|
| ConteMax ha scritto:
Se è per questo, nasce anche munito di gambe fatte per correre. Contronatura quindi utilizzare mezzi di trasporto? (anche la bicicletta)
|
Stai glissando.
AeE ha chiesto
|
|
Infine, non capisco perché lo stare nudi dovrebbe implicare un "ritorno alla natura" e stare vestiti no. Che vuol dire "ritorno alla natura"?
|
perchè mai l'andare in giro nudi dovrebbe essere più "naturale" dell'andare in giro vestiti, ed infatti ci sono tantissimi anzi la stragrande maggioranza di ecologisti, di ambientalisti WWF e di naturalisti che non sono affatto NUDISTI, rifiutano questo concetto puramente naturista della necessità antropologica, filosofica e culturale di andare in giro nudi. Non è un interrogativo ameno, ma filosofico: sulla natura di "uomo" ci possiamo confrontare per secoli con titanico confronto di fonti e di testi senza pervenire mai ad una conclusione, in fondo aderisci ad una scuola filosofica per ragioni ancestrali che non possiamo eviscerare in questa sede. Che significa essere "uomo"? perchè si è vero, insieme al DNA non vengono ereditati i vestiti, ma è anche vero che insieme al DNA ovvero al codice genetico è ereditato anche il MEME ovvero il codice culturale, ed è in questo codice culturale che i genitori si ostinano a vestire i neonati. Perchè mai dovrebbe essere "naturale" vestire un neonato? Gli mettono le scarpe e non può camminare! vedi quanto può essere ridicolo un eccesso di tessilismo... ma va beh.
Ora in tutto questo che c'entrano i mezzi di trasporto?
E' "naturale" la tecnologia? io dico di si, ma naturale in quanto fa parte del corredo culturale dell'uomo, ma un eccesso di tecnologia non è affatto naturale se va a compromettere l'equilibrio di un ecosistema. In questo contesto, è naturale la bicicletta (no emissioni CO2), non è naturale l'automobile (troppe emissioni CO2 0 = effetto serra).
|
|
Non è così semplice.
La tecnologia fa parte dell'evoluzione. Ci sono primati che utilizzano utensili per cacciare e nutrirsi e questo li rende più longevi e superiori.
|
Vero e falso allo stesso tempo.
Un uccello eredita i riti di corteggiamento con il corredo genetico, anche se non è chiaro in chiave puramente scientista come una cosa del genere sia possibile. Uno scimpanzé più simile all'uomo, eredita con i MEMI culturali l'uso del bastoncino per procacciarsi il cibo ricavando dalla corteccia degli alberi la trappola per catturare le formiche. L'uomo più simile in questo agli scimpanzé eredita l'uso della tecnologia per MEME culturale, non per patrimonio genetico, ma non si è mai vista una tribù di scimpanzé distruggere un ecosistema al mero scopo della sopravvivenza: l'uomo non distrugge ecosistemi solo per sopravvivere, lo fa anche per motivi culturali.
Vedi Rapa Nui. Vedi la foresta dell'Amazzonia: desertificazione e deforestazione a scopi culturali, per produrre cellulosa e bio-carburanti. Che c'entra la sopravvivenza con tutto questo?
Cosa vi è di naturale nel distruggere un ecosistema (ad esempio, lo sterminio dei tonni nel Mediterraneo) allo scopo di incrementare una economia di mercato o per pura speculazione?
Io sono talmente tecnologico in questo che sono favorevole all'uso dell'iPad, se serve a preservare un ecosistema. Ma non sono tecnologico nel senso di coltivare una parvenza di tendenza autodistruttiva.
|
|
In natura, l'equilibrio tra ambiente e specie di cui parli, è mantenuto dall'evoluzione stessa. I più deboli soccombono, dando la possibilità riproduttiva solamente ai migliori.
|
Mica sempre è vero, anzi questo principio falsamente darwinista ha dato origine alle più deliranti degenerazioni del pensiero umano, vedi ad esempio il "MEIN KAMPF" di hitleriana memoria. La natura di per sé potrebbe rendere giustificabile anche lo sterminio, l'olocausto, il genocidio: in fondo anche i virus sono naturali. Non è forse naturale un'influenza o una polmonite? ed allora se è naturale una polmonite perchè i naturisti non vanno a morire ammazzati? non è forse questo il ragionamento che mi fai tu.
Si una polmonite è naturale, quel che non è naturale è invece il significato culturale che tu dai al termine natura.
Io non sono contrario all'uso della tecnologia: sono contrario al delirio tecnologico che porta alla catastrofica distruzione degli ecosistemi, tutto qua. Non sto predicando il ritorno alla vita aborigena, e grazie tante.
Il segreto di tutto è nel concetto di EQUILIBRIO.
Tutto qua. Si può sviluppare una tecnologia che sia ecosostenibile, anche andando tutti in bicicletta.
E non c'entra col fatto che l'uomo quando nasce non nasce con i pedali ai piedi. [|)]
|
|
Se così fosse, gli uomini sulla terra sarebbero infinitamente di meno e sicuramente l'impatto sul pianeta non sarebbe preoccupante.
|
Infatti i problemi per l'uomo sono cominciati con la rivoluzione industriale.
|
|
Allora la scelta è:
morire ancora per un'appendicite, per l'asma o per una polmonite lasciando crescere e moltiplicare solamente i migliori o accettare il compromesso?
|
Ti ho risposto sopra, per quanto possibile.
Io non sono contrario all'uso della tecnologia, sono contrario a questo sistema di vita esasperato che sta compromettendo globalmente la sopravvivenza dell'uomo stesso. Non sto predicando il ritorno alla vita aborigena e non sono uno di quelli che vanno in giro senza cappotto quando ci sono - 25 gradi sotto il livello di congelamento dell'acqua. Il segreto della vita naturista è secondo me, quello di "SVILUPPO SOSTENIBILE", che confluisce in quello di equilibrio.
Non tutta la tecnologia è da prendere e da buttare a mare.
|
|
Con questo dico che BISOGNA assolutamente salvaguardarlo, solamente che non è aderendo ad una dottrina naturista che si risolve il problema. Ci si pulisce solamente la coscienza.
|
Mica vero: movimenti insignificanti dal punto di vista statistico hanno la capacità di smuovere le coscienze e di influenzare movimenti politici a livello globale che si traducono in fatti concreti.
I radicali erano insignificanti dal punto di vista delle statistiche: eppure dobbiamo a loro i più grandi cambiamenti epocali sul piano sociale, vedi le leggi sull'aborto e sul divorzio. Piccoli movimenti anche insignificanti producono film, libri, sondaggi di opinione: se nessuno avesse preso coscienza del buco nell'ozono ancora staremmo a produrre frigoriferi con clorofluorocarburi.
Forse i naturisti sono insignificanti dal punto di vista statistico, e forse non tutti vivono secondo i principi che declamano.
Ma questo non vuol dire che le loro idee non portino a cambiamenti globali sulla nostra consapevolezza di esseri umani in un pianeta non illimitato per le risorse disponibili.
Ciao e grazie del contributo.