I princìpi e la purezza della filosofia naturista.

Eroe 02/09/2026 21:37 6.090 Visite
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blatore
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01/01/2000 00:00
Ah,si! Quello del principato della Contea di Trebbius nel Regno di Bobbius Piacentis di molto molto lontano.[:D]
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AeE
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01/01/2000 00:00
AeE ha scritto:
per i naturisti la natura dell'uomo è stata snaturata dall'eccesso di tecnologia.
in questo momento, scrivendo da un tecnologico computer, utilizzando una tecnologica connessione internet, seduto tecnologicamente comodo in un edificio sufficientemente tecnologico dotato di tecnologiche corrente elettrica, acqua corrente e gas, ti stai sentendo snaturato? [:D]
Siete riusciti a far intervenire per la prima volta mia moglie nel forum… Abbiamo il nick in comune! [:D] Comunque:
Nathanaele77 ha scritto:
Ed infatti su questo aspetto ci siamo scontrati diverse volte: io rifiuto lo scientismo come paradigma culturale…
La mia era una "esposizione" scientista? [:0][:0][:0]
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AeE
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto: Io me lo toglievo perchè mi dava fastidio e basta.....[8)]
Anche io lo faccio per la stessa ragione. [;)] A.
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blatore
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01/01/2000 00:00
Esatto Fenix . Ci vuole Moderazione in tutto [;)][;)] Ps: per fortuna è andato tutto bene.
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AeE
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01/01/2000 00:00
Quoto tutto quanto scritto da a_fenice. Ma in particolar modo, questo:
a_fenice ha scritto: Il rischio, quando si parla di queste cose, forse non si è capito bene dal mio intervento di ieri, è che alla fine, a forza di dire facciamo cosi e cosà, la gente non va più dal medico, ma dai guaritori, dai sciamani, dai cartomanti, che propinano fior fiore di spremute di ....... e i tizi poi muoiono o arrivano al limite senza possibilità di ritorno. Negli ultimi anni, quanti falsi guaritori spellano gente facendogli comprare sacchetti di sale, con la promessa di guarire tumori o cose simili?
È un fenomeno estremamente pericoloso. Basta googlare "medicina naturale" per rendersi conto di quanti venditori di fumo ci siano in circolazione, e quanta gente, disgraziatamente, finisce per farsi infinocchiare, col rischio, soltanto nella migliore delle ipotesi, di buttar via soldi. Nella peggiore, di rimetterci la pelle.
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AeE
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01/01/2000 00:00
Partiamo da qui, altrimenti il discorso si complica.
Nathanaele77 ha scritto: Bene: sai perchè non funziona la danza della pioggia riprodotta nella riserva indiana della tribù Cherokee in Oklahoma? perchè noi nell'efficacia e nella riproducibilità del metodo scientifico "occidentale" abbiamo distrutto la cultura che ne rendeva possibile l'efficacia. Il metodo scientifico ha prodotto aeroplani e granuli di ghiaccio secco che sparsi su nuvole isolate ne rendono possibile la precipitazione sotto forma di pioggia. Eppure per migliaia di anni la danza della pioggia Cherokee aveva funzionato, poi sono arrivati gli anglo-americani col metodo scientifico e la danza della pioggia è scomparsa - e con essa una intera cultura e civiltà.
Due domande assolutamente distinte: 1) Siamo o meno d'accordo sul fatto che, qui ed ora, piove oppure non piove, a prescindere da qualsiasi paradigma culturale? Siamo d'accordo sul fatto che, una volta che io e l'indiano Hopi o Cherokee ci siamo messi d'accordo sul significato della parola "piovere", entrambi saremo sempre d'accordo sul fatto che in un determinato luogo ed in un preciso istante, sta piovendo oppure non sta piovendo? Ovvero ancora, che la presenza di pioggia o meno in un determinato luogo ed in un preciso istante sia un fatto oggettivo? 2) Come fa Feyerabend a sostenere che la danza della pioggia Cherokee aveva funzionato? Sulla base di quali dati, osservazioni, etc…, Feyerabend fa questa straordinaria affermazione, visto che questa almeno altrettanto straordinaria capacità di tali indiani pare sia andata perduta?
