I princìpi e la purezza della filosofia naturista.

Eroe 18/08/2011 00:09 6.287 Visite
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AeE
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05/09/2011 10:33
LeonardaCianciulli ha scritto:
AeE ha scritto:
...Ah… tornando all'articolo, quando sento parlare di medicina naturale, non riesco a fare a meno di pensare ad omeopatia, fiori di bach, cristalloterapia e fuffologia varia, e mi si rizzano i capelli.
Se ti si rizzano i capelli prova i seguenti rimedi naturali: tagli a metà un limone e sfreghi le due parti sul cuoio capelluto, lasciando per 10 minuti, quindi sciacqui (il latte acido o anche l'aloe dà gli stessi risultati, ma non ha un odore altrettanto buono). Avvolgi in una pezzuola di mussola due pezzi di radice fresca di zenzero e lasci bollire in 600 ml di acqua, dopo lo shampo ti sciacqui con questo liquido e massaggi i capelli. Sciacqui i capelli con aceto di sidro, avvolgi la testa in un asciugamani e lasci riposare per circa 30 minuti: ripeti per tre volte alla settimana fino a quando i capelli non ritornano a posto.
Visto nick e luogo di provenienza, sembra del tutto inutile precisare che con saponi ed affini devi essere una che ci sa proprio fare… [:256][:256] Ma pare che l'aggiunta di polvere di dente di drago renda ancora più efficace la pozione. Il guaio è che oggigiorno non è più così facile scovare draghi com'era una volta… [:104]
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05/09/2011 10:43
AeE ha scritto: Infine, non capisco perché lo stare nudi dovrebbe implicare un "ritorno alla natura" e stare vestiti no. Che vuol dire "ritorno alla natura"?
Semplicemente perchè nella filosofia naturista, l'uomo è nato per essere nudo. L'uomo nasce nudo, quindi la nudità è nel suo DNA, fa parte della sua natura: la condizione naturale per l'essere umano è la nudità. Ovviamente tu puoi anche non essere d'accordo, ed infatti la mentalità tessile ci porta inconsapevolmente ad un eccesso di esagerazione di tessuti, al punto che rivestiamo immediatamente i neonati: a quale scopo? per quale motivo? boh. Te lo dico subito: la sovrastruttura tessile, l'eccesso di tessilismo, non ha un significato "naturale" - naturale = conforme alla natura dell'uomo - ma bensì culturale. Ed allora i "naturisti" si ribellano a questo eccesso, a questa esagerazione di cultura tessile rifiutando il significato culturale dei tessuti ove non sia necessario né dalle condizioni metereologiche e climatiche né dal loro ruolo sociale e lavorativo. Quanto al tuo notevole interrogativo
Che vuol dire "ritorno alla natura"?
questo è un concetto o meglio un interrogativo eminentemente filosofico. Rimanda al concetto antropologico di "uomo": per i naturisti la natura dell'uomo è stata snaturata dall'eccesso di tecnologia. In un certo senso il ricorso alla tecnologia fa parte della stratificazione culturale antropologica umana, che viene ereditata dall'ambito sociale nel quale l'uomo nasce e si sviluppa, ma un eccesso, una esagerazione del ricorso alla tecnologia ne sta causando l'autodistruzione finale non solo dell'uomo stesso - con lo spreco e l'esaurimento delle risorse, ma anche dell'ecosistema nel quale vive. Per questo una riconsiderazione filosofica del ruolo e della natura dell'uomo nel contesto dell'ecosistema nel quale vive, ha portato ad importanti conseguenze del ruolo che la tecnologia riveste nello sviluppo sociale e antropologico dell'uomo. Non so se hai visto il film "Matrix" dei fratelli Watchowsky. Nel discorso finale che l'Agente Smith fa a Morpheus rientra qualcosa del genere: le macchine nella finzione filmica hanno assogettato l'uomo per salvaguardarne in un certo senso l'esistenza, dal momento che secondo l'agente Smith gli esseri umani si stavano comportanto nei confronti dell'ecosistema esattamente come dei VIRUS: moltiplicazione del loro patrimonio genetico ed esaurimento delle risorse naturali, mentre tutti gli altri esseri viventi, compresi ovviamente i mammiferi, sviluppano nei confronti del loro ambiente naturale (ecosistema) una sorta di equilibrio che ne preserva l'esistenza. Tutte questo tipo di considerazioni sono poi confluite nella filosofia e nella pratica ecologista ed ambientalista, che entrano a far parte del corpus culturale del naturismo, con in più il rifiuto radicale del significato antropologico dei vestiti (nudismo). Il naturismo è ambientalismo + nudismo: altrimenti i naturisti sarebbero solo ambientalisti/ecologisti/naturalisti e basta. Un caro saluto.
