I princìpi e la purezza della filosofia naturista.

Eroe 02/09/2026 21:37 6.084 Visite
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01/01/2000 00:00
Eroe ha scritto:
Tutte le filosofie, ideologie, idealismi e simili sono stati creati, inventati, costruiti da qualcuno mi sembra ovvio ... in genere questo qualcuno parte da delle premesse ed elabora la sua teoria conseguente ed l'idea del naturismo è nata allo stesso modo per cui uno può non apprezzarla, non condividerla, condividerla solo in parte, ma se dice questo non c'entra niente con quello dovrebbe dimostrare perché non c'entra niente altrimenti è come dire "a me piace andare alla messa ma non c'entra nulla con Dio" esempio per assurdo ma che rende l'idea. Altri invece, come me, partendo da questa definizione del naturismo
Il Naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura caratterizzato dalla nudità in comune allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente”.
riflettendoci sopra sono arrivati all’incirca alle stesse conclusioni perché VIVERE IN ARMONIA CON LA NATURA porta ad una serie di scelte consequenziali anche se, come più volte detto, riuscire a seguirle tutte col massimo della coerenza era probabilmente più facile un secolo e più fa di oggi. Ora anche se a qualcuno può dispiacere il naturismo è caratterizzato dalla nudità in comune senza questa caratterizzazione uno sarebbe ambientalista e basta. Poi uno può trovare, senza alcuna implicazione sessuale, il massimo del piacere senza essere ambientalista per cui si dichiara nudista; altri possono essere ambientalisti e nudisti ma preferiscono non definirsi naturisti … ognuno fa, dice, sceglie quello che gli pare ci mancherebbe.
No, forse non mi sono spiegato. Io non sto discutendo la definizione di "naturismo". È quella lì. Sto semplicemente dicendo che tutto quell'elenco di roba è irrelata allo stare nudi. Lo stare nudi non aggiunge nulla alla scelta di curarsi con i fitoterapici, a quella di essere favorevole alle rinnovabili, o presumibilmente a quella di vivere in "armonia con la natura" (e cioè, ammesso che si capisca cosa significhi il termine). Le due cose sono scollegate: non esiste alcun valore aggiunto dovuto al fatto che vengono prese tutte insieme.
Eroe ha scritto: Per quanto riguarda i farmaci (farmacìa s. f. [dal gr. #981;#945;#961;#956;#945;#954;#949;#8055;#945; «uso dei farmaci; avvelenamento; magia»), che agli albori del naturismo erano praticamente quasi inesistenti, sono per definizione veleno ed in particolare quelli chimici possono guarire i sintomi di un male (molti farmaci sono solo sintomatici ovvero combattono solo la manifestazione del male ma non il male), alleviare un male o guarire però possono portare anche danni e malattie derivanti dal loro uso per cui non ritengo sbagliato che prima di arrivare ad usare farmaci chimici sia meglio, ovviamente per problemi non gravi, provare rimedi naturali come variare la propria alimentazione (l’alimentazione è la prima medicina) o usare erbe di antico uso ed effetti riconosciuti da tempo. Anche se questo probabilmente alla chimico farmaceutica da fastidio.
