I princìpi e la purezza della filosofia naturista.

Eroe 02/09/2026 21:37 6.088 Visite
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
Ah ah ah ah salomonico Cordom.... Cetamente dev'essere stato un tuo avo ad aver coniato il detto: "Un colpo al cerchio ed uno alla botte"
E' la saggezza francescana... Se il cristianesimo si potesse liberare da secolari ed ancestrali bigottismi, ne sarebbe rivelata l'autentica carica rivoluzionaria. Ma poco alla volta, non c'è fretta. Ed il nudo/naturismo ha una vocazione pedagogica in questo.
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto:
Non mi faccio tutte queste pare mentali. Trovo normale stare nudo in un contesto adatto quanto trovo normale stare vestito alla Standa. Di quello che fanno gli altri, sinceramente me ne infischio. Il giorno in cui mi mettessi a ragionare sul signoficato della nudità, sulla consuetudine e/o abitudine, percezione ecc.....garantisco che torno tessile.
Guarda che questa cosa qua è devastante: hanno normalizzato il nudismo, proprio quel che veniva fuori dall'articolo postato da Eroe. Ne hanno svuotato il contenuto filosofico ed antropologico relegandolo alla categoria di "menate mentali". Ma la cosa peggiore che posso leggere è questa:
Di quello che fanno gli altri, sinceramente me ne infischio.
Boh ma sta cosa qua per me non sta né in cielo né in terra. Questa è la fine del naturismo, davvero. La soggettività totale. Ma non posso dire caro Conte che sta cosa qua che scrivi tu mi è indifferente: come faccio? Poi certo uno può dire... mi hai frainteso! ma cavolo. Se il nudismo ci deve portare a questo, ovvero l'indifferenza... capisci? quello di cui parlava Alberto Moravia. Si va beh, è tutta una menata mentale. Ed è per questo che poi vi chiudono il Pizzo Greco. Non esiste più il naturismo, esiste solo l'indifferenza. Uno si spoglia, l'altro sta vestito, fuma e si fa i caz_i suoi. Non si era capito? beh, era proprio con questo tipo di edonismo che aveva a che fare l'articolo postato da Eroe. Ciao.
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01/01/2000 00:00
Nathanaele77 ha scritto:
Beh una volta tanto che non si parla di "single smanettoni" e "coppie naturiste", ...
Pienamente d'accordo.
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01/01/2000 00:00
AeE ha scritto:
(*) Aggiungo una "firma", d'ora in poi, in modo che si capisca chi scrive.
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01/01/2000 00:00
Tutte le filosofie, ideologie, idealismi e simili sono stati creati, inventati, costruiti da qualcuno mi sembra ovvio ... in genere questo qualcuno parte da delle premesse ed elabora la sua teoria conseguente ed l'idea del naturismo è nata allo stesso modo per cui uno può non apprezzarla, non condividerla, condividerla solo in parte, ma se dice questo non c'entra niente con quello dovrebbe dimostrare perché non c'entra niente altrimenti è come dire "a me piace andare alla messa ma non c'entra nulla con Dio" esempio per assurdo ma che rende l'idea. Altri invece, come me, partendo da questa definizione del naturismo
Il Naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura caratterizzato dalla nudità in comune allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente”.
