I princìpi e la purezza della filosofia naturista.

Eroe 18/08/2011 00:09 6.280 Visite
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24/08/2011 12:25
ConteMax ha scritto: ...ho la moto...
L'hai comprata finalmente? Prima avevi uno scooter... [:246][:246][:246]
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24/08/2011 13:26
blatore ha scritto:
Come al solito non hai capito. La rottura di balle non è la discussione ma la necessita di fare distinzione tra naturismo e nudismo, come se cibfosse la volontà neppure tanto velata che il nudismo non è buono mentre il naturismo si. ...
Mi sa che è una prassi diffusa non capirsi o pensare che l'altro a fini diversi da quello che scrive. Mai sostenuto che il naturismo è buono il nudismo no ... i primi nudisti di fine 800 erano naturisti (vuoi che la cosa sia nata spontaneamente vuoi che i primi cercavano una scusa culturale per potersi mettere nudi e convincere altri a farlo) per cui mi sembra normale parlarne. E' evidente che per uno, me compreso, che vive nella nostra epoca con le esigenze di spostamento ed altro che implica è ai limiti dell'impossibile essere naturista al 100%. Però parlarne e rifletterci un attimo non credo che faccia danni e se non ne parliamo noi chi di grazia? Poi nessuno è costretto a parlarne ... ho inserito il link dell'articolo con il titolo e basta ... se nessuno interveniva finiva li no? Categorie? Beh tutto sommato dal nostro modo di definire i comportamenti delle persone che praticano nudismo vengono comunque fuori perché in ogni caso ci sono diversità a volte sostanziali fra le persone che amano o si mettono nude nei luoghi che frequentiamo oltre a definire gli altri "tessili". Per cui credo che siano proprio i nudisti "puri" e basta che hanno necessità di diversificarsi dai nudisti e qualcos'altro (riferito ai comportamenti in pubblico) in quanto se io dico (se poi corrisponde al vero è un altro problema) di fare riferimento al naturismo ho di fatto detto tutto se dico sono nudista di fatto non ho detto abbastanza.
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24/08/2011 14:08
ConteMax ha scritto: Questo secondo me è assolutamente il succo di tutto!! L'altra sera, quando siamo venuti a bere il caffè, noi venivamo dal ristorante ed eravamo tutti belli vestiti e luccicanti, voi eravate nella vostra piazzola ed eravate nudi. Noi non ci siamo sentiti in obbligo di spogliarci e non lo abbiamo fatto, voi non vi siete sentiti in obbligo di vestirvi e siete rimasti nudi. La serata è stata splendida. Se ci fossimo dovuti spogliare o voi vestire, dove sarebbe finita quella libertà che poi è il vero piacere della nudità? Perchè non è poter esporre il pisello o le tette a dare piacere ma il senso di libertà che da il poter stare nel modo più naturale possibile.
Non so se ho capito bene, ma non vorrei che passasse il concetto che essere nudi in un contesto di nudità è la stessa cosa che essere vestiti. Se essere nudi è esattamente come essere vestiti, allora mi dite cosa giustifica la nudità, anche dal punto di vista psicologico? Non c'è forse qualcosa che si disinnesca nella nudità comune, ovvero la trasmissione a livello concettuale del messaggio sessuale? voglio dire, nel linguaggio corporeo della vestizione/svestizione è innescato il messaggio "disponibilità/non disponibilità" sessuale: è proprio attraverso i vestiti che "passa" il messaggio della disponibilità sessuale. Lo scopo primario della pratica della nudità in comune è proprio disinnescare - buttare acqua sul fuoco per così dire, il messaggio del gioco erotico, l'allusione trasversale - una scollatura, l'accavallarsi delle gambe come Sharon Stone in "Basic Instict", sono quelli che trasmettono il messaggio sessuale comunicato attraverso i vestiti e che è quello che si disinnesca proprio attraverso il nudismo. Ma essere nudi nella percezione comune, non è assolutamente vero che è equivalente all'essere vestiti, altrimenti il nudo diventa un vestito come un altro non vi pare? In altre parole, quando sono nudo in mezzo a nudi ho sempre la percezione della mia ed altrui nudità, non diversamente anche se a questo non associo assolutamente allusioni o venature di carattere sessuale. Così come al contrario, essere gli unici vestiti in un contesto nudo è un messaggio dissonante; oppure essere nudi dove tutti sono vestiti, non può essere contestualizzato nell'indifferenza, il messaggio comunicato sarà sempre dissonante ed è questa dissonanza che il naturismo dovrebbe evitare. Così come molti si lamentano quando nei villaggi naturisti circola tranquillamente gente in pareo, vestita o peggio costumata: non si annulla in questo modo il messaggio ed il significato del naturismo? anche se poi si possono avere le duemila giustificazioni del caso.
