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Eroe ha scritto:
Tutte le filosofie, ideologie, idealismi e simili sono stati creati, inventati, costruiti da qualcuno mi sembra ovvio ... in genere questo qualcuno parte da delle premesse ed elabora la sua teoria conseguente ed l'idea del naturismo è nata allo stesso modo per cui uno può non apprezzarla, non condividerla, condividerla solo in parte, ma se dice questo non c'entra niente con quello dovrebbe dimostrare perché non c'entra niente altrimenti è come dire "a me piace andare alla messa ma non c'entra nulla con Dio" esempio per assurdo ma che rende l'idea. Altri invece, come me, partendo da questa definizione del naturismo
Il Naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura
caratterizzato dalla nudità in comune
allo scopo di favorire il rispetto di se stessi,
degli altri e dell’ambiente”.
riflettendoci sopra sono arrivati all’incirca alle stesse conclusioni perché VIVERE IN ARMONIA CON LA NATURA porta ad una serie di scelte consequenziali anche se, come più volte detto, riuscire a seguirle tutte col massimo della coerenza era probabilmente più facile un secolo e più fa di oggi.
Ora anche se a qualcuno può dispiacere il naturismo è caratterizzato dalla nudità in comune senza questa caratterizzazione uno sarebbe ambientalista e basta. Poi uno può trovare, senza alcuna implicazione sessuale, il massimo del piacere senza essere ambientalista per cui si dichiara nudista; altri possono essere ambientalisti e nudisti ma preferiscono non definirsi naturisti … ognuno fa, dice, sceglie quello che gli pare ci mancherebbe. |
No, forse non mi sono spiegato. Io non sto discutendo la definizione di "naturismo". È quella lì.
Sto semplicemente dicendo che tutto quell'elenco di roba è irrelata allo stare nudi. Lo stare nudi non aggiunge nulla alla scelta di curarsi con i fitoterapici, a quella di essere favorevole alle rinnovabili, o presumibilmente a quella di vivere in "armonia con la natura" (e cioè, ammesso che si capisca cosa significhi il termine). Le due cose sono scollegate: non esiste alcun valore aggiunto dovuto al fatto che vengono prese tutte insieme.
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| Eroe ha scritto:
Per quanto riguarda i farmaci (farmacìa s. f. [dal gr. #981;#945;#961;#956;#945;#954;#949;#8055;#945; «uso dei farmaci; avvelenamento; magia»), che agli albori del naturismo erano praticamente quasi inesistenti, sono per definizione veleno ed in particolare quelli chimici possono guarire i sintomi di un male (molti farmaci sono solo sintomatici ovvero combattono solo la manifestazione del male ma non il male), alleviare un male o guarire però possono portare anche danni e malattie derivanti dal loro uso per cui non ritengo sbagliato che prima di arrivare ad usare farmaci chimici sia meglio, ovviamente per problemi non gravi, provare rimedi naturali come variare la propria alimentazione (l’alimentazione è la prima medicina) o usare erbe di antico uso ed effetti riconosciuti da tempo. Anche se questo probabilmente alla chimico farmaceutica da fastidio.
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Sì e no.
1) è grazie alla medicina scientifica che sappiamo che certi stili di vita alimentari sono più dannosi di altri per la salute. Prima di questa, si potevano fare solo ipotesi: qualche volta si azzeccavano, più spesso si sbagliavano. In particolare, grazie alla medicina scientifica sappiamo nello specifico quali alimenti vanno evitati e quali vanno favoriti in funzione di ogni particolare stato di salute.
2) il termine "chimici" non vuol dire nulla. Anche i rimedi naturali sono chimici e anche l'industria farmaceutica fa uso di sostanze naturali (si legga, sintetizzate da organismi viventi, piuttosto che artificialmente; esempio banale: la penicillina). In più, il fatto che una sostanza sia prodotta da un organismo vivente in sé non dà alcuna garanzia che sia più tollerabile e meno dannosa di una prodotta artificialmente, come ben sa chi viene punto da uno scorpione, o, peggio, si mangia una amanita phalloides. Il problema qui è che chi vende "fitoterapici" non è tenuto ad effettuare test statistici in doppio cieco (
http://it.wikipedia.org/wiki/Doppio_cieco), che è l'unico sistema conosciuto per sapere se un farmaco funziona o meno.
Lascio a te decidere se sia meglio un farmaco testato in doppio cieco o uno che non lo sia.