riflettendoci sopra sono arrivati all’incirca alle stesse conclusioni perché VIVERE IN ARMONIA CON LA NATURA porta ad una serie di scelte consequenziali anche se, come più volte detto, riuscire a seguirle tutte col massimo della coerenza era probabilmente più facile un secolo e più fa di oggi. Ora anche se a qualcuno può dispiacere il naturismo è caratterizzato dalla nudità in comune senza questa caratterizzazione uno sarebbe ambientalista e basta. Poi uno può trovare, senza alcuna implicazione sessuale, il massimo del piacere senza essere ambientalista per cui si dichiara nudista; altri possono essere ambientalisti e nudisti ma preferiscono non definirsi naturisti … ognuno fa, dice, sceglie quello che gli pare ci mancherebbe. Per quanto riguarda i farmaci (farmacìa s. f. [dal gr. #981;#945;#961;#956;#945;#954;#949;#8055;#945; «uso dei farmaci; avvelenamento; magia»), che agli albori del naturismo erano praticamente quasi inesistenti, sono per definizione veleno ed in particolare quelli chimici possono guarire i sintomi di un male (molti farmaci sono solo sintomatici ovvero combattono solo la manifestazione del male ma non il male), alleviare un male o guarire però possono portare anche danni e malattie derivanti dal loro uso per cui non ritengo sbagliato che prima di arrivare ad usare farmaci chimici sia meglio, ovviamente per problemi non gravi, provare rimedi naturali come variare la propria alimentazione (l’alimentazione è la prima medicina) o usare erbe di antico uso ed effetti riconosciuti da tempo. Anche se questo probabilmente alla chimico farmaceutica da fastidio. Quello che non capisco è perché molti dicono di fare la raccolta differenziata, risparmio energetico, ed a volte altro ma continuano ad attaccare la corrente di libero pensiero naturista che semplicemente, per i motivi detti, abbina queste cose. Io sarei ben contento se sorgessero gruppi che abbinino chi la ricerca spaziale, chi lo yoga, chi la preparazione trascendentale all’amore tantrico, ecc. col nudismo potrei trovarli originali, con alcuni apprezzare l’abbinamento (lo yoga nudi non mi sembra sbagliato) ma li accoglierei a braccia aperte perché l’importante è essere sempre di più e praticare insieme con rispetto reciproco. Se chi ha scritto l’articolo fa trapelare che SECONDO LUI chi sta nudo senza essere naturista sta nudo per motivi di origine sessuale (curiosità, esibizionismo o altro), anche se è vero che molti hanno iniziato a praticare per questi motivi e nessuno può negarlo perché tutti ce ne siamo lamentati almeno una volta, ha solo espresso una sua opinione personale che non ha nulla a che fare con la filosofia naturista. Comunque è anche vero che molti che hanno iniziato per motivi di origine sessuale poi questi motivi si sono attenuati e scomparsi lasciando il solo piacere della nudità perché chi la vive con tranquillità ne trae un benessere ormai certo, visto che possiamo testimoniarlo tutti, che sicuramente ha spiegazioni logiche e scientifiche in parte legate ad un ritorno alla natura anche se a qualcuno questo ritorno alla natura non piace.
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01/01/2000 00:00
blatore ha scritto:
N77. . la fine d naturismo ? Ma se in Italia neanche è cominciato
Mica tanto: quello che è iniziato in Italia è esattamente il naturismo del Congresso di Cape d'Adge del 1974: ed è quello stesso edonistico "naturismo" dei Club Med, dei villaggi vacanze, dei campeggi alla Pizzo Greco, fortemente portati ad una vocazione esclusivamente commerciale. Il naturismo diventa un business come un altro. Ed è quello che interessa all'autore dell'articolo: è vero, il naturismo inizia con Bertrand Russell agli inizi del 1900 circa, poi si espande in Germania e Francia, diventa FKK, e si sposa con la cultura del vivere sano, ecologico, naturale, in cui il nudismo è solo uno degli aspetti - non il principale, ma diciamo la conseguenza naturale di uno stile di vita. Non una imposizione, ma la fine di un itinerario esistenziale che ha come termine la condivisione della nudità proprio nella prospettiva del ritorno dell'essere umano alle origini. Tanto per dire, questo tipo di naturismo secondo me vedrà il suo apogeo proprio in quelle "comuni" (una di queste era quella di Pizzo Greco) in cui il rifiuto della logica consumistica - del "produci e consuma" - su cui si basa la nostra economia mondiale, in cui l'essere "naturisti" era davvero la conseguenza di una scelta di vita radicale. Ma come conciliare la rapida espansione del naturismo a livello europeo con lo stile di vita moderno? Ecco perchè nasce il Congresso fondativo del naturismo mondiale, quello di Cape d'Adge del 1974, che se vogliamo è sempre frutto di un compromesso. Non possiamo permetterci un naturismo radicale? allora facciamolo diventare un "naturismo consumista" da villaggio vacanze, dove alla fine lo stesso nudismo diventa un optional, non il frutto di una scelta di vita - cosa che l'articolista rimarca con toni assai accesi ed in questo polemici. Tu che ne dici? non ti pare che a quasi 40 anni di distanza da quel Cape d'Adge il naturismo mondiale non sia in crisi? non è forse venuto il momento di una riflessione o di una rifondazione complessiva? Vedremo nei prossimi anni, perchè se tutta la nostra società è complessivamente in crisi - come valori, stile di vita, modalità di espansione con il concetto per me deleterio di "crescita forzata" - allora questo naturismo alla "club med" lo è ancora di più. Un caro saluto.