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05/09/2011 10:49
Mi piace un casino l'esposizione di AeE. [:)]
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05/09/2011 11:00
Nathanaele77 ha scritto:
Semplicemente perchè nella filosofia naturista, l'uomo è nato per essere nudo. L'uomo nasce nudo, quindi la nudità è nel suo DNA, fa parte della sua natura:
Se è per questo, nasce anche munito di gambe fatte per correre. Contronatura quindi utilizzare mezzi di trasporto? (anche la bicicletta)
questo è un concetto o meglio un interrogativo eminentemente filosofico. Rimanda al concetto antropologico di "uomo": per i naturisti la natura dell'uomo è stata snaturata dall'eccesso di tecnologia. In un certo senso il ricorso alla tecnologia fa parte della stratificazione culturale antropologica umana, che viene ereditata dall'ambito sociale nel quale l'uomo nasce e si sviluppa, ma un eccesso, una esagerazione del ricorso alla tecnologia ne sta causando l'autodistruzione finale non solo dell'uomo stesso - con lo spreco e l'esaurimento delle risorse, ma anche dell'ecosistema nel quale vive. Per questo una riconsiderazione filosofica del ruolo e della natura dell'uomo nel contesto dell'ecosistema nel quale vive, ha portato ad importanti conseguenze del ruolo che la tecnologia riveste nello sviluppo sociale e antropologico dell'uomo. Non so se hai visto il film "Matrix" dei fratelli Watchowsky. Nel discorso finale che l'Agente Smith fa a Morpheus rientra qualcosa del genere: le macchine nella finzione filmica hanno assogettato l'uomo per salvaguardarne in un certo senso l'esistenza, dal momento che secondo l'agente Smith gli esseri umani si stavano comportanto nei confronti dell'ecosistema esattamente come dei VIRUS: moltiplicazione del loro patrimonio genetico ed esaurimento delle risorse naturali, mentre tutti gli altri esseri viventi, compresi ovviamente i mammiferi, sviluppano nei confronti del loro ambiente naturale (ecosistema) una sorta di equilibrio che ne preserva l'esistenza. Tutte questo tipo di considerazioni sono poi confluite nella filosofia e nella pratica ecologista ed ambientalista, che entrano a far parte del corpus culturale del naturismo, con in più il rifiuto radicale del significato antropologico dei vestiti (nudismo). Il naturismo è ambientalismo + nudismo: altrimenti i naturisti sarebbero solo ambientalisti/ecologisti/naturalisti e basta. Un caro saluto.
Non è così semplice. La tecnologia fa paret dell'evoluzione. Ci sono primati che utilizzano utensili per cacciare e nutrirsi e questo li rende più longevi e superiori. In natura, l'equilibrio tra ambiente e specie di cui parli, è mantenuto dall'evoluzione stessa. I più deboli soccombono, dando la possibilità riproduttiva solamente ai migliori. Se così fosse, gli uomini sulla terra sarebbero infinitamente di meno e sicuramente l'impatto sul pianeta non sarebbe preoccupante. Allora la scelta è: morire ancora per un'appendicite, per l'asma o per una polmonite lasciando crescere e moltiplicare solamente i migliori o accettare il compromesso? Con questo dico che BISOGNA assolutamente salvaguardarlo, solamente che non è aderendo ad una dottrina naturista che si risolve il problema. Ci si pulisce solamente la coscienza.