Sì e no. 1) è grazie alla medicina scientifica che sappiamo che certi stili di vita alimentari sono più dannosi di altri per la salute. Prima di questa, si potevano fare solo ipotesi: qualche volta si azzeccavano, più spesso si sbagliavano. In particolare, grazie alla medicina scientifica sappiamo nello specifico quali alimenti vanno evitati e quali vanno favoriti in funzione di ogni particolare stato di salute. 2) il termine "chimici" non vuol dire nulla. Anche i rimedi naturali sono chimici e anche l'industria farmaceutica fa uso di sostanze naturali (si legga, sintetizzate da organismi viventi, piuttosto che artificialmente; esempio banale: la penicillina). In più, il fatto che una sostanza sia prodotta da un organismo vivente in sé non dà alcuna garanzia che sia più tollerabile e meno dannosa di una prodotta artificialmente, come ben sa chi viene punto da uno scorpione, o, peggio, si mangia una amanita phalloides. Il problema qui è che chi vende "fitoterapici" non è tenuto ad effettuare test statistici in doppio cieco ( http://it.wikipedia.org/wiki/Doppio_cieco), che è l'unico sistema conosciuto per sapere se un farmaco funziona o meno. Lascio a te decidere se sia meglio un farmaco testato in doppio cieco o uno che non lo sia. Inoltre, i produttori di fitoterapici, non usano tecniche che assicurano che nel farmaco ci sia l'esatta quantità di principio attivo previsto e non usano tecniche che consentano di eliminare dal farmaco tutta un'altra serie di sostanze i cui effetti non sono noti e dunque potrebbero causare problemi. Quando il principio attivo è efficace, spesso oltre al fitoterapico esiste il farmaco classico che utilizza esattamente quel principio attivo, in quantità perfettamente dosata, e senza ulteriori sostanze imprevedibili al suo interno, a differenza del fitoterapico. Di nuovo, lascio a te decidere quale delle due possibilità sia preferibile. Per concludere, l'unica, ma sostanziale, differenza fra la farmaceutica scientifica e quella "alternativa e/o naturale" è che la seconda può fare a meno di dimostrare oggettivamente l'efficacia di ciò che vende (anche perché, se lo facesse, si trasformerebbe automaticamente in farmaceutica scientifica). Inoltre, l'uso del termine "naturale", contrapposto al "chimico", è semplicemente il trucco pubblicitario utilizzato per vendere questi prodotti, basato sull'errata convinzione di molte persone che una cosa "naturale" non sia "chimica" e, pertanto, sia da preferire. Il risultato estremo è che c'è gente che spende soldi per acquistare "farmaci" fatti di acqua pura e basta, come ad esempio l'oscillococcinum ( http://it.wikipedia.org/wiki/Oscillococcinum) quale rimedio per l'influenza, e quei truffatori dei "Laboratoires Boiron", di cui certamente avrete ascoltato la pubblicità, fanno affari d'oro…
Eroe ha scritto: Quello che non capisco è perché molti dicono di fare la raccolta differenziata, risparmio energetico, ed a volte altro ma continuano ad attaccare la corrente di libero pensiero naturista che semplicemente, per i motivi detti, abbina queste cose. Io sarei ben contento se sorgessero gruppi che abbinino chi la ricerca spaziale, chi lo yoga, chi la preparazione trascendentale all’amore tantrico, ecc. col nudismo potrei trovarli originali, con alcuni apprezzare l’abbinamento (lo yoga nudi non mi sembra sbagliato) ma li accoglierei a braccia aperte perché l’importante è essere sempre di più e praticare insieme con rispetto reciproco.
Non è che lo si attacca. Si fa semplicemente notare che le cose sono scollegate. L'esempio della ricerca spaziale è illuminante. Supponiamo che io mi definisca spazialnudista per il fatto che sto nudo e sono favorevole alla ricerca spaziale. Le due cose non sono correlate. Non c'è valore aggiunto dall'essere contemporaneamente le due cose insieme. Per il naturismo, a me pare che le cose stiano esattamente negli stessi termini. Ciò non toglie che si è liberissimi di aderire a tutte quelle cose insieme e definirsi, pertanto, naturisti.
Eroe ha scritto: Se chi ha scritto l’articolo fa trapelare che SECONDO LUI chi sta nudo senza essere naturista sta nudo per motivi di origine sessuale (curiosità, esibizionismo o altro), anche se è vero che molti hanno iniziato a praticare per questi motivi e nessuno può negarlo perché tutti ce ne siamo lamentati almeno una volta, ha solo espresso una sua opinione personale che non ha nulla a che fare con la filosofia naturista.
Ha espresso una opinione sbagliata: ha esteso a tutti i nudisti quello che lui ha saputo di una percentuale infinitesimale di loro (e cioè, i suoi amici). Questo errore ha pure un nome: si chiama generalizzazione indebita.
Eroe ha scritto: Comunque è anche vero che molti che hanno iniziato per motivi di origine sessuale poi questi motivi si sono attenuati e scomparsi lasciando il solo piacere della nudità …
Per alcuni può essere andata così.
Eroe ha scritto: …perché chi la vive con tranquillità ne trae un benessere ormai certo, visto che possiamo testimoniarlo tutti, che sicuramente ha spiegazioni logiche e scientifiche in parte legate ad un ritorno alla natura anche se a qualcuno questo ritorno alla natura non piace.
Mi pare che chiunque faccia un cosa che gli piace fare (e che non faccia male alla salute) ne possa trarre beneficio. Anche colui che preferisce indossare calzoni lunghi al mare, per esempio. Infine, non capisco perché lo stare nudi dovrebbe implicare un "ritorno alla natura" e stare vestiti no. Che vuol dire "ritorno alla natura"?