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto: Se è per questo, nasce anche munito di gambe fatte per correre. Contronatura quindi utilizzare mezzi di trasporto? (anche la bicicletta)
Stai glissando. AeE ha chiesto
Infine, non capisco perché lo stare nudi dovrebbe implicare un "ritorno alla natura" e stare vestiti no. Che vuol dire "ritorno alla natura"?
perchè mai l'andare in giro nudi dovrebbe essere più "naturale" dell'andare in giro vestiti, ed infatti ci sono tantissimi anzi la stragrande maggioranza di ecologisti, di ambientalisti WWF e di naturalisti che non sono affatto NUDISTI, rifiutano questo concetto puramente naturista della necessità antropologica, filosofica e culturale di andare in giro nudi. Non è un interrogativo ameno, ma filosofico: sulla natura di "uomo" ci possiamo confrontare per secoli con titanico confronto di fonti e di testi senza pervenire mai ad una conclusione, in fondo aderisci ad una scuola filosofica per ragioni ancestrali che non possiamo eviscerare in questa sede. Che significa essere "uomo"? perchè si è vero, insieme al DNA non vengono ereditati i vestiti, ma è anche vero che insieme al DNA ovvero al codice genetico è ereditato anche il MEME ovvero il codice culturale, ed è in questo codice culturale che i genitori si ostinano a vestire i neonati. Perchè mai dovrebbe essere "naturale" vestire un neonato? Gli mettono le scarpe e non può camminare! vedi quanto può essere ridicolo un eccesso di tessilismo... ma va beh. Ora in tutto questo che c'entrano i mezzi di trasporto? E' "naturale" la tecnologia? io dico di si, ma naturale in quanto fa parte del corredo culturale dell'uomo, ma un eccesso di tecnologia non è affatto naturale se va a compromettere l'equilibrio di un ecosistema. In questo contesto, è naturale la bicicletta (no emissioni CO2), non è naturale l'automobile (troppe emissioni CO2 0 = effetto serra).
Non è così semplice. La tecnologia fa parte dell'evoluzione. Ci sono primati che utilizzano utensili per cacciare e nutrirsi e questo li rende più longevi e superiori.
Vero e falso allo stesso tempo. Un uccello eredita i riti di corteggiamento con il corredo genetico, anche se non è chiaro in chiave puramente scientista come una cosa del genere sia possibile. Uno scimpanzé più simile all'uomo, eredita con i MEMI culturali l'uso del bastoncino per procacciarsi il cibo ricavando dalla corteccia degli alberi la trappola per catturare le formiche. L'uomo più simile in questo agli scimpanzé eredita l'uso della tecnologia per MEME culturale, non per patrimonio genetico, ma non si è mai vista una tribù di scimpanzé distruggere un ecosistema al mero scopo della sopravvivenza: l'uomo non distrugge ecosistemi solo per sopravvivere, lo fa anche per motivi culturali. Vedi Rapa Nui. Vedi la foresta dell'Amazzonia: desertificazione e deforestazione a scopi culturali, per produrre cellulosa e bio-carburanti. Che c'entra la sopravvivenza con tutto questo? Cosa vi è di naturale nel distruggere un ecosistema (ad esempio, lo sterminio dei tonni nel Mediterraneo) allo scopo di incrementare una economia di mercato o per pura speculazione? Io sono talmente tecnologico in questo che sono favorevole all'uso dell'iPad, se serve a preservare un ecosistema. Ma non sono tecnologico nel senso di coltivare una parvenza di tendenza autodistruttiva.