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AeE
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01/01/2000 00:00
Nathanaele77 ha scritto: Innanzitutto benvenuta nel forum, cara consorte di AeE.
Io sono A, mentre lei è E. La "e" fra A ed E ha funzione di copula. Linguisticamente, s'intende. [:D] A. (*) (*) Aggiungo una "firma", d'ora in poi, in modo che si capisca chi scrive.
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blatore
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01/01/2000 00:00
Eroe l'argomentazione non regge. Oggi si farebbe carte false per lavorare 10 non 8 ore. E qui sta il problema . Circa 10 anni fa si pensava alle 35 ore settimanali , ricordate ? Bene. Forse quello poteva essere una buona idea per lavorare tutti. Poi peró hanno inventato la globalizzazione e qui le sue cose si sono scontrate. E questo non perché la globalizzazione sia un male, anzi, interessi comuni evitano i conflitti, solo che la globalizzazione è delle merci , non delle persone, quindi ci vorranno forse una ventina d'anni perché si instauri un equilibrio. Nel frattempo soffriremo questa discrasia sperando che non vi siano contraccolpi ideologici che possono vanificare un percorso impervio ma ineludibile.
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blatore
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01/01/2000 00:00
Ma quei link non rappresentano l'oro colato , rappresentano un punto di vista. E qui ci piacerebbe gestircelo. Le tue opinioni non sono rafforzate dal fatto che da altri parti vengano professate . Sai bene che chiunque puó trovare l'alternativa . Non c'è bisogno che ti rifai ad altro , il tuo pensiero è esplicito , almeno per me, solo che al pari del mio puó non essere condiviso. Ma non vorrei che tu confondessi la non condivisione con l' errata interpretazione. Peró ora mi asterrò in ossequio ai dettami della moderatio.[:)]
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blatore
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01/01/2000 00:00
Sono al Valalta che da qualche parte in questo forum è stato considerato non prettamente naturista visto che consentono troppo spesso il costume. In realtà qualcuno si è visto col costume ( sporadicamente) e la cosa è fastidiosa perché sei sotto lo sguardo di guardoni. E si, se in un villaggio naturista non stai nudo sei un guardone se no che altro. Pero sono ben visibili cartelli e annunci via microfono che avvisano che dal 2012 sarà consentito il costume solo ai ragazzini/e fino ai 12 anni . Il resto o si adegua o esce , con l'ovvia eccezione temporanea femminile. Non solo. Non saranno più consentiti motorini e scooters se non elettrici. Io frequento da qualche anno questo villaggio e quest'anno per ben tre volte, è un villaggio piuttosto caro ma con ottimi sevizi. Dov'è una struttura simile in Italia ? In Italia non esiste alcun naturismo, ne nel senso ortodosso di N77 ne in quello canzonierodi A40. Quindi parlare di naturismo o di nudismo con tutte le implicazioni che la cosa comporta, bisognerebbe chiederei se ci sono i presupposti per poterlo praticare. Noi sismo naturisti 2/3 settimane l'anno , in vacanza. Questa è la nostra media di nudità annuale e si esclude casa propria. Ma se qualcuno volesse essere naturista completo dovrebbe stare nudo almeno 6 mesi l'anno , dato che si è vegetariani , ambientalisti, ecc. per tutto l'anno, o per 3 settimane ?
