I princìpi e la purezza della filosofia naturista.

Eroe 02/09/2026 21:37 6.086 Visite
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Che sia ovvio e lo ripeto che vi stimo tutti, che meglio voi, che mille altri, ma non c'è giorno che in un topic o in un altro si passa dall'argomento a discussioni inutili, che fanno fuggire la gente.
Forse c'è chi vuol ottenere questo li ove si parla di cose che lui non condivide, ma non ha argomenti validi per confutare le tesi altrui rispondendo in merito a quello che uno scrive, per cui preferisce trasformare la discussione in rissa incominciando con l'equivocare apposta le cose scritte dagli altri. Ovviamente spero di sbagliarmi e che siano equivoci non voluti. Comunque da ora in poi cercherò di ignorare interventi che mi sembrano solo provocatori e non di discussione reale.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
Io capisco ciò che leggo e scrivo ciò che voglio dire; se tu, invece, scrivi pretendendo che gli altri capiscano tra le righe, allora devi chiarirlo prima....
Vedi che quello che ho scritto è chiarissimo e ritengo di conoscere abbastanza l'italiano se ti dico che "l'industrializzazione (allora) aveva regalato una speranza di un futuro (ora)" mi sembra ovvio il significato ovvero che alle origini dell'industrializzazione si pensava che nel futuro (e non allora OVVIO) avremmo potuto lavorare tutti meno ... invece oggi, che siamo nel futuro, sappiamo che così non è ed invece c'è chi continua a lavorare 8 e più ore al giorno (anche se meno di allora) e sempre più che si ritrovano disoccupati. Ho messo i sottotitoli fra parentesi ...
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01/01/2000 00:00
Certo A_fenice concordo anche perché la pratica di cercare di creare equivoci, per far dire a uno quello che non ha detto creando una discussione nella discussione, come quella di pescare una parola, citata in una risposta ad una domanda particolare, per giustificare uno degli equivoci creati mi ha francamente stancato.
blatore ha scritto:
Eroe apprezziamo e leggiamo volentieri le tue opinioni, ma le tue non quelle che ci propini con i link. Quello che si legge in giro qui non ci serve . ...
Vedi io non sono un famoso luminare per cui inserisco link che forse possono far capire meglio quello che sostengo. Poi se uno è convinto di avere la verità in tasca faccia come crede.
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01/01/2000 00:00
CERCOAMICI ha scritto:
Eroe ha scritto: .....Vuoi sapere perché ne parlo? Semplicemente perché credo che chi si avvicini alla pratica nudista dovrebbe essere più sensibile a quello che sta succedendo al pianeta a causa dell'attività umana.
Ma chi l'ha detto! Io non lascio i rifiuti in giro, rispetto gli altri, cerco di non inquinare, non fumo, ecc. Ma se non lo facessi...perchè non dovrei poter essere nudista, solo perchè non sono vegetariano, non faccio sport ?
Eroe ha scritto: 20 e più anni fa dicevo alla gente "stiamo attenti i soldi che la politica ci sta rubando con tangenti, spese gonfiate, consulenze con compensi assurdi, opere pubbliche che restano inutilizzate, ecc. prima o poi ci porteranno sul lastrico" e purtroppo ci siamo arrivati sulla soglia del lastrico ... nel contempo dicevo anche "vedete che a forza di creare discariche ovunque ed usare veleni per tutto prima o poi il nostro ambiente finirà col divenire invivibile" ancora non arriviamo forse al punto di non ritorno però stiamo facendo grandi passi avanti in tal senso e vedere allora indifferenza sul debito che cresceva ed ora ancora una sostanziale indifferenza verso l'ambiente mi lascia stupito.
1) Quali sono le opere pubbliche che sono inutilizzate? 2) Le discariche vengono create perché c’è gente come te che non vuole i termovalorizzatori , non tutto si può riciclare. [:142]
Tu dici "perchè non dovrei poter essere nudista" perché qualcuno te lo vieta? Qui si parla della filosofia naturista non di nudismo evidentemente hai sbagliato topic. 1) A Striscia la notizia più volte l'anno fanno vedere opere pubbliche incompiute ed altre finite e mai utilizzate chiedi a loro l'elenco. 2) Per ridurre al minimo ed eliminare le discariche è necessario fare una raccolta differenziata porta a porta che nel complesso costa meno e crea lavoro nell'indotto. http://www.youtube.com/watch?v=BUeVCjVn9ds Poi servirebbero leggi che riducano al minimo imballi ed altro inutili e l'uso di materiali non riciclabili. I cosidetti termovalorizzatori sono produttori di nanopolveri altamente tossiche e di residui anch'essi altamente tossici in quanto i rifiuti non è possibile dissolverli nel nulla come voi fate credere. http://www.youtube.com/watch?v=0wzVj44kWFM&NR=1 http://www.youtube.com/watch?v=mjZdoaKLhXA
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto:
Punti di vista, condivisibili o meno, ma insindacabili.
