I princìpi e la purezza della filosofia naturista.

Eroe 18/08/2011 00:09 6.284 Visite
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blatore
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09/09/2011 13:30
Ah,si! Quello del principato della Contea di Trebbius nel Regno di Bobbius Piacentis di molto molto lontano.[:D]
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12/09/2011 12:55
Son stato via ualche giorno in ferie ed ho letto (di corsa e non attentamente) gli interventi. Fatto salvo che rispetto ogni punto di vista, mi suonano strane due cose: Nascere nudi non significa dover stare nudi. Se fosse così, l'uomo se ne starebbe ancora adesso, seduto su qualche ramo degli alberi nella savana africana. Riesco persino a comprendere (facendo un pò di fatica) il disagio e l'avversione di alcuni verso i danni dell'industrializzazione e di tutte le "diavolerie tecnologiche" che ci hanno allontanato dalla vita serena nella natura; un pò meno capisco perchè usino il computer, l'energia elettrica ed il web per asserirlo........
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blatore
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12/09/2011 13:17
siman ha scritto:
.... Se fosse così, l'uomo se ne starebbe ancora adesso, seduto su qualche ramo degli alberi nella savana africana. ....
Porca vacca Siman, pensa che cosa ci siamo persi.[:D][:D][:D]
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12/09/2011 13:46
siman ha scritto:
... Riesco persino a comprendere (facendo un pò di fatica) il disagio e l'avversione di alcuni verso i danni dell'industrializzazione e di tutte le "diavolerie tecnologiche" che ci hanno allontanato dalla vita serena nella natura; un pò meno capisco perchè usino il computer, l'energia elettrica ed il web per asserirlo........
L'industrializzazione aveva regalato un sogno di un futuro in cui tutti avremmo lavorato meno ed avuto più tempo libero da dedicare alla nostra vita, affetti e passioni ma tutti sappiamo che non è così (*). Inoltre per interessi di alcuni tutte le fonti energetiche, tecnologie e relative ricerche che in prospettiva potevano essere usate e sfruttate da tutti sono state, in vario modo, nascoste o bloccate e solo con molta difficoltà incominciano a far capolino ... preferendo al loro posto tecnologie e, sopratutto, fonti di produzioni energetiche, facilmente controllabili da alcuni, altamente inquinanti. Se ci aggiungiamo il creare sempre più bisogni di cose ed oggetti, di cui potremmo benissimo fare a meno, per l'utile di alcuni che comporta un continuo impoverimento delle risorse del pianeta che non vengono assolutamente usate come limitate ne gestite in previsione del futuro ... Personalmente non ho nulla contro l'industrializzazione e la tecnologia ma su come sono state e vengono tuttora gestite. E' comunque da parzialmente naturista ritengo che dedicare alcune giornate della nostra vita ad un uso moderato della tecnologia o a giornate senza tecnologia a contatto della natura sia indubbiamente una pratica che ci aiuta a ritrovare anche il nostro far parte della natura. (*) http://www.youtube.com/watch?v=5YANjIKfNEo
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13/09/2011 18:44
Mi auguro che nessuno sia convinto che nel 1800 si lavorasse, in media, meno ore di adesso e soprattutto faticando di meno......
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13/09/2011 23:03
siman ha scritto:
Mi auguro che nessuno sia convinto che nel 1800 si lavorasse, in media, meno ore di adesso e soprattutto faticando di meno......
Dove hai letto questa idiozia?
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14/09/2011 11:56
Eroe ha scritto:
siman ha scritto:
Mi auguro che nessuno sia convinto che nel 1800 si lavorasse, in media, meno ore di adesso e soprattutto faticando di meno......
Dove hai letto questa idiozia?
Il termine "idiozia" lo hai scritto tu...io non mi permetterei mai di dirlo (di dirlo, non di pensarlo). In ogni caso l'ho letto subito sopra il mio intervento: ==L'industrializzazione aveva regalato un sogno di un futuro in cui tutti avremmo lavorato meno ed avuto più tempo libero da dedicare alla nostra vita, affetti e passioni ma tutti sappiamo che non è così==
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blatore
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14/09/2011 12:23
Non v'azzacate ( nuovo termine dal greco[:D]). Avete ragione entrambi . Perché se nel 1800 si lavorava per mangiare ( a parte le questioni socio politiche e culturali ) oggi si lavora di meno , ma ci si stressa per il tostapane . Abbiamo costruito una società che se puó permettersi un minor lavoro ed una minore fatica lo puó fare a condizione che consumi ció che si produce di beni e servizi, ai quali non ci sottraiamo perché simbolici di potere e benessere e dei quali, contemporaneamente, faremmo a meno per un sogno di vita più umana.
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14/09/2011 12:34
Tranquillo Blatore, non m'accazzo ([:)]) mai se non ne vale veramente la pena (e questo non è certo il caso). Ovvio che tutto è migliorabile, e anche dopo essere stato eventualmente migliorato, altre soluzioni ancora migliori, potrebbero essere apposte; son del parere, comunque, che non si possa sempre stare a condannare l'attuale stile di vita (certamente stressante) che sicuramente, comunque, solo due o tre generazioni precedenti ci invidierebbero. Per conto mio, preferisco rimanere nel 2011, piuttosto che tornare indietro anche di soli 20 anni (età anagrafica esclusa).
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blatore
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14/09/2011 12:44
Forse 2o sono troppo pochi diciamo 40. Allora c'era un futuro, una visione più ampia e gioiosa della vita. 20 anni fa già cominciava la droga , il terrorismo , e l'incognita del futuro. Oggi quelle paure sono purtroppo fondate e sarà difficile riuscire nell'impresa di conciliare progresso e stile di vita, perché entrambi andranno riveduti e corretti e speriamo in meglio.
