Mizio:
si, sull'integrazione ci si può riflettere se inserirla dentro il "tuo" capitolo oppure, chissà, farla esprimere da qualche altro personaggio in altri punti della narrazione.
Ci rifletterò sopra.
Grazie. [:)]
Sugli stati d'animo della prima volta in un villaggio nudista (cane lupo a parte) avevo già esplorato queste sensazioni nel primo libro e sinceramente non vorrei ripetermi
e anche sulla..."disavventura" occorsa a tua moglie, una cosa simile era già stata adattata precedentemente:
da "e poi c'è Cap d'Agde..." -i racconti di un pollo-
QUINTO CAPITOLO
il ritorno alla vita quotidiana
Le vacanze finirono e ci rituffammo nella vita di tutti i giorni. Il lavoro, la spesa e le varie faccende domestiche da fare rigorosamente al cinquanta per cento.
Certo. Ognuno aiuta l'altro e viceversa.
Cosa ci trovate di tanto strano? A casa mia si fa tutto a metà.
Basta con queste storie trite e ritrite, superficiali e maschiliste, che da che mondo è mondo l'uomo deve provvedere a procacciare il cibo e la donna dedicarsi al focolare domestico ed ai figli.
Senza timore di vergognarmi ma anzi, consapevole e orgoglioso di essere un uomo moderno, io non transigo:
lei lava e stira ed io sporco e stropiccio!
Quel pomeriggio, dopo essere rientrati dal lavoro e subito dopo una doccia, rimanemmo a casa.
Era ancora estate, l'aria era calda e non ci rivestimmo; non per le esperienze fatte ma perché ancora prima di provare il nudo outdoor, quando soli in casa e con temperature non invernali, era sempre stata una cosa ovvia per noi, rimanere nudi come, son sicuro, qualunque altra coppia che viva assieme.
Mi sistemai sul divano col portatile poggiato sulle gambe, deciso ad approfondire i pensieri di altre persone che amano stare nude oltre la normale privacy.
Anche in quel momento notai una delle tante differenze che esistono tra noi uomini e le donne.
Dopo l'esperienza nudista io desideravo confrontarmi con altri nudisti, quasi cercassi una specie di complicità; lei invece, pareva essere entrata nell'ordine di idee che stare nuda le piaceva e questo era quanto; punto e basta. Nessuna confidenza forzata, alcun bisogno di certezze.
Anche in questo, devo ammettere, le donne sono molto più sicure e mature di noi maschietti.
Cosa mi fece riflettere su queste ultime cose? Semplice: aveva messo a lavare le cose da spiaggia; teli da mare, pareo e anche i costumi che, per sicurezza, avevamo comunque portato al seguito.
Le era rimasto così naturale essere nuda in qualunque momento della giornata che la vidi scostare le tende della porta a vetri che dava sul balcone e uscire tranquillamente per stendere ad asciugare quelle cose.
Al rientro, ancora inconsapevole di essere uscita completamente nuda, mi disse:
“Che strano. Quella simpatica coppia di vecchietti che abitano nel palazzo di fronte, invece che rispondere al saluto come al solito, mi fissavano quasi fossi un marziano.”
“Probabilmente non guardavano te e forse c'è qualcosa di insolito sopra o sotto di noi” mentii divertito da quella situazione.
Non contento, proseguii:
“Già che sei in piedi mi andresti a ritirare le scarpette da calcetto che ho lavato e messo ad asciugare fuori? Sono proprio in fondo al balcone; non vorrei che il cuoio si seccasse troppo e anzi, se non ti spiace, dovresti metterle nella cabina armadio così più tardi, le ingrasso e le ripongo nella sacca da calcio.
Lei uscì di nuovo percorrendo tutto il balcone e rientrò, sempre completamente nuda, andando a posarle dove le avevo chiesto.
Chissà, probabilmente, aprendo la porta a specchio del locale dove conserviamo abiti e scarpe, si sarebbe accorta di essere uscita senza nulla addosso e del motivo per cui l'affabile coppia dirimpetto, la guardasse con occhi sgranati.
Tornò indossando l'accappatoio allacciato e mi rivolse una sola, unica parola:
“Stronzo!”
Si. Non vi era alcun dubbio. Evidentemente aveva capito anche lei perché l'avevano fissata sbalorditi.
....
....(continua)
Perciò, anche in questo caso, si tratterebbe di una "copiatura" dal primo e perciò senza originalità. [:)]