In natura, l'equilibrio tra ambiente e specie di cui parli, è mantenuto dall'evoluzione stessa. I più deboli soccombono, dando la possibilità riproduttiva solamente ai migliori.
Mica sempre è vero, anzi questo principio falsamente darwinista ha dato origine alle più deliranti degenerazioni del pensiero umano, vedi ad esempio il "MEIN KAMPF" di hitleriana memoria. La natura di per sé potrebbe rendere giustificabile anche lo sterminio, l'olocausto, il genocidio: in fondo anche i virus sono naturali. Non è forse naturale un'influenza o una polmonite? ed allora se è naturale una polmonite perchè i naturisti non vanno a morire ammazzati? non è forse questo il ragionamento che mi fai tu. Si una polmonite è naturale, quel che non è naturale è invece il significato culturale che tu dai al termine natura. Io non sono contrario all'uso della tecnologia: sono contrario al delirio tecnologico che porta alla catastrofica distruzione degli ecosistemi, tutto qua. Non sto predicando il ritorno alla vita aborigena, e grazie tante. Il segreto di tutto è nel concetto di EQUILIBRIO. Tutto qua. Si può sviluppare una tecnologia che sia ecosostenibile, anche andando tutti in bicicletta. E non c'entra col fatto che l'uomo quando nasce non nasce con i pedali ai piedi. [|)]
Se così fosse, gli uomini sulla terra sarebbero infinitamente di meno e sicuramente l'impatto sul pianeta non sarebbe preoccupante.
Infatti i problemi per l'uomo sono cominciati con la rivoluzione industriale.
Allora la scelta è: morire ancora per un'appendicite, per l'asma o per una polmonite lasciando crescere e moltiplicare solamente i migliori o accettare il compromesso?
Ti ho risposto sopra, per quanto possibile. Io non sono contrario all'uso della tecnologia, sono contrario a questo sistema di vita esasperato che sta compromettendo globalmente la sopravvivenza dell'uomo stesso. Non sto predicando il ritorno alla vita aborigena e non sono uno di quelli che vanno in giro senza cappotto quando ci sono - 25 gradi sotto il livello di congelamento dell'acqua. Il segreto della vita naturista è secondo me, quello di "SVILUPPO SOSTENIBILE", che confluisce in quello di equilibrio. Non tutta la tecnologia è da prendere e da buttare a mare.
Con questo dico che BISOGNA assolutamente salvaguardarlo, solamente che non è aderendo ad una dottrina naturista che si risolve il problema. Ci si pulisce solamente la coscienza.
Mica vero: movimenti insignificanti dal punto di vista statistico hanno la capacità di smuovere le coscienze e di influenzare movimenti politici a livello globale che si traducono in fatti concreti. I radicali erano insignificanti dal punto di vista delle statistiche: eppure dobbiamo a loro i più grandi cambiamenti epocali sul piano sociale, vedi le leggi sull'aborto e sul divorzio. Piccoli movimenti anche insignificanti producono film, libri, sondaggi di opinione: se nessuno avesse preso coscienza del buco nell'ozono ancora staremmo a produrre frigoriferi con clorofluorocarburi. Forse i naturisti sono insignificanti dal punto di vista statistico, e forse non tutti vivono secondo i principi che declamano. Ma questo non vuol dire che le loro idee non portino a cambiamenti globali sulla nostra consapevolezza di esseri umani in un pianeta non illimitato per le risorse disponibili. Ciao e grazie del contributo.