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14/09/2011 14:35
siman ha scritto:
Eroe ha scritto:
siman ha scritto:
Mi auguro che nessuno sia convinto che nel 1800 si lavorasse, in media, meno ore di adesso e soprattutto faticando di meno......
Dove hai letto questa idiozia?
Il termine "idiozia" lo hai scritto tu...io non mi permetterei mai di dirlo (di dirlo, non di pensarlo). In ogni caso l'ho letto subito sopra il mio intervento: ==L'industrializzazione aveva regalato un sogno di un futuro in cui tutti avremmo lavorato meno ed avuto più tempo libero da dedicare alla nostra vita, affetti e passioni ma tutti sappiamo che non è così==
AVEVA REGALATO UN SOGNO DI UN FUTURO non di un presente ... ma anche se avessi sbagliato ad esprimermi non ci voleva poi tanto a capire il senso ... se poi dobbiamo giocare a capire quel che ci pare tanto per controbattere ...
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14/09/2011 14:50
Io capisco ciò che leggo e scrivo ciò che voglio dire; se tu, invece, scrivi pretendendo che gli altri capiscano tra le righe, allora devi chiarirlo prima.... Per quanto riguarda la rivoluzione industriale, non solo ha regalato un sogno futuro ma lo ha anche mantenuto; come tutte le innovazioni, pure le più positive, ha anche il rovescio della medaglia. Giusto cercare di migliorare molto meno "mugugnare" su tutto ciò che ha portato. Evidentemente le nostre visioni delle conquiste umane, ha aspetti molto distanti tra loro, così come l'uso della comunicazione scritta...
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14/09/2011 15:00
blatore ha scritto:
Forse 2o sono troppo pochi diciamo 40. Allora c'era un futuro, una visione più ampia e gioiosa della vita. 20 anni fa già cominciava la droga , il terrorismo , e l'incognita del futuro. Oggi quelle paure sono purtroppo fondate e sarà difficile riuscire nell'impresa di conciliare progresso e stile di vita, perché entrambi andranno riveduti e corretti e speriamo in meglio.
Forse si Blatore; vero però che l'uso (consumo e spaccio) incontrollato di droga è cominciato assai prima di vent'anni fa; purtroppo noi vecchietti abbiamo visto, più o meno adolescenti, ciò che è iniziato tra il '66 e '70..... Il terrorismo è stato, secondo me, una nuova strategia di chi ha poco potere militare per affrontare una guerra ma abbastanza accoliti fanatici da compierlo. (è una definizione non una condivisione). Quanto al futuro....proprio perchè deve ancora arrivare, l'unica cosa è attendere e valutare, al momento, come affrontarlo [:)]. Potremmo anche essere, forse lo siamo già da qualche anno, in una fase di decadenza irreversibile del sistema di vita ed economia del mondo occidentale; purtroppo se questo dovesse essere vero lo si potrà vedere (come la storia ci ha insegnato), solo dopo che il tutto è crollato definitivamente. C'è però anche da considerare che le economie attualmente non in crisi son quelle cinese, brasiliana, russa, indiana e sud africana. Ognuna di queste non è al momento così superiore alle altre da poter essere presa a modello e perciò non in grado di essere la nuova forza trainante dell'economia mondiale. Soprattutto, un eventuale crollo statunitense o europeo le distruggerebbe anch'esse, per un effetto domino.
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blatore
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14/09/2011 15:39
Siamo OT ma l'argomento è di per se ampio. Siman negli anni 66/70 c'erano i beatles e i rolling stone, e c'era anche la droga, ma trai Beatles e i roling stone , non davanti alla scuola. Le discoteche aprivano alle 9 di sera non alle 2 del mattino. In piazza duomo a Milano c'era gente alle 3/4 di notte. Adesso prova ad andate alle 11 di sera. Negli anni 66/70 si era in cantina a suonare e, se si era fortunati , a pomiciare. Si c'era il famoso '68 , ed è qui che si ha una divaricazione. Per 40 anni abbiamo creduto che si poteva dichiararsj liberi senza esserlo. una rivoluzione mai avvenuta , una rivoluzione strumentalizzata, il cui unico e vero risultato è stata la fine della guerra in Vietnam. Che fine hanno fatto i figli dei fiori ? Dove sono quelli che facevano l'amore e non la guerra ? Tutto disatteso. Tutto svanito. E perché ? Perché non era quello il vero scopo della cosidetta rivoluzione. Il vero scopo lo hanno raggiunto chi ha pensato che distruggendo un potere non se ne instaurasse un'altro . Le rivoluzioni di massa non conducono al benessere chi le fa, ma chi le usa . Vedremo fra 20 anni cosa sarà della primavera araba. Perché se essere liberi significa adottare i nostri usi e consumi allora sarà un'altra occasione persa . Al centro del mondo dovrà sempre esserci la persona e non le sue idee.
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14/09/2011 16:04
Concordo che le rivoluzioni portano benessere ai nuovi poteri forti. Da quando c'è civiltà ci sono sempre stati i poteri forti e non credo che questo, purtroppo, si possa evitare. Amo Milano ma non la conosco come te e sicuramente credo a ciò che dici; fortunatamente vivo in un piccolo centro turistico e, a parte la settimana di ferragosto, quando siamo invasi da quella "feccia" milanese e torinese che deturpa le città, la vita è tranquilla. Per questo, vivrò sempre qui oppure nella vicina Francia mediterranea dove la gente si sente tranquilla e libera anche in piena notte (Marsiglia e una parte di Nizza escluse).
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