Inoltre, i produttori di fitoterapici, non usano tecniche che assicurano che nel farmaco ci sia l'esatta quantità di principio attivo previsto e non usano tecniche che consentano di eliminare dal farmaco tutta un'altra serie di sostanze i cui effetti non sono noti e dunque potrebbero causare problemi. Quando il principio attivo è efficace, spesso oltre al fitoterapico esiste il farmaco classico che utilizza esattamente quel principio attivo, in quantità perfettamente dosata, e senza ulteriori sostanze imprevedibili al suo interno, a differenza del fitoterapico.
Di nuovo, lascio a te decidere quale delle due possibilità sia preferibile.
Per concludere, l'unica, ma sostanziale, differenza fra la farmaceutica scientifica e quella "alternativa e/o naturale" è che la seconda può fare a meno di dimostrare oggettivamente l'efficacia di ciò che vende (anche perché, se lo facesse, si trasformerebbe automaticamente in farmaceutica scientifica). Inoltre, l'uso del termine "naturale", contrapposto al "chimico", è semplicemente il trucco pubblicitario utilizzato per vendere questi prodotti, basato sull'errata convinzione di molte persone che una cosa "naturale" non sia "chimica" e, pertanto, sia da preferire.
Il risultato estremo è che c'è gente che spende soldi per acquistare "farmaci" fatti di
acqua pura e basta, come ad esempio l'oscillococcinum (
http://it.wikipedia.org/wiki/Oscillococcinum) quale rimedio per l'influenza, e quei truffatori dei "Laboratoires Boiron", di cui certamente avrete ascoltato la pubblicità, fanno affari d'oro…
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| Eroe ha scritto:
Quello che non capisco è perché molti dicono di fare la raccolta differenziata, risparmio energetico, ed a volte altro ma continuano ad attaccare la corrente di libero pensiero naturista che semplicemente, per i motivi detti, abbina queste cose. Io sarei ben contento se sorgessero gruppi che abbinino chi la ricerca spaziale, chi lo yoga, chi la preparazione trascendentale all’amore tantrico, ecc. col nudismo potrei trovarli originali, con alcuni apprezzare l’abbinamento (lo yoga nudi non mi sembra sbagliato) ma li accoglierei a braccia aperte perché l’importante è essere sempre di più e praticare insieme con rispetto reciproco.
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Non è che lo si attacca. Si fa semplicemente notare che le cose sono scollegate. L'esempio della ricerca spaziale è illuminante. Supponiamo che io mi definisca spazialnudista per il fatto che sto nudo e sono favorevole alla ricerca spaziale. Le due cose non sono correlate. Non c'è valore aggiunto dall'essere contemporaneamente le due cose insieme. Per il naturismo, a me pare che le cose stiano esattamente negli stessi termini. Ciò non toglie che si è liberissimi di aderire a tutte quelle cose insieme e definirsi, pertanto, naturisti.
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| Eroe ha scritto:
Se chi ha scritto l’articolo fa trapelare che SECONDO LUI chi sta nudo senza essere naturista sta nudo per motivi di origine sessuale (curiosità, esibizionismo o altro), anche se è vero che molti hanno iniziato a praticare per questi motivi e nessuno può negarlo perché tutti ce ne siamo lamentati almeno una volta, ha solo espresso una sua opinione personale che non ha nulla a che fare con la filosofia naturista.
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Ha espresso una opinione
sbagliata: ha esteso a tutti i nudisti quello che lui ha saputo di una percentuale infinitesimale di loro (e cioè, i suoi amici). Questo errore ha pure un nome: si chiama generalizzazione indebita.
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| Eroe ha scritto:
Comunque è anche vero che molti che hanno iniziato per motivi di origine sessuale poi questi motivi si sono attenuati e scomparsi lasciando il solo piacere della nudità …
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Per alcuni può essere andata così.
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| Eroe ha scritto:
…perché chi la vive con tranquillità ne trae un benessere ormai certo, visto che possiamo testimoniarlo tutti, che sicuramente ha spiegazioni logiche e scientifiche in parte legate ad un ritorno alla natura anche se a qualcuno questo ritorno alla natura non piace.
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Mi pare che chiunque faccia un cosa che gli piace fare (e che non faccia male alla salute) ne possa trarre beneficio. Anche colui che preferisce indossare calzoni lunghi al mare, per esempio. Infine, non capisco perché lo stare nudi dovrebbe implicare un "ritorno alla natura" e stare vestiti no. Che vuol dire "ritorno alla natura"?