Mentre attendo la risposta alle 2 domande che ho fatto prima, faccio un passo ulteriore.
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| Nathanaele77 ha scritto:
Non credo che Feyerabend fosse così cretino da non sapere come funziona un tostapane.
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No, il problema non è il come. È il perché. Se è vero quello che Feyerabend sostiene, il tostapane non dovrebbe funzionare. E invece funziona.
Tu hai fatto l'esempio dell'indiano Hopi che abbrustolisce il pezzo di pane su una pietra riscaldata sul fuoco generato dalla legna.
E io, pur "intriso nel mio paradigma culturale occidentale", non ho alcun problema a concludere che in tal modo il pane si abbrustolisce. Se non sono convinto, mi basta ripetere l'esperimento ed osservare che in effetti il pane si abbrustolisce.
E non è nemmeno un problema di modelli. Io spiegherò l'abbrustolimento del pane in termini di temperatura, cioè vibrazione di atomi, e conseguente cambiamento chimico del pane innescato dall'aumento di temperatura della sue superficie. L'indiano Hopi magari in termini di spirito della pietra che, solleticato dallo spirito del fuoco, annerisce lo spirito del pane (faccio per dire) o non se lo spiegherà affatto. E poi al massimo potremo discutere di "capacità" dei due modelli.
Ma resta il fatto che il pane si abbrustolisce sia per me che per l'indiano. Resta il
fatto che il pane è abbrustolito per entrambi. Resta il
fatto che l'abbrustolimento è oggettivo e non dipende da alcun paradigma culturale.
Allo stesso modo, se io porto un tostapane ed un generatore di corrente diesel ad un indiano Hopi, anche lui concluderà necessariamente che il pane si abbrustolisce. Anche nel caso del tostapane, indipendentemente dalla spiegazione che si dà del funzionamento dello stesso, sia io che l'indiano Hopi concludiamo che il pane abbrustolisce.
Sono assolutamente d'accordo che per usare con continuità e su larga scala lo strumento tostapane+generatore diesel l'indiano dovrà poi preoccuparsi di procurarsi petrolio, raffinarlo etc…, con tutto ciò che ne consegue, ma non è questo il punto. Il punto è che davanti a questo "strumento", entrambi, osservando il pane prima e dopo averlo utilizzato, concludiamo che questo funziona, esattamente come funziona il fuoco sotto la pietra, a prescindere dal paradigma culturale nel quale siamo cresciuti. Ovvero che è oggettivo che il tostapane, come il fuoco sotto la pietra, funzioni.
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| Nathanaele77 ha scritto:
E non credo che voglia mettere in discussione l'oggettività del mondo esterno e la riproducibilità che sta alla base del metodo scientifico: quel che mette in discussione Feyerabend è l'arrogante supponenza del metodo "scientista" (e non scientifico) di avere una spiegazione a tutto, e questo proprio nel paradigma della causalità e della cosiddetta oggettività e riproducibilità del metodo scientifico. Perchè i fiori di Bach o l'agopuntura, o la medicina Ayurveda dovrebbero funzionare al di fuori del paradigma culturale che li ha generati?
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Perché non è un problema di paradigma culturale: esattamente come il tostapane e la pietra riscaldata dal fuoco, i fiori di Bach o l'agopuntura o la medicina Ayurveda o anche la medicina scientifica occidentale
o funzionano oppure no. Poi io posso decidere se implementare o meno tutta la "sovrastruttura" che occorre per usarli efficacemente su un gran numero di persone, ma questa è un'altra questione, assolutamente distinta dal fatto che l'una o l'altra o l'altra ancora funzionino oppure meno.
Non solo. Usando il metodo scientifico, che ti piaccia o meno, io posso scoprire se i fiori di Bach o l'agopuntura o la medicina Ayurveda funzionano, esattamente come ho da tempo scoperto che la medicina scientifica occidentale funziona.
Prendiamo per esempio l'agopuntura ed andiamo in un luogo dove la si pratica. Consideriamo un medico orientale M esperto di medicina cinese ed i pazienti ai quali egli ha diagnosticato il "fuoco alla milza".
Questo è il nome di una "malattia" secondo la medicina orientale, ed io non faccio alcuna ipotesi occidentale sull'esistenza effettiva di tale malattia né mi preoccupo di fare una diagnosi occidentale del tipo di problemi che tali pazienti accusano.
Mi basta sapere che, secondo la medicina orientale, quei pazienti hanno una certa malattia che loro chiamano "fuoco alla milza".