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blatore
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01/01/2000 00:00
Se qualcuno mi dice che scrivo troppo gli risponderò di guardersi questo topic, dove , salvo qualche rara divagazione ilare, il tema è i nudisti stanno nudi si, ma quesra licenza è in realtà consentita ai naturisti, in quanto la nudità da questi espressa fa parte di una encomiabile filosofia di vita. Ne discende , anche non troppo larvatamente , che il solo nudismo non ha di per sè valore, ma anzi , determina una concezione distorta nel comune pensiero della filosofia naturista. Per fortuna che c'è questo forum , il quale , ponendosi questo problema ha provato a fare una cosa diversa e cioè contrapporre la limpidezza e la purezza del naturismo la nudità quale espressione di uguaglianza e tolleranza e, cosa non da poco, il superamento di barriere sociali e culturali che costringono ad una schematizzazione il vivere comune. Questo è il senso vero e profondo ed il Raduno testè avvenuto ne ha dato ampia dimostrazione , mettendo al centro del pensiero un'armonia che prescindeva dalle condizioni sociali e culturali attraverso la spoliazione fisica ma sopratutto mentale.
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blatore
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01/01/2000 00:00
Io non li vedo tutti questi principi nel naturismo . Al massimo qualche conte[:D]
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blatore
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
.... Se fosse così, l'uomo se ne starebbe ancora adesso, seduto su qualche ramo degli alberi nella savana africana. ....
Porca vacca Siman, pensa che cosa ci siamo persi.[:D][:D][:D]
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01/01/2000 00:00
Per quanto mi riguarda la nudità deve essere liberalizzante sennò non conta nulla.Una filosofia deve essere liberalizzante e propedeutica senno ha perso il suo scopo.La nostra cara nudità è l'unica cosa che ci lega tra noi.Lo stare nudi è segno di semplicità umana,cosa che ci manca.La nudità in se ha una grande potenzialità di sviluppo nelle sue conseguenze sia interiori per la singola persona che sociali per tutti che la vivono. Per me la cosa più bella è che la nudità è semplicità e questo vuol dire anche io sto nudo perchè è bello:vi sembra povero questo pensiero?Tuttaltro,dietro c'è tutto un mondo di pensieri,rapporti,valenze sociali ecc.Di solito cerchiamo di complicare tutto con mille ragionamenti,ma penso che la maturità umana è la semplicità,apice di un percorso e di grande personalità e mi vengono in mente grandi persone della storia. Quando uno mi dice ,dopo un lungo percorso e grandi ragionamenti magari,io sto nudo perchè è la cosa più semplice e bella vuol dire che ha colto tutto della nudità.[:D][:D] E come dire ad una persona:perchè stai con il tuo compagno o compagna?Semplicemente "gli voglio bene"è la cosa più semplice ma di una profondità e spessore grandioso.Su quelle 3 parole c'è tutto un mondo.E' la stessa cosa con la nudità.Perchè stai nudo?Dopo mille ragionamenti ora rispondo:perchè è bello,punto e basta.Ma dietro il bello c'è un mondo fantastico. Secondo me le cose più grandi perchè grandi tendono e devono arrivare alla semplicità e bellezza. Io sto nudo perchè è bello.[:D]
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blatore
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01/01/2000 00:00
Forse 2o sono troppo pochi diciamo 40. Allora c'era un futuro, una visione più ampia e gioiosa della vita. 20 anni fa già cominciava la droga , il terrorismo , e l'incognita del futuro. Oggi quelle paure sono purtroppo fondate e sarà difficile riuscire nell'impresa di conciliare progresso e stile di vita, perché entrambi andranno riveduti e corretti e speriamo in meglio.
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blatore
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01/01/2000 00:00
Siamo OT ma l'argomento è di per se ampio. Siman negli anni 66/70 c'erano i beatles e i rolling stone, e c'era anche la droga, ma trai Beatles e i roling stone , non davanti alla scuola. Le discoteche aprivano alle 9 di sera non alle 2 del mattino. In piazza duomo a Milano c'era gente alle 3/4 di notte. Adesso prova ad andate alle 11 di sera. Negli anni 66/70 si era in cantina a suonare e, se si era fortunati , a pomiciare. Si c'era il famoso '68 , ed è qui che si ha una divaricazione. Per 40 anni abbiamo creduto che si poteva dichiararsj liberi senza esserlo. una rivoluzione mai avvenuta , una rivoluzione strumentalizzata, il cui unico e vero risultato è stata la fine della guerra in Vietnam. Che fine hanno fatto i figli dei fiori ? Dove sono quelli che facevano l'amore e non la guerra ? Tutto disatteso. Tutto svanito. E perché ? Perché non era quello il vero scopo della cosidetta rivoluzione. Il vero scopo lo hanno raggiunto chi ha pensato che distruggendo un potere non se ne instaurasse un'altro . Le rivoluzioni di massa non conducono al benessere chi le fa, ma chi le usa . Vedremo fra 20 anni cosa sarà della primavera araba. Perché se essere liberi significa adottare i nostri usi e consumi allora sarà un'altra occasione persa . Al centro del mondo dovrà sempre esserci la persona e non le sue idee.