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blatore
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
blatore ha scritto: ************ Ma se qualcuno volesse essere naturista completo dovrebbe stare nudo almeno 6 mesi l'anno , dato che si è vegetariani , ambientalisti, ecc. per tutto l'anno, o per 3 settimane ?
se fossi nudista solo 6 mesi l'anno, ritorno tessile. Fino a 3 sopra zero resisto..........[;)][;)][;)]
Si, ma a casa tua. Io invece vorrei farmi qualche passeggiata sul lago o in montagna senza necessariamente esibirmi in piazza del duomo. Oppure avere l'opportunità di una casetta in campagna dove starmene nudo senza essere mistificato o peggio denunciato. Se devo fare il naturista lo devo essere sul serio. Per ora mi accontento della differenziata, di non cogliere i fiori e di scrivere s forum [:D] Peró continuo a fumare[:(], ma si sa nessuno è perfetto .
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blatore
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01/01/2000 00:00
Eroe apprezziamo e leggiamo volentieri le tue opinioni, ma le tue non quelle che ci propini con i link. Quello che si legge in giro qui non ci serve . Noi discutiamo di problemi molto nobili e alti con la scusa del naturismo e non possiamo pensare di esaurire tutto lo scibile in una discussione sul forum . Le nostre opinioni sono la cosa migliore che riusciamo a fare e sono il sale benefico di questo forum. Ma non dobbiamo e non possiamo trasgredire il perché siamo qui. Qui ci siamo perché ci piace stare nudi e ci piacerebbe che il nudismo o il naturismo ci rendesse migliori e con noi anche il resto del mondo. Utopia e sogno, ma è così che dobbiamo intenderla. Non dobbiamo parlarrci addosso , dobbiamo parlarci ( scriverci ) per sognare un pó. Viva il nudismo, viva il naturismo e viva i sogni.
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01/01/2000 00:00
per i naturisti la natura dell'uomo è stata snaturata dall'eccesso di tecnologia.
in questo momento, scrivendo da un tecnologico computer, utilizzando una tecnologica connessione internet, seduto tecnologicamente comodo in un edificio sufficientemente tecnologico dotato di tecnologiche corrente elettrica, acqua corrente e gas, ti stai sentendo snaturato? [:D]
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01/01/2000 00:00
Mentre attendo la risposta alle 2 domande che ho fatto prima, faccio un passo ulteriore.
Nathanaele77 ha scritto: Non credo che Feyerabend fosse così cretino da non sapere come funziona un tostapane.
No, il problema non è il come. È il perché. Se è vero quello che Feyerabend sostiene, il tostapane non dovrebbe funzionare. E invece funziona. Tu hai fatto l'esempio dell'indiano Hopi che abbrustolisce il pezzo di pane su una pietra riscaldata sul fuoco generato dalla legna. E io, pur "intriso nel mio paradigma culturale occidentale", non ho alcun problema a concludere che in tal modo il pane si abbrustolisce. Se non sono convinto, mi basta ripetere l'esperimento ed osservare che in effetti il pane si abbrustolisce. E non è nemmeno un problema di modelli. Io spiegherò l'abbrustolimento del pane in termini di temperatura, cioè vibrazione di atomi, e conseguente cambiamento chimico del pane innescato dall'aumento di temperatura della sue superficie. L'indiano Hopi magari in termini di spirito della pietra che, solleticato dallo spirito del fuoco, annerisce lo spirito del pane (faccio per dire) o non se lo spiegherà affatto. E poi al massimo potremo discutere di "capacità" dei due modelli. Ma resta il fatto che il pane si abbrustolisce sia per me che per l'indiano. Resta il fatto che il pane è abbrustolito per entrambi. Resta il fatto che l'abbrustolimento è oggettivo e non dipende da alcun paradigma culturale. Allo stesso modo, se io porto un tostapane ed un generatore di corrente diesel ad un indiano Hopi, anche lui concluderà necessariamente che il pane si abbrustolisce. Anche nel caso del tostapane, indipendentemente dalla spiegazione che si dà del funzionamento dello stesso, sia io che l'indiano Hopi concludiamo che il pane abbrustolisce. Sono assolutamente d'accordo che per usare con continuità e su larga scala lo strumento tostapane+generatore diesel l'indiano dovrà poi preoccuparsi di procurarsi petrolio, raffinarlo etc…, con tutto ciò che ne consegue, ma non è questo il punto. Il punto è che davanti a questo "strumento", entrambi, osservando il pane prima e dopo averlo utilizzato, concludiamo che questo funziona, esattamente come funziona il fuoco sotto la pietra, a prescindere dal paradigma culturale nel quale siamo cresciuti. Ovvero che è oggettivo che il tostapane, come il fuoco sotto la pietra, funzioni.