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01/01/2000 00:00
Innanzitutto benvenuta nel forum, cara consorte di AeE.
in questo momento, scrivendo da un tecnologico computer, utilizzando una tecnologica connessione internet, seduto tecnologicamente comodo in un edificio sufficientemente tecnologico dotato di tecnologiche corrente elettrica, acqua corrente e gas, ti stai sentendo snaturato? [:D]
Capisco la battuta, ma non confondo la filosofia di vita naturista con la vita degli Amish. Infatti gli Amish http://it.wikipedia.org/wiki/Amish sono quanto di meno tecnologico ed integralista potremmo concepire, ma non sono naturisti. Rinuncia alla tecnologia e sviluppo ecosostenibile non sono in conflitto tra di loro. La domanda in fondo è sempre quella: perchè nudi? con quale necessità? se sei naturista è perchè hai trovato a tuo modo, una risposta a questo interrogativo e vi aderisci nei limiti di una vita adeguata negli standard delle tue esigenze, nessuno si auspica il ritorno allo stile di vita aborigeno dicevo più sopra rispondendo al Conte Max. Essere naturisti significa anche un ritorno all'essenzialità: altrimenti sarei semplicemente ambientalista o ecologista, ed io non ho nulla contro gli ambientalisti o gli ecologisti. Ce l'ho con l'atteggiamento scientista che sta devastando il pianeta. Ritorno all'essenziale che corrisponde a questo: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pioneer_plaque_%28transparent%29.svg Quando a Carl Sagan chiesero di disegnare un simbolo che potesse rappresentare l'umanità nella sua essenzialità, scelse proprio un uomo ed una donna nudi, al punto che all'uomo Sagan gli disegnò pure il pisellino, così i nostri amici ET si potranno fare un'idea di ciò che era l'uomo nel suo desiderio di conoscere i confini dell'esistenza nella sua essenzialità. Essenzialità che per me è perfettamente conforme alla filosofia naturista, di ritorno alla natura - all'essenza dell'uomo. L'immagine è di dominio pubblico e siccome la amo particolarmente, non farò nessun torto se la riporto qui sotto. Immagine utente Ciao ed un caro saluto.
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01/01/2000 00:00
AeE ha scritto: Infine, non capisco perché lo stare nudi dovrebbe implicare un "ritorno alla natura" e stare vestiti no. Che vuol dire "ritorno alla natura"?
Semplicemente perchè nella filosofia naturista, l'uomo è nato per essere nudo. L'uomo nasce nudo, quindi la nudità è nel suo DNA, fa parte della sua natura: la condizione naturale per l'essere umano è la nudità. Ovviamente tu puoi anche non essere d'accordo, ed infatti la mentalità tessile ci porta inconsapevolmente ad un eccesso di esagerazione di tessuti, al punto che rivestiamo immediatamente i neonati: a quale scopo? per quale motivo? boh. Te lo dico subito: la sovrastruttura tessile, l'eccesso di tessilismo, non ha un significato "naturale" - naturale = conforme alla natura dell'uomo - ma bensì culturale. Ed allora i "naturisti" si ribellano a questo eccesso, a questa esagerazione di cultura tessile rifiutando il significato culturale dei tessuti ove non sia necessario né dalle condizioni metereologiche e climatiche né dal loro ruolo sociale e lavorativo. Quanto al tuo notevole interrogativo
Che vuol dire "ritorno alla natura"?
questo è un concetto o meglio un interrogativo eminentemente filosofico. Rimanda al concetto antropologico di "uomo": per i naturisti la natura dell'uomo è stata snaturata dall'eccesso di tecnologia. In un certo senso il ricorso alla tecnologia fa parte della stratificazione culturale antropologica umana, che viene ereditata dall'ambito sociale nel quale l'uomo nasce e si sviluppa, ma un eccesso, una esagerazione del ricorso alla tecnologia ne sta causando l'autodistruzione finale non solo dell'uomo stesso - con lo spreco e l'esaurimento delle risorse, ma anche dell'ecosistema nel quale vive. Per questo una riconsiderazione filosofica del ruolo e della natura dell'uomo nel contesto dell'ecosistema nel quale vive, ha portato ad importanti conseguenze del ruolo che la tecnologia riveste nello sviluppo sociale e antropologico dell'uomo. Non so se hai visto il film "Matrix" dei fratelli Watchowsky. Nel discorso finale che l'Agente Smith fa a Morpheus rientra qualcosa del genere: le macchine nella finzione filmica hanno assogettato l'uomo per salvaguardarne in un certo senso l'esistenza, dal momento che secondo l'agente Smith gli esseri umani si stavano comportanto nei confronti dell'ecosistema esattamente come dei VIRUS: moltiplicazione del loro patrimonio genetico ed esaurimento delle risorse naturali, mentre tutti gli altri esseri viventi, compresi ovviamente i mammiferi, sviluppano nei confronti del loro ambiente naturale (ecosistema) una sorta di equilibrio che ne preserva l'esistenza. Tutte questo tipo di considerazioni sono poi confluite nella filosofia e nella pratica ecologista ed ambientalista, che entrano a far parte del corpus culturale del naturismo, con in più il rifiuto radicale del significato antropologico dei vestiti (nudismo). Il naturismo è ambientalismo + nudismo: altrimenti i naturisti sarebbero solo ambientalisti/ecologisti/naturalisti e basta. Un caro saluto.