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24/08/2011 14:47
In effetti nello scritto del Conte traspare solo una specie di abitudine alla nudità al punto da essere "normale" come lo stare vestiti. E' un bene o un male? Francamente credo ne l'uno ne l'altro semplicemente si è talmente abituati a stare o non stare nudi che non ci si fa caso. Io quando sono in situazioni nudiste trovo normale chi sta svestito mentre chi non lo è mi trasmette una sfumatura di fastidio ma questa è una mia sensazione personale e basta.
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24/08/2011 15:04
Eroe ha scritto:
In effetti nello scritto del Conte traspare solo una specie di abitudine alla nudità al punto da essere "normale" come lo stare vestiti. E' un bene o un male? Francamente credo ne l'uno ne l'altro semplicemente si è talmente abituati a stare o non stare nudi che non ci si fa caso. Io quando sono in situazioni nudiste trovo normale chi sta svestito mentre chi non lo è mi trasmette una sfumatura di fastidio ma questa è una mia sensazione personale e basta.
Essere nudi o essere vestiti non è "indifferente": non è indifferente affatto! io ad esempio d'estate i vestiti non li sopporto per nulla, sto malissimo, mi sento qualcosa di appiccicato addosso ma non ho mai la percezione netta che essere vestiti è come essere nudi: col cavolo! dipendesse da me starei al 100% nudo tutto il giorno - sto vestito per convenzione sociale, per necessità, ma la mia fisiologia mi chiama alla nudità totale, sento che è l'organismo stesso che mi chiede di stare in omeostasi con l'ambiente circostante in nudità. Penso che l'innaturalità dei vestiti quando non vi è la necessità di proteggersi dai fattori ambientali e del tempo sia totale. Però anche in un contesto nudista: non è che se vedo gente intorno a me vestita o nuda è la stessa cosa. La mia nudità è confortata SOLO dall'altrui nudità: è la condizione orizzontale di eguaglianza e di eliminazione delle convenzioni sociali che rende la nudità rilassante, capace di trasmettere una sensazione di reale benessere - anche se devo ammettere che purtroppo le occasioni di nudità totale socialmente condivisa sono sempre più rare. Ma non è la stessa cosa che se mi trovo nudista in un contesto dove il 90% delle persone attorno a me hanno il costume - non importa di quale stato sociale, orientamento sessuale, età, sesso. E' come se anche in ambito nudista stesse passando - per osmosi quasi, il concetto che essere vestiti è la stessa cosa che essere nudi: ma quando mai? in nome di quella che sento dire in giro come "tolleranza alla nudità", o al contrario "tolleranza al tessilismo". Perchè il naturismo deve essere "tollerato"? è una condizione naturale, come si può "tollerare" ciò che è conforme alla natura umana? o al contrario, "tolleranza al tessilismo" in un contesto nudista: a che scopo? anche qua manca del tutto una autentica educazione alla nudità, che secondo me è conseguente ad un impoverimento o svuotamento della stessa filosofia naturista, privata del suo contenuto rivoluzionario e di autentico rinnovamento antropologico ed esistenziale. Ciao.
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24/08/2011 15:43
Non mi faccio tutte queste pare mentali. Trovo normale stare nudo in un contesto adatto quanto trovo normale stare vestito alla Standa. Di quello che fanno gli altri, sinceramente me ne infischio. Il giorno in cui mi mettessi a ragionare sul signoficato della nudità, sulla consuetudine e/o abitudine, percezione ecc.....garantisco che torno tessile.
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24/08/2011 15:55
ConteMax ha scritto:
Non mi faccio tutte queste pare mentali. Trovo normale stare nudo in un contesto adatto quanto trovo normale stare vestito alla Standa. Di quello che fanno gli altri, sinceramente me ne infischio. Il giorno in cui mi mettessi a ragionare sul signoficato della nudità, sulla consuetudine e/o abitudine, percezione ecc.....garantisco che torno tessile.
Guarda che questa cosa qua è devastante: hanno normalizzato il nudismo, proprio quel che veniva fuori dall'articolo postato da Eroe. Ne hanno svuotato il contenuto filosofico ed antropologico relegandolo alla categoria di "menate mentali". Ma la cosa peggiore che posso leggere è questa:
Di quello che fanno gli altri, sinceramente me ne infischio.
Boh ma sta cosa qua per me non sta né in cielo né in terra. Questa è la fine del naturismo, davvero. La soggettività totale. Ma non posso dire caro Conte che sta cosa qua che scrivi tu mi è indifferente: come faccio? Poi certo uno può dire... mi hai frainteso! ma cavolo. Se il nudismo ci deve portare a questo, ovvero l'indifferenza... capisci? quello di cui parlava Alberto Moravia. Si va beh, è tutta una menata mentale. Ed è per questo che poi vi chiudono il Pizzo Greco. Non esiste più il naturismo, esiste solo l'indifferenza. Uno si spoglia, l'altro sta vestito, fuma e si fa i caz_i suoi. Non si era capito? beh, era proprio con questo tipo di edonismo che aveva a che fare l'articolo postato da Eroe. Ciao.