Nathanaele77 ha scritto: E non credo che voglia mettere in discussione l'oggettività del mondo esterno e la riproducibilità che sta alla base del metodo scientifico: quel che mette in discussione Feyerabend è l'arrogante supponenza del metodo "scientista" (e non scientifico) di avere una spiegazione a tutto, e questo proprio nel paradigma della causalità e della cosiddetta oggettività e riproducibilità del metodo scientifico. Perchè i fiori di Bach o l'agopuntura, o la medicina Ayurveda dovrebbero funzionare al di fuori del paradigma culturale che li ha generati?
Perché non è un problema di paradigma culturale: esattamente come il tostapane e la pietra riscaldata dal fuoco, i fiori di Bach o l'agopuntura o la medicina Ayurveda o anche la medicina scientifica occidentale o funzionano oppure no. Poi io posso decidere se implementare o meno tutta la "sovrastruttura" che occorre per usarli efficacemente su un gran numero di persone, ma questa è un'altra questione, assolutamente distinta dal fatto che l'una o l'altra o l'altra ancora funzionino oppure meno. Non solo. Usando il metodo scientifico, che ti piaccia o meno, io posso scoprire se i fiori di Bach o l'agopuntura o la medicina Ayurveda funzionano, esattamente come ho da tempo scoperto che la medicina scientifica occidentale funziona. Prendiamo per esempio l'agopuntura ed andiamo in un luogo dove la si pratica. Consideriamo un medico orientale M esperto di medicina cinese ed i pazienti ai quali egli ha diagnosticato il "fuoco alla milza". Questo è il nome di una "malattia" secondo la medicina orientale, ed io non faccio alcuna ipotesi occidentale sull'esistenza effettiva di tale malattia né mi preoccupo di fare una diagnosi occidentale del tipo di problemi che tali pazienti accusano. Mi basta sapere che, secondo la medicina orientale, quei pazienti hanno una certa malattia che loro chiamano "fuoco alla milza". Lascio che il medico orientale M stabilisca la cura. Supponiamo che questa consista nell'applicare degli aghi in certi punti del corpo umano, che il medico ha indicato secondo la terminologia della medicina orientale. A questo punto mi procuro due agopuntori A1 e A2. Il primo, A1, applicherà gli aghi secondo la "ricetta" di M. Al secondo dò una "ricetta" orientale diversa. Il risultato è che quando M avrà indicato quello che nella nostra cultura corrisponde al lobo dell'orecchio destro per l'applicazione di un ago, A1 lo applicherà lì, mentre A2 lo applicherà, per esempio, sulla 2° falange del mignolo della mano sinistra. Affido il 50% dei pazienti ad A1 ed il resto ad A2, facendo in modo che M non sappia quali pazienti sono stati "punti" da A1 e quali da A2. Dopodicché affido i pazienti nuovamente ad M di modo ché sia lui stesso, secondo la medicina orientale, a stabilire quali siano guariti dal "fuoco alla milza" e quali no. Come vedi, in questo modo io non entro mai nella questione di dare un giudizio "occidentale" su quella che gli orientali chiamano "malattia", su come la si cura e su come si valuta la guarigione. È la medicina orientale a fare la diagnosi, a prescrivere la cura e a valutare i risultati dell'applicazione della cura. Io ho soltanto cambiato, all'insaputa di tutti, la cura al 50% dei pazienti. Ho soltanto elaborato, come il metodo scientifico insegna, una strategia che mi permette di raccogliere dati oggettivamente. Ora, se l'agopuntura funziona, io mi aspetto almeno che M debba fornire giudizi migliori sullo stato di salute dei pazienti curati da A1 rispetto a quelli curati da A2. Se non ci sono differenze significative fra i due gruppi