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05/09/2011 11:06
ConteMax ha scritto:
Mi piace un casino l'esposizione di AeE. [:)]
Ed infatti su questo aspetto ci siamo scontrati diverse volte: io rifiuto lo scientismo come paradigma culturale, ne vedo qualcosa di fortemente deleterio anche se "efficace" dal punto di vista della moltiplicazione del patrimonio genetico umano. Uno scientista ti dirà che non importa che l'essere umano alla fine distrugga la Terra, perchè alla fine la tecnologica (Homo technologicus al posto di Homo sapiens sapiens) gli fornirà i mezzi per spostarsi da qualche altra parte, forse un altro pianeta. Esattamente come un virus. Mentre la coscienza ecologica parte da una diversa consapevolezza: nel linguaggio kuhniano è stato un mutamento di paradigma che parte proprio da quell'immagine della Terra come una navicella spaziale sospesa nel nulla del vuoto cosmico http://blog.libero.it/interiorlanding/8962214.html , l'eredità che abbiamo ricevuto dai nostri padri e che la coscienza ci obbliga a preservarne l'integrità. Come dicevo concetti che sono confluiti nel naturismo, anche se il naturismo è conseguenza in un certo senso dell'ambientalismo e dell'ecologismo (oltre che del naturalismo come studio degli ecosistemi). Leggiti anche Paul K. Feyerabend nel suo magistrale "Dialogo sul Metodo" (contro il delirio scientista) e Fritjof Capra ne "Il Punto di Svolta" per il mutamento di paradigma. Anche se un po' vecchiotti sono dei testi molto validi per dare un po' di respiro filosofico ad un "nudismo" dei minimi termini - il nudismo del "Villaggio Vacanze Val-Tour" contro il quale si scaglia in toni fortemente polemici l'autore dell'articolo citato da Eroe e che ha dato inizio a questo thread. Ciao.
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05/09/2011 11:36
per i naturisti la natura dell'uomo è stata snaturata dall'eccesso di tecnologia.
in questo momento, scrivendo da un tecnologico computer, utilizzando una tecnologica connessione internet, seduto tecnologicamente comodo in un edificio sufficientemente tecnologico dotato di tecnologiche corrente elettrica, acqua corrente e gas, ti stai sentendo snaturato? [:D]
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05/09/2011 11:39
AeE ha scritto:
per i naturisti la natura dell'uomo è stata snaturata dall'eccesso di tecnologia.
in questo momento, scrivendo da un tecnologico computer, utilizzando una tecnologica connessione internet, seduto tecnologicamente comodo in un edificio sufficientemente tecnologico dotato di tecnologiche corrente elettrica, acqua corrente e gas, ti stai sentendo snaturato? [:D]
Siete riusciti a far intervenire per la prima volta mia moglie nel forum… Abbiamo il nick in comune! [:D] Comunque:
Nathanaele77 ha scritto:
Ed infatti su questo aspetto ci siamo scontrati diverse volte: io rifiuto lo scientismo come paradigma culturale…
La mia era una "esposizione" scientista? [:0][:0][:0]
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05/09/2011 12:12
Io sono ottimista di natura e quindi ho la convinzione che l'aumento della cultura di pari passo con l'aumento di istruzione e di tecnologia, porti l'uomo ad un equilibrio stabile con il suo ambiente. Se guardiamo, i maggiori danni sono stati commessi nel secolo scorso, con un'industrializzazione/sfruttamento esponenziale e di contro una ignoranza praticamente generale sia su quanto si stava producendo sia su quanto si stava danneggiando l'ambiente. E' l'ignoranza la prima cosa da abbattere. (p.s. ignoranza dell'uomo verso ciò che fa, intendo)
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05/09/2011 12:19
ConteMax ha scritto: Se è per questo, nasce anche munito di gambe fatte per correre. Contronatura quindi utilizzare mezzi di trasporto? (anche la bicicletta)
Stai glissando. AeE ha chiesto
Infine, non capisco perché lo stare nudi dovrebbe implicare un "ritorno alla natura" e stare vestiti no. Che vuol dire "ritorno alla natura"?