Questo è ovvio, ciò che volevo dire è che non avevo nessuna intenzione né di offenderti caro Conte, né tantomeno oserei sindacare sul tuo modo di vivere il naturismo. Rispetto tantissimo gli altri naturisti che frequentano il forum, sia te che Alex40, Blatore, così come Cordom e tanti altri. Certo che alcune tue espressioni sono piuttosto forti lette dal mio punto di vista ma che dire. Probabilmente hai vissuto il naturismo così a lungo e tanto intensamente che per te le etichette ideologiche non hanno alcun significato. Ma non per me, che mi accosto ad esso (il naturismo) con una matrice fortemente ideologizzata. Ciao.
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01/01/2000 00:00
Eroe ha scritto:
In effetti nello scritto del Conte traspare solo una specie di abitudine alla nudità al punto da essere "normale" come lo stare vestiti. E' un bene o un male? Francamente credo ne l'uno ne l'altro semplicemente si è talmente abituati a stare o non stare nudi che non ci si fa caso. Io quando sono in situazioni nudiste trovo normale chi sta svestito mentre chi non lo è mi trasmette una sfumatura di fastidio ma questa è una mia sensazione personale e basta.
Essere nudi o essere vestiti non è "indifferente": non è indifferente affatto! io ad esempio d'estate i vestiti non li sopporto per nulla, sto malissimo, mi sento qualcosa di appiccicato addosso ma non ho mai la percezione netta che essere vestiti è come essere nudi: col cavolo! dipendesse da me starei al 100% nudo tutto il giorno - sto vestito per convenzione sociale, per necessità, ma la mia fisiologia mi chiama alla nudità totale, sento che è l'organismo stesso che mi chiede di stare in omeostasi con l'ambiente circostante in nudità. Penso che l'innaturalità dei vestiti quando non vi è la necessità di proteggersi dai fattori ambientali e del tempo sia totale. Però anche in un contesto nudista: non è che se vedo gente intorno a me vestita o nuda è la stessa cosa. La mia nudità è confortata SOLO dall'altrui nudità: è la condizione orizzontale di eguaglianza e di eliminazione delle convenzioni sociali che rende la nudità rilassante, capace di trasmettere una sensazione di reale benessere - anche se devo ammettere che purtroppo le occasioni di nudità totale socialmente condivisa sono sempre più rare. Ma non è la stessa cosa che se mi trovo nudista in un contesto dove il 90% delle persone attorno a me hanno il costume - non importa di quale stato sociale, orientamento sessuale, età, sesso. E' come se anche in ambito nudista stesse passando - per osmosi quasi, il concetto che essere vestiti è la stessa cosa che essere nudi: ma quando mai? in nome di quella che sento dire in giro come "tolleranza alla nudità", o al contrario "tolleranza al tessilismo". Perchè il naturismo deve essere "tollerato"? è una condizione naturale, come si può "tollerare" ciò che è conforme alla natura umana? o al contrario, "tolleranza al tessilismo" in un contesto nudista: a che scopo? anche qua manca del tutto una autentica educazione alla nudità, che secondo me è conseguente ad un impoverimento o svuotamento della stessa filosofia naturista, privata del suo contenuto rivoluzionario e di autentico rinnovamento antropologico ed esistenziale. Ciao.
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto:
Non mi faccio tutte queste pare mentali. Trovo normale stare nudo in un contesto adatto quanto trovo normale stare vestito alla Standa. Di quello che fanno gli altri, sinceramente me ne infischio. Il giorno in cui mi mettessi a ragionare sul signoficato della nudità, sulla consuetudine e/o abitudine, percezione ecc.....garantisco che torno tessile.