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blatore
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01/01/2000 00:00
Eroe ha scritto:
blatore ha scritto:
Possiamo tentare di analizzare per una volta questa rottura di balle d naturismo e nudismo ?
Mica è un obbligo discutere .. io in genere evito i topic dei peli tu evita questi se non ti interessa. Poi chi sarebbero coloro che hanno interessi a dividerci in categorie? Va be' allora proponiamo di chiamarci tutti nudisti e basta senza distinzioni .. tutti per uno uno per tutti .. compreso guardoni, esibizionisti, scambisti, ecc. che praticano nudi, fra noi o vicino a noi, il loro tipo di nudismo.
Non travisare come al solito. Vuoi che ti riporti innumerevoli topic che approdano tutti allo stesso schema: naturismo nudismo. Cercavo di introdurre un concetto diverso me comincio a pensarla come A40. Qui si vuol sempre far passare il concetto che lo stare nudi senza altri fini è proprio del naturismo, quindi per converso tutto il resto è altro, dal nudismo in giù. È questo che con perifrasi si cer a di sostenere. Vuoi proprio discuterne ?
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto:
cordom ha scritto:
Per quanto mi riguarda la nudità deve essere liberalizzante sennò non conta nulla.
Questo secondo me è assolutamente il succo di tutto!! L'altra sera, quando siamo venuti a bere il caffè, noi venivamo dal ristorante ed eravamo tutti belli vestiti e luccicanti, voi eravate nella vostra piazzola ed eravate nudi. Noi non ci siamo sentiti in obbligo di spogliarci e non lo abbiamo fatto, voi non vi siete sentiti in obbligo di vestirvi e siete rimasti nudi. La serata è stata splendida. Se ci fossimo dovuti spogliare o voi vestire, dove sarebbe finita quella libertà che poi è il vero piacere della nudità? Perchè non è poter esporre il pisello o le tette a dare piacere ma il senso di libertà che da il poter stare nel modo più naturale possibile.
Grazie e dimentichi che il giorno dopo sono venuto a salutarvi in barca:voi eravate nudi e io vestito per la corsa..ricordi?Abbiamo passato pochi minuti ma piacevolissimi.Le cose si rincorrono.[:D]
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01/01/2000 00:00
LeonardaCianciulli ha scritto:
AeE ha scritto:
...Ah… tornando all'articolo, quando sento parlare di medicina naturale, non riesco a fare a meno di pensare ad omeopatia, fiori di bach, cristalloterapia e fuffologia varia, e mi si rizzano i capelli.
Se ti si rizzano i capelli prova i seguenti rimedi naturali: tagli a metà un limone e sfreghi le due parti sul cuoio capelluto, lasciando per 10 minuti, quindi sciacqui (il latte acido o anche l'aloe dà gli stessi risultati, ma non ha un odore altrettanto buono). Avvolgi in una pezzuola di mussola due pezzi di radice fresca di zenzero e lasci bollire in 600 ml di acqua, dopo lo shampo ti sciacqui con questo liquido e massaggi i capelli. Sciacqui i capelli con aceto di sidro, avvolgi la testa in un asciugamani e lasci riposare per circa 30 minuti: ripeti per tre volte alla settimana fino a quando i capelli non ritornano a posto.
Visto nick e luogo di provenienza, sembra del tutto inutile precisare che con saponi ed affini devi essere una che ci sa proprio fare… [:256][:256] Ma pare che l'aggiunta di polvere di dente di drago renda ancora più efficace la pozione. Il guaio è che oggigiorno non è più così facile scovare draghi com'era una volta… [:104]
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01/01/2000 00:00
Partiamo da qui, altrimenti il discorso si complica.
