la percezione negativa, convenzionalmente radicata nella nostra società, che una persona nuda sia un elemento negativo. A seconda dei luoghi e del contesto il nudo viene considerato pericoloso, offensivo, fuori luogo, bizarro, ridicolo, ........ ma, almeno in questo forum di nudisti dovremmo aver attenuato questo condizionamento nudofobico, approdando ad una valutazione sull'opportunità o meno di fare azioni che pur essendo perfettamente normali (.... io direi ancora meglio: "naturali", facendo riferimento al termine naturismo), ebbene queste azioni possano apparire tali, anche alla societa, alla quale, inutile negarlo, comunque apparteniamo. Questa a mio avviso è la sostanza condivisibile dell'intervento di Pan.
Spesso inoltre, il "convitato di pietra", del nudismo, è il presunto contenuto sessuale.
Qui entriamo in una trattazione molto articolata che merita un approfondimento altrove.
Mi limito a fare solamente un osservazione.
Il nudismo che ci piace, che ci riguarda da vicino, che rappresenta lo sforzo delle associazioni naturiste, ma anche la missione di questo sito/forum è privato della connotazione sessuale. È evidente che in una società dove la sovrapposizione nudo=sesso è tuttora un pilastro nella cultura di massa, la "de-sessualizzazione" del nudismo passa per un duplice sforzo - grande o piccolo a seconda della consapevolezza dei soggetti in questione: dunque sia le intenzioni di colui/coloro che è/sono nudo/i, sia la maturità di chi (non nudista) entra in contatto con il nudo di cui sopra.
Quindi, a mio avviso, tornando per un attimo alla casistica del topic, o di altri simili, non è né il cenare nudi, né il guidare nudi, né fare l'orto nudi, o visitare un museo in montagna nudi al termine di una escursione (per citare una iniziativa recente che Emanuele Cinelli aveva proposto), come scelta libera di uno o più individui, che va messa in discussione con richieste di psicoterapia, ma tuttavia poiché il piano del forum o del blog è rivolto al coinvolgimento di altre persone (conosciute ma il più delle volte sconosciute) questa esternazione del proprio nudismo andrebbe qualificata meglio da alcuni utenti, forse sprovveduti, forse in vena di goliardia, forse non nudisti, forse ancora confusi, .......! Dunque proporre un incontro in un appartamento privato con sconosciuti per denudarsi artificialmente è senz'altro una proposta molto debole, priva di quegli elementi che possano rendere significativo perfino incontrarsi per dirsi qualcosa: figuriamoci il caffè nudista!!!! Siman ha brutalmente spiegato bene il concetto.
Quoto una parte del post di pan:
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pan ha scritto:
..............
E di questa eventualità mi pare ci sia già resi conto altrove: rendere lecita la nudità fa evolvere la gente e la responsabilizza, abbattendo il tabù della nudità contribuisci a fare autoterapia su tutti quegli aspetti che leghiamo allo stare nudi, a capire dove ha senso stare nudi e dove, specie ora, con questo tabù imperante, è solo provocazione, voglia di trasgredire, voglia di dimostrare che le leggi che proibiscono la nudità sono stupide, fino all'eccesso di desiderio di nudismo che inserisco tra i comportamenti psicoanalizzabili.
E' una mia opinione e tale rimane. Però non mi puoi dire sia priva di logica. A mio giudizio vogliamo "tanto" nudo perché è proibito. E per "tanto" intendo in ogni situazione. Viviamo in città e in case che non si prestano ad essere vissute senza vestiti. Per lo più...
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Questa posizione è molto soggettiva, per stessa ammissione di pan.
Ora io faccio riferimento a qualcosa che ho vissuto in prima persona, per rendere l'idea di come talvolta un percorso dentro se stessi non si esaurisce alla prima tappa.
Quando oltre una decina di anni fa mi sono imbattuto negli attivisti di UNI Lazio a Santa Severa, io e la mia ex fidanzata, provenivamo da anni ed anni e decine di vacanze nudiste in Corsica, Croazia, Spagna, Italia .......
Ebbene, all'epoca trovavo sopra le righe la mitica partita a bocce sulla sabbia, perché ero tarato su un nudismo difensivo, limitato a prendere il sole, fare il bagno, stare "chiusi" nella coppia. Ora mi sembrerebbe assurdo rimettersi il costume.
Dunque ecco il mio coming out. Non fermiamoci alla prima stazione.