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01/01/2000 00:00
blatore ha scritto:
Se qualcuno mi dice che scrivo troppo gli risponderò di guardersi questo topic, dove , salvo qualche rara divagazione ilare, il tema è i nudisti stanno nudi si, ma quesra licenza è in realtà consentita ai naturisti, in quanto la nudità da questi espressa fa parte di una encomiabile filosofia di vita. Ne discende , anche non troppo larvatamente , che il solo nudismo non ha di per sè valore, ma anzi , determina una concezione distorta nel comune pensiero della filosofia naturista. Per fortuna che c'è questo forum , il quale , ponendosi questo problema ha provato a fare una cosa diversa e cioè contrapporre la limpidezza e la purezza del naturismo la nudità quale espressione di uguaglianza e tolleranza e, cosa non da poco, il superamento di barriere sociali e culturali che costringono ad una schematizzazione il vivere comune. Questo è il senso vero e profondo ed il Raduno testè avvenuto ne ha dato ampia dimostrazione , mettendo al centro del pensiero un'armonia che prescindeva dalle condizioni sociali e culturali attraverso la spoliazione fisica ma sopratutto mentale.
Sono d'accordo. [|)]
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01/01/2000 00:00
blatore ha scritto:
Non travisare come al solito. Vuoi che ti riporti innumerevoli topic che approdano tutti allo stesso schema: naturismo nudismo. Cercavo di introdurre un concetto diverso me comincio a pensarla come A40. Qui si vuol sempre far passare il concetto che lo stare nudi senza altri fini è proprio del naturismo, quindi per converso tutto il resto è altro, dal nudismo in giù. È questo che con perifrasi si cer a di sostenere. Vuoi proprio discuterne ?
Per quanto riguarda me sbagliato ritenta [:D] comunque trasferire proprie legittime (nel senso che ognuno può avere le sensazioni che vuole ... ci mancherebbe) sensazioni al pensiero di altri mi sembra un processo alle intenzioni. A me non sembra strano che in un forum sul nudismo a cui partecipano nudisti e nudisti naturisti (e forse altri) si discuta di nudismo e naturismo oltre che di peli e come se in un forum in cui si parla della sensibilità umana qualcuno trovasse fuori luogo discussioni sulle religioni. Vuoi sapere perché ne parlo? Semplicemente perché credo che chi si avvicini alla pratica nudista dovrebbe essere più sensibile a quello che sta succedendo al pianeta a causa dell'attività umana. 20 e più anni fa dicevo alla gente "stiamo attenti i soldi che la politica ci sta rubando con tangenti, spese gonfiate, consulenze con compensi assurdi, opere pubbliche che restano inutilizzate, ecc. prima o poi ci porteranno sul lastrico" e purtroppo ci siamo arrivati sulla soglia del lastrico ... nel contempo dicevo anche "vedete che a forza di creare discariche ovunque ed usare veleni per tutto prima o poi il nostro ambiente finirà col divenire invivibile" ancora non arriviamo forse al punto di non ritorno però stiamo facendo grandi passi avanti in tal senso e vedere allora indifferenza sul debito che cresceva ed ora ancora una sostanziale indifferenza verso l'ambiente mi lascia stupito. Il nudista mettendosi nudo si avvicina agli altri animali e ricerca la natura più bella per praticare, spesso ripulisce i luoghi ove si reca come per eliminare la testimonianza della civiltà dei rifiuti e questo dovrebbe donargli una maggiore sensibilità ma forse mi sbaglio o almeno non è valido per tutti. Poi travisare ... a me sembrava di aver capito che ritenevi che si dovessero mettere al bando queste discussioni (riporto: rottura di balle d naturismo e nudismo per transizione io che a volte le ripropongo sono una rottura di balle) se ho capito male chiedo venia.