Nathanaele77 ha scritto: Bene: sai perchè non funziona la danza della pioggia riprodotta nella riserva indiana della tribù Cherokee in Oklahoma? perchè noi nell'efficacia e nella riproducibilità del metodo scientifico "occidentale" abbiamo distrutto la cultura che ne rendeva possibile l'efficacia. Il metodo scientifico ha prodotto aeroplani e granuli di ghiaccio secco che sparsi su nuvole isolate ne rendono possibile la precipitazione sotto forma di pioggia. Eppure per migliaia di anni la danza della pioggia Cherokee aveva funzionato, poi sono arrivati gli anglo-americani col metodo scientifico e la danza della pioggia è scomparsa - e con essa una intera cultura e civiltà.
Due domande assolutamente distinte: 1) Siamo o meno d'accordo sul fatto che, qui ed ora, piove oppure non piove, a prescindere da qualsiasi paradigma culturale? Siamo d'accordo sul fatto che, una volta che io e l'indiano Hopi o Cherokee ci siamo messi d'accordo sul significato della parola "piovere", entrambi saremo sempre d'accordo sul fatto che in un determinato luogo ed in un preciso istante, sta piovendo oppure non sta piovendo? Ovvero ancora, che la presenza di pioggia o meno in un determinato luogo ed in un preciso istante sia un fatto oggettivo? 2) Come fa Feyerabend a sostenere che la danza della pioggia Cherokee aveva funzionato? Sulla base di quali dati, osservazioni, etc…, Feyerabend fa questa straordinaria affermazione, visto che questa almeno altrettanto straordinaria capacità di tali indiani pare sia andata perduta?
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blatore
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01/01/2000 00:00
Non v'azzacate ( nuovo termine dal greco[:D]). Avete ragione entrambi . Perché se nel 1800 si lavorava per mangiare ( a parte le questioni socio politiche e culturali ) oggi si lavora di meno , ma ci si stressa per il tostapane . Abbiamo costruito una società che se puó permettersi un minor lavoro ed una minore fatica lo puó fare a condizione che consumi ció che si produce di beni e servizi, ai quali non ci sottraiamo perché simbolici di potere e benessere e dei quali, contemporaneamente, faremmo a meno per un sogno di vita più umana.
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01/01/2000 00:00
Principalmente io parlo di nudità più che di nudismo (movimento o scelta del nudo)perchè è la fonte di tutto il resto.Quello che accomuna tutti è la pratica della nudità.C'è chi vive giustamente la nudità per il solo scopo del sole o altro e chi vede nella nudità altre cose più profonde. In due righe vorrei dire che per vivere la nudità non mi occorre il naturismo come stile di vità e nenche il nudismo (che sostanzialmente è solo il movimento o gruppo di persone che vivono la nudità).Non mi occorre neanche il naturismo per vivere gli ideali che professa perchè c'è li ho già,prima ancora che lo scoprissi.Praticamente mi sono accorto che per essere una persona umana soltanto e semplicemente (per cui ha a cuore gli altri ed il mondo,pena il non essere umano)vive questi valori quali la nudità con ciò che comporta in tutta la sua dimensione ed il vivere con la natura con tutto che ciò comporta.Rifflettendo su di me mi sono accorto che la nudità principalmente e l'ambiente sono valori fondanti della persona umana ed non è stata una scelta di quella filosofia o l'altra,e mi sono accorto che ora questi valori sono patrimonio di tutti.Il naturismo ed il nudismo non sono altro strumenti per far uscire dalla persona questi valori assopiti o tenuti ben chiusi dal mondo che ci circonda.Credo anche che la nudità sia una riscoperta più che una scoperta nuova.[:D]
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01/01/2000 00:00
AeE ha scritto:
per i naturisti la natura dell'uomo è stata snaturata dall'eccesso di tecnologia.
in questo momento, scrivendo da un tecnologico computer, utilizzando una tecnologica connessione internet, seduto tecnologicamente comodo in un edificio sufficientemente tecnologico dotato di tecnologiche corrente elettrica, acqua corrente e gas, ti stai sentendo snaturato? [:D]
Siete riusciti a far intervenire per la prima volta mia moglie nel forum… Abbiamo il nick in comune! [:D] Comunque:
Nathanaele77 ha scritto:
Ed infatti su questo aspetto ci siamo scontrati diverse volte: io rifiuto lo scientismo come paradigma culturale…
La mia era una "esposizione" scientista? [:0][:0][:0]
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto: Io me lo toglievo perchè mi dava fastidio e basta.....[8)]
Anche io lo faccio per la stessa ragione. [;)] A.
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