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24/08/2011 18:43
Punti di vista, condivisibili o meno, ma insindacabili.
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blatore
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24/08/2011 18:50
N77. . la fine d naturismo ? Ma se in Italia neanche è cominciato
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24/08/2011 18:59
ConteMax ha scritto:
Punti di vista, condivisibili o meno, ma insindacabili.
Questo è ovvio, ciò che volevo dire è che non avevo nessuna intenzione né di offenderti caro Conte, né tantomeno oserei sindacare sul tuo modo di vivere il naturismo. Rispetto tantissimo gli altri naturisti che frequentano il forum, sia te che Alex40, Blatore, così come Cordom e tanti altri. Certo che alcune tue espressioni sono piuttosto forti lette dal mio punto di vista ma che dire. Probabilmente hai vissuto il naturismo così a lungo e tanto intensamente che per te le etichette ideologiche non hanno alcun significato. Ma non per me, che mi accosto ad esso (il naturismo) con una matrice fortemente ideologizzata. Ciao.
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24/08/2011 19:14
blatore ha scritto:
N77. . la fine d naturismo ? Ma se in Italia neanche è cominciato
Mica tanto: quello che è iniziato in Italia è esattamente il naturismo del Congresso di Cape d'Adge del 1974: ed è quello stesso edonistico "naturismo" dei Club Med, dei villaggi vacanze, dei campeggi alla Pizzo Greco, fortemente portati ad una vocazione esclusivamente commerciale. Il naturismo diventa un business come un altro. Ed è quello che interessa all'autore dell'articolo: è vero, il naturismo inizia con Bertrand Russell agli inizi del 1900 circa, poi si espande in Germania e Francia, diventa FKK, e si sposa con la cultura del vivere sano, ecologico, naturale, in cui il nudismo è solo uno degli aspetti - non il principale, ma diciamo la conseguenza naturale di uno stile di vita. Non una imposizione, ma la fine di un itinerario esistenziale che ha come termine la condivisione della nudità proprio nella prospettiva del ritorno dell'essere umano alle origini. Tanto per dire, questo tipo di naturismo secondo me vedrà il suo apogeo proprio in quelle "comuni" (una di queste era quella di Pizzo Greco) in cui il rifiuto della logica consumistica - del "produci e consuma" - su cui si basa la nostra economia mondiale, in cui l'essere "naturisti" era davvero la conseguenza di una scelta di vita radicale. Ma come conciliare la rapida espansione del naturismo a livello europeo con lo stile di vita moderno? Ecco perchè nasce il Congresso fondativo del naturismo mondiale, quello di Cape d'Adge del 1974, che se vogliamo è sempre frutto di un compromesso. Non possiamo permetterci un naturismo radicale? allora facciamolo diventare un "naturismo consumista" da villaggio vacanze, dove alla fine lo stesso nudismo diventa un optional, non il frutto di una scelta di vita - cosa che l'articolista rimarca con toni assai accesi ed in questo polemici. Tu che ne dici? non ti pare che a quasi 40 anni di distanza da quel Cape d'Adge il naturismo mondiale non sia in crisi? non è forse venuto il momento di una riflessione o di una rifondazione complessiva? Vedremo nei prossimi anni, perchè se tutta la nostra società è complessivamente in crisi - come valori, stile di vita, modalità di espansione con il concetto per me deleterio di "crescita forzata" - allora questo naturismo alla "club med" lo è ancora di più. Un caro saluto.
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24/08/2011 20:10
Mettersi nudi a spiaggia....dimenticarsi tutto e tutti...affondare placidamente nell'oblio del relax senza seghe mentali... No eh?
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24/08/2011 22:04
siman ha scritto:
Mettersi nudi a spiaggia....dimenticarsi tutto e tutti...affondare placidamente nell'oblio del relax senza seghe mentali... No eh?