perchè mai l'andare in giro nudi dovrebbe essere più "naturale" dell'andare in giro vestiti, ed infatti ci sono tantissimi anzi la stragrande maggioranza di ecologisti, di ambientalisti WWF e di naturalisti che non sono affatto NUDISTI, rifiutano questo concetto puramente naturista della necessità antropologica, filosofica e culturale di andare in giro nudi. Non è un interrogativo ameno, ma filosofico: sulla natura di "uomo" ci possiamo confrontare per secoli con titanico confronto di fonti e di testi senza pervenire mai ad una conclusione, in fondo aderisci ad una scuola filosofica per ragioni ancestrali che non possiamo eviscerare in questa sede. Che significa essere "uomo"? perchè si è vero, insieme al DNA non vengono ereditati i vestiti, ma è anche vero che insieme al DNA ovvero al codice genetico è ereditato anche il MEME ovvero il codice culturale, ed è in questo codice culturale che i genitori si ostinano a vestire i neonati. Perchè mai dovrebbe essere "naturale" vestire un neonato? Gli mettono le scarpe e non può camminare! vedi quanto può essere ridicolo un eccesso di tessilismo... ma va beh. Ora in tutto questo che c'entrano i mezzi di trasporto? E' "naturale" la tecnologia? io dico di si, ma naturale in quanto fa parte del corredo culturale dell'uomo, ma un eccesso di tecnologia non è affatto naturale se va a compromettere l'equilibrio di un ecosistema. In questo contesto, è naturale la bicicletta (no emissioni CO2), non è naturale l'automobile (troppe emissioni CO2 0 = effetto serra).
Non è così semplice. La tecnologia fa parte dell'evoluzione. Ci sono primati che utilizzano utensili per cacciare e nutrirsi e questo li rende più longevi e superiori.
Vero e falso allo stesso tempo. Un uccello eredita i riti di corteggiamento con il corredo genetico, anche se non è chiaro in chiave puramente scientista come una cosa del genere sia possibile. Uno scimpanzé più simile all'uomo, eredita con i MEMI culturali l'uso del bastoncino per procacciarsi il cibo ricavando dalla corteccia degli alberi la trappola per catturare le formiche. L'uomo più simile in questo agli scimpanzé eredita l'uso della tecnologia per MEME culturale, non per patrimonio genetico, ma non si è mai vista una tribù di scimpanzé distruggere un ecosistema al mero scopo della sopravvivenza: l'uomo non distrugge ecosistemi solo per sopravvivere, lo fa anche per motivi culturali. Vedi Rapa Nui. Vedi la foresta dell'Amazzonia: desertificazione e deforestazione a scopi culturali, per produrre cellulosa e bio-carburanti. Che c'entra la sopravvivenza con tutto questo? Cosa vi è di naturale nel distruggere un ecosistema (ad esempio, lo sterminio dei tonni nel Mediterraneo) allo scopo di incrementare una economia di mercato o per pura speculazione? Io sono talmente tecnologico in questo che sono favorevole all'uso dell'iPad, se serve a preservare un ecosistema. Ma non sono tecnologico nel senso di coltivare una parvenza di tendenza autodistruttiva.
In natura, l'equilibrio tra ambiente e specie di cui parli, è mantenuto dall'evoluzione stessa. I più deboli soccombono, dando la possibilità riproduttiva solamente ai migliori.
Mica sempre è vero, anzi questo principio falsamente darwinista ha dato origine alle più deliranti degenerazioni del pensiero umano, vedi ad esempio il "MEIN KAMPF" di hitleriana memoria. La natura di per sé potrebbe rendere giustificabile anche lo sterminio, l'olocausto, il genocidio: in fondo anche i virus sono naturali. Non è forse naturale un'influenza o una polmonite? ed allora se è naturale una polmonite perchè i naturisti non vanno a morire ammazzati? non è forse questo il ragionamento che mi fai tu. Si una polmonite è naturale, quel che non è naturale è invece il significato culturale che tu dai al termine natura. Io non sono contrario all'uso della tecnologia: sono contrario al delirio tecnologico che porta alla catastrofica distruzione degli ecosistemi, tutto qua. Non sto predicando il ritorno alla vita aborigena, e grazie tante. Il segreto di tutto è nel concetto di EQUILIBRIO. Tutto qua. Si può sviluppare una tecnologia che sia ecosostenibile, anche andando tutti in bicicletta. E non c'entra col fatto che l'uomo quando nasce non nasce con i pedali ai piedi. [|)]
Se così fosse, gli uomini sulla terra sarebbero infinitamente di meno e sicuramente l'impatto sul pianeta non sarebbe preoccupante.