di pazienti, sempre a giudizio di M, devo necessariamente concludere che l'agopuntura non funziona. Sei d'accordo o meno? Può l'agopuntura funzionare e contemporaneamente non superare questo test? La risposta è no. Addirittura, un test del genere funzionerebbe anche se la fisiologia dell'organismo dei cinesi fosse completamente diversa da quella di un occidentale! Ma se tu la pensi diversamente, sarei lieto di ascoltare in che modo potrebbe accadere che l'agopuntura funzioni senza superare questo banale test. Ora, il punto è che di test del genere, congegnati in modo da raccogliere dati oggettivamente, sull'agopuntura ne sono stati condotti a migliaia. Ed i risultati sono chiari. L'agopuntura funziona esclusivamente come lieve analgesico ed indipendentemente da dove sono infilati gli aghi. Sia che questi siano disposti secondo le indicazioni della medicina orientale, sia che questi siano disposti "ad capocchiam", l'unico effetto distinguibile dal placebo dell'agopuntura è una lieve funzione analgesica. Questo significa anche che quelle famose immagini con quei "meridiani" sul corpo umano, tipo questa: Immagine utente sono irrimediabilmente fuffa. Punto. Anche riguardo a fiori di bach, o all'omeopatia di cui ho già parlato, è facile elaborare strategie che consentano la raccolta oggettiva dei dati. E le cose stanno ancora peggio. Nessun effetto distinguibile dal placebo. Che ti piaccia o meno.
Nathanaele77 ha scritto: semplicemente perchè il metodo scientifico non esporta l'oggettività causale del mondo, esporta l'orizzonte culturale scientifico che l'ha generato. In altre parole, volendo produrre pennicillina in Kenya o esporti l'intera civiltà che ha prodotto la pennicillina o ti servi di un qualche metodo scientifico e tecnologico (aerei o navi) per trasportare la pennicillina in Kenya. L'efficacia causale non è solo la sua riproducibilità: è la supposta superiorità del metodo scientifico rispetto ad altre culture millenarie che non hanno bisogno del "metodo" e della "spiegazione scientifica del mondo" (riproducibilità) per funzionare.
Se tu dai la penicillina ad un tizio ammalato da batteri che non hanno ancora sviluppato resistenza alla stessa, statisticamente quel tizio guarisce. Se tu non gliela dai, quello statisticamente crepa. A prescindere che stia in Kenya, in Monzambico o sul Machu Picchu, a prescindere dal suo paradigma culturale e a prescindere da qualsiasi "orizzonte culturale scientifico". Poi possiamo discutere quanto vuoi sull'opportunità e/o gli effetti a lunga durata di esportare su vasta scala la medicina occidentale in Kenya. Detto in altri termini, il problema è che Feyerabend getta il bambino con l'acqua sporca. A.
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01/01/2000 00:00
Certo forse il livello della discussione è salito un po' troppo in alto per essere seguito da tutti ma non vedo quale sia il problema ognuno dice o non dice quello che gli pare come gli pare. Comunque le filosofie, come quella naturista, danno dei modelli poi sta al buon senso di ognuno recepire o non recepire, in tutto o in parte, il modello dato. Per cui nessuno nega, per esempio, che la medicina attuale, a forza di sperimentare sulle persone farmaci ed altro, non abbia raggiunto buoni livelli ma nel contempo sapendo che i farmaci di sintesi prodotti industrialmente hanno sempre delle controindicazioni e possono provocare altre malattie se c'è la possibilità di risolvere dei problemi di salute con agopuntura, cambio di alimentazione o con una tisana perché no?
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