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01/01/2000 00:00
blatore ha scritto:
Possiamo tentare di analizzare per una volta questa rottura di balle d naturismo e nudismo ?
Mica è un obbligo discutere .. io in genere evito i topic dei peli tu evita questi se non ti interessa. Poi chi sarebbero coloro che hanno interessi a dividerci in categorie? Va be' allora proponiamo di chiamarci tutti nudisti e basta senza distinzioni .. tutti per uno uno per tutti .. compreso guardoni, esibizionisti, scambisti, ecc. che praticano nudi, fra noi o vicino a noi, il loro tipo di nudismo.
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01/01/2000 00:00
cordom ha scritto:
Ha ragione Blatore,non c'è contraposizione,semmai diversità costruttiva.Il naturismo parte da una evoluzione di pensiero e dall'esterno (ambiente,natura e sociale).Il nudismo parte dall'uomo in quanto uomo e caratteristica di ogni persona e và verso l'esterno (ambiente,natura e sociale). Diversità:il nudismo (nudità)è universale in quanto geneticamente in tutti gli uomini(si potrebbe pensare anche ad uno spiritualismo interiore del nudista),il naturismo (filosofia umana)è particolare che tende all'universale.[:D] in fondo le diversità costruiscono una umanità più molteplice e bella.[:D]
Ci devo ancora riflettere su ma a pelle questa tua riflessione mi piace e trova concorde.
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01/01/2000 00:00
cordom ha scritto:
Provo a dire la mia,se ci riesco e spero non essere frainteso. Prima di tutto direi che nudismo sia molto più appropriato per noi e molto più profondo come concetto che l'idea naturistica. Il naturismo è una filosofia di vita,perciò particolare e limitata appunto ad un stile di vita che necessariamente elimina o mette in secondo piano altri stili di vita.Ciò diventa limitante per la persona:abbraccia qualcosa per lasciare altro. ...
Questa volta il tuo ragionamento mi sembra proprio contorto. Dici che il naturismo limita la libertà mentre il nudismo no perché un nudista può essere cattolico, islamico, protestante, liberista, comunista, consumista e, aggiungerei io, mafioso o altro ... va bene però ognuno di questi nudisti fa comunque parte o si avvicina (perché nessuno è perfettamente qualcosa) ad una categoria per cui ti chiedo che differenza c'è fra un nudista consumista (che vive con coerenza la sua scelta di vita) ed un nudista naturista (che cerca di vivere con coerenza la sua scelta di vita)??? Ovvero entrambi hanno fatto liberamente una scelta e la seguono o cercano di seguirla con quanta coerenza riescono e ritengono possibile ... perché uno dovrebbe essere più libero dell'altro? Il naturismo è una delle scelte che può fare un nudista in piena consapevolezza e libertà per cui confrontare (nel senso del tuo ragionamento) il nudismo ed il naturismo è come confrontare uno che ancora non ha scelto che partito votare (per cui è più libero perché ha molte possibilità di scelta) ed uno che ha già deciso per che partito votare (per cui è meno libero perché ha già scelto) ... scusa ma non regge per niente. E' da considerarsi persona non libera o meno libera chi ha deciso di farsi frate ed ha confermato i voti di povertà e castità rispetto a chi ancora non ha fatto una scelta di vita? Per me assolutamente no .. per il primo sorge il problema della libertà solo nel momento in cui decidesse di voler sciogliere i voti non vedendo riconosciuta questa sua richiesta dalla chiesa a cui si è legato.
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto:
Giustamente, come dice Cordom, una persona che abbraccia tutto della filosofia naturista tranne la nudità in comune, sarebbe discriminato da una filosofia troppo chiusa.
Che vo di?
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