Infatti i problemi per l'uomo sono cominciati con la rivoluzione industriale.
Allora la scelta è: morire ancora per un'appendicite, per l'asma o per una polmonite lasciando crescere e moltiplicare solamente i migliori o accettare il compromesso?
Ti ho risposto sopra, per quanto possibile. Io non sono contrario all'uso della tecnologia, sono contrario a questo sistema di vita esasperato che sta compromettendo globalmente la sopravvivenza dell'uomo stesso. Non sto predicando il ritorno alla vita aborigena e non sono uno di quelli che vanno in giro senza cappotto quando ci sono - 25 gradi sotto il livello di congelamento dell'acqua. Il segreto della vita naturista è secondo me, quello di "SVILUPPO SOSTENIBILE", che confluisce in quello di equilibrio. Non tutta la tecnologia è da prendere e da buttare a mare.
Con questo dico che BISOGNA assolutamente salvaguardarlo, solamente che non è aderendo ad una dottrina naturista che si risolve il problema. Ci si pulisce solamente la coscienza.
Mica vero: movimenti insignificanti dal punto di vista statistico hanno la capacità di smuovere le coscienze e di influenzare movimenti politici a livello globale che si traducono in fatti concreti. I radicali erano insignificanti dal punto di vista delle statistiche: eppure dobbiamo a loro i più grandi cambiamenti epocali sul piano sociale, vedi le leggi sull'aborto e sul divorzio. Piccoli movimenti anche insignificanti producono film, libri, sondaggi di opinione: se nessuno avesse preso coscienza del buco nell'ozono ancora staremmo a produrre frigoriferi con clorofluorocarburi. Forse i naturisti sono insignificanti dal punto di vista statistico, e forse non tutti vivono secondo i principi che declamano. Ma questo non vuol dire che le loro idee non portino a cambiamenti globali sulla nostra consapevolezza di esseri umani in un pianeta non illimitato per le risorse disponibili. Ciao e grazie del contributo.
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05/09/2011 12:22
come siamo piccini… Beh… se vogliamo sentirci piccini, nulla è meglio di questo: http://www.atlasoftheuniverse.com/universe.html Con i pulsanti s'ingrandisce e si riduce a piacimento. E quella al minimo ingrandimento è solo la parte visibile dell'universo. Non sappiamo quant'è grande il resto dell'universo: la luce proveniente da oggetti più lontani dell'età dell'universo non ha avuto ancora il tempo di raggiungerci. I numeri sotto sono molto significativi. In particolare questo: Number of stars in the visible universe = 30 billion trillion (3x10²²) !!!! I punti esclamativi sono miei… E penso all'eccesso di tecnologia che è stato necessario per conoscere tutto questo e mi domando com'è che si affibbino ancora giudizi morali alla scienza/tecnologia, cosa assolutamente senza senso, invece di distinguere queste, che sono eticamente neutre, dall'uso che se ne fa, questo sì eticamente rilevante.
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05/09/2011 12:39
LeonardaCianciulli ha scritto:
Leonarda!!! Che piacere rileggerti (dopo averti rivista al raduno)! Il tuo sapone non va bene per i capelli?
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05/09/2011 13:08
Ah, non per alimentare polemiche, ma vorrei segnalare che uno shampoo fatto con dell'acido solforico (prodotto industrialmente) risolverebbe il problema alla radice [:D][:D][:D]
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05/09/2011 14:27
Innanzitutto benvenuta nel forum, cara consorte di AeE.
