Vedo che in una settimana nessuno ha avuto una qualche idea...
Provo a postare io qualcosa...
-Cominciamo bene- è una cortissima frase che molti, nelle loro prime visite laggiù è facile che esclamino.
Noi non facemmo eccezione né nella nostra primissima visita e neppure nella successiva.
L’anno precedente alla nostra prima volta, ricordo che arrivammo a tardo pomeriggio e notammo un negozio di abbigliamento nelle immediate vicinanze dell’albergo.
Gli abiti iper sexy esposti ci colpirono e non sapendo ancora che tutti i negozi della medesima tipologia, propongono simili abbigliamenti, pensammo erroneamente ad una coincidenza.
Da qui, il nostro primo -COMINCIAMO BENE-.
L’anno successivo decidemmo di affittare un appartamentino principalmente per risparmiare e secondariamente (ma non meno importante), per essere liberi dai consueti orari della prima colazione, pranzo e cena.
Pur avendo, ogni appartamento il proprio posto auto esclusivo, trovammo fortunatamente un parcheggio libero sul lato opposto della strada e proprio di fronte; meglio, molto meglio per scaricare i nostri bagagli…
...nostri bagagli due punti! Come ogni uomo sposato sa bene, i cosiddetti -nostri bagagli- si compongono di:
Per il lui-
una unica sacca da tennis contenente scarpe, calze, mutande, sacchettino di plastica riciclato del supermercato con dentro una lametta per radersi, flacone di schiuma da barba e spazzolino da denti più un paio di pantaloni lunghi cosiddetti -eleganti/da sera-, un paio di calzoncini corti, due t-shirt, due polo, una camicia
e zero felpe/tanto/tu/hai/sempre/caldo.
Per la lei:
- beauty case medio con shampoo dopo mare, shampoo capelli stanchi, shampoo capelli così così, shampoo capelli riposati + altrettanti flaconi di balsamo per ogni gusto e frangente + spazzolino da denti ed un paio di tubetti di dentrificio/metticheunononbasti + spazzola tonda, spazzola piatta, spazzola a denti di metallo, pettine grande, pettine medio e pettine piccolo + lime e limette per unghie (ovviamente un set per le mani e uno per i piedi) + pinzette per sopracciglia + epilady della marca eseindueorediscalpol’estetistasièdimenticataqualcosaquielà?
- beauty case grande con un phon professionale da tre chili, mascara dolce, mascara amaro, mascara insapore, otto-flaconi-otto di smalto per unghie chiamati chissà/quale/colore/va/di/moda/laggiù + altrettanti rossetti assortiti, crema pre sole, crema solare, crema pre bagno, crema dopo bagno, crema dopo sole, crema dopo doccia, crema vedrai/che/fica/sarai/stasera/quando/uscirai/dopo/essertela/spalmata/dappertutto
- tre sacche con scarpe da giorno, da pomeriggio, da sera presto e da sera tardi
- valigia con un non precisato numero di completini intimi, venti abiti da sera “perché è meglio avere un po’ di scelta quando stai via sette giorni”, venti t-shirt, trenta camicette, otto felpe leggere e altrettante pesanti
-baule enorme dove trovano posto tutti i medicinali di casa, scaduti e non, una pelliccia, tre piumini d’oca, i suoi doposcì, tre romanzi da cinquecento pagine ciascuno denominati -metti che mi annoio-, il manuale “cosa fare in caso di calamità all’equatore”, quello “cosa fare in caso di calamità al polo nord”, due coperte di lana merinos e otto tra capelli di lana e sciarpe. Questo tipico e particolare bagaglio è chiamato da ogni donna: NON SI SA MAI!
Dopo un’oretta e finita la mia incombenza di sherpa himalayano nel portare nell’appartamento tutto il “nostro” bagaglio, la sua vocina disse:
“Ammore, (no, non è un refuso: ogni donna, quando sta per chiederti una cosa di cui è colpevole, pronuncia sempre la doppia emme) ho dimenticato gli occhiali da sole sul cruscotto. Non vorrei che qualche malintenzionato rompesse il vetro dell’auto per rubarli. Come farei senza?”
Intendiamoci, dell’eventuale vetro rotto non gliene può fregar di meno, il vero dramma sarebbe non avere più gli occhiali da sole.
Dopo un altro quarto d’ora la vocina si palesò nuovamente:
“Ammore, temo di aver dimenticato i sandali con gli strass sul sedile posteriore. Metti che qualche male intenzio...”
“Ok, ok, scendo a prenderteli” la interruppi.
Qualche tempo più tardi uscimmo per acquistare qualcosa da mangiare e rientrammo. Doccia, cena sul balconcino assaporando il tepore serale estivo e poi, dopo aver lavato i piatti e riassettato, tornammo sul balcone in attesa di cambiarci per la nostra prima serata di vacanza.
Mentre guardava distrattamente fuori, i suoi occhi si posarono sulla nostra automobile:
“Ammore, non pensi che….”
“No, non penso. Ho controllato tutto e in auto non c’è più nulla che hai dimenticato!”
“Ma nooo. Pensavo che domani ci sarà un sole fortissimo. Non è meglio se metti il parasole per riparare il cruscotto?”
“Quando usciamo lo metto” la tranquillizzai.
“Così ti devi portare dietro le chiavi dell’auto tutta la sera? Dai scendiamo e facciamolo subito”.
Inutile tentare di dire che solitamente, quando usciamo, le chiavi dell’auto giocoforza le ho sempre con me. Quando una donna prende una decisione hai solo due possibilità:
dire di si e ubbidire,
oppure
dire di no, farla incavolare, e poi ubbidire lo stesso.
Essendo già buio ma non ancora tempo da movida, infilai un paio di jeans e una maglietta mentre lei mise una di quelle lunghe canotte estive che le coprivano a malapena metà coscia e i sandali con strass che fortunatamente, poco prima, avevo salvato dai rapinatori delle auto.
Mentre riattraversavamo la strada per rientrare, vedemmo un anziano signore sorriderci e che, dalle sue successive parole, probabilmente immaginava avessimo appena parcheggiato e che fossimo diretti dove ci sono i vari locali per fare serata.
“Est-ce que vous êtes français? Ou allemands? Anglais? Hollandais?”
Mannaggia, ci avesse azzeccato. Turchi, no?
“Nous somme italiens” risposi.
Il vecchietto proseguì a parlarci...
(e poi, boh!...se qualcuno vuole proseguire...)