Guarda che questa cosa qua è devastante: hanno normalizzato il nudismo, proprio quel che veniva fuori dall'articolo postato da Eroe. Ne hanno svuotato il contenuto filosofico ed antropologico relegandolo alla categoria di "menate mentali". Ma la cosa peggiore che posso leggere è questa:
Di quello che fanno gli altri, sinceramente me ne infischio.
Boh ma sta cosa qua per me non sta né in cielo né in terra. Questa è la fine del naturismo, davvero. La soggettività totale. Ma non posso dire caro Conte che sta cosa qua che scrivi tu mi è indifferente: come faccio? Poi certo uno può dire... mi hai frainteso! ma cavolo. Se il nudismo ci deve portare a questo, ovvero l'indifferenza... capisci? quello di cui parlava Alberto Moravia. Si va beh, è tutta una menata mentale. Ed è per questo che poi vi chiudono il Pizzo Greco. Non esiste più il naturismo, esiste solo l'indifferenza. Uno si spoglia, l'altro sta vestito, fuma e si fa i caz_i suoi. Non si era capito? beh, era proprio con questo tipo di edonismo che aveva a che fare l'articolo postato da Eroe. Ciao.
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01/01/2000 00:00
blatore ha scritto:
N77. . la fine d naturismo ? Ma se in Italia neanche è cominciato
Mica tanto: quello che è iniziato in Italia è esattamente il naturismo del Congresso di Cape d'Adge del 1974: ed è quello stesso edonistico "naturismo" dei Club Med, dei villaggi vacanze, dei campeggi alla Pizzo Greco, fortemente portati ad una vocazione esclusivamente commerciale. Il naturismo diventa un business come un altro. Ed è quello che interessa all'autore dell'articolo: è vero, il naturismo inizia con Bertrand Russell agli inizi del 1900 circa, poi si espande in Germania e Francia, diventa FKK, e si sposa con la cultura del vivere sano, ecologico, naturale, in cui il nudismo è solo uno degli aspetti - non il principale, ma diciamo la conseguenza naturale di uno stile di vita. Non una imposizione, ma la fine di un itinerario esistenziale che ha come termine la condivisione della nudità proprio nella prospettiva del ritorno dell'essere umano alle origini. Tanto per dire, questo tipo di naturismo secondo me vedrà il suo apogeo proprio in quelle "comuni" (una di queste era quella di Pizzo Greco) in cui il rifiuto della logica consumistica - del "produci e consuma" - su cui si basa la nostra economia mondiale, in cui l'essere "naturisti" era davvero la conseguenza di una scelta di vita radicale. Ma come conciliare la rapida espansione del naturismo a livello europeo con lo stile di vita moderno? Ecco perchè nasce il Congresso fondativo del naturismo mondiale, quello di Cape d'Adge del 1974, che se vogliamo è sempre frutto di un compromesso. Non possiamo permetterci un naturismo radicale? allora facciamolo diventare un "naturismo consumista" da villaggio vacanze, dove alla fine lo stesso nudismo diventa un optional, non il frutto di una scelta di vita - cosa che l'articolista rimarca con toni assai accesi ed in questo polemici. Tu che ne dici? non ti pare che a quasi 40 anni di distanza da quel Cape d'Adge il naturismo mondiale non sia in crisi? non è forse venuto il momento di una riflessione o di una rifondazione complessiva? Vedremo nei prossimi anni, perchè se tutta la nostra società è complessivamente in crisi - come valori, stile di vita, modalità di espansione con il concetto per me deleterio di "crescita forzata" - allora questo naturismo alla "club med" lo è ancora di più. Un caro saluto.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
Ah ah ah ah salomonico Cordom.... Cetamente dev'essere stato un tuo avo ad aver coniato il detto: "Un colpo al cerchio ed uno alla botte"
E' la saggezza francescana... Se il cristianesimo si potesse liberare da secolari ed ancestrali bigottismi, ne sarebbe rivelata l'autentica carica rivoluzionaria. Ma poco alla volta, non c'è fretta. Ed il nudo/naturismo ha una vocazione pedagogica in questo.
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01/01/2000 00:00
AeE ha scritto: Infine, non capisco perché lo stare nudi dovrebbe implicare un "ritorno alla natura" e stare vestiti no. Che vuol dire "ritorno alla natura"?