[^]
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24/08/2011 22:44
siman ha scritto:
Mettersi nudi a spiaggia....dimenticarsi tutto e tutti...affondare placidamente nell'oblio del relax senza seghe mentali... No eh?
si, e no. Tutto vero e tutto opinabile quanto ho letto finora. Alcune, spero brevi, riflessioni. Il sito è per i nudisti, e di nudismo in genere si parla. Tra le file dei nudisti (persone che amano stare nude), c'è una "branca" che si chiama naturismo, cosi come ce ne sono molte altre. I consigli che i naturisti propongono, o, come si legge, la filosofia di vita, è tesa molto, moltissimo, anche all'aspetto "rispettiamo la natura (vegetale, animale e ambientale), se stessi e gli altri". Ovvio che tutto ciò che rappresenta un miglior rapporto con se stessi e ciò che ci circonda (alimentazione, stile di vita, etc etc) sia molto da perseguire. Sicuramente non danno consigli anomali o da rifuggire. Che un mangiar sano, non fumare, non riempirsi di ogni medicinale prodotto etc, sia una pratica da perseguire, tessili, nudisti o naturisti che sia è lapalissiano. E' come dire che bisogna essere educati o civili. Quella dovrebbe essere la normalità. La cosa che viene contestata, ma tutti liberi di dire e seguire le proprie regole, è la troppo incidenza, che io amo definire talebana, di alcuni atteggiamenti. Almeno nel mondo cristiano, se fai errori, fai l'esame di coscenza, capisci e comprendi i tuoi errori, ti confessi, e ti prometti di non ripeterli. Nel mondo naturista stretto, troppo facilmente invece trovo atteggiamenti intransigenti che escludono le persone, senza possibilità di appello. Io per esempio, avendo di base piercing e tatuaggi, fumando e cibandomi "anche" di carne, ne sono automaticamente escluso. Beh per fortuna non sono tutti cosi integerrimi. Personalmente ho trovato spesso forti ipocrisie in ciò che viene professato, e da personaggi che a sentirli parlare viene il terrore anche di alzare un dito al loro confronto. E' questo che mi da fastidio in tutto ciò. Come sempre dico, credo di essere un abbastanza buon naturista, ma se non vengo riconosciuto come tale, chissene, sarò almeno un buon nudista (il mio armadio contiene cosi pochi capi, che sto pensando di venderlo). Per quanto riguarda la nudistà comune e il tessilismo imperante. La cosa assume due aspetti differenti, che provo a spiegare. Mai avuto problemi con i tessili con cui convivo. Cavolini loro. La cosa mi da invece enormemente fastidio, quando mi trovo in una spiaggia, in un campeggio, a noi riservato, in cui spesso, troppo spesso, il vestito che si indossa non è funzionale all'evento. Se fa freddo nessun problema, se una donna ha le sue cose, nessun problema, se un adolescente non se la sente nessun problema, un consorte tessile, nessun problema. Ma quando il nudo è una cosa che si fa solo in piscina, solo in spiaggia e non sempre, allora in imbarazzo alla fine ci son io, che sto in un luogo riservato al nudismo, in cui vige l'obbligo di nudo. E di sentirmi come l'esibizionista di turno solo perchè altri non stanno nudi, mi da molto fastidio. Ripeto, non che siano vestiti per caso, per sbaglio, per milla motivi diversi, ma proprio perchè il nudo diventa per loro una cosa da fare solo in alcuni momenti della giornata. E potrei dire cavoli loro se non se la godono, ma io che sto poi sempre nudo? Passo per esibizionista, mi guardano male, e io, scusate, ma mi ci inca...o di brutto. Per questo Siman, bella la tua frase, magari fosse possibile realizzarla, ma spesso proprio non ce la faccio.
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blatore
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24/08/2011 23:07
Sono al Valalta che da qualche parte in questo forum è stato considerato non prettamente naturista visto che consentono troppo spesso il costume. In realtà qualcuno si è visto col costume ( sporadicamente) e la cosa è fastidiosa perché sei sotto lo sguardo di guardoni. E si, se in un villaggio naturista non stai nudo sei un guardone se no che altro. Pero sono ben visibili cartelli e annunci via microfono che avvisano che dal 2012 sarà consentito il costume solo ai ragazzini/e fino ai 12 anni . Il resto o si adegua o esce , con l'ovvia eccezione temporanea femminile. Non solo. Non saranno più consentiti motorini e scooters se non elettrici. Io frequento da qualche anno questo villaggio e quest'anno per ben tre volte, è un villaggio piuttosto caro ma con ottimi sevizi. Dov'è una struttura simile in Italia ? In Italia non esiste alcun naturismo, ne nel senso ortodosso di N77 ne in quello canzonierodi A40. Quindi parlare di naturismo o di nudismo con tutte le implicazioni che la cosa comporta, bisognerebbe chiederei se ci sono i presupposti per poterlo praticare. Noi sismo naturisti 2/3 settimane l'anno , in vacanza. Questa è la nostra media di nudità annuale e si esclude casa propria. Ma se qualcuno volesse essere naturista completo dovrebbe stare nudo almeno 6 mesi l'anno , dato che si è vegetariani , ambientalisti, ecc. per tutto l'anno, o per 3 settimane ?
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