in questo momento, scrivendo da un tecnologico computer, utilizzando una tecnologica connessione internet, seduto tecnologicamente comodo in un edificio sufficientemente tecnologico dotato di tecnologiche corrente elettrica, acqua corrente e gas, ti stai sentendo snaturato? [:D]
Capisco la battuta, ma non confondo la filosofia di vita naturista con la vita degli Amish. Infatti gli Amish http://it.wikipedia.org/wiki/Amish sono quanto di meno tecnologico ed integralista potremmo concepire, ma non sono naturisti. Rinuncia alla tecnologia e sviluppo ecosostenibile non sono in conflitto tra di loro. La domanda in fondo è sempre quella: perchè nudi? con quale necessità? se sei naturista è perchè hai trovato a tuo modo, una risposta a questo interrogativo e vi aderisci nei limiti di una vita adeguata negli standard delle tue esigenze, nessuno si auspica il ritorno allo stile di vita aborigeno dicevo più sopra rispondendo al Conte Max. Essere naturisti significa anche un ritorno all'essenzialità: altrimenti sarei semplicemente ambientalista o ecologista, ed io non ho nulla contro gli ambientalisti o gli ecologisti. Ce l'ho con l'atteggiamento scientista che sta devastando il pianeta. Ritorno all'essenziale che corrisponde a questo: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pioneer_plaque_%28transparent%29.svg Quando a Carl Sagan chiesero di disegnare un simbolo che potesse rappresentare l'umanità nella sua essenzialità, scelse proprio un uomo ed una donna nudi, al punto che all'uomo Sagan gli disegnò pure il pisellino, così i nostri amici ET si potranno fare un'idea di ciò che era l'uomo nel suo desiderio di conoscere i confini dell'esistenza nella sua essenzialità. Essenzialità che per me è perfettamente conforme alla filosofia naturista, di ritorno alla natura - all'essenza dell'uomo. L'immagine è di dominio pubblico e siccome la amo particolarmente, non farò nessun torto se la riporto qui sotto. Immagine utente Ciao ed un caro saluto.
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05/09/2011 14:57
ConteMax ha scritto:
A. Io sono ottimista di natura e quindi ho la convinzione che l'aumento della cultura di pari passo con l'aumento di istruzione e di tecnologia, porti l'uomo ad un equilibrio stabile con il suo ambiente. B. Se guardiamo, i maggiori danni sono stati commessi nel secolo scorso, con un'industrializzazione/sfruttamento esponenziale e di contro una ignoranza praticamente generale sia su quanto si stava producendo sia su quanto si stava danneggiando l'ambiente. C. E' l'ignoranza la prima cosa da abbattere. D. (p.s. ignoranza dell'uomo verso ciò che fa, intendo)
A. La tecnologia di per se non è colpevole di nulla il problema è in come viene usata la tecnologia e quali sono le fonti che producono energia per poterla usare. Stiamo vivendo una crisi che dimostra che per ora il tuo ottimismo oggi non ha fondamento in quanto chi usa e vende la tecnologia non è alla ricerca del benessere dell’umanità ma solo del suo arricchimento per cui sposta la produzione ove ha un costo minore e non è interessato se in quelle nazioni si produce in maniera compatibile con l’ambiente e con prodotti che non sono nocivi anzi meno regole ci sono più sono contenti perché aumentano i loro guadagni. E’ recente la notizia che in capi di abbigliamento di grandi marche, che producono in Cina, hanno trovato la presenza di una sostanza che, durante il lavaggio, viene rilasciata ed immessa nell’ambiente sostanza che porta alla sterilità se ho letto bene la notizia. Inoltre è recente il ricordo della marea nera e continuano a verificarsi perdite di petrolio dalle piattaforme marine. Esiste la possibilità di usare e sviluppare altre fonti di energia ma chi governa il pianeta in questo settore per ora, sin che c’è petrolio o nucleare ed affini, ha altri interessi perché il controllo dell’energia gli garantisce potere e ricchezza rispetto a tecnologie che potrebbero essere utilizzate da tutti. B. I maggiori danni si stanno verificando ancora … marea nera, deforestazione, scorie nucleari in luoghi che si credeva sicuri, ecc. C. e D. Non credo che chi dirige il pianeta, l’energia, i consumi, ecc. sia ignorante e non sappia quello che fa … l’egoismo forse è la prima cosa da abbattere o bisogna trovare il modo di dare il potere di scegliere a chi ha realmente a cuore il pianeta e chi ci vive.
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05/09/2011 15:34
Nathanaele77 ha scritto: Innanzitutto benvenuta nel forum, cara consorte di AeE.
Io sono A, mentre lei è E. La "e" fra A ed E ha funzione di copula. Linguisticamente, s'intende. [:D] A. (*) (*) Aggiungo una "firma", d'ora in poi, in modo che si capisca chi scrive.
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