Semplicemente perchè nella filosofia naturista, l'uomo è nato per essere nudo. L'uomo nasce nudo, quindi la nudità è nel suo DNA, fa parte della sua natura: la condizione naturale per l'essere umano è la nudità. Ovviamente tu puoi anche non essere d'accordo, ed infatti la mentalità tessile ci porta inconsapevolmente ad un eccesso di esagerazione di tessuti, al punto che rivestiamo immediatamente i neonati: a quale scopo? per quale motivo? boh. Te lo dico subito: la sovrastruttura tessile, l'eccesso di tessilismo, non ha un significato "naturale" - naturale = conforme alla natura dell'uomo - ma bensì culturale. Ed allora i "naturisti" si ribellano a questo eccesso, a questa esagerazione di cultura tessile rifiutando il significato culturale dei tessuti ove non sia necessario né dalle condizioni metereologiche e climatiche né dal loro ruolo sociale e lavorativo. Quanto al tuo notevole interrogativo
Che vuol dire "ritorno alla natura"?
questo è un concetto o meglio un interrogativo eminentemente filosofico. Rimanda al concetto antropologico di "uomo": per i naturisti la natura dell'uomo è stata snaturata dall'eccesso di tecnologia. In un certo senso il ricorso alla tecnologia fa parte della stratificazione culturale antropologica umana, che viene ereditata dall'ambito sociale nel quale l'uomo nasce e si sviluppa, ma un eccesso, una esagerazione del ricorso alla tecnologia ne sta causando l'autodistruzione finale non solo dell'uomo stesso - con lo spreco e l'esaurimento delle risorse, ma anche dell'ecosistema nel quale vive. Per questo una riconsiderazione filosofica del ruolo e della natura dell'uomo nel contesto dell'ecosistema nel quale vive, ha portato ad importanti conseguenze del ruolo che la tecnologia riveste nello sviluppo sociale e antropologico dell'uomo. Non so se hai visto il film "Matrix" dei fratelli Watchowsky. Nel discorso finale che l'Agente Smith fa a Morpheus rientra qualcosa del genere: le macchine nella finzione filmica hanno assogettato l'uomo per salvaguardarne in un certo senso l'esistenza, dal momento che secondo l'agente Smith gli esseri umani si stavano comportanto nei confronti dell'ecosistema esattamente come dei VIRUS: moltiplicazione del loro patrimonio genetico ed esaurimento delle risorse naturali, mentre tutti gli altri esseri viventi, compresi ovviamente i mammiferi, sviluppano nei confronti del loro ambiente naturale (ecosistema) una sorta di equilibrio che ne preserva l'esistenza. Tutte questo tipo di considerazioni sono poi confluite nella filosofia e nella pratica ecologista ed ambientalista, che entrano a far parte del corpus culturale del naturismo, con in più il rifiuto radicale del significato antropologico dei vestiti (nudismo). Il naturismo è ambientalismo + nudismo: altrimenti i naturisti sarebbero solo ambientalisti/ecologisti/naturalisti e basta. Un caro saluto.
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto: Questo secondo me è assolutamente il succo di tutto!! L'altra sera, quando siamo venuti a bere il caffè, noi venivamo dal ristorante ed eravamo tutti belli vestiti e luccicanti, voi eravate nella vostra piazzola ed eravate nudi. Noi non ci siamo sentiti in obbligo di spogliarci e non lo abbiamo fatto, voi non vi siete sentiti in obbligo di vestirvi e siete rimasti nudi. La serata è stata splendida. Se ci fossimo dovuti spogliare o voi vestire, dove sarebbe finita quella libertà che poi è il vero piacere della nudità? Perchè non è poter esporre il pisello o le tette a dare piacere ma il senso di libertà che da il poter stare nel modo più naturale possibile.