Lascio che il medico orientale M stabilisca la cura. Supponiamo che questa consista nell'applicare degli aghi in certi punti del corpo umano, che il medico ha indicato secondo la terminologia della medicina orientale.
A questo punto mi procuro due agopuntori A1 e A2. Il primo, A1, applicherà gli aghi secondo la "ricetta" di M. Al secondo dò una "ricetta" orientale diversa. Il risultato è che quando M avrà indicato quello che nella nostra cultura corrisponde al lobo dell'orecchio destro per l'applicazione di un ago, A1 lo applicherà lì, mentre A2 lo applicherà, per esempio, sulla 2° falange del mignolo della mano sinistra.
Affido il 50% dei pazienti ad A1 ed il resto ad A2, facendo in modo che M non sappia quali pazienti sono stati "punti" da A1 e quali da A2. Dopodicché affido i pazienti nuovamente ad M di modo ché sia lui stesso, secondo la medicina orientale, a stabilire quali siano guariti dal "fuoco alla milza" e quali no.
Come vedi, in questo modo io non entro mai nella questione di dare un giudizio "occidentale" su quella che gli orientali chiamano "malattia", su come la si cura e su come si valuta la guarigione.
È la medicina orientale a fare la diagnosi, a prescrivere la cura e a valutare i risultati dell'applicazione della cura.
Io ho soltanto cambiato, all'insaputa di tutti, la cura al 50% dei pazienti. Ho soltanto elaborato, come il metodo scientifico insegna, una strategia che mi permette di raccogliere dati
oggettivamente.
Ora, se l'agopuntura funziona, io mi aspetto
almeno che M debba fornire giudizi migliori sullo stato di salute dei pazienti curati da A1 rispetto a quelli curati da A2. Se non ci sono differenze significative fra i due gruppi di pazienti, sempre a giudizio di M, devo necessariamente concludere che l'agopuntura non funziona.
Sei d'accordo o meno?
Può l'agopuntura funzionare e
contemporaneamente non superare questo test?
La risposta è
no. Addirittura, un test del genere funzionerebbe anche se la fisiologia dell'organismo dei cinesi fosse completamente diversa da quella di un occidentale!
Ma se tu la pensi diversamente, sarei lieto di ascoltare in che modo potrebbe accadere che l'agopuntura funzioni senza superare questo banale test.
Ora, il punto è che di test del genere, congegnati in modo da raccogliere dati oggettivamente, sull'agopuntura ne sono stati condotti a migliaia. Ed i risultati sono chiari. L'agopuntura funziona esclusivamente come lieve analgesico ed indipendentemente da dove sono infilati gli aghi. Sia che questi siano disposti secondo le indicazioni della medicina orientale, sia che questi siano disposti "ad capocchiam", l'unico effetto distinguibile dal placebo dell'agopuntura è una lieve funzione analgesica. Questo significa anche che quelle famose immagini con quei "meridiani" sul corpo umano, tipo questa:

sono irrimediabilmente
fuffa. Punto.
Anche riguardo a fiori di bach, o all'omeopatia di cui ho già parlato, è facile elaborare strategie che consentano la raccolta oggettiva dei dati. E le cose stanno ancora peggio. Nessun effetto distinguibile dal placebo. Che ti piaccia o meno.
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| Nathanaele77 ha scritto:
semplicemente perchè il metodo scientifico non esporta l'oggettività causale del mondo, esporta l'orizzonte culturale scientifico che l'ha generato. In altre parole, volendo produrre pennicillina in Kenya o esporti l'intera civiltà che ha prodotto la pennicillina o ti servi di un qualche metodo scientifico e tecnologico (aerei o navi) per trasportare la pennicillina in Kenya. L'efficacia causale non è solo la sua riproducibilità: è la supposta superiorità del metodo scientifico rispetto ad altre culture millenarie che non hanno bisogno del "metodo" e della "spiegazione scientifica del mondo" (riproducibilità) per funzionare.
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Se tu dai la penicillina ad un tizio ammalato da batteri che non hanno ancora sviluppato resistenza alla stessa, statisticamente quel tizio guarisce. Se tu non gliela dai, quello statisticamente crepa. A prescindere che stia in Kenya, in Monzambico o sul Machu Picchu, a prescindere dal suo paradigma culturale e a prescindere da qualsiasi "orizzonte culturale scientifico".
Poi possiamo discutere quanto vuoi sull'opportunità e/o gli effetti a lunga durata di esportare su vasta scala la medicina occidentale in Kenya.
Detto in altri termini, il problema è che Feyerabend getta il bambino con l'acqua sporca.
A.