Non so se ho capito bene, ma non vorrei che passasse il concetto che essere nudi in un contesto di nudità è la stessa cosa che essere vestiti. Se essere nudi è esattamente come essere vestiti, allora mi dite cosa giustifica la nudità, anche dal punto di vista psicologico? Non c'è forse qualcosa che si disinnesca nella nudità comune, ovvero la trasmissione a livello concettuale del messaggio sessuale? voglio dire, nel linguaggio corporeo della vestizione/svestizione è innescato il messaggio "disponibilità/non disponibilità" sessuale: è proprio attraverso i vestiti che "passa" il messaggio della disponibilità sessuale. Lo scopo primario della pratica della nudità in comune è proprio disinnescare - buttare acqua sul fuoco per così dire, il messaggio del gioco erotico, l'allusione trasversale - una scollatura, l'accavallarsi delle gambe come Sharon Stone in "Basic Instict", sono quelli che trasmettono il messaggio sessuale comunicato attraverso i vestiti e che è quello che si disinnesca proprio attraverso il nudismo. Ma essere nudi nella percezione comune, non è assolutamente vero che è equivalente all'essere vestiti, altrimenti il nudo diventa un vestito come un altro non vi pare? In altre parole, quando sono nudo in mezzo a nudi ho sempre la percezione della mia ed altrui nudità, non diversamente anche se a questo non associo assolutamente allusioni o venature di carattere sessuale. Così come al contrario, essere gli unici vestiti in un contesto nudo è un messaggio dissonante; oppure essere nudi dove tutti sono vestiti, non può essere contestualizzato nell'indifferenza, il messaggio comunicato sarà sempre dissonante ed è questa dissonanza che il naturismo dovrebbe evitare. Così come molti si lamentano quando nei villaggi naturisti circola tranquillamente gente in pareo, vestita o peggio costumata: non si annulla in questo modo il messaggio ed il significato del naturismo? anche se poi si possono avere le duemila giustificazioni del caso.
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto: Se è per questo, nasce anche munito di gambe fatte per correre. Contronatura quindi utilizzare mezzi di trasporto? (anche la bicicletta)
Stai glissando. AeE ha chiesto
Infine, non capisco perché lo stare nudi dovrebbe implicare un "ritorno alla natura" e stare vestiti no. Che vuol dire "ritorno alla natura"?
perchè mai l'andare in giro nudi dovrebbe essere più "naturale" dell'andare in giro vestiti, ed infatti ci sono tantissimi anzi la stragrande maggioranza di ecologisti, di ambientalisti WWF e di naturalisti che non sono affatto NUDISTI, rifiutano questo concetto puramente naturista della necessità antropologica, filosofica e culturale di andare in giro nudi. Non è un interrogativo ameno, ma filosofico: sulla natura di "uomo" ci possiamo confrontare per secoli con titanico confronto di fonti e di testi senza pervenire mai ad una conclusione, in fondo aderisci ad una scuola filosofica per ragioni ancestrali che non possiamo eviscerare in questa sede. Che significa essere "uomo"? perchè si è vero, insieme al DNA non vengono ereditati i vestiti, ma è anche vero che insieme al DNA ovvero al codice genetico è ereditato anche il MEME ovvero il codice culturale, ed è in questo codice culturale che i genitori si ostinano a vestire i neonati. Perchè mai dovrebbe essere "naturale" vestire un neonato? Gli mettono le scarpe e non può camminare! vedi quanto può essere ridicolo un eccesso di tessilismo... ma va beh. Ora in tutto questo che c'entrano i mezzi di trasporto? E' "naturale" la tecnologia? io dico di si, ma naturale in quanto fa parte del corredo culturale dell'uomo, ma un eccesso di tecnologia non è affatto naturale se va a compromettere l'equilibrio di un ecosistema. In questo contesto, è naturale la bicicletta (no emissioni CO2), non è naturale l'automobile (troppe emissioni CO2 0 = effetto serra).
Non è così semplice. La tecnologia fa parte dell'evoluzione. Ci sono primati che utilizzano utensili per cacciare e nutrirsi e questo li rende più longevi e superiori.
Vero e falso allo stesso tempo. Un uccello eredita i riti di corteggiamento con il corredo genetico, anche se non è chiaro in chiave puramente scientista come una cosa del genere sia possibile. Uno scimpanzé più simile all'uomo, eredita con i MEMI culturali l'uso del bastoncino per procacciarsi il cibo ricavando dalla corteccia degli alberi la trappola per catturare le formiche. L'uomo più simile in questo agli scimpanzé eredita l'uso della tecnologia per MEME culturale, non per patrimonio genetico, ma non si è mai vista una tribù di scimpanzé distruggere un ecosistema al mero scopo della sopravvivenza: l'uomo non distrugge ecosistemi solo per sopravvivere, lo fa anche per motivi culturali. Vedi Rapa Nui. Vedi la foresta dell'Amazzonia: desertificazione e deforestazione a scopi culturali, per produrre cellulosa e bio-carburanti. Che c'entra la sopravvivenza con tutto questo? Cosa vi è di naturale nel distruggere un ecosistema (ad esempio, lo sterminio dei tonni nel Mediterraneo) allo scopo di incrementare una economia di mercato o per pura speculazione? Io sono talmente tecnologico in questo che sono favorevole all'uso dell'iPad, se serve a preservare un ecosistema. Ma non sono tecnologico nel senso di coltivare una parvenza di tendenza autodistruttiva.
In natura, l'equilibrio tra ambiente e specie di cui parli, è mantenuto dall'evoluzione stessa. I più deboli soccombono, dando la possibilità riproduttiva solamente ai migliori.
Mica sempre è vero, anzi questo principio falsamente darwinista ha dato origine alle più deliranti degenerazioni del pensiero umano, vedi ad esempio il "MEIN KAMPF" di hitleriana memoria. La natura di per sé potrebbe rendere giustificabile anche lo sterminio, l'olocausto, il genocidio: in fondo anche i virus sono naturali. Non è forse naturale un'influenza o una polmonite? ed allora se è naturale una polmonite perchè i naturisti non vanno a morire ammazzati? non è forse questo il ragionamento che mi fai tu. Si una polmonite è naturale, quel che non è naturale è invece il significato culturale che tu dai al termine natura. Io non sono contrario all'uso della tecnologia: sono contrario al delirio tecnologico che porta alla catastrofica distruzione degli ecosistemi, tutto qua. Non sto predicando il ritorno alla vita aborigena, e grazie tante. Il segreto di tutto è nel concetto di EQUILIBRIO. Tutto qua. Si può sviluppare una tecnologia che sia ecosostenibile, anche andando tutti in bicicletta. E non c'entra col fatto che l'uomo quando nasce non nasce con i pedali ai piedi. [|)]
Se così fosse, gli uomini sulla terra sarebbero infinitamente di meno e sicuramente l'impatto sul pianeta non sarebbe preoccupante.
Infatti i problemi per l'uomo sono cominciati con la rivoluzione industriale.
Allora la scelta è: morire ancora per un'appendicite, per l'asma o per una polmonite lasciando crescere e moltiplicare solamente i migliori o accettare il compromesso?
Ti ho risposto sopra, per quanto possibile. Io non sono contrario all'uso della tecnologia, sono contrario a questo sistema di vita esasperato che sta compromettendo globalmente la sopravvivenza dell'uomo stesso. Non sto predicando il ritorno alla vita aborigena e non sono uno di quelli che vanno in giro senza cappotto quando ci sono - 25 gradi sotto il livello di congelamento dell'acqua. Il segreto della vita naturista è secondo me, quello di "SVILUPPO SOSTENIBILE", che confluisce in quello di equilibrio. Non tutta la tecnologia è da prendere e da buttare a mare.
Con questo dico che BISOGNA assolutamente salvaguardarlo, solamente che non è aderendo ad una dottrina naturista che si risolve il problema. Ci si pulisce solamente la coscienza.
Mica vero: movimenti insignificanti dal punto di vista statistico hanno la capacità di smuovere le coscienze e di influenzare movimenti politici a livello globale che si traducono in fatti concreti. I radicali erano insignificanti dal punto di vista delle statistiche: eppure dobbiamo a loro i più grandi cambiamenti epocali sul piano sociale, vedi le leggi sull'aborto e sul divorzio. Piccoli movimenti anche insignificanti producono film, libri, sondaggi di opinione: se nessuno avesse preso coscienza del buco nell'ozono ancora staremmo a produrre frigoriferi con clorofluorocarburi. Forse i naturisti sono insignificanti dal punto di vista statistico, e forse non tutti vivono secondo i principi che declamano. Ma questo non vuol dire che le loro idee non portino a cambiamenti globali sulla nostra consapevolezza di esseri umani in un pianeta non illimitato per le risorse disponibili. Ciao e grazie del contributo.
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01/01/2000 00:00
Innanzitutto benvenuta nel forum, cara consorte di AeE.
in questo momento, scrivendo da un tecnologico computer, utilizzando una tecnologica connessione internet, seduto tecnologicamente comodo in un edificio sufficientemente tecnologico dotato di tecnologiche corrente elettrica, acqua corrente e gas, ti stai sentendo snaturato? [:D]
Capisco la battuta, ma non confondo la filosofia di vita naturista con la vita degli Amish. Infatti gli Amish http://it.wikipedia.org/wiki/Amish sono quanto di meno tecnologico ed integralista potremmo concepire, ma non sono naturisti. Rinuncia alla tecnologia e sviluppo ecosostenibile non sono in conflitto tra di loro. La domanda in fondo è sempre quella: perchè nudi? con quale necessità? se sei naturista è perchè hai trovato a tuo modo, una risposta a questo interrogativo e vi aderisci nei limiti di una vita adeguata negli standard delle tue esigenze, nessuno si auspica il ritorno allo stile di vita aborigeno dicevo più sopra rispondendo al Conte Max. Essere naturisti significa anche un ritorno all'essenzialità: altrimenti sarei semplicemente ambientalista o ecologista, ed io non ho nulla contro gli ambientalisti o gli ecologisti. Ce l'ho con l'atteggiamento scientista che sta devastando il pianeta. Ritorno all'essenziale che corrisponde a questo: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pioneer_plaque_%28transparent%29.svg Quando a Carl Sagan chiesero di disegnare un simbolo che potesse rappresentare l'umanità nella sua essenzialità, scelse proprio un uomo ed una donna nudi, al punto che all'uomo Sagan gli disegnò pure il pisellino, così i nostri amici ET si potranno fare un'idea di ciò che era l'uomo nel suo desiderio di conoscere i confini dell'esistenza nella sua essenzialità. Essenzialità che per me è perfettamente conforme alla filosofia naturista, di ritorno alla natura - all'essenza dell'uomo. L'immagine è di dominio pubblico e siccome la amo particolarmente, non farò nessun torto se la riporto qui sotto. Immagine utente Ciao ed un caro saluto.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
Mettersi nudi a spiaggia....dimenticarsi tutto e tutti...affondare placidamente nell'oblio del relax senza seghe mentali... No eh?
Ma questo lo facciamo sempre, Siman. Ovvero tutte le volte che ci è consentito, nella semplicità più assoluta. Però dico una cosa: se ti è permesso spogliarti e goderti la nudità in determinati momenti, è proprio perchè qualcuno si è interrogato, si è posto alcune domande e si è organizzato insieme ad altri per ottenere alcuni diritti sociali, tra cui il diritto di spogliarti e goderti la nudità. Senza naturisti, niente nudismo. Se fosse così semplice poi, non ci sarebbe manco bisogno di discuterne in questo forum. Ciao.
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto:
Mi piace un casino l'esposizione di AeE. [:)]
Ed infatti su questo aspetto ci siamo scontrati diverse volte: io rifiuto lo scientismo come paradigma culturale, ne vedo qualcosa di fortemente deleterio anche se "efficace" dal punto di vista della moltiplicazione del patrimonio genetico umano. Uno scientista ti dirà che non importa che l'essere umano alla fine distrugga la Terra, perchè alla fine la tecnologica (Homo technologicus al posto di Homo sapiens sapiens) gli fornirà i mezzi per spostarsi da qualche altra parte, forse un altro pianeta. Esattamente come un virus. Mentre la coscienza ecologica parte da una diversa consapevolezza: nel linguaggio kuhniano è stato un mutamento di paradigma che parte proprio da quell'immagine della Terra come una navicella spaziale sospesa nel nulla del vuoto cosmico http://blog.libero.it/interiorlanding/8962214.html , l'eredità che abbiamo ricevuto dai nostri padri e che la coscienza ci obbliga a preservarne l'integrità. Come dicevo concetti che sono confluiti nel naturismo, anche se il naturismo è conseguenza in un certo senso dell'ambientalismo e dell'ecologismo (oltre che del naturalismo come studio degli ecosistemi). Leggiti anche Paul K. Feyerabend nel suo magistrale "Dialogo sul Metodo" (contro il delirio scientista) e Fritjof Capra ne "Il Punto di Svolta" per il mutamento di paradigma. Anche se un po' vecchiotti sono dei testi molto validi per dare un po' di respiro filosofico ad un "nudismo" dei minimi termini - il nudismo del "Villaggio Vacanze Val-Tour" contro il quale si scaglia in toni fortemente polemici l'autore dell'articolo citato da Eroe e che ha dato inizio a questo thread. Ciao.
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